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    L'attaccante svedese si confessa: «Mi manca tantissimo l'Europa. Volevo il Manchester, se vuoi arrivare fino in fondo devi battere tutti. Balotelli non è più forte di me ma solo più pronto»
     



    MILANO, 1 aprile - La sconfitta contro il Manchester United negli ottavi di finale di Champions League non è stata ancora smaltita da Zlatan Ibrahimovic, il quale, a GQ, ha rivelato che «quella contro i Red Devils è stata la sconfitta più bruciante della mia vita». La voglia di vincere il trofeo più importante a livello di club è tanta che l'attaccante svedese confessa: «Se potessi scambiare lo scudetto con la coppa, lo farei subito».

    «IO VOLEVO LO UNITED» - E niente alibi per l'eliminazione contro i campioni d'Europa in carica: «Siamo l'Inter - ha detto Ibrahimovic - E non parlatemi di sfortuna nel sorteggio: io volevo lo United, perchè se vuoi vincere, prima o poi, devi batterlo. Però loro hanno dimostrato di essere più organizzati: se esce uno ed entra un altro fa lo stesso lavoro e non senti la differenza. Non la senti, ma la fa».

    «MI MANCA TROPPO L'EUROPA» - Terzo anno all'Inter e terzo titolo di Campione d'Italia molto vicino, ma anche terza eliminazione agli ottavi di finale di Champions League: «Stavolta ci credevo proprio, ho visto l'occasione e non mi è piaciuto perdere - prosegue - Se vinco il quinto scudetto è un grande onore, ma mi manca troppo l'Europa». Perchè Ibrahimovic in Italia sente di averne vinti quattro di scudetti, due in nerazzurro e due in bianconero: «Gli scudetti con la Juventus? Ha ragione Buffon a rivendicarli. Anch'io lo faccio, anche se ora gioco nell'Inter: sono miei. Non scherziamo, abbiamo fatto tutti dei gran sacrifici, tutti i giorni, per vincerli. Il resto non mi interessa».

    «PALLONE D'ORO? MEGLIO LA CHAMPIONS» - Vincere la Champions porterebbe quasi certamente al Pallone d'oro, è quello l'obiettivo finale? «No. Io voglio la Champions, gioco sempre per vincere perchè questa è la mia mentalità - ha risposto Ibrahimovic - Non mi serve vincere il Pallone d'oro per sapere che sono il più forte del mondo. I migliori non sempre vincono. L'importante è che io mi senta il numero uno».

    «BALOTELLI E' PIU' PRONTO» - Infine una battuta sul compagno di squadra Balotelli: «Mario è più pronto, non più forte. Io a diciotto anni giocavo in Svezia, lui è all'Inter. Attorno ha compagni 'top class', anche l'atmosfera è diversa, qui si matura più in fretta».

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