1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Checchè ne dica Marcello Lippi, l'uomo sembra non essere bandito dal talamo dei calciatori. Il Piccolo di Trieste racconta l'outing di un trentunenne triestino, un rappresentante di abbigliamento, tale Boris Alesko. Bene, lui è stato quasi un anno con un giocatore della Triestina. Quale? Non lo dice. Insomma rispetto alla "marchetta" velata di V-ictory
    abbiamo ristretto il cerchio e di seguito - se volessimo - potremmo
    incollare i componenti del team friulano e indire il concorso. Poi
    guarda caso partiremmo in contemporanea con il Grande Fratello e X-Factor e potremmo partecipare alla gara dei reality, titolando il nostro "The Soccer"
    così da mischiare il vocabolario inglese alla semantica bolognese; Io
    francamente trovo tutto questo abbastanza inutile, e pure un po'
    violento. Credo che perdere tempo a smentire con questo basso gossip le
    parole di quegli omofobi divenuti famosi non per l'intelligenza ma
    perchè correvano a dietro a una palla sia una grandissima perdita di
    tempo. Non vorrei sembrare semplicista, ma se Lippi non ha conosciuto
    omosessuali nel calcio e perchè lui non lo è. Punto. Sugli altri resta
    l'alone del dubbio a meno che Lippi non li abbia castrati.
    Perchè ci sta pure che
    Lippi non sappia con chi va a letto un giocatore, tanto più magari se
    di una squadra avversaria, no? Quindi Lippi dice una cosa decisamente
    poco interessante - lui non ha conosciuto giocatori omosessuali - e
    improvvisamente il dibattito si anima, manco l'avesse detto
    l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Fino a qui però è solo
    grottesco, moooolto grottesco ovviamente, ma solo quello. Quando ci
    aggiungiamo anche quello che alza la mano e dice: "Io ho avuto una storia di un anno con uno della tal squadra"
    scadiamo nell'inciviltà e nel cattivo gusto. Perchè al di là delle
    argomentazioni "militanti" che ci proprina il signore di Trieste,
    l'unica cosa evidente è che qui si parla di uno che è stato lasciato e
    che in maniera violentissima gioca a freccette con la visibilità
    dell'ex. Se fosse stato un militante avrebbe cercato di convincere l'ex
    a fare coming out pubblicamente. Così invece sa di molestia, di
    invadenza, di vendetta. Un po' come quando si fa la conta dei politici
    gay, per poi chiedersi: "Allora perchè non passano le leggi sulle unioni civili?". Eh già, perchè?
    Io non lo so, so solo che non credo che la condivisione di un costume
    in un gruppo renda quel costume automaticamente una norma. Credo che
    questo tipo di ragionamento sia un'aberrazione che gira attorno alla
    prova di democrazia a cui è chiamato il nostro paese con quella scelta.
    Che poi le norme abbiano spesso decretato a posteriori l'esistenza
    delle cose, questo fa parte della storia del diritto, non sarebbe
    quello delle unioni gay un caso peculiare.

    http://omoios.blogosfere.it/2009/01/lex-era-un-calciatore-e-ora-lui-gli-scatena-il-gossip-addosso.html
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Outing in Svezia, il primo è Anton Hysen

    Anton Hysen, 20enne figlio dell'ex difensore di Fiorentina e Liverpool Glenn, esce allo scoperto e diventa il primo giocatore svedese a confessare la sua omosessualità. Lo fa in un'intervista al magazine "Offside" che uscirà la prossima settimana, riconoscendo che il suo outing potrebbe compromettere la sua carriera.

    "So che tutto sarà diverso dopo questa intervista - le parole di Anton Hysen, esterno sinistro dell'Utsiktens BK, squadra di quarta divisione allenata dal padre Glenn -. Esiste gente che non riesce a convivere con gli omosessuali così come esistono razzisti che non riescono ad accettare gli stranieri. Alle volte un club si interessa a me ma poi l'allenatore cambia idea dopo aver scoperto che sono gay. Ma non mi importa, adesso tutti lo sanno e credo che sarà incredibile. Possono dirmi quello che vogliono, potranno solo motivarmi di più".

    Anton Hysen, cresciuto in una famiglia di giocatori visto che il nonno Erik giocava nel Goteborg e i fratelli Alexander e Tobias sono anche loro calciatori professionisti, era arrivato a militare nel massimo campionato con l'Hacken ma i troppi infortuni ne hanno compromesso il rendimento ed eccolo ora giocare nella squadra allenata dal padre.

    A chi gli chiede se ci siano altri calciatori omosessuali, Hysen junior risponde che è difficile credere il contrario, "sarebbe folle. Dove sono gli altri? Non esiste nessun altro? Finora in Svezia nessuno ha fatto outing, io forse non sarò un top player ma questo non cambia il fatto che sono un giocatore e che sono gay. Se il mio lavoro è giocare a calcio, non fa differenza se mi piacciono gli uomini o le donne".

    La famiglia, comunque, è al suo fianco. "Se la reazione sara' positiva, altri giocatori potrebbero fare lo stesso", il commento del fratello Tobias, nazionale svedese e in forza al Goteborg.

    http://it.eurosport.yahoo.com/10032011/45/curiosport-outing-in-svezia-anton-hysen.html
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  L'ex era un calciatore gay "velato". E ora lui gli scatena il gossip addosso

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