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    MILANO - Consultavano siti pornografici durante l'orario di lavoro e per questo, a seguito di un'inchiesta che li ha coinvolti alle loro responsabilità, due giudici del cantone svizzero della Giura si sono dimessi dall'incarico. L'indagine, oltre a loro, ha riguardato una trentina di funzionari del tribunale cantonale. I due magistrati sono un giudice del tribunale cantonale, Pierre Boinay, e il procuratore generale Yves Maitre.

    «LAVORO NON PREGIUDICATO» - Nella sua lettera di dimissioni il giudice Boinay ha voluto sottolineare che la consultazione di quei siti non è passibile di procedimenti penali. I fatti non possono «che portare ad una sanzione minore» ha detto il giudice che ha spiegato le proprie dimissioni con la necessità di non attentare all'immagine dell'istituzione giudiziaria. Così come aveva fatto già il procuratorre Maitre, anche Boinay ha evidenziato come queste «scivolate» non abbiano «portato pregiudizio alla qualità del mio lavoro». Grande soddisfazione è stata espressa dal ministro della Giustizia del cantone, Charles Juillard, che ha enfatizzato come «queste due persone hanno avuto il coraggio di trarre le conclusioni di quegli sfortunati affari».

    L'APERTURA DELL'INCHIESTA - Lo scandalo era divampato venerdì scorso quando le autorità del canton Giura avevano annunciato l'apertura di un inchiesta su una trentina di funzionari accusati di avere consultato siti pornografici durante l'orario di lavoro (e presumibilmente utilizzando computer e connessioni appartenenti allo stato). Era stato però precisato che nessun ministro del governo cantonale e nessun capo dipartimento risultava coinvolto nell'inchiesta. I due magistrati potrebbero dunque essere gli elementi di maggiore spicco tra gli indagati. Sono però state aperte diverse inchieste disciplinari.

    RETE IN SOVRACCARICO - La scoperta delle scorribande nell'eros elettronico compiute attraverso i computer degli enti pubblici è stata fatta dagli amministratori del servizio informatico dell'amministrazione cantonale, a cui sono collegati anche quelli del parlamento locale e del dipartimento della giustizia. I tecnici informatici si erano messi ad indagare lo scorso novembre a seguito di un problema di sovraccarico della rete internet cantonale e avevano scoperto che questo era dovuto proprio alla frequentazione di quelli che avevano definito «siti non professionali». Di lì l'apertura dell'inchiesta e l'emersione di quello che le agenzie di stampa hanno già ribattezzato il «pornogate svizzero».
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    digital_boy84 ♫ ha scritto:
    chissä cosa scoprirebbero in italia :asd: soprattutto zona mestro-zen :asd:



    :asd: :asd:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  In Svizzera esplode il «pornogate»

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