1. Smazzato  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4930908
    Sembava quasi paradossale che un autore acclamato e prolifico come Reiner Knizia, padre di capolavori come Tigris & Euphrates o Samurai, non avesse mai vinto il prestigioso premio tedesco, considerato alla stregua dell'Oscar per i giochi da tavolo. A rimediare troviamo quest'anno Keltis, elaborazione multigiocatore de Le Città Perdute che ha finalmente portato nelle mani dell'autore l'ambito premio. Ora che il gioco è disponibile nell'edizione italiana di Giochi Uniti gli ...
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
    Rantolii, niuz e boiate videoludiche su Il Paradroide e Outcast.it.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4981589
    Provato ieri sera. Dall'alto della mia inesperienza, preferisco altre tipologie di giochi.
    Qui la fortuna condiziona molto l'andamento della partita e, se la pesca delle carte ti sfavorisce, difficilmente potrai raggiungere un buon punteggio. Inoltre i giocatori vanno per la loro strada indipendentemente dalle scelte degli altri.
    Gli scarti rappresentano l'unico punto di contatto fra le strategie di ognuno, ma, in questo modo, al più si può cercare di non favorire eccessivamente l'avversario mettendogli a disposizione una carta utile, di certo invece non si può rallentarlo o fargli cambiare tattica.
    Aggiungo poi che, personalmente, manca anche quel "setting" che faccia immedesimare il giocatore nelle meccaniche della partita. Il discorso del cammino verso l'illuminazione non regge, fosse stato "il cammino verso la toilette" non sarebbe cambiato nulla. :D
  3. Smazzato  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4981849
    Shurigan ha scritto:
    Provato ieri sera. Dall'alto della mia inesperienza, preferisco altre tipologie di giochi.
    Qui la fortuna condiziona molto l'andamento della partita e, se la pesca delle carte ti sfavorisce, difficilmente potrai raggiungere un buon punteggio. Inoltre i giocatori vanno per la loro strada indipendentemente dalle scelte degli altri.
    Gli scarti rappresentano l'unico punto di contatto fra le strategie di ognuno, ma, in questo modo, al più si può cercare di non favorire eccessivamente l'avversario mettendogli a disposizione una carta utile, di certo invece non si può rallentarlo o fargli cambiare tattica.
    Aggiungo poi che, personalmente, manca anche quel "setting" che faccia immedesimare il giocatore nelle meccaniche della partita. Il discorso del cammino verso l'illuminazione non regge, fosse stato "il cammino verso la toilette" non sarebbe cambiato nulla. :D
     In effetti il motivo del cambio di ambientazione è decisamente oscuro.

    Detto questo, come gioco per famiglie è ben fatto e può piacere a praticamente ogni fascia d'età. Concordo però con il peso della pesca delle carte.
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
    Rantolii, niuz e boiate videoludiche su Il Paradroide e Outcast.it.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4982071
    Stefano Castelli ha scritto:
    In effetti il motivo del cambio di ambientazione è decisamente oscuro.

    Detto questo, come gioco per famiglie è ben fatto e può piacere a praticamente ogni fascia d'età. Concordo però con il peso della pesca delle carte.
    Probabilmente infatti, esclusa la componente fortuna, nel suo genere sarà un buon esponente; è il genere stesso però che non mi affascina. ^^

  [Recensione Keltis] Il gioco dell'Anno secondo Reiner Knizia

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina