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    Quando Berlusconi è così ottimista sulla crisi, un motivo c'è e si chiama Mediaset. Secondo un rapporto di Nielsen Media l'unica azienda che ha aumentato la raccola pubblicitaria nel 2008 (e probabilmente anche nel 2009) è proprio Mediaset, a differenza della Rai che è in crollo totale. Infatti i primi 15 investitori italiani hanno aumentato l'acquisto di spot sui canali Mediaset, nonostante la concorrenza di Sky e il calo degli ascolti. Ah, con una Rai in vantaggio proprio in ascolti rispetto a Mediaset sia in prime time che durante la giornata.

    Per i giornali e, in misura
    minore, per radio, tv e Internet è in corso una gelata senza
    precedenti. Solo Mediaset e pochi altri (come le radio del
    Centro-Sud) sembrano beneficiare dell'ultimo scampolo di primavera.
    Il totale degli introiti derivanti dalla pubblicità commerciale in
    Italia scende nel 2008 da 8 miliardi e 172 milioni di euro a 7
    miliardi e 978 milioni. E invece Publitalia sale, anche se di poco:
    3 milioni. La concessionaria del Cavaliere riesce ad aumentare la
    sua quota di un punto percentuale fino al 38 per cento. La Rai
    invece sembra vittima di un paradosso opposto. Sipra, la società
    del gruppo che raccoglie la pubblicità per viale Mazzini lascia sul
    campo ben 53 milioni di euro.

    Perchè proprio Mediaset? Da una parte l'aumento delle pubblicità "amiche" ossia quelle di Medusa, Mondadori e Mediolanum ma soprattutto la concentrazione degli spot del Governo e delle società da esso controllate (Poste, Eni, Enel...). Strano, lo Stato controlla la Rai e acquista più spot sulle reti Mediaset. C'è qualcosa che non torna.

    La proposta del Ministro Bondi è stata elettrizzante per la Rai. Infatti Bondi ha proposto la nascita di una tv senza pubblicità (al posto di una delle tre esistenti) senza rendersi conto che con il DTT questo è già possibile, ed infatti esistono RaiStoria e RaiEdu. Non bastano? Alla Sipra stimano che la proposta Bondi produrrebbe un calo
    secco nel bilancio di circa 400 milioni di euro all'anno. Inoltre
    si acuirebbe l'asimmetria con Mediaset. Già in questa situazione Publitalia è destinata ad aumentare il suo
    vantaggio anno dopo anno, come è accaduto nel 2008.

    Un pò di esempi
    . Prendiamo la
    Barilla. L'investimento totale per le sue campagne basate sulla
    tradizione e i buoni sentimenti è diminuito di una decina di
    milioni, ma a farne le spese è stata proprio la Rai, scesa di 11
    milioni di euro in due anni mentre Mediaset è salita di ben 4
    milioni.
    Stesso schema è stato deciso dalla Fiat: taglio (sempre stimato da
    Nielsen) di 15 milioni di euro in due anni per la Rai e,
    contemporaneamente, un aumento di 3 milioni per Publitalia che così
    finalmente supera la concorrenza anche in casa Fiat.
    il gruppo Telecom Italia ha
    investito 91 milioni su 194 milioni di budget complessivo nelle
    reti del network guidato da Fedele Confalonieri, mentre la Rai si è
    dovuta accontentare di 37 milioni. In particolare, nel 2008 è stata
    la Tim a privilegiare per i suoi spot con Christian De Sica le reti
    Mediaset, e gli investimenti pubblicitari sono cresciuti da 54 a 60
    milioni. Mentre la Rai è scivolata da 24 a 23 milioni.
    La società del magnate
    egiziano Naguib Sawiris, amico del Cavaliere, sempre secondo le
    stime Nielsen, ha portato alle casse di Publitalia 107 milioni di
    euro, contro i 43 milioni concessi alla Rai. Nel 2008, rispetto al
    2007, stando ai dati Nielsen, Wind avrebbe aumentato di 18 milioni
    la quota Mediaset e ridotto di 4 milioni quella Rai. Sembra in
    particolare che Sawiris abbia decretato la sparizione del suo
    marchio dagli schermi di Raitre dopo un servizio sgradito nella
    trasmissione 'Report'.
    Le aziende amiche. Medusa, Mediolanum e Mondadori hanno concentrato  8 milioni di investimento nel 2006 sulle reti Rai, oggi quegli 8 milioni sono praticamente sulle sole reti Mediaset. Il caso opposto: la casa di distribuzione della Rai (01 Distribution) continua a investire 2 milioni di euro sulle reti Mediaset (1/3 dell'investimento).

    Altra forza di Mediaset sono le telepromozioni (vietate in Rai) e altri gruppi "esclusivi" come Giochi Preziosi, Johnson e Saiwa. C'è anche chi preferisce la Rai come Coop, Conad e lo strano caso Toyota con 30 milioni di euro di investimento sulle reti Rai e ZERO sulle reti Mediaset.

    A 'L'espresso' risulta che, secondo Nielsen Media, gli spot su
    Mediaset si sono ridotti del 19 per cento nel primo bimestre. Le
    altre tv e la carta stampata però vanno peggio. I cali oscillano
    attorno al meno 30 per cento. Mentre la Sipra della Rai sta andando
    incontro a un periodo difficilissimo. Mancano all'appello circa 80
    milioni di raccolta in due mesi: un crollo del 33 per cento
    rispetto allo scorso anno. Si naviga a vista. Se una volta le
    prenotazioni degli spazi da parte dei clienti arrivavano un mese
    prima, ora si fissano settimana per settimana. In Sipra circola una
    battuta: se continua così a fine anno mancheranno almeno 400
    milioni all'appello e sarà contento il ministro della Cultura
    Sandro Bondi. La rete senza pubblicità ci sarà davvero. Non per
    decisione del governo, ma del mercato.


    Alcuni estratti da un articolo de L'Espresso, basato su dati Nielsen Media.
  2. Videospiel macht frei  
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    Mr.B l'ha detto subito che la crisi poteva essere una ottima occasione per speculare e fare un sacco di soldi. Per queste cose ha fiuto. Per governare un paese magari un po' meno.
    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal

  C'è crisi! Tranne che per Publitalia e Mediaset

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