1. Wal Owner  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5043735
    Gianfranco Pecchinenda insegna Sociologia della comunicazione e dei processi culturali all'Università degli Studi di Napoli Federico II (e dal 2008 riveste il ruolo di Preside della stessa Facoltà). Da diversi anni si occupa dell'analisi dei fenomeni inerenti l'immaginario collettivo, con particolare riferimento al tema dell'identità e del rapporto tra mutamenti tecnologici e processi culturali. Tra le sue più recenti e brillanti pubblicazioni letterarie ("Dell'identità", 1999 e "Culture erranti", 2002) merita ...
  2. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5043736
    Carissimi,
    parte oggi la seconda novità della nuova "infornata" di rubriche.
    Dopo l'ottimo "Ludonauti" di Francesco Alinovi (qui per chi se lo fosse perso, è il turno di Videoletture. La rubrica, com'è facile capire, parlerà di libri, di libri legati ai videogiochi. Retrospettive, approfondimenti, inchieste, trattati... le pubblicazioni ormai sono molte, e cercheremo con i nostri articoli di presentarvi i migliori libri che si possono trovare riguardo alla nostra grande passione.

    Buona lettura, è proprio il caso di dirlo...

    [Modificato da |Sole| il 18/03/2009 04:42]

    http://www.facebook.com/VITSole
  3.     Mi trovi su: Homepage #5043739
    davvero ottima questa nuova rubrica: un vero e proprio salvavita per i lacunosi della teoria (come il sottoscritto).. insomma un gran bel doposcuola ^^
    Letto e riletto il nuovo editoriale, rinnovo i miei complimenti ad un Fotone strepitoso come sempre (forse di piu'), con le migliori intenzioni di recuperare quanto prima una lettura cosi' ricca e, a quanto pare, indispensabile.
  4. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #5043781
    Come si fa a innamorarsi di Aeris con un Tifa in circolazione proprio non lo so.
    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  5.     Mi trovi su: Homepage #5043920
    Myau ha scritto:
    Come si fa a innamorarsi di Aeris con un Tifa in circolazione proprio non lo so.
      Il nerd, generalmente inetto con l'altro sesso e piuttosto passivo nel suo comportamento sociale, preferisce Aeris che viene percepita come "gentile e sottomessa"... insomma, una che ci sta senza tanta fatica e sta zitta.

    Tifa invece fa paura perchè se sgarri ti gonfia come una zampogna. :DD


    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  6. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5044005
    Ottimo, davvero.

    Le riflessioni di Pecchinenda sono interessanti, ed è palpabile l'amore e la dedizione con cui vuole redimere il videogioco, riconducendolo ad un contesto sociale più congruo.

    Il quesito "il videogioco è arte" per me rimane improponibile, perlomeno in forma così diretta e "morbosa": in primo luogo perchè un medium non può essere arte in sè, ma solo veicolante di messaggi e cultura. Sta all'artista (e all'uomo in generale) dare quella sensibilità propria di riconoscimento umano insito nella creazione artistica, che aggiunge al fondamentale contenitore di diffusione quale è la comunicazione. Si deve stare attenti, insomma, a distinguere tra cosa è arte e cosa non lo è, e di non fare di tutta un'erba un fascio, altrimenti si rischia di andare da un eccesso all'altro.
    E poi, non dimentichiamo che ad ogni modo il videogioco massificato rimane un controbilanciere indispensabile per la nascita di qualcosa di superiore, a livello di gameplay; pensiamo alla destrutturazione di ICO, e a come abbia cambiato le regole dell'action-game comune, o a quella ancor più terrificante e critica di Silent Hill.
    Se non fosse esistito l'action-game, cosa avremmo ora di questi due titoli ?
    Una mera lettura sociologica (Silent Hill) o un bellissimo quadro (ICO) ma che hanno perso la componente identificativa di videogioco ?

    [Modificato da On a Friday il 18/03/2009 12:00]

  7.     Mi trovi su: Homepage #5044007
    A quando i seminari del Dott.Fotone?

    Che bello che il mondo universitario si apra piano piano al mondo che cambia,uanto le religioni monoteiste.
    Penso al 1999 quando il Prof di Teoria delle Comunicazioni di Massa mi rise in faccia alle proposte di tesine sul videogioco-medium e il futuro dell'audiovisivo distribuito via internet: "Non succederà MAI!" (cit.)
    オールナイトでぶっとばせえ~
  8. Wal Owner  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5044061
    Dimenticavo che la lettura del mio articolo, se corredata da tesina, vale la bellezza di 2CFU. :DD

    Grazie a tutti per i complimenti.
    E' un piacere segnalare libri importanti sull'argomento "videogiochi" e si deve ringraziare Sole per il "coraggio" editoriale dimostrato.
    Coraggio non tanto per la nuova rubrica, ma per il fatto che ci siano miei articoli.:))
    In ogni caso, si andrà da testi colti e imprescindibili come questo qui (che tra l'altro, quasi dimenticavo, è parte integrante del programma di studi del corso tenuto dal prof. Pecchinenda) a libri più sfiziosi e ricchi di aneddoti di storia dei videogiochi (es. Master of Doom). 

     
    fotone.tumblr.com
  9. ...this is the end...  
        Mi trovi su: Homepage #5044415
    Gran bell'articolo. Continuo a trovare unacerta' difficolta' di fondo nei tuoi pezzi. L'ho dovuto rileggere piu' volte con attenzione per capirlo per bene, comunque complimenti a te e a tutta la redazione per offrirci questi approfondimenti davvero interessanti.

    Una cosa non ho capito pero':


    La natura del videogioco, facendo leva sui canadesi insegnamenti mcluhaniani, va studiata come quella di ogni altro medium: non tanto in base ai contenuti che veicola quanto, piuttosto, rilevandone i criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione.


    Insegnamenti mcluhaniani?
    Cosa significa, rilevare i criteri strutturali in base ai quali (il videogioco) organizza la comunicazione?
  10. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #5044458
    Magallo ha scritto:
    Gran bell'articolo. Continuo a trovare unacerta' difficolta' di fondo nei tuoi pezzi. L'ho dovuto rileggere piu' volte con attenzione per capirlo per bene, comunque complimenti a te e a tutta la redazione per offrirci questi approfondimenti davvero interessanti.

    Una cosa non ho capito pero':



    Insegnamenti mcluhaniani?
    Cosa significa, rilevare i criteri strutturali in base ai quali (il videogioco) organizza la comunicazione?


    McLuhan è un filosofo (del secolo scorso) che si è occupato dei nuovi mezzi di comunicazione. "Il medium è il messaggio" l'ha detto lui.
    "Rilevare i criteri strutturali, etc..."...Penso voglia dire individuare come il videogioco comunica, l'influenza che può avere sul messaggio che comunuca, quali sono le differenze con altri "medium", se le sue caratteristiche si sono già completamente mostrate e se no, che cosa ci aspetta il futuro, etc...

    [Modificato da Myau il 18/03/2009 17:47]

    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  11.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5046560
    Il libro del prof. Pecchinenda è senza dubbio un buon libro nel panorama degli studi sui nuovi media (videogiochi nello specifico). Esaurito il filone editoriale di Bittanti e dei pochi testi tradotti (penso a grandiosi - e non esagero - "Videoculture digitali" di Andrew Darley e a "Il linguaggio dei nuovi media" di Lev Manovich che pur non trattando specificatamente di videogame hanno molto da dire a riguardo) c'è da rivolgersi alle ben più corpose pubblicazioni estere purtroppo disponibili raramente nelle biblioteche universitarie italiane.


    Circa la questione del videogioco come arte, c'è una possibile interpretazione di Bittanti a riguardo su Schermi Interattivi. Matteo, più che focalizzarsi sul videogioco inteso come prodotto artistico dell'industria culturale (e sulle conseguenti valutazioni estetiche), si concentra sulla pratica del giocare intendendo questa produzione semiotica come suscettibile di valore artistico.
    A mio avviso, sembra che la questione così posta richiami il concetto di merce e alienazione di Marx e soprattutto l'idea di valore di Appadurai e Kopytoff (gli oggetti valgono non per il loro valore monetario ma per le loro biografie, per gli investimenti passionali che le persone fatto su di esse e che di essi si impregnano) nonché l'altrettanto importante concetto di potere semiotico alla base dei numerosi lavori di John Fiske (Videopleasure è un ottimo capitolo sulle pratiche di resistenza dal basso dei giovani giocatori da sala giochi dei gloriosi '80). In tal senso, le walkthrough (Mia Consalvo ha pubblicato un interessante essay reperibile online), soprattutto quelle a video che imperversano su youtube, esemplificano bene l'idea di produzione singolare, artistica che vorrei qui esporre: il modo di affrontare ogni sfida, la stessa sfida, cambia da giocatore a giocatore.  Ogni singolo match registrato non è solo una sessione di gioco ma fornisce una  testimonianza irripetibile di chi vi gioca, del suo estro e dei suoi valori (oggi l'esempio più evidente è LBP: gli adesivi che è possibile lasciare in giro o ai livelli dedicati a questo o a quel film dicono tantissimo sui gusti personali, sui valori e sugli investimenti e i rapporti con prodotti mediali che si concretizzano smettendo di essere astratti - anche se si parla di bit che per certi versi continuano ad essere astratti!)

    Ora, il problema è se basta questo investimento a fare di un oggetto (immateriale in questo caso) un opera d'arte. Si dovrebbe trovare un accordo su cosa sia arte.
    Ad esempio, Panofsky sostiene che a fare di un oggetto un' opera d'arte basti la sola intenzione artistica dell'autore il quale pescando un oggetto dal serbatoio degli oggetti comuni lo disumanizza elevandolo ad opera arte. Ma basta l'allontanamento dalle umane cose? E allora come leggere gli esempi di LBP appena citati che sono quanto di più umano e  terreno si possa trovare? X(

    Sezione un pò [OT]:

    :doc: Approfitto, del post per segnalare anche il VII Meeting Internazionale su Cinema e Videogiochi della Spring School di Gradisca (è lontanuccio in effetti). Ci saranno, tra i numerosi interventi di giovani studiosi, anche Babich e Marco Benoit Carbone...e il sottoscritto :D con un intervento sulle pratiche di consumo comuni tra videogiocatore e spettatore (attivo) cinematografico (insomma ugc e partecipazione dal basso). Il convegno si tiene dal 27 marzo al 6 aprile.

    E infine segnalo l'apertura della sezione dedicata ai videogiochi presso la Cineteca di Bologna. Dal C64 alla PS3. Parco titoli sterminato che è possibile giocare presso le postazioni della Ludoteca. Oltra a questo una serie di eventi periodici tra qui una rassegna "cineludica". Stasera, alle 21.30 "Blade Runner" di Ridley Scott e postazioni con Bioshock.
    Il 29 marzo sarà la volta di "La notte dei morti viventi" di Romero + Dead Rising.
    [trattiva conclusa positivamente con: beewo, Housemusic]
  12. meteo: cupertino  
        Mi trovi su: Homepage #5047081
    Spero che il libro sia di più facile comprensione rispetto a questo editoriale che - seppure ottimamente confezionato - non risulta essere accessibile a tutti. Sarà che io "sono fuori dal tunnel" ormai da un pezzo.. Però la "filosofia del videogame" mi ha fatto sempre un po' specie. :))
    viva il minimalismo.

  [Editoriale Videoletture] La nascita dell'homo game

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