1. assassin's creed 2  
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    Primo Tondemonai del 2009, tempo di una piccola parentesi seriosa sul mercato giapponese dei videogiochi, senza però togliere spazio a notizie più leggere e curiose che ci auguriamo vi strappino qualche sorriso. Buon anno e buona lettura. LE CONDIZIONI DEL MERCATO Anche se agli occhi di un occidentale potrebbe sembrare l’esatto contrario, per il florido mercato giapponese dei videogiochi il 2009 si annuncia un anno campale. A colpire gli sviluppatori ...
  2. A riposo  
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    Woodblade ha scritto:
    Primo Tondemonai del 2009, tempo di una piccola parentesi seriosa sul mercato giapponese dei videogiochi, senza però togliere spazio a notizie più leggere e curiose che ci auguriamo vi strappino qualche sorriso. Buon anno e buona lettura. LE CONDIZIONI DEL MERCATO Anche se agli occhi di un occidentale potrebbe sembrare l’esatto contrario, per il florido mercato giapponese dei videogiochi il 2009 si annuncia un anno campale. A colpire gli sviluppatori ...


    Ecco a voi il nuovo... TONDEMONAAAAIIIIIIII! :)
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    Riguardo al capitolo di Akihabara, tutto cominciò il giorno in cui Asuka Sawamoto, gravure idol già non famosissima e sempre più dimenticata, decise di dare una lustratina alla propria fama e fare un po' di scalpore dove non sarebbe sicuramente passata inosservata. Quindi cominciò ad andare in giro per Akihabara a far vedere le mutandine (link sconsigliato ai minori, ai limiti del regolamento... volevo solo farvi vedere di che parliamo). La cosa causò uno scalpore incredibile, la ragazza mi pare fu arrestata ma riuscì sicuramente nell'intento di non passare più inosservata.
    Ad Akihabara eventi bizzarri non sono rari ma quello eccedeva dalla tolleranza, troppo mal costume otaku per i bigotti, benpensanti dietro lo schermo. Quindi si decise di controllare maggiormente Akihabara, anche perchè atti emulativi non sarebbero tardati ad arrivare altrimenti.
    Tuttavia se ora troviamo forze dell'ordine che pattugliano in forza la electric town non è per il suddetto motivo ma per la tragedia che si consumò, quando uno squilibrato prima investì la folla con un camion e poi ammazzò diverse persone a coltellate.

    Riguardo al primo e più interessante paragrafo sono d'accordo che lo yen forte non favorirà certo il mercato nipponico e contribuirà ad aumentarne l'isolazionismo.
    La generazione attuale delle console è una croce per gli sviluppatori, sia grandi che piccoli. Ignorando per un attimo il 360, il quale per quote di mercato non consente dei gran numeri in Giappone e produrre solo per l'Occidente sfugge dalla solita mentalità nipponica, restano PS3 e Wii. Ma PS3 non ha una grande base installata e i costi di produzione sono proibitivi per le piccole software houses, dato che non rientrerebbero mai sull'investimento, e poco appetibili per i grossi produttori, i quali possono però permettersi il multi-piattaforma che salva il bilancio con i ricavi che arrivano dall'Occidente. O arrivavano, dato che lo yen li renderà più sottili. Resta la via comoda e più pratica, sviluppare per Wii giochi che spicchino non per qualità tecnica ma per innovazione. Ma come dice giustamente l'articolo, ormai questa via l'hanno battuta in così tanti che il mercato è saturo, le possibilità di emergere sono poche.
    L'"easy-money" può arrivare sviluppando per portatili. Per DS è vero che è difficile fare grandi numeri a meno che si calano i titoloni, ma la base installata è così ampia che qualsiasi cosa si faccia almeno qualche copia la vende, anche solo per la legge dei grandi numeri. Per PSP, visto che la softeca non è così ampia, emergere è più semplice ma produrre è più costoso. Resta fuori il mercato dei cellulari, meno sfruttato in Occidente ma potenziale gallina dalle uova d'oro nel Sol Levante.
    I giochi next-gen arrivanti dal Giappone quindi continueranno ad essere a due velocità: con tecnlogia proprietaria, e quindi mega-produzioni come Bio Hazard 5, o acquistando engine grafici o fisici dall'Occidente, giochi tecnicamente non eccelsi ma che puntano più su innovazione/gameplay. Un po' come ai tempi del Dreamcast: per fare giochi semplici si usava il Windows CE, per giochi dove si voleva spremere il 128 bit ci volevano investimenti maggiori ma il risultato era di ben altro livello. Attualmente però i programmatori giapponesi faticano a star dietro a quelli occidentali; non per qualità dei titoli, ma proprio per mancanza di know how, risorse ecc. che rende più conveniente sfruttare codifiche ed engines altrui che crearne di propri. E a farne le spese è il consumatore dal palato fine...
    I Giapponesi (non i grossi produttori, ovvio) sono ancora fermi a come si facevano i videogiochi vent'anni fa, le società non sono moderne, flessibili, si rischia che la crisi stronchi i pesci più piccoli. Per sopravvivere ci vogliono i prodotti buoni e le buone idee, fare dei buoni titoli ma "con le chiappe parate" come Sega in Yakuza 3: grazie all'accordo con 20 o che società realmente esistenti e che compariranno nel gioco forse anche se gli introiti non saranno eccelsi i soldi entreranno anche da altre parti, e non assisteremo ad altri decessi di sangue blu come fu per la saga di Shen Mue.

  [Editoriale Tondemonai!] Si ricomincia!

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