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    ROMA - [/b]«Quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12 mila in più dell'anno scorso, e 8 mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (lo scorso anno furono 6 mila)»: queste le cifre fornite dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Questo significa, ha aggiunto il ministro, che con 32 mila pensionamenti, i 42 mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente (il taglio potrebbe riguardare 18mila unità).

    TETTO PER GLI STRANIERI A SCUOLA - «Stiamo pensando all'introduzione di un tetto intorno al 30%» della presenza di alunni stranieri a scuola ha aggiunto la Gelmini. «Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite», ha aggiunto citatondo il caso della scuola «Pisacane» di Roma. «Una vicenda che fa riflettere», ha detto il ministro per il quale è importante accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana. Per il ministro la conoscenza della lingua e della Carta Costituzionale sono «due elementi necessari per l'integrazione.[b]«CORSI DI LAUREA RIDOTTI DEL 20%»
    - Il ministro ha anche ribadito che «a partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest'anno». Gli obiettivi del ministero sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l' organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni, è stato sottolineato, si è assistito «ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro». All'inizio dell'anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879.
    IL 5 IN CONDOTTA - La Gelmini è anche tornata sul tema del cinque in condotta, specificando che il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Quello varato in materia, ha spiegato il ministro, «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». «Anch'io ho preso un 5, ma non sono mai stata rimandata» ha aggiunto la Gelmini, rispondendo ad una domanda sul 5 in condotta.
    NAPOLITANO - Sui tagli alle università si è espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo all'appello del rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi. «È necessario che le università continuino il loro sforzo di autoriforma e che siano poste in condizioni di fare la loro parte attraverso serie e coerenti politiche pubbliche», ha detto il presidente. Alla Fondazione Marco Biagi, il rettore Tomasi ha parlato di «grandi difficoltà e grave crisi degli atenei italiani in parte per responsabilità dell'università stessa che non ha utilizzato bene l'autonomia di ricerca e didattica. Ma da questo al taglio dei fondi ad un livello che non consentirà di rispettare regole di bilancio, si potrebbe pensare a un intento punitivo». Napolitano ha ascoltato e come altre volte ha invitato le università a fare la loro parte e a confrontarsi con «le gravi difficoltà e le complesse sfide cui il nostro sistema universitario è esposto».
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski

  Tetto del 30% per gli stranieri a scuola

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