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    Leonardo tratta per il 17enne Neymar

    Pelé lo ha indicato come suo erede ("potrà diventare più forte di me") e ora Neymar da Silva Santos Junior è diventato l'attaccante dei desideri. Il 17enne del Santos (guarda caso la squadra di O Rei) piace al Milan, piombato su di lui con Leonardo. Per averlo potrebbero bastare 20 milioni di euro, anche se la clausola rescissoria (il contratto scade nel 2014) ne prevede trenta. "Sembra più forte di Pato", ha detto chi lo gestisce.
     
    Neymar ha talento e velocità da vendere, gioca da seconda punta e i rossoneri sono convinti di aver trovato un altro Pato. Certo, l'operazione non è facile, perché per portarlo in Europa c'è innanzitutto da convincere il Santos di cui è già un simbolo.
    A settembre, poi, ci sono i Mondiali Under 17 e la possibilità che in tanti, forse troppi, si accorgano di lui è altissima. Non che ce ne sia bisogno, visto che già i principali club di Premier League e Liga l'hanno adocchiato.
    Bruno Misorelli, uomo del Gruppo Sonda che gestisce il giocatore, sa già, tuttavia, che il suo destino è lontano dal Brasile: "Ha personalità e sicurezza, potrebbe giocare benissimo insieme a Pato. Non sarà facile portarlo via dal Santos, ma Neymar vale oro e nella sua testa c'è il grande calcio, l'Europa".
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    Galliani, potere ai "piccoli"

    L'ad "lancia" i giovani del Milan

    Un Galliani in stile-Mourinho non ce lo si aspettava. Facendo però i conti con quel che passa il convento e chiarendo che "è difficile competere con chi, come il Real, fattura il doppio di te", l'ad rossonero sposa la "linea Santon" del portoghese e prepara il lancio dei giovanotti milanisti. "Antonini, Paloschi, Di Gennaro e Abate hanno molte probabilità di ritornare qui al Milan nella prossima stagione. Albertazzi arriverà in prima squadra".
    Come dire: qualcosa, come promesso, arriverà anche dal mercato. E' bene, però, non lasciarsi andare a sogni irrealizzabili e accontentarsi di quanto si ha in casa, valorizzando le proprie risorse. A partire dai giovani, da troppo tempo trascurati dal Milan, e ora ripescati per necessità.

    Perché, nel nuovo Galliani-pensiero, ci sono, chiarissimi, alcuni punti. Che, ad esempio, "per vincere bisogna che una società sia forte, con un grande allenatore e bravi giocatori. E' un triangolo virtuoso. Queste tre componenti devono essere coese. E' difficile che una società diventi grande senza un allenatore o una squadra all'altezza". Ma anche, appunto, che "per essere tra le grandi bisogna avere grandi risorse. Questa è una variabile fondamentale. Un po' come nel basket: ho notato che le squadre qualificate nella Final Four hanno tutte dei budget molto alti. E' difficile competere contro squadre come il Real Madrid, che ha un fatturato doppio di noi e paga meno tasse".

    Logico, quindi, pensare, come Galliani, che se pure il Milan non è "da rifondare" ("Quest'anno abbiamo avuto una serie di infortuni incredibili che hanno frenato la corsa"), è però inevitabile ritoccare qualcosa: "L'anno prossimo - promette l'ad rossonero - ci sarà qualche innesto e continueremo questa corsa ultra ventennale. I nostri tifosi non possono sempre ricordare l'ultima partita andata male. Ci sarà qualche rinforzo, qualcuno smetterà di giocare per sopraggiunti limiti d'età e torneranno gli infortunati".

    Qualche innesto, dunque, come Adebayor e un forte difensore centrale, e, per il resto, largo ai giovani, ai Santon milanisti: "Paloschi, Di Gennaro e Abate li seguo sempre - conferma -. Hanno molte probabilità di ritornare qui al Milan nella prossima stagione. Quando abbiamo preso il Milan nel 1986 non andava neanche in Coppa Uefa, adesso invece abbiamo bisogno di giocatori che possano ambire all'eccellenza mondiale. Se uno è giovane ed è un campione come Kakà gioca subito, altrimenti se è giovane e basta può trovare posto in qualsiasi altra squadra di media classifica. Noi abbiamo ambizioni mondiali, con traguardi raggiunti anche grazie alla maturità di calciatori con grande esperienza internazionale". Alcuni rientri, quindi, ma anche un salto annunciato: "L'anno prossimo Albertazzi (difensore della Primavera, classe 1991, ndr) sarà portato in prima squadra. Credo che abbia le possibilità per fare un salto di qualità. In questi anni ne abbiamo travati tanti di giocatori bravi e giovani, speriamo di riuscire a trovare ancora qualcuno che faccia l'ultimo saltino per diventare degno di essere titolare nel Milan. Devono essere tutti giocatori da finale di Champions".

    Infine il Lecce, perché ogni futuro è legato al raggiungimento del terzo posto in campionato: "Ricordo che quando andammo a Lecce eravamo primi in classifica. Poi prendemmo un gol al 92' e contemporaneamente segnò anche l'Inter. In un minuti finimmo secondi a un punto dalla vetta e poi le partite che seguirono non ci furono utili. Quella gara col Lecce è stata decisiva, quindi, per l'andamento del nostro campionato. Per questo anche nelle prossime gare dobbiamo fare decisamente meglio, per potere rimanere nei primi tre posti che valgono l'accesso diretto alla Champions".
  3.     Mi trovi su: Homepage #5065266
    bisognerebbe però che si spieghi al galliani ma soprattutto al carletto che antonini gioca già nel milan!!:D
    mi auguro che si riesca a valorizzare giovani italiani soprattutto dal vivaio..
    ma io mi chiedo perchè il milan non decide di investire somme cospicue alla ricerca di ragazzi interessanti (come l'inter di moratti per esempio) invece di comprare il pato di turno a 20 milioni di euro..secondo me è una strategia che paga!
    1 Superlega (Clausura 2007/08)
    1 Champions Superleague (apertura 2011/12)

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