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    Rabbia, odio, spirito di corpo. Nel libro di Einaudi i duri delle
    forze dell'ordine. A partire dalle loro discussioni segrete sul Web


    Quello che i celerini non dicono
    Il blog dei cattivi poliziotti


    "Le violenze alla Diaz dopo il G8 di Genova? Non mi vergogno
    di nulla. L'Italia non è uno stivale. È un anfibio di celerino"
    di CARLO BONINI
    clic.

    "Cari colleghi, riteniamo giusto rammentare, per senso di
    responsabilità, che DoppiaVela è uno spazio per i poliziotti messo a
    disposizione dalla polizia di Stato. Le critiche, le lamentele, le
    segnalazioni di disservizi, anche se esternate in modo aspro ma
    corretto, fanno parte delle normali dinamiche di dialogo tra
    l'amministrazione centrale e i singoli dipendenti. Trovano dunque una
    sede naturale all'interno del portale che non può, però, garantire
    spazi che la normativa vigente attribuisce ad altri soggetti�".

    Clic.


    Ogni volta che entrava in quella benedetta chat intranet, Drago ne
    gustava la dimensione perversa. A cominciare da quel nome un po'
    ingessato - DoppiaVela, la sigla della centrale operativa nelle
    comunicazioni radio - e dal post politicamente corretto che metteva
    sull'avviso i naviganti. Perché la verità era che lì dentro si poteva
    finalmente essere un po' guardoni e un po' scorpioni. Masturbarsi
    dietro un avatar, leggendo l'illeggibile o scrivendo l'inconfessabile.
    Divorarsi a vicenda - sì, proprio come scorpioni in bottiglia -
    soltanto per scoprirsi più soli nella propria rabbia.


    Finita sulle prime pagine dei giornali con sei rotondi anni di ritardo,
    la "macelleria messicana" del dottor Fournier era stato un potente
    lassativo. Il forum era impazzito. Genova, troppo lontana e spaventosa
    per sembrare ancora vera, era diventata solo l'occasione per un outing
    collettivo. La prova, ammesso ce ne fosse bisogno, che il tempo era
    stato una pessima medicina. Che odio chiama odio.

    Clic.


    G. DA ROMA Ecco che spunta fuori un nostro bel funzionario, che da buon
    samaritano riaccende fiamme polemiche e propositi dinamitardi. Che,
    sicuramente, nelle prossime manifestazioni gli antiglobal metteranno in
    atto perché più autorizzati che mai. Ma quando la finiremo di fare
    sempre queste mere figure e inizieremo a tenere la bocca chiusa?

    Per Aspera ad astra.


    N. DA ANZIO Fournier poteva e doveva risparmiarsi la frase a effetto,
    "macelleria messicana". Adesso, per i colleghi ci sarà la solita Santa
    Inquisizione mediatico-politica.



    Unus sed leo.

    I. DA GENOVA Ma questo Fournier dov'era durante gli scontri? Ancora non
    l'ho capito. Era fra i manifestanti? Ha respirato lacrimogeni? O aveva
    una mascherina? Secondo me si è messo a cantare perché non gli hanno
    dato nessuna promozione.

    P. DA BARI È ancora in polizia o ha chiesto di passare alla politica?


    Sono pronto a mostrare il petto e non voglio essere bendato. Ma tu hai
    il coraggio di guardarmi negli occhi? E che cazzo, mostra ai più di
    essere uomo. Barcollo ma non mollo.
    D. DA LA SPEZIA
    Colleghi, basta di parlare di questo soggetto. È penoso e noi lo stiamo
    aiutando nella sua viscida campagna elettorale.
    A. DA CAGLIARI Genova,
    presente con orgoglio e senza nulla da nascondere. Posso testimoniare
    di Bolzaneto! Non si tratta di essere grandi e non è veramente falsa
    modestia� è solo servizio! Ero al VI reparto mobile di Genova.

    L. DA SALUZZO Io c'ero. VI reparto mobile. Tanto orgoglio, tanta rabbia!


    Clic.

    C. DA ROMA Non capisco perché non vogliate parlare degli errori
    commessi. Qui si tratta di dire chiaramente:

    I colleghi che gridavano Sieg Heil ci fanno vergognare, o no?


    I colleghi che avrebbero minacciato di stupro le signorine antagoniste
    meritano la nostra esecrazione, o no?
    I colleghi che si
    accanivano con trenta manganellate sul primo che passava senza sapere
    se era solo un povero illuso pacifista o un violento vero, hanno
    sbagliato, o no?
    La collega che al
    telefono con il 118 di Genova, riferendosi alla Diaz, parla di "Uno a
    zero" dimostra di essere intelligente?

    Su queste cose non ci può essere ambiguità!!!


    L'esistenza è battaglia e sosta in terra straniera.


    Clic.


    E bravo il nostro C., pensò Drago. Stai a vedere che ora gli vanno
    addosso i padovani. Se ne stanno zitti da troppo tempo. Ma è più forte
    di loro. Se c'è da far vedere chi ce l'ha più duro, loro non sanno
    resistere. Rinfrescò la chat. Solo per vincere una scommessa troppo
    facile.

    Clic.


    E. DA PADOVA Caro C., rispondo alle tue domande:


    "I colleghi che gridavano Sieg Heil ci fanno vergognare, o no?"


    No. Non mi vergogno del fatto che in polizia ci siano dei coglioni. Non
    più del fatto che ci siano in Italia. Sono fiero di essere celerino e
    italiano, nonostante loro!
    "I colleghi che
    avrebbero minacciato di stupro le signorine antagoniste meritano la
    nostra esecrazione, o no?"
    No. Per questa domanda,
    oltre a valere la risposta sopra, concedimi anche il beneficio del
    dubbio. Chi prenderebbe seriamente un tentativo di violenza a una capra
    malata? Il popolo antagonista non brilla certo per l'attaccamento
    all'igiene! Non credo a quello che, sicuramente in malafede, sostengono
    questi personaggi!
    "I colleghi che si
    accanivano con trenta manganellate sul primo che passava senza sapere
    se era solo un povero illuso pacifista o un violento vero, hanno
    sbagliato, o no?"
    No. Pur essendo convinto
    assertore della totale inutilità di infierire su un manifestante inerme
    (questo è l'unico sbaglio, sprecare le forze su uno solo), sappi che è
    impossibile farsi rivelare dal manifestante durante la carica, se è un
    "povero illuso pacifista" o meno. È inoltre abbastanza difficile, dopo
    ore di sassaiole subite, magari con fratelli feriti anche gravemente,
    beccare uno dei personaggi che ti stanno avanti e picchiarli solo un
    pochettino. Quello che dico è che il povero illuso, visti gli stronzi
    che stavano con lui, poteva tornarsene a casa invece di manifestarci
    insieme! Se gli è andato bene fare da scudo per questi delinquenti,
    allora non si può lamentare di subirne le conseguenze! Che poi qualche
    collega si sia comportato come un qualsiasi essere umano sotto stress
    non mi sembra né incomprensibile né disdicevole. Sicuramente qualcuno
    avrà commesso sbagli. Sai quanti poliziotti c'erano a Genova? Di sicuro
    non mi vergogno per i loro errori!
    "La collega che al
    telefono con il 118 di Genova, riferendosi alla Diaz, parla di "Uno a
    zero" dimostra di essere intelligente?"
    No. Ma come si dice a
    Roma, �sti cazzi! Hanno messo a ferro e a fuoco una città, rischiando
    di farci fare una figura di merda a livello internazionale, provocando
    danni, feriti, spese enormi e si preoccupano della frase di una
    telefonista? Non mi vergogno per quello che ha detto. Mi vergogno
    perché oggi la madre di un teppista imbecille, dimostrando una mancanza
    di scrupoli e un cinismo degni di una Kapò, è riuscita a farsi eleggere
    senatrice della Repubblica; perché un partito italiano ha fatto
    intitolare un'aula all'imbecille!
    Non voglio i soldi di
    questi politici. Non voglio i soldi da questo governo (e da un altro
    come questo). A difendermi ci penso da me, con l'aiuto di Dio e dei
    fratelli celerini, che mi stanno accanto e non mi tradiscono nel
    momento del bisogno.

    Once in the Celere, always in the Celere.


    C. DA ROMA Quindi, per te, avere al fianco un cretino non è un problema?


    Lo dico serenamente: due che tengono e uno che mena non mi sembra da
    eroi. E poi ti rispondo da romano: �sti cazzi un par di palle. Tu non
    lavori nel Cile di Pinochet e non ti pagano con lo stipendio in pesos
    messicani (forse è di cattivo gusto visto il titolo del thread di
    discussione, "macelleria messicana", e me ne scuso con quanti si
    sentono feriti). Il giuramento che hai prestato parla di far rispettare
    le leggi, non di fartene di tue. In quanto al rischio della "figura",
    mi pare che l'abbiamo fatta e basta. E le responsabilità, lo dico da
    mesi, non sono di chi stava in strada, ma di chi ha permesso che si
    arrivasse a questo. Siamo stati mandati lì, sapendo quello che ci
    avrebbero fatto e sapendo come avremmo reagito. Ti piace questo? Ti
    piace essere una pedina e poi pagarti l'avvocato? Io questo vorrei
    evitare. Vorrei capire come si può evitare che un collega mandato a
    fare il proprio dovere si ritrovi indagato in due processi e, dopo la
    Maddalena, forse anche nel terzo. Scusate la lunghezza.

    L'esistenza è battaglia e sosta in terra straniera.


    P. DA BARI Scusate, il Sig. Dott. Funz. Uff. Fournier quando lo faranno
    santo?
    Sono pronto a mostrare
    il petto e non voglio essere bendato. Ma tu hai il coraggio di
    guardarmi negli occhi? E che cazzo, mostra ai più di essere uomo.
    Barcollo ma non mollo.
    E. DA FIUMICINO Io penso
    che questi degni eredi di quei cattivi maestri che dicevano in piazza
    "Uccidere uno sbirro non è reato" ci considererebbero picchiatori
    fascisti anche se andassimo in servizio di Op vestiti di rosa e con un
    mazzo di fiori in mano.
    B. DA PADOVA Quando
    alcune centinaia di ultras o di autonomi sono schierati a cinquanta
    metri da te con spranghe, catene, bombe carta e coltelli, io ritengo
    opportuno fargli così tanto schifo e paura che non devono pensare di
    poterci attaccare senza lasciarci le ossa!

    L'Italia non è uno stivale. È un anfibio di celerino.


    Clic.

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