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    Il tecnico ha dato spettacolo, assieme a Cassano, nel derby di Genova contro la Sla




    GENOVA, 27 marzo - Roberto Mancini ha dato spettacolo. Assist per Cassano (sciupato), assist per Lombardo (gol, e che gol, degno del lancio di 40 metri del suo capitano). E’ stato un derby vero, con doriani e genoani di vent’anni fa mischiati ai ragazzi di oggi, con Mancini accanto a Cassano e Sculli al fianco di Skuhravy.
    Erano tutti insieme per lottare al fianco di Stefano Borgonovo. È stata una grande, fantastica serata. Per la sua fondazione, che si batte per la ricerca contro la Sla, Borgo ha incassato 225.000 euro, 175.000 per i biglietti, il resto diviso fra Sampdoria e Genoa.
    La partita è finita 1-1. Al gol di Lombardo ha risposto Nappi, su rigore. Leggermente sovrappeso Skuhravy, in gran forma Nappi (è stato lui a organizzare la partita), Torrente e Mancini. Ma su tutti, Gianluca Pagliuca. Un mostro, come nei derby veri.

    MANCINI: «A LUGLIO TORNO AD ALLENARE»
    - Prima della partita Mancini ha annunciato che il suo ritorno come allenatore è molto vicino: «A luglio tornerò su una panchina, perché la nostalgia inizia farsi sentire».

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    mhhh.....quale squadra allenerà? In Italia non credo proprio, probabilmente in Premier?.....Manchester City?.....Oppure in Spagna al Real??

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    Derby della Solidarietà: grande successo a Marassi 

    Grande successo di pubblico a Marassi per il Derby della Solidarietà voluto da Marco Nappi. Raccolti 175.000 euro per la fondazione dedicata alla lotta contro la Sla. Presente al Ferraris anche Stefano Borgonovo.

    E' la serata di Stefano Borgonovo e dell'associazione per la lotta contro la Sla, la stronza - come la chiama l'ex attaccante della Fiorentina - la malattia che l'ex calciatore sta combattendo da tanti anni. E' la serata di Borgonovo e della sensibilizzazione ad una piaga che qui a Genova ha già colpito fatalmente lo storico capitano del Genoa Gianluca Signorini e famiglia e che la piazza, senza distinzioni di fede, non ha dimenticato.

    Leggende. E' la serata delle leggende in maglia rossoblucerchiata e di uno stadio che risponde alla grande al generoso invito di Marco Nappi. Non facile, da nessuna parte, radunare più di 20.000 persone il venerdì sera, senza campionato, senza coppe, senza niente di niente in palio. La Genova che ama il calcio, però, sceglie come ritrovo per l'aperitivo Marassi invece dei bar del centro, così il Derby della Solidarietà diventa un gustoso entrée di quello che sarà tra qualche settimana per davvero.

    Rivalità. Non che Nord e Sud se le risparmino, per carità, ma sarebbe impossibile chiedere il contrario, sebbene Simona Ventura - madrina dell'evento, catapultata al Ferraris direttamente dal fortunatissimo X Factor - chieda tregua. Tregua arriva, almeno all'inizio, quando la conduttrice di Quelli che il Calcio legge l'accorato messaggio di Borgonovo. Emozione per l'interessato, visibile, emozione per i presenti.

    Un successo. Poi, a qualche minuto dall'inizio, i dati che contano davvero. Oltre 20.000 paganti, per un incasso totale di 175.082 euro. Un gran berl risultato che fa onore a Genova e ai genovesi.

    Derby amichevole. In campo, il clima amichevole, per quanto un derby della Lanterna possa mai definirsi tale, è sottolineato dalle maglie che Genoa e Samp indossano. I rossoblù scendono in campo con la tenuta interamente bianca, i blucerchiati con quella nera. Vale a dire: derby è, ma le maglie vere le teniamo per la prossima volta.

    Antichi abbracci. Da brivido alcuni ritorni sul prato di Marassi. Si rivedono leggende che non giocano più tra le mura rosse del Ferraris da decenni. Nella Samp è il caso di Pagliuca, Mannini, Vierchowod, Salsano, Pellegrini, Lanna, Mannini, Ivano Bonetti, Salsano, Lombardo, addirittura Maurizio Ganz, che dagli anni '80 o giù di lì non si contava tra le fila blucerchiate. E poi c'è il Bimbo, Bobby Gol: Roberto Mancini, che davanti fa coppia con Antonio Cassano, per la gioia delle fantasie che i supporters della Sud e Vasco Rossi amano definire libere. Anche nel Genoa c'è aria di derby stampato su carta fotografica - e solo su quella -, quando ancora il digitale era come andare sulla luna. Tacconi, Torrente, Eranio, Ruotolo, Bortolazzi, Skhuravy, il padrino della serata Nippo Nappi. Successivamente, Caneo, Briaschi, Manicone, Fiorin. E Gian Piero Gasperini, che alla sfida alla fine non ha voluto mancare, da giocatore. Presente anche Walter Mazzarri, nel ruolo di tecnico per una volta non protagonista.

    I campioni di oggi. Il ritmo della sfida è animato dai campioni di oggi: Ferrari, Criscito, Rossi e Sculli da una parte. Lucchini, Sammarco, Franceschini e Peter Pan Cassano dall'altra.

    La partita. La gara, per quanto riguarda il tabellino, è decisa da una perla di Attilio Lombardo al 19' del primo tempo. Gol d'altri tempi per Popeye, gran siluro forte e preciso che va ad insaccarsi a spiovente sul palo lontano. Roba da fotografia, di quelle che dicevamo prima. E da un rigore trasformato da Nappi al 36' della ripresa, rigore da Derby della Solidarietà. 1-1 dunque, classico da stracittadina. Insomma, non ha vinto nessuno. Ha vinto Genova. Banale a dirsi, vero. Ma bello esserci.

    Sampdoria 1
    Genoa 1
    Reti: 19' p.t. Lombardo, 36' s.t. (rig.) Nappi
    Sampdoria: Pagliuca, Mannini, Lucchini, Vierchowod, Lanna, Lombardo, Sammarco, Bonetti I., Franceschini, Mancini, Cassano. Pellegrini, Invernizzi, Nicolini, Pedone, Ganz, Casagrande, Pari. Allenatore: Luigi Cagni
    Genoa: Tacconi, Rossi, Torrente, Ferrari, Criscito, Eranio, Ruotolo, Bortolazzi, Sculli, Nappi, Skuhravy. Caneo, Ferroni, Fiorin, Gasperini, Manicone, Caccia, Briaschi, Onofri. Allenatore: Osvaldo Bagnoli.
    Arbitro: De Marco di Chiavari.


    [Modificato da Pezzotto il 28/03/2009 11:54]

  3. Scudetto-Mod  
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    torna all'inter:asd:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  4. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Casagrande,Manicone e Skuhravy :* :* :*
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
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    Mancini: «Potevo portare Cassano all'Inter»

    «C'erano stati contatti prima che andasse alla Samp»

    ROMA, 29 marzo - Roberto Mancini provò a portare Antonio Cassano all'Inter. Lo ha rivelato lo stesso ex tecnico nerazzurro a Sky: «Noi abbiamo parlato qualche volta. C'era la possibilità di portarlo, poco prima che andasse alla Samp, poi non si fece niente. Ci eravamo detti che ne avremmo parlato a fine anno». Poi Moratti ha esonerato Mancini e Cassano è rimasto a Genova facendo sempre meglio, al punto che aumentano di convocazioni in convocazioni le pressioni su Lippi per chiamare questo sampdoriano di grande talento che fatica ad entrare nel giro della Nazionale. Un po' quello che accadde allo stesso Mancini: «Qualche analogia c'è sicuramente- conclude- Io giocavo nella Samp quando ero in Nazionale e allora era molto difficile essere titolari nella Nazionale giocando nella Sampdoria. Oggi è difficile trovare giocatori che non siano ribelli. Tutti hanno il proprio modo di comportarsi e l'allenatore deve essere bravo ad accettare certe volte alcuni comportamenti oppure non accettarli e farli cambiare».

    VOGLIO TORNARE AD ALLENARE - L'anno sabbatico sta per finire e Roberto Mancini già scalpita, perchè non ne può più di stare a guardare. Lui vuole tornare ad allenare dopo l'esonero incassato dall'Inter l'estate scorsa e parlando a Sky assicura: «Sicuramente tornerò ad allenare, questo è il mio lavoro. Dopo 28 anni passati a giocare o allenare, si può stare un anno fermi e si sta anche bene, ma dopo la voglia ritorna e stare sul campo è la cosa più bella».

    «NON È DETTO CHE SIA UNA BIG» - Quindi, sulla sua prossima squadra dice: «Non è detto che debba essere per forza una squadra che lotta per lo scudetto. Può essere una squadra che ha un progetto importante, valuterò con calma». Mancini non esclude un'esperienza all'estero: «Dopo tanti anni in Italia, fare un'esperienza in Inghilterra o Spagna o comunque valutare l'ipotesi di qualche anno all'estero è importante». Sì all'estero no al Milan, per ora: «Al momento non mi sembra una cosa possibile, poi nel tempo tante cose possono cambiare- conclude- Se uno fa l'allenatore e ti cerca una squadra importante bisogna essere a disposizione».

  Mancini: «A luglio torno ad allenare»

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