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    MILANO - Non è stata accolta bene la presenza del presidente
    della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, alla manifestazione per
    celebrare il 25 Aprile a Milano (le foto).
    Il governatore lombardo, in corteo con il gonfalone, è stato più volte
    fischiato. Per lui un coro di «vai via, vergogna». Formigoni tuttavia
    non si è scomposto e ha proseguito la sua marcia durante il corteo
    liquidando il gesto come «una piccola minoranza di facinorosi. Oggi qui
    - ha detto - dobbiamo difendere la libertà di tutti». Aspre
    contestazioni per Formigoni anche in piazza Duomo, non appena ha preso
    la parola dal palco. Nonostante i fischi assordanti, durati per circa 5
    minuti, Formigoni ha continuato a parlare davanti ai manifestanti. «Il
    nostro popolo conferma la nostra scelta democratica e la propria scelta
    antitotalitaria. Il sentimento antitotalitario è la vera natura del 25
    Aprile», ha detto Formigoni, scatenando i fischi della piazza. «Pochi o
    tanti che siano, pretendono di far vincere il clima dell'intolleranza»,
    ha commentato poi Formigoni.
    EPIFANI: DIFENDERE LA COSTITUZIONE - Il leader della
    Cgil, Guglielmo Epifani, dal palco di piazza Duomo ha fatto riferimento
    alla Costituzione, ringraziando il presidente Napolitano per averlo
    ricordato. «Con rispetto osservo la discussione su quando si arriva a
    condividere la memoria e il valore del 25 aprile. Io non ne faccio una
    questione di principio ma per me vale che puoi arrivare anche più tardi
    a condividere questa data. Ma quando arrivi a condividerla devi farlo
    per sempre e devi condividere la Costituzione per sempre e tutta
    intera. Il primo articolo parla del contributo che il lavoro diede alla
    rinascita democratica».

    LA DIFESA DI SCALFARO - «Bisogna avere la pazienza di ascoltare
    anche quando una persona non ci piace, questa è la democrazia, ve lo
    voglio dire sinceramente», ha detto l'ex presidente della Repubblica
    Oscar Luigi Scalfaro, prendendo la parola dopo Formigoni dal palco di
    piazza Duomo. Già durante l'intervento di Formigoni, che era stato
    contestato anche da una parte della «Brigata ebraica», Scalfaro aveva
    fatto un gesto verso i partecipanti al corteo chiedendo di stare zitti
    e di lasciar parlare il presidente della Regione. L'ex Presidente della
    Repubblica ha messo al centro del suo intervento il valore della
    Costituzione. «Attenzione giovani - ha detto più volte - la
    Costituzione è l'estremo baluardo per la difesa della nostra libertà e
    democrazia. È fatta per unire, mai per dividere. Usarla per dividere è
    un delitto contro la democrazia e la libertà». Il presidente emerito
    della Repubblica ha ricordato «la battaglia contro la riforma della
    Costituzione che era stata votata con i soli voti della maggioranza,
    bocciata con milioni di voti dal popolo italiano». Scalfaro ha anche
    rivolto un monito contro «gli abusi del potere che a volte avvengono
    anche senza violenza fisica. La libertà a volte viene calpestata da
    qualcuno che non conosce cos'è la democrazia». Scalfaro ha interrotto
    per alcuni secondi il suo intervento quando da un palco improvvisato in
    un angolo di piazza Duomo è iniziato il comizio dei centri sociali
    milanesi, accompagnato da musica ad alto volume. «Ma c'è un altro
    comizio qua...», ha commentato Scalfaro, il cui intervento è stato più
    volte applaudito dalla piazza.

    IL CORTEO - Alla manifestazione nazionale, promossa dall'Anpi,
    hanno partecipato circa 25 mila persone. Tra i maggiori esponenti
    politici il segretario del Pd Dario Franceschini (che in mattinata ha visitato Filetto e Onna, in provincia de L'Aquila),
    il segretario del Prc Paolo Ferrero, Nichi Vendola e Claudio Fava di
    Sinistra e Libertà, la presidente del gruppo del Pd al Senato Anna
    Finocchiaro (che in mattinata è stata a Gattatico, Reggio Emilia, a
    Casa Cervi) e il sindaco di Bologna Sergio Coffe­rati con il gonfalone
    del suo Comune. Nel lungo serpentone formato da ex partigiani ma anche
    da politici, studenti e gente comune erano presenti anche i rifugiati africani costretti ad abbandonare il residence di Bruzzano.
    Molti gli applausi che hanno accompagnato i partigiani. I ragazzi dei
    centri sociali hanno più volte urlato slogan per ricordare come Milano
    sia una città «antirazzista e antifascista». I manifestanti hanno
    ricordato «il dramma dei rifugiati, ma anche la morte di Abba ucciso a sprangate da due baristi italiani».

    ALBA PARIETTI - Con i partigiani dell'Anpi ha sfilato anche Alba
    Parietti: «Mio padre aveva combattuto nelle Langhe con il nome di
    battaglia "Naviga", cambiato poi per esigenze di clandestinità in
    "Sire"», ha raccontato la showgirl. Insieme alla conduttrice
    televisiva, che ha intonato a memoria diversi canti della Resistenza,
    ha sfilato nel corteo dell'Anpi anche la scrittrice Emmanuelle de
    Villepin, la moglie di Rodolfo De Benedetti.

    ASSENTE LA MORATTI - Assente il sindaco Moratti, che per
    indisposizione ha disertato anche le cerimonie istituzionali del
    mattino. Al posto del sindaco hanno rappresentato il comune gli
    assessori Giovanni Terzi e Mariolina Moioli. Per il Pd è intervenuto il
    consigliere comunale Pierfrancesco Majorino. Nel 2006 Letizia Moratti,
    all'epoca candidata sindaco, aveva partecipato al corteo con il padre
    Paolo Brichetto, ex deportato al campo di concentramento di Dachau, ma fu duramente contestata e dovette allontanarsi. Nel 2007 partecipò nuovamente, ma fu fischiata in piazza Duomo. L'anno scorso il sindaco disse di avere impegni fuori Milano e non partecipò alla manifestazione.











    [b]

    CONTESTATA LA BRIGATA EBRAICA[/b] - I rappresentanti della
    Brigata ebraica, composta da 5mila sionisti che parteciparono alla
    guerra di Liberazione, sono stati oggetto di una piccola contestazione
    a base di urla e fischi durante la loro marcia nel corteo milanese.
    «Assassini, Palestina libera, vergogna, siete il corteo con la
    polizia», sono stati gli slogan pronunciati da un piccolo gruppo di
    contestatori. Per un breve tratto al gruppo di manifestanti con
    striscioni e bandiere di Israele si è accompagnato Magdi Allam il quale
    ha detto che «oggi dobbiamo liberare il mondo da una minaccia
    nazi-fascista e islamica contro Israele e il popolo ebraico». Al fianco
    della Brigata Ebraica ha sfilato anche il candidato del Pdl alla
    Provincia, Guido Pode­stà.

    FRANCESCHINI: IL PREMIER SIA COERENTE - «C'era chi era dalla
    parte giusta e chi combatteva per una causa drammaticamente sbagliata -
    ha detto Franceschini parlando con i giornalisti a margine della
    manifestazione del 25 aprile a Milano. - Nel suo discorso Berlusconi ha
    corretto le sue precedenti affermazioni. Gli chiedo di essere coerente
    e di far ritirare dal gruppo parlamentare del Pdl il progetto di legge
    di cui è già iniziata la discussione alla Camera che prevede
    l'equiparazione di repubblichini e partigiani. Per essere coerenti
    ritirino domani il progetto di legge».

    DI PIETRO: NO A PASSERELLE - «Non ritengo corretto che ci siano
    persone che si ricordano della festa della liberazione solo oggi e solo
    per fare una passerella elettorale. Se vengono invece convinti allora
    li rispettiamo», ha affermato il leader dell' Italia dei Valori Antonio
    Di Pietro. Usando una delle sue metafore, Di Pietro ha aggiunto: «E'
    come la messa della domenica: le porte della chiesa sono aperte a tutti
    ma c'è chi partecipa in maniera convinta e chi ci va solo per vedersi
    con la fidanzata o gli amici». Commentando il discorso di Berlusconi,
    Di Pietro ha affermato: «Oggi è la giornata della Liberazione e non del
    "volemose bene", ipocrita e di un giorno solo».

    PENATI: L'ALTRA CAUSA ERA SBAGLIATA - «La verità è che il 25
    aprile è per i cittadini la data dell'inizio della Democrazia. C'è chi
    vuole continuare ad alimentare polemiche, a destra come a sinistra, ma
    i cittadini su questo hanno una posizione consolidata. È un fatto
    positivo che il presidente del Consiglio sia andato all'altare della
    Patria e sono giuste le parole del Presidente Napolitano sull'unità del
    Paese», ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Filippo
    Penati. «Tutti i giorni bisogna mettere in pratica la libertà, il 25
    aprile è la festa invece della Liberazione. Possono esserci stati anche
    degli errori ma sono stati errori in buona fede per la miglior causa,
    bisogna ricordare che l'altra causa era profondamente sbagliata».
    fonte :      http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_aprile_25/manifestazione_25_aprile_milano-1501270157261.shtml
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  2.     Mi trovi su: Homepage #5086228
    lucyvanpelt ha scritto:

    DI PIETRO: NO A PASSERELLE - «Non ritengo corretto che ci siano
    persone che si ricordano della festa della liberazione solo oggi e solo
    per fare una passerella elettorale. Se vengono invece convinti allora
    li rispettiamo», ha affermato il leader dell' Italia dei Valori Antonio
    Di Pietro. Usando una delle sue metafore, Di Pietro ha aggiunto: «E'
    come la messa della domenica: le porte della chiesa sono aperte a tutti
    ma c'è chi partecipa in maniera convinta e chi ci va solo per vedersi
    con la fidanzata o gli amici». Commentando il discorso di Berlusconi,
    Di Pietro ha affermato: «Oggi è la giornata della Liberazione e non del
    "volemose bene", ipocrita e di un giorno solo».
     finchè si limitano ai fischi Fanno benissimo, è legittimo esprimere il dissenso verso personaggini che fino ad un giorno prima ti sostengono la parte e  la tesi contraria o che se ne sbattono altamente di sostenere la Costituzione o di inneggiare alla Liberazione se il loro padrone gli dice di non farlo
    discorso diverso per le contestazioni alla Brigata Ebraica, perché come per tutti gli Israeliani non li si dovrebbe contestare a prescindere, ma solo andando a guardare se sono d'accordo o non con la Politica Israeliana nei confronti dei Palestinesi.
  3.     Mi trovi su: Homepage #5527294
    Globo ha scritto:
    Vergogna :sbam:
      Questo è PERFETTO. Cosa c'è da vergognarsi??? E' una sintesi perfetta di ciò che pensa l'Italiano medio, e una sisntesi perfetta di ciò che il centrodestra ha fatto e continua a fare in questi ultimi anni. Qui si è toccata però una vetta di davvero difficile raggiungimento... questo Cirielli è meraviglioso. Riuscire a ribaltare così il significato di una giornata... è stata davvero una cosa fatta ad arte. Grande! O meglio, grande quel portaborse che gli ha scritto il discorso. Il problema è...ci sono persone come me che hanno ancora un po' di pazienza e di cervello, poco, ma ce l'hanno, e al massimo  pensano quanto sia una persona senza dignità e misera, e che sicuramente farà una vita mediocre e tesa senza sapere niente di ciò che significa "felicità". Però, purtroppo, esistono anche altre persone meno "tranquille" e "sane" di me...a quel punto, se 1 più uno fa 2, l'importante è che, poi, quantomeno, non ci si chieda perché nasce il terrorismo.
    P.S. Per qualche moderatore traduco : Provocazione.

    [Modificato da Odisseo&MarcoPisellonio il 23/04/2010 15:46]

    Una volta mi sembrava, magari ero un illuso, che nel calcio ci fosse anche un desiderio di aggregazione reale, di divertimento...; adesso mi sembra qualcosa molto vicino alla vendetta, vendetta numero 15. Dico questo per agganciarmi alla prossima canzone che si chiama "Delenda Carthago" e anche per dirvi che Properzio, la nuova ala della Lazio, diceva a proposito del denaro...risparmio la battuta in latino...del loro..."per causa tua", diciamo, "ci avviamo a morte prematura"...Com'è vero!!!
    Delenda Carthago.

  25 aprile

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