1.     Mi trovi su: Homepage #5057170
    Quante volte è capitato di imbattersi in articoli, scritti da giornalisti, psicologi, sociologi o esperti di qualsivoglia materia, che trattano il videogioco in relazione alla sua capacità di influenzare negativamente i comportamenti di chi li utilizza? O, ancora, in quanti servizi televisivi si è visto accostare il videogioco a eventi per lo più drammatici, con il neanche tanto velato tentativo di creare una certa causalità fra l'utilizzo degli stessi e ...
  2. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #5057194
    Tempo fa tentai per due volte di proporre un sondaggio per stabilire se il pubblico preferisse Reika o Beauty. Per strane ragioni non riuscii mai a vedere un risultato e me ne dispiaccio, perchè questi due personaggi rappresentano un po' le due facce della medaglia dell'universo femminile. Nel loro essere personaggi di un cartione animato sono delineati con una certa complessità. Ognuna ha i propri pregi e i propri difetti e sarebbe davvero difficile per il buon vecchio Haran Banjo decidere di separarsi da una delle due.
    Reika e Beauty sono, tuttavia, personaggi decisamente occidentalizzanti, due "Bond girl" in piena regola. Naturalmente lo scenario che le produzioni giapponesi propongono è vastissimo e variegato, si va dalla tipa violenta e volgarotta di quell'anime di cui non ricordo il nome (c'è un impiegato che finisce in una banda di mercenari) alla dolcezza personificata da Kyoko di Maison Ikkoku.
    In qualunque paese la donna è un elemento che attira l'attenzione e non so giudicare se in Giappone la cosa sia diversa rispetto ad altri luoghi. Solo loro hanno il "complesso di Lolita"? A chi non piacciono le ragazze belle e giovani?
    Mi son fatto l'idea che il Giappone è un paese che ama portare le cose all'estremo. L'estremo della violenza, della perversione sessuale, l'estremo della delicatezza, della purezza. Dai cartoni animati in cui i mostri violentano le ragazzine, si passa a quelli in cui si parla di storie d'amore intime e sussurrate senza molti gradi intermedi. Da una parte si organizzano orge pubbliche, dall'altra di ha paura di guardare negli occhi una ragazza.

    Ogni volta che vedo qualcosa che viene dal Giappone, qualcosa che mi dia l'idea di come deve essere la vita quotidiana da quelle parti, penso sempre che io sono nato giapponese e per un errore sono spuntato fuori qua. Case, palazzi, strade, auto, negozi, cibi... tutto mi attira irrimediabilmente, e la cosa che mi attira più irrimediabilmente sono le ragazze con gli occhi a mandorla. Mi rendo conto che anche guardando le ragazze in giro per la mia città quando ce n'è una che trovo mi piaccia in modo particolare ha immancabilmente un taglio degli occhi molto particolare. Non so che fissazione sia, ma è così.
    Certo, andare a vivere in Giappone mi piacerebbe assai. Sono conscio che dalla TV, dai cartoni animati, dai film e dai videogiochi non posso essermi fatto un'idea molto realistica della vita e sicuramente non è quel paradiso che io immagino. Però mi piacerebbe...sì, mi piacerebbe.

    [Modificato da Myau il 29/03/2009 11:22]

    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  3.     Mi trovi su: Homepage #5057322
    Non mi intendo molto di cultura giapponese ma credo che un altro elemento molto forte che è riuscito a trasmettere, attraverso i cartoni animati in onda negli anno '80, sia lo spirito di sacrificio (insieme alla sopportazione del dolore).
    Un esempio sopra tutti: Kyashan, prodotto secondo me più adatto ad un adolescente che ad un bambino.
    Bisogna dire però che, grazie a cartoni come questi, chi è stato bambino fra gli anni '70 e '80 ha potuto confrontarsi con tematiche molto più profonde di quelle trattate nei programmi dedicati ai bambini di oggi.
  4.     Mi trovi su: Homepage #5057376
    Aggiungiamo anche lo spirito di squadra... molto forte in quasi tutte le produzioni.

    Ci può essere l'eroe figo, sicuro di sè e quasi onnipotente, ma alla fine c'è sempre qualche personaggio di contorno che lo aiuta e lo ridimensiona... laddove non esista la vera e propria squadra.

    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  5.     Mi trovi su: Homepage #5058146
    Una cosa cmnq...

    Non è che da noi ci siano meno stereotipi femminili omaschili completamente scollegati dalla realtà... ce ne sono tanti quanti, solo che ci siamo più abituati e risultano meno "esotici" di quelli giappo e quindi crediamo siano meno forti come influenza (cosa molto falsa)...

    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  6.     Mi trovi su: Homepage #5059327
    drzoidberg ha scritto:
    Non mi intendo molto di cultura giapponese ma credo che un altro elemento molto forte che è riuscito a trasmettere, attraverso i cartoni animati in onda negli anno '80, sia lo spirito di sacrificio (insieme alla sopportazione del dolore).
    Un esempio sopra tutti: Kyashan, prodotto secondo me più adatto ad un adolescente che ad un bambino.
    Bisogna dire però che, grazie a cartoni come questi, chi è stato bambino fra gli anni '70 e '80 ha potuto confrontarsi con tematiche molto più profonde di quelle trattate nei programmi dedicati ai bambini di oggi.
    Sicuramente questo è un altro punto interessante. Notare anche come la grande maggioranza dei giochi di ruoli giapponesi (mi riferisco a questa categoria in particolare in quanto più di ogni altra presenta "dinamiche" che riproducono la realtà - ne creano una - con relativa rete relazionale fra più e più personaggi) presenta un party di eroi che si aiutano a vicenda e vincono solo grazie al supporto reciproco - raramente vediamo invece simil-Rambo spacca tutto in solitudine.

    Certo è da dire che nell'animazione la parentesi dello spirito di sacrificio e soprattutto della sofferenza è talmente stressato da diventare stereotipo. Non so questo quanto abbia influito nella coscienza di chi li ha visti (io in primis), ma l'idea che "per ottenere qualcosa bisogna soffrire", oppure che "attraverso l'impegno si arriva - inevitabilmente - al risultato" e ancora "c'è sempre qualcuno pronto ad aiutare" sono concetti interessanti, validi, ma non sempre corrispondenti al vero, anzi.
  7.     Mi trovi su: Homepage #5059338
    Andhaka ha scritto:
    Una cosa cmnq...

    Non è che da noi ci siano meno stereotipi femminili omaschili completamente scollegati dalla realtà... ce ne sono tanti quanti, solo che ci siamo più abituati e risultano meno "esotici" di quelli giappo e quindi crediamo siano meno forti come influenza (cosa molto falsa)...

    Cheers
     
    Sono perfettamente d'accordo. Basti pensare, giusto per fare un esempio fra i tanti possibili, allo stereotipo di ragazza proposto in molti telefilm americani: scialba, svampita, facilona, oca quel tanto che basta da risultare comunque simpatica.

    Resta il fatto però - tutto da discutere e valutare ovviamente - che mentre molti degli stereotipi femminili più comuni li scopriamo e assorbiamo a partire dall'età adolescenziale, la fortissima presenza femminile veicolata dagli anime giapponesi la riceviamo invece fin da bambini (i cartoni animati per lo più sono giapponesi, c'è poco da fare!). Immagini, comportamenti e figure come giustamente scrivi "scollegati dalla realtà". Cosa ci resta dentro?

    Nessun intento discriminatorio, ovviamente (anzi).
  8.     Mi trovi su: Homepage #5059346
    Non capisco bene dove l'articolo voglia andare a parare, mi pare sia dedicato alle figure femminili nelle produzioni pop giapponesi ma si dilunga sull'influenza della cultura giapponese in quella europea dedicando poco spazio alla tematica femminile.

    In ogni caso, avrei un'obiezione da sollevare sulla didascalia di Gears of War. Chi li ha giocati sa bene che c'è una figura femminile MOLTO importante e contraria agli stereotipi che il gioco sembra avere.
    A closed system lacks the ability to renew itself. Knowledge alone is a poor primer...
  9.     Mi trovi su: Homepage #5059354
    chrono ha scritto:
    Sono perfettamente d'accordo. Basti pensare, giusto per fare un esempio fra i tanti possibili, allo stereotipo di ragazza proposto in molti telefilm americani: scialba, svampita, facilona, oca quel tanto che basta da risultare comunque simpatica.

    Resta il fatto però - tutto da discutere e valutare ovviamente - che mentre molti degli stereotipi femminili più comuni li scopriamo e assorbiamo a partire dall'età adolescenziale, la fortissima presenza femminile veicolata dagli anime giapponesi la riceviamo invece fin da bambini (i cartoni animati per lo più sono giapponesi, c'è poco da fare!). Immagini, comportamenti e figure come giustamente scrivi "scollegati dalla realtà". Cosa ci resta dentro?

    Nessun intento discriminatorio, ovviamente (anzi).
      Mi trovi d'accordissimo.. complice anche il fatto che quei pochi cartoni non giapponesi che si assorbivano da bambini erano prodotti decisamente inferiori (parlo di quello che girava in tv, quindi tralasciando prodotti da cinema della DIsney) e quindi con un impatto del tutto diverso.

    Voglio dire.. ai nostri tempi chi non rimaneva preso dalle storie di eroi, robotttoni, sportivi... c'era tutto il necessario per accattivare e conquistare il ragazzino che vedeva storie che fino ad allora era impensabili nei prodotti per bambini...

    Ne risulta un ovvia influenza per quello che riguarda certi archetipi che ricerchiamo... peccato che non noto la stessa influenza nel cercare di raggiungere noi stessi alcuni di questi modelli. ;)


    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  10.     Mi trovi su: Homepage #5059392
    Lucael ha scritto:
    Non capisco bene dove l'articolo voglia andare a parare, mi pare sia dedicato alle figure femminili nelle produzioni pop giapponesi ma si dilunga sull'influenza della cultura giapponese in quella europea dedicando poco spazio alla tematica femminile.

    In ogni caso, avrei un'obiezione da sollevare sulla didascalia di Gears of War. Chi li ha giocati sa bene che c'è una figura femminile MOLTO importante e contraria agli stereotipi che il gioco sembra avere.
     
    Sulla dida: non è riferita esplicitamente a Gears of War, o alla presunta o meno stereotipicità del genere nel quale rientra. Quanto piuttosto a suggerire che la figura femminile riveste un ruolo primario nella produzione giapponese (videogioco nel nostro caso) tanto che stilare una lista dei personaggi chiave più conosciuti non è affatto difficile e si potrebbe andare avanti un bel pò. Al contrario, non mi sembra che il videogioco occidentale sia altrettanto ricco da questo punto di vista. Senza contare le differenze che investono la figura dell'uomo. Più in generale, ma è una questione tutta da vedere, valutare e concretizzare, ho sempre avuto l'impressione che nei videogiochi giapponesi ci fosse un'estrema focalizzazione sulla caratura del personaggio, le sue caratteristiche, la sua forma e sostanza, spesso anche a scapito della struttura di gioco stesso, a dispetto della matrice occidentale dove il personaggio "impersonificabile" - spesso anonimo - è solo una scusa per "vivere" in prima persona il gioco proposto (non a caso la visuale in soggettiva, il gioco di ruolo con personaggi creabili, l'FPS sono fenomeni prevalentemente occidentali).

    Ovvio che è una generalizzazione e che, soprattutto in questi ultimi anni, stiamo vivendo una commistione non indifferente fra le due sfere.

    Sull'articolo torno poi.
  11.     Mi trovi su: Homepage #5059394
    Andhaka ha scritto:

    Ne risulta un ovvia influenza per quello che riguarda certi archetipi che ricerchiamo... peccato che non noto la stessa influenza nel cercare di raggiungere noi stessi alcuni di questi modelli. ;)


    Cheers
     
    Cosa vuoi suggerire con questo ultimo passaggio?
  12.     Mi trovi su: Homepage #5059401
    chrono ha scritto:
    Cosa vuoi suggerire con questo ultimo passaggio?
      Era una battuta/provocazione...

    Nel senso che magari gli stereotipi dei cartoni, per esempio quelli di ambito femminile che hai citato tu, sono ricercati, consciamente o meno, da chi con questi cartoni è cresciuto... spesso scontrandosi con il fatto che sono appunto stereotipi e quindi non hanno necessariamente un riscontro con la realtà.

    Invece, l'emulazione di alcuni di questi stereotipi, altrettanto irrealistici, ma magari più positivi, è meno marcata... per esempio... un approccio al lavoro di squadra e alla collaborazione, un senso del dovere e del rispetto, un impegno profondo per quello che si fa e per le proprie passioni... questi aspetti che nei protagonisti degli anime giapponesi sono molto marcati vengono meno ricercati dagli stessi individui che però cercano altri aspetti dagli stessi identici prodotti. :D


    Ovviamente sto facendo una considerazione di massima e basata solo sulla mia osservazione personale... tra l'altro che è molto falsata dato che molte mie conoscenze nascono dai tempi dell'università quando era pieno di "fissati" con il Giappone e gli stereotipi associati.

    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  13.     Mi trovi su: Homepage #5060237
    Ah, Ayukawa Madoka. Secondo me uno dei piu' affascinanti e conturbanti personaggi femminili di un cartone animato degli anni passati. Ai tempi delle medie c'era una moretta che le assomigliava molto, anche nel carattere. Chiaramente me ne innamorai follemente, quindi nel mio caso posso dire che la ragazza tipo "manga" l'avevo trovata.  Peccato che a differenza di Jonny...

  [Editoriale Trigger] Amore mio, dove sei?

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina