1. Fade to Black  
        Mi trovi su: Homepage #4937814
    Ho sempre pensato che la società italiana considerasse il bambino alla stregua di un inerme sacco da botte, tanto da spiegare la maniaca apprensione con la quale videogiochi, programmi televisivi, pubblicità sui giornali o frequenze radio sono regolamentate per impedire che le giovani menti possano essere disturbate e traumatizzate da situazioni sopra l'umana comprensione. Mi ricordo le interpellanze parlamentari per mettere al bando la trasmissione di Goldrake o Mazinga Z ...
  2. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4937819
    Nuovo "Bandito", che riguarda un argomento che mi sta particolarmente a cuore e su cui mi piacerebbe sentire anche le vostre considerazioni.

    Da quando ci occupiamo direttamente di Kids (sono solo pochi mesi, prima era gestito dai ragazzi di Videogame SRL), ci siamo trovati di fronte a una realtà che, in fondo, non ci ha sorpresi più di tanto.

    Come nei videogiochi "da grandi" c'è chi ha un'idea e chi la copia pedissequamente per sfruttarne il trend, anche nei giochi cosiddetti "per bambini" ci troviamo di fronte a ottimi prodotti, buone idee, titoli stimolanti e a copie a basso costo di quanto fatto da altri. Produzioni talmente povere da rendere impossibile trovare un singolo motivo per consigliarne l'acquisto.

    Ovviamente, non ci si pone di fronte a questi titoli con l'approccio critico tipico delle recensioni di Nextgame.it, perché è ovvio che la semplicità di certi giochi vada contestualizzata ragionando sul pubblico a cui sono destinati. Ma quello che non sembra capire chi questi giochi li realizza è che non per questo noi si debba sdoganare qualsiasi schifezza colorata come "accettabile, perché è per i bambini". Come se, come scrive appunto il Fog, si trattasse di un pubblico di lobotomizzati passivi quando invece, e tanti di noi lo stanno vivendo giorno dopo giorno, la reazione agli stimoli più diversi è proprio quanto di più spettacolare si possa osservare in un bambino.

    Insomma, basta una volta per tutte al concetto "ma è per bambini!" usato per giustificare qualsiasi porcata puffettosa e colorata. Che ne pensate?
    http://www.facebook.com/VITSole
  3. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #4937860
    |Sole| ha scritto:
    Nuovo "Bandito", che riguarda un argomento che mi sta particolarmente a cuore e su cui mi piacerebbe sentire anche le vostre considerazioni.

    Da quando ci occupiamo direttamente di Kids (sono solo pochi mesi, prima era gestito dai ragazzi di Videogame SRL), ci siamo trovati di fronte a una realtà che, in fondo, non ci ha sorpresi più di tanto.

    Come nei videogiochi "da grandi" c'è chi ha un'idea e chi la copia pedissequamente per sfruttarne il trend, anche nei giochi cosiddetti "per bambini" ci troviamo di fronte a ottimi prodotti, buone idee, titoli stimolanti e a copie a basso costo di quanto fatto da altri. Produzioni talmente povere da rendere impossibile trovare un singolo motivo per consigliarne l'acquisto.

    Ovviamente, non ci si pone di fronte a questi titoli con l'approccio critico tipico delle recensioni di Nextgame.it, perché è ovvio che la semplicità di certi giochi vada contestualizzata ragionando sul pubblico a cui sono destinati. Ma quello che non sembra capire chi questi giochi li realizza è che non per questo noi si debba sdoganare qualsiasi schifezza colorata come "accettabile, perché è per i bambini". Come se, come scrive appunto il Fog, si trattasse di un pubblico di lobotomizzati passivi quando invece, e tanti di noi lo stanno vivendo giorno dopo giorno, la reazione agli stimoli più diversi è proprio quanto di più spettacolare si possa osservare in un bambino.

    Insomma, basta una volta per tutte al concetto "ma è per bambini!" usato per giustificare qualsiasi porcata puffettosa e colorata. Che ne pensate?
     E' così. L'etichettare un prodotto "per bambini" ne giustifica ogni magagna oggettivamente riscontrabile. Dalla pochezza del gioco inteso come gameplay alla scarsa cura attorno al prodotto.
    Ma trovo essenziale, probabilmente perchè è una realtà che ho maggiormente sotto gli occhi,  sottolineare i primi passaggi dell'editoriale dove si parla dei genitori che sottovalutano, magari ridacchiando con sufficienza, gli avvertimenti, stampati sulle confezioni e ribaditi da qualcuno con un po' di sale in zucca, riguardo alla non idoneità di alcuni titoli (molti a dire il vero) per i più piccoli. Il fatto che una madre affermi tra il divertito e il quasi orgoglioso (ah il mio ometto!), parole ahimè sentite di prima mano, "mio figlio se non vede il sangue non si diverte" quando cerco di sconsigliargli Assassin's Creed è un chiaro esempio di come i problemi morali non sussistano di fronte all'oggettività ma vengano messi in secondo piano dalla natura stessa del prodotto. Salvo tornare prepotentemente in seguito ad eventi da telegiornale.
    La violenza nei vg, che va ben oltre il sangue, spesso viene tollerata e sottovalutata dai genitori proprio perchè all'interno di un gioco, una roba per bambini dunque a priori, e viene riscoperta per trovare un capro espiatorio facile di fronte ad ogni caso di devianza. Ma, cari genitori, quei giochi chi glieli ha comprati? Chi passa 20 volte al giorno davanti alla tv e osserva, divertito, il figlio di sfuggita trucidare il cattivone di turno?
  4. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #4937940
    Innazi tutto per quanto riguarda la prima parte dell'articolo non posso che tornare a consigliare questo libro:
    http://www.nipponico.com/dizionario/m/mazinganostalgia.php
    La qualità dei cartoni animati che ho visto da piccolo era elevatissima. Mi hanno insegnato un sacco di cose. Non a leggere e a scrivere (a parlare sì, senza dubbio), ma cose sulla vita, sul bene e sul male, sui valori umani, su come metterli in una scala. Insomma, fate vedere ai vostri figli tanti Cavalieri dello Zodiaco.
    Per il resto...
    Il triangolo genitore, bambino, videogioco è davvero instabile e pieno di inquietanti incognite.
    Star dietro ai figli è un dovere inderogabile del genitore. Ma anche trovare il modo di farli stare tranquilli un'ora si rivela oggettivamente necessario. Se c'è una cosa che il bambino fa volentieri, anzi desidera fare quella cosa, e se questa cosa lo "ipnotizza" o lo rende un po' "sedato", è dura per la mamma resistere alla tentazione, considerando anche che al giorno d'oggi le mamme lavorano quasi tutte.
    E' tuttavia fin troppo facile farsi prendere la mano e lasciare i figli davanti alla playstation a tempo indeterminato, perchè ciò è veramente dannoso a livello psicofisico. Da piccolo giocavo molto si più e i giochi generalmente erano molto più frenetici e psichedelici di adesso. A volte avevo delle immagini persistenti nella cervello e delle difficoltà a dormire.
    Chi deve gestire tutto ciò? Voi ce lo avete presente l'attuale genitore medio (almeno italiano). Vi sembra in grado di programmare la giornata dei suoi figli sulla base di queste considerazioni? Per me: no. Il genitore, se va bene, lavora, torna a casa, mangia e va a dormire. A Natale compra la playstation ai figli. Stop.
    Discorso simile per i generi di giochi adatti o meno ai bambini. Ammesso che si possano trovare regole generali per stabilire in modo univoco che cosa è adatto a un bambino e che cosa no, chi in pratica applica queste regole? Il genitore attuale non sa la differenza tra GTA e Spyro. Quello futuro la conoscerà, ma magari dirà "io a 7 anni giocavo a Final Fight, mio figlio può anche giocare a Manhunt, che male non gli fa".
    Per quanto riguarda la qualità dei giochi, si sa che alcuni ritengono che le cose per bambini possono essere anche di qualità inferiore, tanto chi se ne frega. Cominciando dalla scuola. Dalla scuola dei bambini e anche dalla scuola dei maestri. Ora come ora non saprei, ma ai miei tempi le magistrali erano il rifugio dei peggiori asini della peggio gioventù, ma tanto per fare il maestro elementare che cosa ci vuole!
    Giudicare un prodotto per bambini è comunque una cosa molto delicata. Personalmente con i miei schemi mentali da adulto (almeno all'anagrafe), farei rinchiudere immediatamente gli autori dei Teletubbies. Eppure sono fatti sulla base di studi specifici sulle percezioni e sulle necessità dei bambini in età prescolare. Ho potuto constare che ne vanno pazzi. Oppure io condanneri alla sedie elettrica la gang della Melevisione, non vorrei ritrovarmi fra vent'anni con una intera generazione di effeminati. Eppure il programma che è un insulto alla mia intelligenza, può essere stimolante per un bambino di 5 anni.
    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  5. Fade to Black  
        Mi trovi su: Homepage #4938227
    Myau ha scritto:
    Giudicare un prodotto per bambini è comunque una cosa molto delicata. Personalmente con i miei schemi mentali da adulto (almeno all'anagrafe), farei rinchiudere immediatamente gli autori dei Teletubbies. Eppure sono fatti sulla base di studi specifici sulle percezioni e sulle necessità dei bambini in età prescolare. Ho potuto constare che ne vanno pazzi. Oppure io condanneri alla sedie elettrica la gang della Melevisione, non vorrei ritrovarmi fra vent'anni con una intera generazione di effeminati. Eppure il programma che è un insulto alla mia intelligenza, può essere stimolante per un bambino di 5 anni.
     No, beh. Calma. Se una persona dà un giudizio su un prodotto destinato ad un pubblico per bambini basandosi unicamente su metri comparativi tipici degli adulti, allora non ci siamo proprio. Nemmeno io mi fermo a guardare i Teletubbies, ma ne conosco le peculiarità educative proprio perchè è stato più volte soggetto di studi da parte del settore. Non si sta dicendo che il recensore di un titolo per bambini deve costringersi a tornare in età scolare per capire se il videogioco in questione può essere meritevole o meno di attenzione: è un atteggiamento che non paga e fallirebbe già in partenza. L'unica soluzione è documentarsi.Personalmente ho cinque anni di pedagogia alle spalle... ho fatto tirocinio per qualche anno anche nelle elementari - lo so, non si direbbe ma è così - e quindi, forse, ho qualche facilità maggiore nel giudicare prodotti di questo tipo.
    Si badi bene, non sto dicendo che sia un compito facile recensire un videogioco per un bambino... tutt'altro. Capisco magari anche qualche mio collega che può sbuffare di fronte all'ennesimo Giulia Passione o compagnia bella. Ma il segreto è, appunto, quello di documentarsi dove possibile e, dove la strada non è praticabile, agire secondo il buon senso personale: regalerei un gioco del genere a mio figlio / fratello / nipote?


    Fermo restando che il videogioco per bambini non è ancora così "raffinato" da richiedere un'esperienza importante per essere valutato - l'ultimo che mi viene in mente è Prova del 10, che ho recensito io stesso, perchè dietro c'è un lavoro non banale di costruzione artistica e didattica. Spesso la bieca operazione commerciale si vede lontano un miglio e denunciarla è sufficiente per rendere un buon servizio al genitore che deve acquistare.
  6. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #4938231
    fogman ha scritto:
    Personalmente ho cinque anni di pedagogia alle spalle... ho fatto tirocinio per qualche anno anche nelle elementari - lo so, non si direbbe ma è così - e quindi, forse, ho qualche facilità maggiore nel giudicare prodotti di questo tipo.
      Si ma dillo che erano le elementari del bronx dove il più piccolo ha 26 anni ed il più pulito spaccia crack :D
  7.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4938340
    Di solito regalo giochi belli ai miei nipoti fregandomene altamente dei trend e delle etichette (ovviamente entro le regole del buonsenso) dato che come scrive il bandito il compito della censura è quello di segare i prodotti violenti non quelli idioti, quindi se faccio giocare mio figlio con l'immondizia a fiorellini posso stare tranquillo che non si lamenterà mai nessuno.

    Il problema è che è difficile trovare una censura imparziale dato che pure questi devono mangiare.

    IMHO vale la regola di sempre del chi più ne sa lo adopera.

    p.s. Plauso con genuflessione all'articolo.

    [Modificato da Drone il 27/12/2008 20:34]

    "No gods or kings. Only Man"

    www.retro-gaming.it
  8. sulla Home  
        Mi trovi su: Homepage #4938525
    Il vero punto dell'articolo è la difficoltà nel recensire il titolo per bambini che, da parte di un adulto senza nozioni sulla psicologia infantile, non è facile per niente. Qui non bisogna solo valutare la validità del prodotto in termini di tutti i suoi parametri, ma farlo immedesimandosi in chi ne andrà a fruire. Il tutto considerando che è un mercato nuovo, nel senso che fino a poco fa di tutta l'erba ludica veniva fatto un fascio, destinato ai bambini, solo ultimamente il mercato comincia a rivolgersi a fasce di pubblico specifiche. E, da buon mercato nuovo, mancano termini di paragone più o meno importanti, mancano sperimentazioni che evidenziano le tendenze, manca insomma una storia.

    Tutto questo secondo me, auspicando che il settore sia in espansione e che, una volta per tutte, i videogiochi "maturi" vengano lasciati in pace assieme alla gioia dei loro fruitori, che potrebbero finalmente non vedersi più censure, rende il canale Kids difficile da gestire.
    /!\L'uccello del malaugurio di NextGame/!\

    http://next.videogame.it/forum/viewtopic.php?id=1411917#1413227
  9. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4939276
    Myau ha scritto:
    .
    E' tuttavia fin troppo facile farsi prendere la mano e lasciare i figli davanti alla playstation a tempo indeterminato, perchè ciò è veramente dannoso a livello psicofisico.

     Al contrario, penso che la vera dimensione del videogioco per bambini dovrebbe essere sociale, e quindi coinvolgere il genitore nell'attività ludica. Il bambino ha bisogno di essere sostenuto nella sua attività. Prodotti che possono far interagire genitori e figli, e che al contempo hanno un buon carattere educativo/ludico, potrebbero risultare ottimi mezzi per lo "sviluppo".

    Apprezzabilissima la sfida intrapresa da next con l'apertura del canale kids. Sapere che tra le fila di redattori ci sono ragazzi con famiglia, o che hanno a che fare con bambini è un surplus non da poco. ;)
  10.     Mi trovi su: Homepage #4939426
    |Sole| ha scritto:
    Nuovo "Bandito", che riguarda un argomento che mi sta particolarmente a cuore e su cui mi piacerebbe sentire anche le vostre considerazioni.

    Da quando ci occupiamo direttamente di Kids (sono solo pochi mesi, prima era gestito dai ragazzi di Videogame SRL), ci siamo trovati di fronte a una realtà che, in fondo, non ci ha sorpresi più di tanto.

    Come nei videogiochi "da grandi" c'è chi ha un'idea e chi la copia pedissequamente per sfruttarne il trend, anche nei giochi cosiddetti "per bambini" ci troviamo di fronte a ottimi prodotti, buone idee, titoli stimolanti e a copie a basso costo di quanto fatto da altri. Produzioni talmente povere da rendere impossibile trovare un singolo motivo per consigliarne l'acquisto.

    Ovviamente, non ci si pone di fronte a questi titoli con l'approccio critico tipico delle recensioni di Nextgame.it, perché è ovvio che la semplicità di certi giochi vada contestualizzata ragionando sul pubblico a cui sono destinati. Ma quello che non sembra capire chi questi giochi li realizza è che non per questo noi si debba sdoganare qualsiasi schifezza colorata come "accettabile, perché è per i bambini". Come se, come scrive appunto il Fog, si trattasse di un pubblico di lobotomizzati passivi quando invece, e tanti di noi lo stanno vivendo giorno dopo giorno, la reazione agli stimoli più diversi è proprio quanto di più spettacolare si possa osservare in un bambino.

    Insomma, basta una volta per tutte al concetto "ma è per bambini!" usato per giustificare qualsiasi porcata puffettosa e colorata. Che ne pensate?
     Guarda.. la cosa mi ha sempre interessato molto in quanto, per esperienza personale, ho sempre fruito fin dalla più tenera età di materiale non proprio per bambini.

    Mi spiego meglio... dato che ero irrequieto da piccolo, mia madre mi insegnò a leggere presto per potermi far fare qualcosa che non fosse saltellare pe casa come un matto... più o meno a 4 anni... ma cosa leggevo? beh, inizialmente Topolini e via dicendo, ma entro i 6 anni cominciai, un po' per emulazione, a leggere gli stessi fumetti di mia madre... Diabolik e Tex.

    Ora, nessuno di questi due fumetti è proprio da bambini... specialmente Diabolik... e nonostante questo nessun trauma alla mia psiche è stato apportato dalla lettura di queste opere... questo per il semplice fatto che quando qualcosa mi lasciava perplesso o mi colpiva ne parlavo con i miei genitori che mi SPIEGAVANO le cose. Esatto! Grande rivoluzione nella pedagogia!! I miei genitori mi parlavano e mi spiegavano i fatti della vita in termini comprensibili rendendo molto meno pericolosi gli stimoli "anomali" che ricevevo da queste opere.

    Questo chiaramanete non significa che puoi far leggere o giocare al bambino tutto quello che vuole.. ovvio che a monte i miei genitori facevano un certo controllo, ma è anche vero che mi lasciavano una certa libertà e questo, unito alla loro supervisione, mi ha portato a crescere imparando che il mondo non era tutto minipony e puccettini, ma senza particolari traumi.

    Oggi si rileva, tra l'altro, un abbassamento drastico della qualità dei prodotti per "bambini" che non sono più semplificazioni di temida grandi. Perchè chiariamo una cosa.. una volta il prodotto da bambini era un modo di insegnare, con concetti semplificati e stilizzati, anche cose come la morte o la violeza. Oggi i prodotti da bambini sono, nel migliore dei casi, indottrinamento commerciale, nel peggiore indottrinamento sociale.

    Di recente ho visto Jung Fu Panda e dovrei farci un post sul marcio del messaggio in quel film... ma sto divagando.

    Riassumendo abbiamo che il problema non sono i bambini, che tutto sono fuorchè stupidi, in quanto si è dimostrato che il loro cervello funziona molto di più e molto meglio di quello di un adulto quasi sempre. Il problema sono i genitori che non li seguono più e non parlano con loro, facendo così da filtro e incalamento per i concetti assorbiti, e i prodotti per bambini che, per avere nuovi consumatori nel futuro e quindi convincere i genitori a lasciare i figli alla totale mercè del media (tlevisivo o ludico o altro che sia), hanno abbassato la loro qualità ad un minimo comune denominatore molto, ma molto minimo.

    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  11. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4939562
    Andhaka ha scritto:
    Riassumendo abbiamo che il problema non sono i bambini, che tutto sono fuorchè stupidi, in quanto si è dimostrato che il loro cervello funziona molto di più e molto meglio di quello di un adulto quasi sempre. Il problema sono i genitori che non li seguono più e non parlano con loro, facendo così da filtro e incalamento per i concetti assorbiti, e i prodotti per bambini che, per avere nuovi consumatori nel futuro e quindi convincere i genitori a lasciare i figli alla totale mercè del media (tlevisivo o ludico o altro che sia), hanno abbassato la loro qualità ad un minimo comune denominatore molto, ma molto minimo.

    Cheers


    Novanta minuti di applausi :)

    http://www.facebook.com/VITSole
  12. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4939575
    Gidus ha scritto:
    Al contrario, penso che la vera dimensione del videogioco per bambini dovrebbe essere sociale, e quindi coinvolgere il genitore nell'attività ludica. Il bambino ha bisogno di essere sostenuto nella sua attività. Prodotti che possono far interagire genitori e figli, e che al contempo hanno un buon carattere educativo/ludico, potrebbero risultare ottimi mezzi per lo "sviluppo".

    Concordo. Mio figlio ha ormai quasi tre anni, e com'è ovvio tendo a tenerlo il più lontano possibile da schermi, giochi e cose simili, proponendogli piuttosto puzzle, costruzioni, trenini, tempere da usare con le dita o acquerelli, plastilina, cose insomma che lo aiutino a manipolare e a sviluppare una certa creatività.
    Ovviamente, con il lavoro che faccio può capitare che assista a qualche videogioco, e visto che comunque qualsiasi cosa che appaia su uno schermo attira la sua attenzione, cerco quando possibile di coinvolgerlo. Per esempio, abbiamo "finito insieme" Mario Galaxy proprio settimana scorsa, ogni tanto - ma sarà successo 3 - 4 volte in tutto - gli permetto di cazzeggiare con il DS e Super Mario 64, a lui piace "giocherellare" con Mario e Yoshi nella schermata dei titoli, ma sempre con me di fianco a fargli vedere che può anche disegnare cose nuove lui con il pennino e così via.
    Ai miei nipotini, ben più grandi, sono due anni che regalo i giochi della serie Buzz Junior a natale. L'interazione tramite buzzer è semplice, i personaggi sono divertenti, i giochi facili ma abbastanza vari da non risultare noiosi. In più sono in tre, e quindi il quarto buzzer è sempre in mano a uno dei genitori, e così si divertono tutti insieme.

    I modi, insomma, ci sono, per questo mi fa ancora più rabbia vedere certe produzioni "tirate via" e totalmente irrispettose delle potenzialità dei bambini, che sono enormi e che invece andrebbero giustamente stimolate. Mi fa rabbia perché è chiaro, ai miei occhi di """esperto""" nel campo, che si tratta di prodotti messi in piedi con budget risibili con il solo scopo di attirare con qualche personaggio simpatico e colorato, ma che dietro a quella facciata offrono solo, come giustamente scrive il Focacci, materiale per lobotomizzati, con tutto il rispetto. Ed è per questo che sono contento quando troviamo, tra i giochi "pensati" per il segmento Kids, prodotti davvero ben pensati e curati, in cui si avverte quantomeno il tentativo di creare qualcosa di stimolante e non il solito, odioso pupazzetto colorato messo lì tanto per vendere quelle poche migliaia di copie utili a superare il break even e a guadagnare quei due soldi utili per farne subito un altro uguale (e spesso, vedi Max Power, totalmente identico, "skin" a parte).
    http://www.facebook.com/VITSole

  [Editoriale Il Bandito] Bambino mio, lobotomizzato

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