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    "Ora sì che mi diverto"

    Il talento che aveva smesso col calcio la scorsa estate ("Ma non ho mai pronunciato la parola addio, solo mi era passata la voglia"), ha ritrovato l'ispirazione nella Cremonese: "Ora ho nuovi stimoli, ma non dite che con me inizia un nuovo corso: siamo un bel gruppo, fatto di giovani e gente d'esperienza. E in più c'è Mondonico..."




    MILANO, 12 febbraio 2009 - Domenica Morfeo è tornato. O
    almeno così pare. Perché in realtà ha disputato solo due partite da
    inizio stagione, ma quel che più conta è che ha sottoscritto un
    contratto fino a giugno. Perché per lui quella firma, con stretta di
    mano al Cavaliere Giovanni Arvedi ed a Emiliano Mondonico,
    rispettivamente presidente e allenatore della Cremonese, significa la
    conferma di una voglia ritrovata, l'impegno di voler portare a termine
    una missione. Il tutto è successo qualche settimana fa, in pieno
    mercato di gennaio. Una storia che vale la pena raccontare.

    UNA TELEFONATA ALLUNGA LA CARRIERA - "Tutto è nato da una telefonata
    che ho ricevuto da Mondonico. Altre società di A e B mi avevano cercato,
    ma io non ne volevo proprio sentir parlare. Poi mi ha cercato Mondonico, e
    allora mi sono detto che con lui una chiacchierata la potevo anche fare". E
    qualcosa si è riacceso in lui: "Sì, ho come sentito scoppiare una scintilla e ho
    capito che mi era tornata la voglia di giocare. Altrimenti non mi sarei rimesso
    in gioco, non mi è mai piaciuto "rubare soldi" firmando contratti pensando
    solo al conto in banca". Istintivo, diretto, insomma quello di sempre.

    RETROSPETTIVA - Fra le giovanili dell'Atalanta all'ultimo anno in serie A col
    Parma, una carriera fatta di rapidi assaggi anche di Inter e Milan, una spola
    ripetuta fra la Fiorentina e il resto d'Italia (ma sempre in prestito, perché
    Cecchi Gori per quattro volte lo ha ripreso in viola), una stabilità trovata
    nell'ultimo quinquiennio a Parma. Inevitabile tracciare un bilancio fra soddisfazioni,
    recriminazioni e rimpianti: "Sarebbe facile, guardandomi indietro, puntare l'indice
    contro errori o sfortuna o bivi sbagliati. So solo che sono soddisfatto per come è
    andata, perché quando incontro ex compagni o avversari, magazzinieri o
    presidenti, posso guardare tutti dritto negli occhi. E dir loro quello
    che penso, come ho sempre fatto nella mia vita".

    FUTURO - Dopo sette gare senza vittorie, domenica scorsa la Cremonese è
    tornata al successo a Verona. Morfeo ha giocato dietro alla coppia d'attacco
    Coda-Riganò, giovane di belle (e concrete) speranze il primo collaudato
    trentaquattrenne il secondo, meritando un 7 in pagella. Come del resto all'esordio
    (0-0 contro la Spal), nel turno precedente. Come dire, il rilancio grigiorosso passa
    imprescindibilmente dai suoi piedi: "Non esageriamo, io metto a disposizione la
    mia esperienza nel ruolo di "quelli che camminano", poi sono indispensabili anche
    i giovani che danno invece corsa e forza: ma siamo un bel mix, ne sono convinto.
    E c'è bisogno di tutti". Tradotto in obiettivi? "Io, a 33 anni compiuti, non me ne
    pongo. Ma per la squadra penso ai playoff, e se ci arriviamo, a giocarcela per il salto
    di categoria. Ora siamo settimi, ma ci crediamo. E ce la possiamo fare". Parola di
    uno che "non corre" ma la sa lunga, e che ha ritrovato la voglia di divertirsi.

  Morfeo, a volte ritornano

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