1. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4944277
    IL "nuovo ordinamento" non fa decollare l'università italiana: oltre 4 studenti su 10 sono ripetenti o fuori corso, crescono gli abbandoni dopo il primo anno e si impenna il numero di chi ciondola tra le aule universitarie senza dare neppure un esame. Il tutto mentre cresce a dismisura il numero degli insegnamenti, aumenta quello dei prof e di conseguenza la spesa universitaria. Il desolante quadro del sistema universitario italiano emerge dall'ultimo rapporto annuale del Cnvsu, il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, ente del ministero che a 6 anni dall'introduzione del 3 più 2 fa un primo bilancio della riforma.

    Dai dati per nulla incoraggianti trapelano tutte le difficoltà degli studenti italiani nel tenere il passo con lezioni ed esami. Su oltre un milione e 800 mila studenti che hanno frequentato i 58 atenei italiani nell'anno accademico 2006/2007 solo un milione è in regola con gli studi. Il 40,7 per cento di ripetenti o fuori corso segna "il valore più alto registrato in tutto il periodo considerato", si legge nel rapporto.

    Nel 2001/2002, l'introduzione del nuovo ordinamento (laurea triennale di primo livello e laurea specialistica di due anni) aveva acceso una speranza. Le new entry in regola sfioravano l'88 per cento ma dopo sei anni la percentuale è scesa in picchiata, toccando quota 68,5 per cento. Ma non solo. "A suscitare preoccupazione - continua il dossier - sono anche le cifre relative alla quota di abbandoni dopo il primo anno e il numero medio di crediti acquisiti annualmente dagli studenti".

    REPUBBLICA.IT


    Magari un giorno (quando all universita ci andra mio pronipote...) capiranno che il problema non è il 3+2 il 433 o il modulo all italiana, ma il modello che è da buttare nel cesso e i professori da svecchiare e buttare giu dal piedistallo.
    PS: abbiamo anche una percentuale di laureati da terzo mondo e una struttura universita-lavoro inesistente, infatti i nostri laureati sono tra i piu bravi (se non i migliori) sui libri ma tra i peggiori dal punto di vista lavorativo (nel senso di ottime potenzialita ma esperienza e pratica 0)




    Uno studente su 5 dopo avere frequentato il primo anno decide di gettare la spugna. Prima della riforma, nel 2000/2001, la percentuale era inferiore. Stesso discorso per gli studenti "inattivi", che nel corso dell'anno precedente non hanno sostenuto alcun esame o acquisito crediti formativi. In luogo delle materie, infatti, la riforma ha introdotto i crediti formativi universitari (Cfu). Per conseguire la laurea di primo livello occorre racimolarne 180 in un triennio (60 all'anno), per quella specialistica altri 120.

    Ma le performance degli studenti nostrani sono ben lontane dai 60 crediti l'anno. Solo gli studenti di 29 atenei italiani, in media, superano i 30 crediti l'anno e in appena due università (Siena e Venezia Iuav) si superano i 45 crediti. I più "somari", con 22 crediti, sono i ragazzi dell'università di Palermo. La media si attesta attorno ai 25 crediti e così il traguardo si allontana: solo 3 studenti su 10 conseguono la laurea di primo livello in tre anni. Il 30 per cento raggiunge il traguardo con un ritardo di un anno e il 29 per cento con due o tre anni di ritardo. Per la laurea triennale la durata media degli studi è record: 4,6 anni.

    A fronte di risultati non proprio lusinghieri la spesa del sistema universitario è cresciuta considerevolmente: da 9,3 miliardi di euro si è passati a 12,4 nel 2006, un terzo in più. In sei anni i prof (ordinari, associati e ricercatori) sono aumentati di quasi 6 mila unità, con un incremento della spesa per il personale e un calo di quelle per "acquisizione e valorizzazione di beni durevoli". "Dai dati dell'offerta formativa - spiegano gli esperti del Cnvsu - emerge che il sistema si è riformato non proprio nella direzione immaginata con l'introduzione del cosiddetto 3 più 2".

    I corsi di studio attivi sono passati dai 2.444 ante riforma a 5.734. Il numero degli insegnamenti (le materie) ha fatto registrare un vero è proprio boom: da 116.182 sono diventati 180.001. Ma una consistente fetta di questi insegnamenti, ben 71.038, valgono al massimo 4 crediti. E ancora: su 3.373 lauree di primo livello e lauree specialistiche a ciclo unico i corsi con meno di dieci immatricolati sono 340. Non proprio un successo.

    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  2.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4944402
    12 esami, 4 ogni 3 mesi. Non si ha il tempo di assimilare niente, se vuoi stare al passo non puoi rilassarti. Oltretutto la maggior parte degli esami che ho sostenuto erano praticamente uguali a quello del vecchio ordinamento (teoricamente il doppio dei crediti). Questa è la mia (brutta) esperienza. Studiato di più(tra cui cose inutili), imparato di meno. Evito di parlare dei piani di studio:asd:
  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4944623
    massituo ha scritto:
    12 esami, 4 ogni 3 mesi. Non si ha il tempo di assimilare niente, se vuoi stare al passo non puoi rilassarti. Oltretutto la maggior parte degli esami che ho sostenuto erano praticamente uguali a quello del vecchio ordinamento (teoricamente il doppio dei crediti). Questa è la mia (brutta) esperienza. Studiato di più(tra cui cose inutili), imparato di meno. Evito di parlare dei piani di studio:asd:
      Quoto.Sul fatto di rilassarti ho un aneddoto:una ragazza che già a primo impatto vedevo che non era una tipa tranquilla,mese per mese la vedevo sempre meno sorridente (sguardo quasi alla Andrea Pirlo per intenderci ).Spesso faceva 5-6 esami a sessione,tutti con 30 e 30 lode.Si è laureata con 110 e lode e bacio accademico ma con un morale di mexda.

    Sul numero di esami poi...basta dire che io sono arrivato a quota 33 e me ne mancano altri 7 o 8.Più tardi editerò.

    La riforma è partita dal 2001-2002.Nella mia facoltà nelle 3 sessioni del 2004 si sono laureati si e no una ventina del 2001 e le matricole del 2001 erano circa 1000.Con l'ultima sessione di dicembre 2008 a occhio e croce siamo arrivati al 90% circa della classe del 2001.
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  4. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4944649
    Globo ha scritto:
    Quoto.Sul fatto di rilassarti ho un aneddoto:una ragazza che già a primo impatto vedevo che non era una tipa tranquilla,mese per mese la vedevo sempre meno sorridente (sguardo quasi alla Andrea Pirlo per intenderci ).Spesso faceva 5-6 esami a sessione,tutti con 30 e 30 lode.Si è laureata con 110 e lode e bacio accademico ma con un morale di mexda.

    Sul numero di esami poi...basta dire che io sono arrivato a quota 33 e me ne mancano altri 7 o 8.Più tardi editerò.

    La riforma è partita dal 2001-2002.Nella mia facoltà nelle 3 sessioni del 2004 si sono laureati si e no una ventina del 2001 e le matricole del 2001 erano circa 1000.Con l'ultima sessione di dicembre 2008 a occhio e croce siamo arrivati al 90% circa della classe del 2001.
     vedo che come pensavo cambiano i metodi ma le medie  di persone che escono rimangono tristemente simili..quando mi laureai io (nel lontano 2002) le persone che uscivano in corso (ossia 4 anni...una vera FOLLIA) erano sotto il 10% gli abbandoni erano altissimi, l'eta media di uscita era sui 26/27 anni...
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  5. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4946153
    digital_boy84 ♫ ha scritto:
    dal mio punto di vista il tutto si spiega facilmente che al giorno d'oggi all'università ci vanno cani e porci (ed è pure molto più facile entrare) , non come in passato che era una cosa un pò + elitaria, ci andava solo chi era capace veramente
     Non sono molto in sintonia con questa visione settaria della cultura e dell'apprendimento. Il problema non sta nel fatto che fortunatamente chiunque può pensare di poter fare una carriera universitaria, quanto nel fatto che abbiamo, come società, fatto credere che l'università sia un pezzo di carta da avere. Abbiamo prodotto laureati che non sanno l'inglese o l'italiano, che imparano a memoria, che iniziano a lavorare a 27 anni perché prima devono studiare e non esiste che facciano neanche un paio d'ore di lavoro in un pub per fare qualche soldo, ecc. ecc.
  6. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4946249
    scudettoweb ha scritto:
    Non sono molto in sintonia con questa visione settaria della cultura e dell'apprendimento. Il problema non sta nel fatto che fortunatamente chiunque può pensare di poter fare una carriera universitaria, quanto nel fatto che abbiamo, come società, fatto credere che l'università sia un pezzo di carta da avere. Abbiamo prodotto laureati che non sanno l'inglese o l'italiano, che imparano a memoria, che iniziano a lavorare a 27 anni perché prima devono studiare e non esiste che facciano neanche un paio d'ore di lavoro in un pub per fare qualche soldo, ecc. ecc.
     Stavolta sono d'accordo (capita non te ce abbituà pero ;)) , e aggiungo: non solo è visto come un pezzo di carta, ma è fatto come se fosse un pezzo di carta: esami fatti la maggior parte delle volte come un quiz a premi, lezioni che parlano spesso di aria fritta, mancanza totale di attinenza con il mondo del lavoro.
    Faccio il mio (vecchio ormai) esempio: ho fatto esami di statistica e matematica che erano pari pari a quelli (avanzati) delle medesime facolta, sapevo fare benissimo regressioni multiple ed derivate terze che saranno anche belle ma non servono a un benemerita ceppa nel mondo del lavoro (almeno x un laureato in economia escluse alcune applicazioni). in compenso ho visto una volta in vita mia un bliancio vero (ma tanti manco quello), mai visto un CUD un 740, mai visto nulla o quasi che poi ho trovato sul lavoro.
    X non parlare di inglese ed informatica...invece di fare corsi seri e che formino davvero...no quiz d inglese fatti tipo rischiatutto e corso d'informatica che potevi fare tranquillamente senza accende il pc...
    Iniziamo a lavorare tardissimo vero, ma a parte la tua considerazione aggiungo: ma perche invece di fare corsi inutili e tesine finte non mandiamo questi ragazzi in azienda non dico tanto ma un paio di settimane? Anche a fare l'archivio o data entry, anche sottopagati (guarda che me tocca scrive...) ma almeno approcciano un po al mondo del lavoro
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  7. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4946259
    dyd-1974 ha scritto:
    Stavolta sono d'accordo (capita non te ce abbituà pero ;)) , e aggiungo: non solo è visto come un pezzo di carta, ma è fatto come se fosse un pezzo di carta: esami fatti la maggior parte delle volte come un quiz a premi, lezioni che parlano spesso di aria fritta, mancanza totale di attinenza con il mondo del lavoro.
    Faccio il mio (vecchio ormai) esempio: ho fatto esami di statistica e matematica che erano pari pari a quelli (avanzati) delle medesime facolta, sapevo fare benissimo regressioni multiple ed derivate terze che saranno anche belle ma non servono a un benemerita ceppa nel mondo del lavoro (almeno x un laureato in economia escluse alcune applicazioni). in compenso ho visto una volta in vita mia un bliancio vero (ma tanti manco quello), mai visto un CUD un 740, mai visto nulla o quasi che poi ho trovato sul lavoro.
    X non parlare di inglese ed informatica...invece di fare corsi seri e che formino davvero...no quiz d inglese fatti tipo rischiatutto e corso d'informatica che potevi fare tranquillamente senza accende il pc...
    Iniziamo a lavorare tardissimo vero, ma a parte la tua considerazione aggiungo: ma perche invece di fare corsi inutili e tesine finte non mandiamo questi ragazzi in azienda non dico tanto ma un paio di settimane? Anche a fare l'archivio o data entry, anche sottopagati (guarda che me tocca scrive...) ma almeno approcciano un po al mondo del lavoro
     Sicuramente l'inserimento nel mondo del lavoro è essenziale, però non può prescindere da un cambiamento nella formazione. Un conto è inserire uno studente per fargli vedere cosa significa lavorare, un conto è inserire uno studente per fargli vedere un 740. La situazione è esattamente come la dipingi, ma se buona parte di ciò che una persona deve sapere per lavorare viene insegnata in azienda, tanto vale che si salti l'università. Anche perché il laureato ha aspettative di compenso non adeguate alla sua preparazione. Quindi l'azienda li evita e i laureati sono insoddisfatti. O produciamo laureati seri, oppure evitiamo di produrli: laureati inadeguati sono un problema sia per loro sia per le aziende.
  8. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4946477
    scudettoweb ha scritto:
    Sicuramente l'inserimento nel mondo del lavoro è essenziale, però non può prescindere da un cambiamento nella formazione. Un conto è inserire uno studente per fargli vedere cosa significa lavorare, un conto è inserire uno studente per fargli vedere un 740. La situazione è esattamente come la dipingi, ma se buona parte di ciò che una persona deve sapere per lavorare viene insegnata in azienda, tanto vale che si salti l'università. Anche perché il laureato ha aspettative di compenso non adeguate alla sua preparazione. Quindi l'azienda li evita e i laureati sono insoddisfatti. O produciamo laureati seri, oppure evitiamo di produrli: laureati inadeguati sono un problema sia per loro sia per le aziende.
      
    Infatti il concetto di base su cui credo siamo tutti d'accordo è che questo sistema non va proprio, esci con 3.000 nozioni di cui te ne servono un decimo e questo decimo è solo ed esclusivamente teorico. Purtroppo ormai è chiaro che o ci fanno o ci sono...inutile proporre moduli 3+2 e spezzare gli esami se il problema è il programma che è aria fritta. Infine in molte facoltà piu che formazione sembra una sfida: il professore (e adepti) spesso prendono corso ed esame come "devo formare una persona e verificare che abbia una preparazione adegutata" ma "io ti spiego una marea di cose vediamo se poi tu riesci a rispondere a tutte le domande che ti faccio". C'era un corso da me (di tecniche delle riceche di mercato...quindi anche bellissimo in teoria) che in pratica era una procedura del 1920 che il prof (pace all anima sua) cercava di vendere alle aziende attraverso noi studenti...:toghy:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  9. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #4946938
    digital_boy84 ♫ ha scritto:
    dal mio punto di vista il tutto si spiega facilmente che al giorno d'oggi all'università ci vanno cani e porci (ed è pure molto più facile entrare) , non come in passato che era una cosa un pò + elitaria, ci andava solo chi era capace veramente
       

    digital_boy84 ♫ ha scritto:
    dal mio punto di vista il tutto si spiega facilmente che al giorno d'oggi all'università ci vanno cani e porci (ed è pure molto più facile entrare) , non come in passato che era una cosa un pò + elitaria, ci andava solo chi era capace veramente
      
     Quoto. Non tanto per l'elitarismo quanto una volta ci andava gente che sapeva cosa voleva fare e dove voleva arrivare. Ora l'università spesso è un parcheggio in attesa... di cosa dipende dai singoli.

    L'università va presa seriamente, come un lavoro, non come una gita in lollolandia.
    Io sono tra quelli che si è fatto il culo, con il vecchio ordinamento, in cui ho dato gli esami entro i 4 anni ed ho scelto di ritardare la tesi perchè l'argomento mi interessava e preferivo renderla suscettibile di pubblicazione piuttosto che fare anche la tesi nei tempi. Certi periodi ero veramente distrutta. E ho adorato distruggermi perchè AMAVO veramente quello che studiavo. Anche se a volte avrei dato fuoco a quei libri perchè magari volevo cazzeggiare davanti alla TV e non potevo. Però amavo studiare quello che studiavo e stimavo la maggior parte dei miei docenti.

    La riforma ha creato dei mostri certo. Ma francamente non credo che la quantità e la qualità dello studio siano aumentate anzi. Spesso esami sono stati tagliati e i programmi decurtati per far posto alla fabbrica dei crediti.

    Non so voi in che università o facoltà studiate o studiavate, io andavo a roma 3, scienze politiche, I miei esami erano letteramente il triplo, quanto a quantità e qualità, rispetto a quelli della laurea triennale. L'esame di storia contemporanea, esame che ai miei tempi viveva di vita propria, aveva eliminato il libro più difficile, ma anche il più bello, per adottare un manuale da quinta elementare e una parte monografica letteralmente ridicola. E questo, posso asserirlo con convinzione perchè io alle riunioni di facoltà coi prof c'ero, a dispetto delle volontà dei docenti, i primi a reputare la riforma ridicola e a sconsigliarci a noi studenti in bilico tra il vecchio e il nuovo di passare al nuovo ordinamento.

    E malgrado questi programmi c'erano studenti che si lamentavano di studiare troppo. Gente che, vista io agli esami con il mio relatore, la storia non sapeva manco dove stava di casa, che palesemente non aveva studiato se non un argomento nella speranza che gli chiedessero quello a piacere. E poi si lamentavano perchè non venivano promossi. Capisco che a scenze politiche ti capita di studiare materie non proprio di tuo interessi almeno nel primo triennio, ma come io mi sono fatta un di dietro a stelle e strisce per studiare diritto pubblico o privato senza pretendere di strappare un voto perchè non appartenevo all'indirizzo giurisprudenziale lo stesso ci si aspetta, giustamente da parte di chi fa un programma demografico o amministrativo che deve approcciare comunque un esame obbligatorio quale storia.

    Infine i piani di studio promossi dalle università sono sempre stati ridicoli. Anche ai "miei" tempi. Certo potevi sempre farti il piano di studi personalizzato, e lì si vedeva veramente la maturità di una persona che sapeva cosa voleva, sapeva motivare le sue scelte e sapeva andare dritti alla meta, E a 21 anni tanto di cappello. Ma non è detto che sia sempre così.

    Mah. La verità è che, eccezioni a parte, la scuola stessa non prepara più la gente non solo all'università, ma al mondo del lavoro in generale. Perchè è vero che c'è gente parcheggiata svogliatamente all'università. E questo perchè non ha nè la voglia nè le doti per stare lì, ma vi sono costretti da una cultura che se non hai sto pezzo di carta sei uno zero. E allora cazzeggi in attesa che piova più o meno dal cielo.

    Attenzione, non è classismo il mio: magari quella gente avrebbe maggiori doti nel fare altro invece che stare a aumentanre le schiere degli iscritti a giurisprudenza; così come conosco gente non laureata che nel campo dell'informatica da le piste ai laureati delle varie facoltà di matematica e ingegneria di indirizzo informatico, che si saranno fatti anche un mazzo così sugli esami di analisi matematica, ma che hanno esperienza zero, mentre altri da quando hanno 20 anni lavorano nel campo, fanno corsi e studi appositi e mirati e consocono la realtà pratica di quel mondo. E magari se proprio serve un pezzo di carta per far carriera se lo prendono lavorando. Però intanto sono 10 anni che lavorano.
     
    Si chiama esperienza: in certi campi non è necessario apprendere sui libri per imparare. L'università è importante? Sì. Ma se deve diventare un ostacolo all'ingresso nel mondo del lavoro io dico che allora sono più importanti altre cose, e che studio ed esperienza non è necessario farsela sui banchi di scuola.

    Tornando alla riforma sì, è una vaccata per me. Perchè ha aumentato il numero degli esami diminuindone la qualità, perchè ci avvicna al peggio del mondo americano e non al meglio e perchè non ha risolto ma solo camuffato i problemi che sperava di risolvere.

    Ma la colpa di questa situazione non è tutta del sistema universitario, ma del sistema scolastico tout court, che fa procedere la gente a calci nel sedere a scuola per paura che diminuiscano i numeri di studendi per classe e quindi il numero di docenti. Perchè ormai c'è la cultura del tutto dovuto per cui, io basta che vado a scuola, studiacchio ogni tanto e poi mi merito la promozione perchè sono gggggiovane e mi devo divertire e basta.
    Nessuno dice che lo studio sia il sacrificio della gioventù, io ho la mia nipotina che quest'anno si diploma al classico che è piena di amici, ha il ragazzo, l'anno scorso è andata un anno in america e si è presa anche il diploma americano (cosa non prevista dal programma dello scambio ma che lei ha voluto fortemente) e che ha una media da far invidia. E non è un genio dell'impossibile o una frustrata persa, lei studia. Semplicemente. E sa dedicare il giusto tempo allo studio e al divertimento e sa che la promozione non è dovuta e che per andare bene a scuola isogna studiare tanto.

    E' vero la riforma fa schifo, ma il problema vero sta a monte, dove inculchiamo nella testa dei ragazzi che una laurea ti svolta la vita quando non è così.
    Non è la laura è come prendi, casomai, sta laurea. E se dopo la laurea ti fai il mazzo e la gavetta. Se sai per quale fine hai preso QUEL pezzo di carta e non un altro.
    E soprattutto un non laureato non è che sia un ignorante, 8ho visto veri lutti famigliari per gente che ha lasciato l'universitàà per andare a lavorare, numeri da telenovelas americane) ma una persona che ha scelto di fare la SUA carriera partendo da un altro lato della barricata. E non è detto che non abbia ragione lui.

    Scusate il post fiume, spero di essermi speigata. :|3

    p.s.: rinnovo anche io l'invito a postare nelle altre sezioni del forum dedicate ad argomenti di attualità e politica. Primo perchè vi possono essere contributi interessanti da parte di altre persone della community a cui magari i topic che stanno qui, pensando che riguardano solo scudetto web, sfuggono, secondo perchè è più facile tenere d'occhio, anche per chi è interessato agli argomenti di attualità che normalmente trattate qui, seguire la sezione apposita invece di fare avanti e indietro rischiando di perdersi magari spunti di discussione interessanti. Io so che magari alcuni non pensano di trovarsi bene al di fuori delle pagine di scudettoweb, ma ormai siete qui, siamo qui, tenerci separati come se fossimo due entità completamente estranee non ha senso.
    C'è tanto nella community: videogiochi, film, televisione, musica, giochi da tavolo (pubblicità acculta pro deck and board...:P) mercatino, eccetera eccetera. Esplorate, gente, esplorate
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  10.     Mi trovi su: Homepage #4947000
    sono abbastanza d'accordo con Ziska. eppure veniamo da luoghi e esperienze completamente diverse, quindi significa che un problema generale esiste. Io sono del 1984 quindi sono arrivato all'università nel 2003 quando già esisteva il nuovo ordinamento. Studio ingegneria al Politecnico di Milano che dati alla mano è la migliore università italiana nella tecnologia, unica nella top 100 mondiale ( dati alla mano: http://www.topuniversities.com/worlduniversityrankings/results/2007/subject_rankings/technology/ ) eppure essere ammessi a una università così è secondo me una barzelletta. Bastava seguire un corso di matematica online all'ultimo anno delle superiori (diciamo poi che era un gioco, è + matematico scudettoweb...) e ottenere abbastanza punti e ti ammettevano senza manco dover fare il test d'ingresso vero...pazzesco. E c'era gente che non sapeva fare niente...ma ovviamente essendo in italia ed essendo online era facilissimo sgamare le soluzioni e ottenere i punti senza manco faticare..io almeno la coscienza ce l'ho pulita (sono arrivato secondo) . Altro esempio? Un mio compagno delle superiori ha fatto il test d'ingresso normale x architettura a Milano (sempre al Poli) e l'ha fallito, allora ha fatto il test x Piacenza ed è stato ammesso, e dopo un anno ha fatto il trasferimento x Milano e gli hanno accettato tutto, compresi gli esami (+ facili) fatti a Piacenza con voto bello che fanno pure media...robe da non credere...E tutto questo solo x entrarci, all'università..già le premesse sono ottime..e mi voglio solo immaginare se è così facile qui, che dovrebbe essere il posto migliore e + difficile, come lo è essere ammessi in altri.
    Tutto ciò x dire che se allarghi la base delle persone che possono accedere alle università, è logico che aumenta il numero di quelli meno preparati, non è che se ieri c'erano 10 geni su 100, se ora ne ammetti 1000 puoi aspettarti 100 geni..
    Ma d'altronde in un paese in cui ci sono più università che province, forse c'è qualcosa che non va.

    Firmato: un cervello fuggito dall'italia
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"

  Università, il 3+2 è un flop aumentano gli studenti-lumaca

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