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    "Non sono inferiore agli altri"

    Il bianconero, espulso domenica scorsa, è fermo per squalifica, ma reclama spazio dopo la rete realizzata contro il Catania: "Sono un istintivo, avevo tanta voglia dentro. Voglio restare qui fino al 2012 ma giocare un po' di più. Quattro punte in questa squadra servono"

    VINOVO (Torino), 12 febbraio 2009 - Nostalgia canaglia. É stata dura martedì sera.  Lo sguardo di Alessandro Del Piero ed Amauri vale più di tante parole. Brasile-Italia davanti allo schermo al plasma non è quello che si aspettavano i due attaccanti bianconeri
    proiettati con la mente ai prossimi mondiali in Sudafrica, con la maglia
    azzurra o verdeoro poco importa, l'importante è esserci. La nazionale
    passa attraverso le prestazioni in bianconero, e il 2009 non è iniziato nel
    migliore dei modi per i "gemelli" del gol che fino a dicembre avevano
    trascinato la Juve agli ottavi di Champions, a ridosso dell'Inter in campionato.
    Nell'ultima gara del 2008, contro l'Atalanta, Ale aveva firmato il primo gol
    su azione dei 6 messi a segno in 17 partite, 20 centri in campionato nell'anno
    solare, l'attaccante più prolifico, un gol in più di Amauri, a quota 19 (11 con
    la maglia della Juve). Dopo la sosta gli attaccanti di Ranieri hanno tirato il
    freno a mano. L'ultimo gol di Amauri risale al 21 dicembre. Da allora il
    brasiliano non ha saltato una partita, giocando più per la squadra che
    per se stesso, senza trovare la via della rete.

    ALE MOGIO - Due mesi di digiuno
    per Amauri, uno in meno per Del Piero che ha comunque motivo per non
    sorridere. Dal piumino «volante», sfuggito di mano alla sostituzione
    contro la Fiorentina, alla panchina di Catania, c’è poco da gioire.
    Domenica contro la Samp farà ritorno in campo, magari con Trezeguet al
    proprio fianco. Trezegol sta tornando, in tempo per la sfida al
    Chelsea. In Coppa Italia contro il Napoli ha giocato un'ora, ha messo a
    segno un gol valido (annullato per un errore dal guardalinee). L'ultima
    partita della coppia storica risale a nove mesi fa, entrambi a rete
    contro la Samp (17 maggio), l’avversario di domenica.

    ACCERCHIATI - Iaquinta avrebbe
    potuto aspirare finalmente a un posto da titolare, invece, dopo tanta
    panchina, Nazionale compresa, finirà in tribuna, squalificato per
    l’espulsione di Catania. Anche se in questo momento è l'attaccante con
    la miglior media-gol negli ultimi due mesi: «Non mi sento inferiore a
    nessuno dei miei compagni, ma siamo in quattro e
    in una squadra come la Juve ci vogliono». Beniamino dei tifosi, ha
    puntato i piedi quando gli sono arrivate le voci di cessione allo
    Zenit. «Ufficialmente non mi è stato detto nulla, vorrei restare alla
    Juve fino al 2012, e giocare solo un po' di più. Mi dispiace per
    l'espulsione di Catania, io sono un istintivo e avevo tanta voglia
    dentro».

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