1. Stramazzarri torna  
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    La Lega sta studiando la ''partita a pranzo''
    News - 06/02/2009 13.52.08





    La rivoluzione (del calcio) richiede un po' di tempo e soprattutto una
    forte lotta interna, ma sta arrivando. Tutto parte da Milano, dalla
    Lega Calcio. E' il centro di potere, anche economico. I 20 club di
    serie A fatturano 1,6 miliardi di euro all'anno (dati stagione
    2007-'08). E sono in crescita. La Premier League ci batte ancora (2,3
    miliardi) per essendoci segnali di crisi ma abbiamo superato Bundesliga
    e Liga spagnola (in piena crisi, 620 milioni di debiti solo col fisco e
    spettatori in calo) e staccato la Francia. Un altro dato positivo: sono
    diminuite le perdite rispetto al passato. "Solo" 151 milioni di euro
    (di cui 148,3 a carico dell'Inter di Moratti). Nel 2002-2003 si era
    arrivati ad una perdita di 536 milioni, nel 2003-'04 di 452. Buon
    segno: vuole dire che i nostri presidenti si sono fatti più
    parsimoniosi, anche se il costo del lavoro - gli stipendi di calciatori
    e tecnici più i premi - è ancora altissimo (all'Inter 175 milioni di
    euro, vale a dire il 90% dei ricavi: un'azienda "normale" chiuderebbe
    subito i battenti). Insomma, la base di partenza è positiva.



    Negli stadi stanno tornando gli spettatori, gli ascolti tv sono sempre
    molto alti, la violenza non tocca più i picchi degli anni passati,
    eccetera. Da qui si parte per il futuro. Ma per ora è una partenza
    falsa: in Lega Calcio passano il tempo a litigare e l'elezione di
    Antonio Matarrese è slittata a fine febbraio-primi di marzo. Perché?
    Perché i presidenti non si fidano uno dell'altro: tutti vogliono
    contare. Non semplice.



    Qualcuno ha anche pensato ad un consiglio allargatissimo (una ventina
    di persone, ridicolo) e un manager esterno ma non è per niente semplice
    da individuare e, soprattutto, da far votare. C'è da gestire la "torta"
    dei diritti tv: dal 2010 al 2016 sono 5,4 miliardi di euro garantiti
    dall'advisor Infront, che possono diventare anche sei miliardi. Una
    cifra che ha superato addirittura, per la prima volta, quanto prende la
    Premier League. I presidenti vogliono vederci chiaro, non si fidano
    dell'Infront (forse perché legata ad Adriano Galliani?) e vogliono
    poter intervenire non solo sui pacchetti ma anche sulla ripartizione
    degli utili stabilita dopo la legge Melandri-Gentiloni: 40% in parti
    uguali, 30% in base al bacino di utenza e 30% in base ai risultati
    sportivi.



    Zamparini, ad esempio, non ci sta. Ritiene che il suo Palermo sia
    penalizzato. Su questo si lotta: ma entro il 6 marzo dovranno trovare
    un accordo (almeno sul nome del presidente della Lega). Poi, potrà
    iniziare davvero la rivoluzione.



    Non sarà facile comunque preparare i pacchetti da sottoporre alle
    emittenti: l'asta inizierà in maggio-giugno, non prima. C'è da
    riscrivere tutto, un accordo inedito. Con tante piattaforme che prima
    non esistevano (pensiamo ad Internet; l'Iptv, la tv sul computer; i
    videotelefonini, eccetera). Ogni Nazione europea si regola a modo suo:
    in Spagna, per legge, è previsto che venga trasmessa in tv una partita
    in chiaro ogni turno di campionato. In Germania ne danno solo una, alla
    prima di campionato: solo per lanciare il prodotto. Ma in Inghilterra,
    così come in Germania, tutte le gare sono a pagamento. In Italia
    sarebbe possibile trasmettere una gara di campionato in chiaro?
    Qualcuno ci sta pensando. Farebbe di sicuro grandi ascolti, su questo
    non ci sono dubbi. Un esempio: Lazio-Milan, posticipo domenicale su
    Sky, ha fatto il 3,95% di share, con 2.440.000 contatti. La sfida di
    Coppa Italia fra Juventus e Napoli, mercoledì sera, su Rai Uno è stata
    vista da 7 milioni 505.000 persone, 27,24% di share con un picco,
    durante ai rigori, di 8 milioni 953.000 spettatori e il 42,89% di
    share. Un ascolto degno di una importante partita di Champions League
    che ha consentito alla Rai di stravincere il prime time.



    Ma cosa succederebbe se si arrivasse a dare anche un incontro di
    campionato in chiaro? La Rai pagherebbe di più (adesso ha solo la Coppa
    Italia, anche se in esclusiva) ma Sky e Mediaset (digitale)
    pagherebbero molto di meno. I presidenti comunque ci stanno ragionando,
    anche se il progetto ha scarse probabilità di successo. Il chiaro ha, e
    avrà sempre, il suo spazio: la Rai si è appena ripresa i diritti e con
    la Coppa Italia sta facendo ottimi ascolti, da come si è visto. In
    futuro ci potrebbero essere due novità: i primi turni non più sul campo
    della squadra più forte ma di quella più debole; anche le semifinali in
    partita unica (adesso sono quattro gare per consentire alla Rai quattro
    grandi ascolti in prima serata). Ipotesi allo studio della Lega. Si sta
    guardando con interesse anche al mercato estero. In Inghilterra ad
    esempio c'è una partita a mezzogiorno. Perché? Perché corrisponde alla
    prima serata del Sud Est Asiatico che porta nelle casse della Premier
    League 300 milioni di euro all'anno. In Italia sperano di arrivare a
    100 milioni con i diritti esteri (vedi Spy Calcio del 2 febbraio) ma
    devono vendere meglio il prodotto come aveva consigliato anche Mourinho.



    Ecco perché l'ipotesi della famosa partita a pranzo la domenica torna
    di stretta attualità. Alle tv andrebbe benone e tirerebbero fuori altri
    soldi, al mercato estero pure. Meno ai tifosi che non contano nulla e
    ai vescovi che avevano già protestato. Si vedrà. Di fronte ai soldi
    difficile che i nostri presidenti si fermino. E' chiaro che se le tv
    potessero avere la moviola in campo, accesso negli spogliatoi con una
    specie di Grande Fratello e altre facilitazioni pagherebbero molto di
    più. Ma non si deve nemmeno esagerare, snaturando il prodotto-calcio.
    Ma per fortuna che a Milano qualcuno di buon senso c'è ancora.





    Fulvio Bianchi (Repubblica)



  2.     Mi trovi su: Homepage #4990336
    scudettoweb ha scritto:
    Visto che ci sono un sacco di italiani negli USA, potremmo giocarne una ogni turno alle 2 di notte, il prime time della costa est...
      Beh...Si parla del Giappone...Sono i giapponesi che si guardano il calcio inglese alle 21...E si guarderebbero il nostro un'ora prima...

    E sono loro che già adesso si comprano tutto e impediscono a Rai Intenational
    (col nuovo governo Rai Italia :rolleyes: ) di trasmettere "La Giostra del Gol" di Serie A (la domenica una diretta con interventi dai campi per i gol) in Asia...C'è in tutto il mondo extraeuropeo...in chiaro....ma in Asia no.

    Qui il calcio inglese comincia intorno alle 18...Ma c'è black out nella zona nostra o in quella degli uffici della Cable Tv...

    Di sicuro non giocano alle 12...da anni....a causa delle Tv del sud est-asiatico...
    E' una loro tradizione. Bella.
    Semplicemente perchè è un bel modo di passare allo stadio la domenica, magari in famiglia e in stadi attrezzati.
    E perchè là non c'è Sua Santità col suo gregge.
  3. aaa  
        Mi trovi su: Homepage #4990370
    scudettoweb ha scritto:
    Visto che ci sono un sacco di italiani negli USA, potremmo giocarne una ogni turno alle 2 di notte, il prime time della costa est...
       Magari si divide anche la partita in base ai cambi tempo e timeout della NBA:asd: :asd:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:

  La Lega sta studiando la ''partita a pranzo'

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