1.     Mi trovi su: Homepage #5075850
    Vi state accorgendo colà dello schifo che da qua si vede benissimo....dalla vacanza di democrazia in Italia ?

    E' un periodo vergognoso e drammatico...Resta solo la speranza nella provvidenza...Che fulmini il Boss e i suoi servitori...

    Loro i picciotti, Lui il Don :->

    ROMA - Viale Mazzini ha deciso. Santoro dovrà riparare, Vauro è
    sospeso perché una sua vignetta ha offeso le vittime e chi le piange.
    E' il risultato della riunione che si è tenuta oggi alla Rai dopo le
    polemiche seguìte alla puntata di Annozero dedicata al
    terremoto in Abruzzo. "Indegna" secondo Gianfranco Fini, "non da
    servizio pubblico" secondo Silvio Berlusconi, e poi via via giudizi
    analoghi da altre voci del Pdl nei giorni scorsi. Il provvedimento è in
    una lettera del direttore generale Rai, Mauro Masi. Santoro, dalla
    prossima puntata (cioè domani), dovrà "attivare i necessari e doverosi
    riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in
    onda dall'Abruzzo". Vauro, invece, non ci sarà.

    Non mancano le reazioni al provvedimento. Nella giornata che registra
    anche un botta e risposta fra Santoro e Bruno Vespa, quest'ultimo
    autore di un attacco al collega ("E' un privilegiato"), poi
    ridimensionato dopo la replica pubblicata sul sito di Annozero. Legittime le critiche, ma no alla censura politica aveva detto in mattinata Dario Franceschini che, pur ammettendo "a me Annozero non piace", aveva ribadito la necessità di rispettare la libertà di informazione.

    La vignetta di Vauro (fra quelle mostrate, come di consueto, alla fine
    della trasmissione, a corredo e conclusione del dibattito), che ha
    motivato il provvedimento di sospensione, è quella in cui si parla di
    "Aumento delle cubature. Dei cimiteri", giudicata "gravemente lesiva
    dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la
    misione del servizio pubblico".

    Quanto a Vespa, il conduttore di Porta a porta ha scritto una lettera a
    Giorgio Dell'Arti, autore e conduttore del programma di Radio1 Ultime da Babele. Smentisce che Porta a porta
    sia prodotto da una società esterna. E precisa le differenze tra la sua
    posizione in Rai e quella di Santoro: "Se io avessi fatto programmi
    come i suoi, da tempo avrei dovuto abbandonare la Rai. Santoro risponde
    al direttore generale, io rispondo al direttore di rete. Lui ha tutta
    la redazione con contratto giornalistico, che ai miei non viene
    riconosciuto: tant'è che quando fanno causa alla Rai, la vincono,
    proprio grazie al confronto con la redazione di Santoro. Infine, quando
    io fui epurato dalla Rai mi fu ridotto lo stipendio, mentre Santoro -
    conclude Vespa - ha beneficiato di un risarcimento di milioni di euro".


    La replica del diretto interessato non tarda ad arrivare. Sul sito di Annozero.
    "Dopo Fini, Berlusconi, Gasparri, Cicchitto e Carra, non poteva mancare
    Bruno Vespa - si legge - comprendiamo le ragioni per le quali a lui
    converrebbe che Annozero non esistesse ma noi siamo per il
    libero mercato. Se dovessimo inoltre giudicare la sua qualità
    giornalistica dalle false notizie e dalle considerazioni infondate che
    fa sui contratti in vigore nella nostra redazione, dovremmo dedurne che
    deve rifare l'esame. Invece continuiamo ad avere un certo rispetto
    delle sue capacità e lo invitiamo a venire da noi con i suoi redattori,
    in modo che ci possa essere un amichevole confronto sulle rispettive
    posizioni e sulla realtà delle cose. P.S. Non dimentichi di portare il
    suo contratto".
  2.     Mi trovi su: Homepage #5075875
    Qui stanno trasmettendo adesso la replica di Ballarò di ieri.

    Crozza: "Vedo Maroni e il Direttor Belpietro in studio....Ma non doveva essere una puntata sul meglio dell'Italia ?"

    E Maroni, a bassa voce e inzaccatissimo:

    "C'è il sequestro di cassetta ?"...


    Peggio che fascisti....Beceri e ignoranti...i nostri-vostri Kapò :->
  3.     Mi trovi su: Homepage #5075893
    superpadrepio ha scritto:
    Qui stanno trasmettendo adesso la replica di Ballarò di ieri.
    Crozza: "Vedo Maroni e il Direttor Belpietro in studio....Ma non doveva essere una puntata sul meglio dell'Italia ?"
    E Maroni, a bassa voce e inzaccatissimo:
    "C'è il sequestro di cassetta ?"...
    Peggio che fascisti....Beceri e ignoranti...i nostri-vostri Kapò :->
      ho visto anch'io il commento di maroni alla battuta di crozza...
    m'è piaciuto il "vabbè, se l'è presa" di floro floris :asd:
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  4.     Mi trovi su: Homepage #5076091
    due mattine fa, in Omnibus la7, mentre altri giornalisti tentavano di imbastire un discorso sulla ricostruzione post-terremoto, un imbecille (tale Amicone, CL) collegato da Milano,  all'improvviso ha buttato in mezzo un
    discorso su Stalin e sui comunisti per criticare e deridere il direttore di Liberazione; non gliene fregava nulla di terremoto e ricostruzione, gli interessava solo svolgere la sua missione

    I giornalisti che ci sono ora sono quelli che prima non valevano nulla ed ora sono arrivati a Galla in quel grande Water che è l'informazione dell'era Berlusconi ...
     
    e con una tale folla di lingue pendule sempre in azione, gli "Oggetti" delle loro leccate, nonché loro mandanti, alla fine pensano veramente di essere venerabili ed intoccabili, gridando al sacrilegio non appena qualcuno non gli pulisce le scarpe
  5. I'm only happy when it rains  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5076118
    superpadrepio ha scritto:
    Qui stanno trasmettendo adesso la replica di Ballarò di ieri.
    Crozza: "Vedo Maroni e il Direttor Belpietro in studio....Ma non doveva essere una puntata sul meglio dell'Italia ?"
    E Maroni, a bassa voce e inzaccatissimo:
    "C'è il sequestro di cassetta ?"...
    Peggio che fascisti....Beceri e ignoranti...i nostri-vostri Kapò :->
      Quando il cognome calza a pennello.... :rolleyes:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
  6.     Mi trovi su: Homepage #5076744
    Come di consueto, Maurizio Crozza ha aperto la puntata di Ballarò con una copertina comica. Si parlava del dopo terremoto e l’attore genovese, vedendo in studio il ministro Roberto Maroni e Maurizio Belpietro se n’è uscito con questa battuta: «Ma non doveva essere una puntata sul meglio dell'Italia?... ».
    Maroni non l’ha presa bene. In quei casi ci vorrebbe più prontezza di spirito, bisognerebbe rispondere con un’altra battuta, tipo «Già, infatti mi interrogavo sulla sua presenza», o cose simili. Ma un conto è preparare le battute, avere autori alle spalle, un conto è improvvisare. Nel 2005, qualche giorno dopo la devastazione provocata dall’uragano Katrina (New Orleans allagata, centinaia di morti, senza casa migliaia di persone), al Saturday Night Live i comici hanno cominciato a prendere in giro la situazione, nella migliore tradizione americana.
    Lo sketch più riuscito era questo: a tutti gli sfollati veniva offerto di andare in una casa di un vip, tra cui Brad e Angelina, Al Pacino e altri. Gli sfollati si rendevano conto che stare a casa dei vip, tra i figli urlanti adottivi di «brangiolina» e altre personalità disturbate, era mille volte peggio che stare a contatto con l’uragano... Nessuno si è sentito offeso. L’aspetto più comico delle polemiche (peraltro degenerate in disgustosa rissa politica) sulla famosa puntata di Annozero di Santoro è che nessuno ha visto il programma. Non i vertici della Rai, non i pensosi editorialisti che discutono sulla decenza dell’informazione, non gli editorialisti del contropiede.



    Nessun vip ha visto in diretta la trasmissione (questa è la vera sconfitta di Santoro): l’ha recuperata sul sito, l’ha vista a brandelli su Youtube. Ma dopo. Perché quando si discute dell’opportunità di certe polemiche, di toni, di forme, di comportamenti, le cose bisogna viverle sul momento, in diretta, mentre altrove succede qualcosa. È come avere la battuta pronta. Subito. Non dopo.
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  7.     Mi trovi su: Homepage #5076795
    ROMA - "Una vicenda vergognosa, lurida, incivile. Se la prendono con quelli che fanno satira perché
    sono più indipendenti e più deboli. È una sporca vendetta, attaccano
    Vauro perché sanno che non possono fare niente a Santoro". Le premesse
    per l'intervento di Sabina Guzzanti ad Annozero stasera sono
    tutte in queste parole. "Prenderò il posto di Vauro, alla fine del
    programma. Solo per questa volta, spero. E non farò né Berlusconi, né
    l'Annunziata. Sarà un personaggio nuovo".



    E se per la gente questo fosse un film già visto (Santoro, lo scontro con il Pdl, la censura), che viene a noia?


    "Non mi pare. La gente, quella normale, si fa sentire. So che ci
    saranno sit in e mobilitazioni sotto la Rai contro la sospensione".



    L'opposizione però non si scalda per Vauro.


    "Per carità, batte un colpo anche il Partito democratico. Merlo ed
    Enrico Letta si sono schierati a favore della censura. La verità è che
    non hanno ancora capito cosa sta succedendo. Peggio per loro,
    continueranno a perdere voti".



    Siamo alla replica del 2001?


    "È molto peggio di allora. L'editto bulgaro fece più rumore, ma solo
    perché oggi non c'è quasi più niente da censurare. Ma basta guardare i
    telegiornali e la tv in generale per capire che l'intervento del
    governo è massiccio, inesorabile. Lì va in onda una censura quotidiana.
    Sono spettacoli stomaci forti. E Vespa dice che Santoro è un
    privilegiato perché risponde direttamente al direttore generale. Semmai
    è vero il contrario, Santoro è commissariato dalla Rai".



    Vespa proprio non le piace.


    "A parte lo sciacallaggio di andare a intervistare le persone che
    avevano appena perso tutto nel terremoto, ho assistito sgomenta
    all'appello di Vespa ripetuto ogni tre minuti a donare soldi per
    ricostruire le chiese. È questa l'urgenza? Per me è illegittimo
    raccogliere fondi a favore di uno stato straniero proprio nel momento
    della tragedia. E la Rai non ha niente da dire su questo?".
  8.     Mi trovi su: Homepage #5077069
    Rispetto ai tempi del goffo "editto bulgaro", le nubi censorie che si
    addensano su Michele Santoro e su Milena Gabanelli (e tramite loro
    sulla Rai nel suo insieme) esprimono un punto di scontro più nitido e,
    nel suo genere, più maturo.

    Non è solo e non è tanto la "faziosità politica" - colpa opinabile per
    definizione - a essere sotto tiro. È la sostanza stessa del medium più
    importante e penetrante, la televisione, che trasmissioni come Annozero
    e Report interpretano come un contro-potere strutturalmente autonomo
    (tale è l'informazione nella tradizione delle democrazie), e questo
    potere politico intende, invece, come cingolo di trasmissione dei
    propri scopi: non per caso è un potere al tempo stesso politico e
    mediatico. Anche tecnicamente.

    Nei giorni drammatici del terremoto, lo scontro tra queste due funzioni
    della televisione è stato evidente. Si trattava di mettere l'accento
    sulle deficienze strutturali e le responsabilità umane che hanno
    aggravato di molto il bilancio delle vittime e dei danni. Oppure di
    esaltare l'opera dei soccorsi e l'efficienza dello Stato. Il primo
    obiettivo è tipico del giornalismo-giornalismo, che qui da noi, non si
    capisce bene per quale strambo equivoco, si chiama "d'assalto". Il
    secondo obiettivo è invece tipico della propaganda politica. Genera un
    linguaggio che tende alla retorica del positivo quanto il primo rischia
    di cadere nella retorica del negativo.

    Scelga ognuno quale di questi due rischi sia più sgradevole e
    pericoloso per la pubblica opinione. Ma si sappia che è solo il primo
    rischio - quello di una televisione aspra e irriducibile - a essere
    sotto accusa, e a nessuno, né dentro la Rai né nella cerchia della
    politica, è venuto in mente di biasimare o sanzionare le centinaia di
    ore di televisione leziosa e piagnona che hanno imbozzolato la tragedia
    del terremoto in un reticolo implacabile di buoni sentimenti, misurando
    ben più volentieri il diametro della "bontà nazionale" che quello dei
    pilastri sottodimensionati.


    Che i media abbiano anche, in queste situazioni, una funzione di rete
    connettiva, non solo logistica, che aiuta a reggere l'urto della morte,
    e a sentirsi comunità, è fuori di dubbio. Ma questa funzione è stata
    svolta perfino con sovrabbondanza, e fino a rendere stucchevoli anche
    le immagini del dolore e della rovina. Santoro e la sua redazione hanno
    scelto - in minoranza - di fare il resto del lavoro, come compete alla
    storia professionale di un giornalista molto discusso (e discutibile)
    ma molto tenace. E premiato dall'audience, concetto evidentemente sacro
    quando si tratti di contare i soldi della pubblicità, ma subito
    sottaciuto quando si tratti di misurare la temperatura di una parte
    consistente dell'opinione pubblica.

    Peccato che questo "resto del lavoro", sicuramente complementare a un
    quadro generale molto più blandamente critico, risulti insopportabile
    al potere politico, così come la puntuta inchiesta di Milena Gabanelli
    sulla social-card non poteva che fare imbufalire il ministro Tremonti.

    "Remare contro" fu una delle prime accuse che il Berlusconi leader
    nascente mosse ai suoi oppositori. Non lo sfiorò (e non lo sfiora) il
    sospetto che c'è chi rema né contro né a favore, ma per suo conto.
    Anche sbagliando, ma sottoponendo al giudizio del pubblico, non al
    giudizio del potere, i propri errori. Il giornalismo è questo, e
    dovrebbe saperlo anche il direttore del Giornale Mario Giordano, che un
    minuto dopo avere potuto dire esattamente quanto voleva dire ad
    "Annozero" ha orchestrato una violenta campagna di stampa contro lo
    "sciacallo Santoro". Qualcuno aveva forse detto a Giordano, o a uno
    qualunque dei giornalisti e telegiornalisti governativi, che usare il
    terremoto per magnificare la prestanza e la generosità del premier era
    "sciacallaggio"? Ci si era limitati a pensare, magari, che fosse
    cattivo gusto, e la libertà di cattivo gusto, se non è sancita dalla
    Costituzione, è suggerita dal buon senso.

    Quanto alla vignetta di Vauro trattata da casus belli e ridicolmente
    accusata di mancanza di "pietà per le vittime", varrebbe il concetto di
    cui sopra: qualora la si ritenga di cattivo gusto, da quando il cattivo
    gusto è oggetto di censura? E quelli che, al contrario, affidano la
    "pietà per le vittime" a ben altri canali, magari privati, e apprezzano
    la ruvida intelligenza e la lunga coerenza professionale di Vauro,
    dovrebbero forse ingoiare il boccone della censura nel nome di una
    "informazione corretta"? Ma corretta da chi? Dal direttore del
    "Giornale"?

    Michele Serra 8-(
  9. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #5077087
    superpadrepio ha scritto:
    Michele Serra 8-(
      Ne approfitto per una richiesta: quando postate un articolo mettete sempre la fonte, come ha fatto ora SPP. Sia perché sia chiaro che è un articolo e non un vostro post, sia perché si dà credito all'autore e si da dove è stato tratto. :approved:

  Vergogna

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