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    la Repubblica - MILANO - Volano gli stracci nell’ etere spagnolo tra Telecinco (la rete
    controllata da Mediaset) e Rtve, la tv pubblica di Madrid. Lunedì Paolo
    Vasile - ad del gruppo italo-iberico - è partito all’ attacco,
    accusando Rtve di «portare alla bancarotta le altre televisioni
    vendendo spot con il 40% di sconto e strapagando i diritti». Chiedendo
    tra l’ altro al governo di rinunciare alla pubblicità sui suoi canali.
    In Italia, dove i confini proprietari tra tv pubblica e privata sono
    piuttosto labili, magari avrebbe potuto funzionare. In Spagna no:
    «Vasile ci accusa solo per giustificare il drammatico crollo di
    audience di Telecinco - ha scritto ieri in un’ inusuale nota la
    direzione di Rtve -. Lo share della sua tv è crollato al 15,5% in
    gennaio e al 10,3% il primo febbraio. La gente si è stufata della
    telespazzatura che paga delinquenti e carcerati solo per catturare
    audience». Questo scontro al calor bianco arriva in effetti in un
    momento di grande metamorfosi per la televisione spagnola. Dopo 29 mesi
    consecutivi in vetta alla classifica dell’ audience (con l’ unica
    eccezione di agosto 2008, mese delle Olimpiadi), Telecinco è scivolata
    a gennaio al secondo posto proprio dietro Rtve, con cinque punti in
    meno rispetto all’ anno prima e con sul collo il fiato di Antena 3, la
    tv dei De Agostini. Non che questo pesi troppo sui suoi conti. Parlare
    di bancarotta è infatti un po’ troppo per un gruppo che malgrado il
    crollo del titolo (-66% in poco più di un anno) ha chiuso i primi nove
    mesi 2008 con 228 milioni di euro di utile e che l’ anno passato - come
    ricorda polemicamente Rtve - «ha pagato 100 milioni di dividendi a
    Mediaset». Le frizioni tra il Biscione e Madrid, al di là delle
    questioni di share, si sono accentuate negli ultimi due anni quando il
    governo di José Luiz Zapatero ha scardinato i vecchi equilibri dell’
    etere nazionale concedendo nuove frequenze ad altri concorrenti. La
    competizione, dicono però a Rtve, non fa male: «La questione è proprio
    quella che Vasile ci ha ripetuto tante volte - conclude la nota della
    rete pubblica -: non esiste buona o cattiva televisione. Ma solo la
    televisione che la gente guarda e quella che la gente non guarda. E
    Telecinco, effettivamente, ha da qualche tempo un po’ di problemi a
    conquistare spettatori. E questo spiega perché il suo ad è così
    nervoso».

    Zapatero che concede più frequenze per la concorrenza, che dolci parole.

  Tutti contro Telecinco!

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