1. Roma non deve essere capitale  
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    MILANO, 6 gennaio 2009 - “Le donne continuano a inseguire pari opportunità e troppo spesso sono costrette a scegliere tra carriera e famiglia. Hanno avuto accesso a posizioni tradizionalmente maschili ma continuano a guadagnare meno dei colleghi (16% in media). Crescono anche stupri e molestie: circa sei milioni di italiane ne sono state vittime nel corso della vita. Con fenomeni nuovi e preoccupanti come quelle in branco. Utilizzano poco la contraccezione ormonale (16,1%) anche se ritengono che la pillola abbia cambiato il mondo. Diventano mamme sempre più tardi (31 anni l’età media al primo parto) ma in genere non per scelta. È la fotografia che emerge dal libro "Acrobate" (con un interminabile sottotitolo: “A 50 anni dalla pillola anticoncezionale, 40 dalla rivoluzione sessuale e 30 dalla legge 194-Venti ritratti di donne, in bilico fra la voglia di volare e il frigo da riempire”), con prefazione e approfondimenti curati dalla professoressa Alessandra Graziottin, che spiega: “Sono ormai indispensabili interventi concreti: leggi per parificare le retribuzioni, sull’esempio del presidente Obama. Sgravi fiscali e flessibilità di orari per facilitare le mamme che lavorano. Asili nido interni almeno nelle aziende più grandi. E per contrastare la violenza promuovere l’educazione affettiva e sessuale a casa e nelle scuole”.

    DONNE DI SPETTACOLO – “È vero - commenta Monica Bellucci, una delle protagoniste del volume, promosso dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) -: affrontare questi temi in classe e in famiglia è il modo migliore per promuovere la conoscenza e rispetto verso le donne. Con mia figlia di quattro anni ho già iniziato a parlare di sessualità. Per me il sesso è vita, gioia, amore: alla mia bambina insegnerò a non avere paura”. L’attrice è una delle venti professioniste che hanno accolto l’invito della Sigo per portare la loro testimonianza in questo affresco sulla donna d’oggi. “Un’operazione di sensibilizzazione con un obiettivo di solidarietà – spiega Giorgio Vittori, presidente della Sigo – : i proventi di questo libro saranno infatti destinati a progetti a favore delle donne immigrate, oggi le più vulnerabili a gravidanze indesiderate e discriminazioni. Un’operazione con cui ci proponiamo di tutelare e valorizzare il femminile a tutto tondo”. Ma in questo quadro non ci sono solo ombre: “Sono riuscita ad affermarmi in un mondo tipicamente maschile – afferma Ilaria D’Amico, un’altra delle testimonial –. Ho dovuto vincere una forte diffidenza iniziale ma, una volta superato questo scoglio, la mia femminilità ha anzi rappresentato un vantaggio”.

    DONNE DI SPORT – Nel libro, edito da Intermedia, non poteva mancare l’apporto di alcune donne di sport, con Federica Pellegrini in prima fila. “Non voglio attendere troppo per diventare mamma – spiega la nuotatrice -; ho già realizzato il mio più grande sogno: vincere l’oro olimpico. Ma non mi considero una privilegiata, perché ho lavorato sodo per ottenere questi risultati. Dietro una vittoria si nascondono anni di impegno e dedizione, e molti sacrifici. Certo sono fortunata perché a soli 20 anni ho già raggiunto il traguardo più ambito. So che oggi rappresento un modello per le mie coetanee, e questa è una grande responsabilità, ma sono soddisfatta di come sono, mi fa piacere la visibilità e la notorietà che il mio sport e il mio modo di essere mi hanno regalato”. Federica Pellegrini è diventata in poco tempo un’icona, certo per i grandi meriti sportivi ma senza dubbio grazie anche alla sua bellezza. “La considero un valore – aggiunge -, ma non sono schiava del mito della velina. Puntare sul proprio aspetto fisico può rappresentare un’importante rampa di lancio per farsi strada nel mondo dello spettacolo, la tv è una bella vetrina che può essere utilizzata in maniera strumentale: non c’è nulla di male, a patto di esserne consapevoli”. Nel libro interviene anche un’altra grandissima campionessa, Josefa Idem, che dal canto suo aggiunge: “Continuare a raggiungere traguardi importanti, anche da mamma, è possibile. E io ne sono la dimostrazione. Ma è indispensabile poter contare sulla collaborazione familiare. Il rapporto di complicità e scambio dei ruoli con mio marito, che è anche il mio allenatore, è alla base del mio successo sportivo”.

    DIANA E LE ALTRE - Sport e maternità vanno d’accordo ma servono regole e attenzioni particolari. Su questo si racconta nel volume anche Diana Bianchedi, campionessa olimpica di fioretto a Barcellona (1992) e Sydney (2000) e prima donna vicepresidente del Coni: “L’attività fisica richiede regole e accorgimenti particolari in corrispondenza della gravidanza. Per un’atleta è inoltre fondamentale pianificare con attenzione la scelta di diventare madre, pena sacrificare la carriera. Per noi è quindi particolarmente importante utilizzare la contraccezione in modo consapevole. Non a caso lo sport è all’avanguardia su questi temi: è tradizione, ad esempio, che all’arrivo al Villaggio olimpico gli atleti ricevano anche dei preservativi: un invito alla protezione e alla responsabilità”. Il tema dello sport “in rosa” è uno fra i più rilevanti fra quelli affrontati nel libro: altri importanti spunti - affrontati in gran parte in chiave personale - riguardano la legge 194, la maternità oggi, il lavoro “al femminile”, le pari opportunità, le differenze fra culture e religioni, le nuove famiglie, la violenza sulle donne, l’infertilità. Fra le intervistate, ci sono anche Nancy Brilli, Margherita Buy, Lucrezia Lante Della Rovere, la responsabile del Welfare del Censis Concetta Vaccaro, la scrittrice Elena Gianini Belotti, le giornaliste Cipriana Dall’Orto e Emanala Falcetti, l’imprenditrice Federica Olivares, le docenti universitarie Chiara Micheletti, Alda Maria Scopesi, Lucia Parisio Visconti, le ginecologhe Silvia Maffei e Valeria Dubini.

    Acrobate, a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri e Francesca Goffi. Intermedia Editore. Pagine 165, € 12,00 (il ricavato delle vendite sarà destinato a progetti di sensibilizzazione a favore delle donne immigrate)

    Fonte: La Gazzetta dello Sport

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    Non riesco a trovare più il post dove tu affermavi che non era vero, ma a dir la verità non riesco più a trovare molti altri post. In ogni caso, eccoti accontentato: :)

    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  2. Staff ScudettoWeb  
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    Non lo trovi perché non ho mai detto niente del genere. Ho detto che avrei volute vedere come sono fatte le analisi perché dire che una categoria percepisce meno senza spiegare quali sono i parametri (straordinari, mansioni, responsabilità, ambito di lavoro, ecc.) ha poco senso. Figurati se poi mi citi una statistica espressa in mezza riga in un articolo. :) Le donne, a parità esatta di condizione, guadagnano meno? Ok, vediamo sti dati. Tra l'altro tecnicamente è una dimostrazione impossibile da fare, perché non essendoci parità di agevolazioni (la donna ha la maternità) è impossibile fare un paragone esatto.

    Comunque per quanto statisticamente insignificante l'articolo dà un paio di spunti utili. Il primo è la D'Amico, che dovrebbe rappresentare nelle intenzioni un simbolo del pregiudizio verso le donne ma che in realtà dimostra come una persona che non capisce nulla di calcio e che senza i testi non sa neanche quali partite ci sono nel corso della giornata può comunque fare un lavoro da presentatore di una trasmissione di calcio in TV.

    Il secondo è che se la strategia per parificare retribuzioni e trattamenti è portare le aziende a spendere di più o ad avere più problemi di gestione (asili nido interni, orari flessibili per le donne mamme, ecc. ecc.) non capisco come si possa pensare di ottenere parità di retribuzione o trattamento. Immaginatevi di andare a due supermercati e di dover pagare il 20% in più in uno dei due perché il personale è femminile. Pagheresti il 20% in più per fare un servizio sociale o andreste nel super in cui risparmiate?
  3. Roma non deve essere capitale  
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    Scusa, ma quello che hai appena detto è sconcertante, ma sei cinico, e pazienza, è la tua strada e in qualche modo può essere condivisa da qualcuno, perchè in fondo un ragionamento logico c'è.
    Ma se io lavoro 4 ore a 5 euro l'ora e tu 8 a 10 euro l'ora (cifre a caso) ti sembra giusto? Per quanto riguarda la D'Amico puoi pure avere ragione, ma vogliamo allora parlare di tuti quei politici.... uomini che non sanno una cippa di quello che fanno nei MINISTERI, non dico in tv: dati alla mano potresti (forse neh? non sono sicuro) scoprire che sono più gli uomini sbagliati che sono lì per meriti mafiosi o leccapiedistici, piuttosto che donne sbagliate che sono lì perchè sono solo belle o l'hanno data a chi di dovere.
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  4. Scudetto-Mod  
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    beppojosef ha scritto: 
    ma vogliamo allora parlare di tuti quei politici.... uomini che non sanno una cippa di quello che fanno nei MINISTERI, non dico in tv: dati alla mano potresti (forse neh? non sono sicuro) scoprire che sono più gli uomini sbagliati che sono lì per meriti mafiosi o leccapiedistici, piuttosto che donne sbagliate che sono lì perchè sono solo belle o l'hanno data a chi di dovere.
      servono per creare le pari opportunità:asd:


    cmq l'argomento è tortuoso e sinceramente forse dovevano scegliere esempi o testimonial + calzanti.

    per prima cosa io nn parlerei delle donne nello spettacolo, almeno attualemente, i ruoli + gratificanti e le trasmissioni + "portate" dalle reti televisive  sono quasi tutte condotte da donne, quindi proprio eviterei questo ramo lavorativo come simbolo della discriminazione.

    per quanto riguarda la politica, ci sono tanti esempi di uomini inutili quanto di donne inutili, e nn credo che guadagnino diversamente, mi sa che entrambi hanno, ingiustamente, il loro lauto compenso.
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  5. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4991372
    beppojosef ha scritto:
    Scusa, ma quello che hai appena detto è sconcertante, ma sei cinico, e pazienza, è la tua strada e in qualche modo può essere condivisa da qualcuno, perchè in fondo un ragionamento logico c'è.
    Ma se io lavoro 4 ore a 5 euro l'ora e tu 8 a 10 euro l'ora (cifre a caso) ti sembra giusto?
    Scusa ma dove sarebbe sconcertante? Nel fatto che nessuno sarebbe disposto a pagare di più per avere un prodotto venduto o gestito da una donna ma tutti vogliono che a fare la stessa cosa sia un'azienda? :)

    Tornando al denaro, io credo di guadagnare all'ora un po' di più di quello che guadagni tu (se non è così, poco male, il discorso vale anche in senso inverso). Lo trovo giusto? Certo. Se qualcuno vuole pagare me più di te, o viceversa, io non ci vedo nulla di male. Vogliamo fare un discorso etico invece? Vogliamo dire se è "giusto" in senso etico che io prenda più di te? Va benissimo, facciamolo. Vediamo cosa fai tu, qual è la tua preparazione, cosa offri, qual è la tua affidabilità, ecc. ecc. e confrontiamo il tutto con le mie caratteristiche. Questo è un confronto "etico" (vale quel che vale, alla fine decide il mercato cosa è giusto, ma va benissimo farlo), e mai compare l'aspetto della razza o del sesso. Una donna prende meno perché è donna? Anzitutto ripeto io vorrei capire se è vero, e una volta che è assodato che è vero dobbiamo anche affrontare il fatto che una donna, da contratto, ha tutele che un uomo non ha. Quindi, di fatto, già non esiste parità (ma come potrebbe esserci? Se una donna è incinta non le diamo 6 mesi di maternità perché non li diamo agli uomini?).

    beppojosef ha scritto:
     Per quanto riguarda la D'Amico puoi pure avere ragione, ma vogliamo
    allora parlare di tuti quei politici.... uomini che non sanno una cippa
    di quello che fanno nei MINISTERI, non dico in tv: dati alla mano
    potresti (forse neh? non sono sicuro) scoprire che sono più gli uomini
    sbagliati che sono lì per meriti mafiosi o leccapiedistici, piuttosto
    che donne sbagliate che sono lì perchè sono solo belle o l'hanno data a
    chi di dovere.


    Sì ma a prescindere da quello che dici (a mio avviso comunque fuori bersaglio, perché chiunque può fare il tirapiedi, chiunque può farsi raccomandare, ma solo una donna, bella, può diventare famosa per qualità professionali che non ha grazie all'aspetto), l'esempio della D'Amico nel libro sulle donne è rivelatore. A noi, alla nostra società, non frega nulla della parità, altrimenti la D'Amico sarebbe, per le donne, un esempio imbarazzante di lavoratrice, non un baluardo. Invece, visto che ormai socialmente interessa più pulirsi la coscienza che altro, ecco che un ottimo esempio di donna in carriera per un libro che evidenzia la condizione femminile è una persona che se non fosse donna non sarebbe lì. L'importante è che qualche donna ce la faccia in un mondo di uomini, e così la coscienza sociale è a posto. Che poi lo faccia per motivi agli antipodi della parità dei diritti è evidentemente irrilevante. :)
  6.     Mi trovi su: Homepage #4991469
    scudettoweb ha scritto:
    Scusa ma dove sarebbe sconcertante? Nel fatto che nessuno sarebbe disposto a pagare di più per avere un prodotto venduto o gestito da una donna ma tutti vogliono che a fare la stessa cosa sia un'azienda? :)

    Tornando al denaro, io credo di guadagnare all'ora un po' di più di quello che guadagni tu (se non è così, poco male, il discorso vale anche in senso inverso). Lo trovo giusto? Certo. Se qualcuno vuole pagare me più di te, o viceversa, io non ci vedo nulla di male. Vogliamo fare un discorso etico invece? Vogliamo dire se è "giusto" in senso etico che io prenda più di te? Va benissimo, facciamolo. Vediamo cosa fai tu, qual è la tua preparazione, cosa offri, qual è la tua affidabilità, ecc. ecc. e confrontiamo il tutto con le mie caratteristiche. Questo è un confronto "etico" (vale quel che vale, alla fine decide il mercato cosa è giusto, ma va benissimo farlo), e mai compare l'aspetto della razza o del sesso. Una donna prende meno perché è donna? Anzitutto ripeto io vorrei capire se è vero, e una volta che è assodato che è vero dobbiamo anche affrontare il fatto che una donna, da contratto, ha tutele che un uomo non ha. Quindi, di fatto, già non esiste parità (ma come potrebbe esserci? Se una donna è incinta non le diamo 6 mesi di maternità perché non li diamo agli uomini?).

    Sì ma a prescindere da quello che dici (a mio avviso comunque fuori bersaglio, perché chiunque può fare il tirapiedi, chiunque può farsi raccomandare, ma solo una donna, bella, può diventare famosa per qualità professionali che non ha grazie all'aspetto), l'esempio della D'Amico nel libro sulle donne è rivelatore. A noi, alla nostra società, non frega nulla della parità, altrimenti la D'Amico sarebbe, per le donne, un esempio imbarazzante di lavoratrice, non un baluardo. Invece, visto che ormai socialmente interessa più pulirsi la coscienza che altro, ecco che un ottimo esempio di donna in carriera per un libro che evidenzia la condizione femminile è una persona che se non fosse donna non sarebbe lì. L'importante è che qualche donna ce la faccia in un mondo di uomini, e così la coscienza sociale è a posto. Che poi lo faccia per motivi agli antipodi della parità dei diritti è evidentemente irrilevante. :)
      penso che non avrei saputo esprimere meglio di così la mia opinione:approved:
    1 Superlega (Clausura 2007/08)
    1 Champions Superleague (apertura 2011/12)

  Per Scud: tu che dici che non è vero che le donne guadagnano meno

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