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    "428 - Fuusasareta Shibuya De" non è un gioco del tutto originale. E' una sorta di seguito di un gioco passato del tutto inosservato qui da noi, "Machi" per Saturn (qui), poi uscito per PSX e PSP. "Machi" suscitò un tale clamore di pubblico che nel 2006 fu classificato QUINTO tra i 100 giochi di tutti i tempi secondo i lettori di Famitsu.
    Si tratta di una Visual Novel, stando alla definizione di Wikipedia.
    Il gioco ha tutta la mia attenzione, varrebbe davvero la pena provarlo. E' un gioco (finalmente) incentrato sulla trama, non sulla grafica spaccona. Da quel che ho potuto vedere è così cerebralmente elaborato che la timeline di "Forbidden Siren" è una sciocchezza a confronto. 40/40 strameritati e premio Dramatic Prize scontato.

    Caso Kusanagi: mi spiace sì e no.
    Kusanagi è, negli SMAP, secondo in popolarità solo a Kimutaku (Kimura Takuya, per chi l'avesse mai sentito nominare come paradigma di bellezza maschile nipponica; un uomo che ha vinto 12 volte consecutive il premio "uomo più bello del Giappone", alla 13esima hanno chiesto di non votarlo ma ha vinto lo stesso...). Però Kimutaku incarna il bellone, il figo (ogni band ha la sua tipologia di elementi che lo compongono), mentre Kusanagi è più l'uomo di casa, il marito ideale, il bravo ragazzo. Immagine acqua e sapone, faccia pulita.
    Gli SMAP sono la creatura del Johnny's entertainment più longeva. Questo Johnny, noto omosessuale pedofilo, è l'ideatore e promotore di tutte le più famose boyband del Sol Levante. Ormai è vecchio è ha mollato il trono, ma il suo potere tentacolare è paragonabile a quello di Maurizio Costanzo + Maria De Filippi. Il programma televisivo degli SMAP (SMAP x SMAP) prosegue con ottimi ascolti da tempo immemore, è una pietra miliare del palinsesto.
    Kusanagi, Kimutaku&co. fanno vita da divinità in Giappone. Certo, saranno stressati, subissati da impegni di lavoro, non avranno più una vita privata ma non posso provar pena per gente così fortunata pensando a chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Kusanagi è sbroccato, è andato giù di testa, non ha più retto allo stress; alla cosa dell'alcol credo poco, ci sarà stato anche dell'altro ma è stato insabbiato.
    Umanamente spiace, per carità, soprattutto perchè gli hanno voltato le spalle in molti. In primis gli sponsor, ma anche gente del suo entourage: si parlava inizialmente di oscurarlo da tutti i programmi già registrati. Un po' vanno compresi anche gli sponsor: avendolo scelto proprio per la figura del bravo ragazzo, tenerlo avrebbe comportato un danno d'immagine non indifferente. Però c'è chi se la passa peggio ogni giorno, e non finisce sul giornale: ha vissuto la celebrità, ne ha goduto finchè è durata, mi sembra chiaro che paghi anche in negativo la sovraesposizione mediatica. Tanto è così amato che secondo me lo terranno solo lontano dalle scene per un certo lasso di tempo e poi tornerà; non così fortunati altri suoi colleghi, tipo Hiroki Uchi dei Kanjani 8: aveva bevuto da minorenne, fatto un po' casino con dei poliziotti ed ora se n'è dimenticato anche il solo nome.
    Le scuse pubbliche, in Giappone, sono doverose. E aiutano un po' a capire com'è che alla fine di ogni episodio dell'ispettore Conan il colpevole sotto torchio confessa sempre (LOL). Ricordo tanti casi, il primo che mi viene alla mente è la padrona di un celebre ristorante di sushi a Osaka, beccata a riciclare gli ingredienti dai piatti sparecchiati dai tavoli; oltre alla galera ecc. ha chiesto scusa a tutti in lacrime, chiaramente vergognandosi di questa gogna pubblica. Forse non sarà giusto così, ma almeno non diventano dei miti i criminali (Fabrizio Corona, Vanna Marchi i primi cui sto pensando).

    Gli hostess club, i cabaret club ("kyabakura" come viene contratto in giapponese) non sono poi così cari. Dipende da dove si fa. 5'000 yen per un locale normale possono essere già un prezzo medio, inclusa una consumazione e un'ora di chiacchiere con le ragazze. I maid cafè sono già diversi, quelli sono fatti per gli otaku che si fanno trattare come un maritino (si viene accolti con un "okaerinasai goshujinsama", una maniera molto onorifica e rispettosa per dire "bentornato a casa, caro maritino"); questo caso rispecchia la completa inettitudine del giapponese maschio sfigato di avere pressoché alcun rapporto con esseri di sesso femminile, virtualizzati in queste figure ideali che sono le maid.
    I kyabakura sono diventati "celebri" in Occidente grazie a Yakuza. Non fatevi un'idea strana a riguardo: non sono luoghi dove si va per "concludere" qualcosa e le hostess non sono zoccole. Anzi, provate ad allungare le mani e farete una gran brutta fine. Al kyabakura si va per fare quattro chiacchiere in bella compagnia, ci va il manager stressato che preferisce farsi una birra e sfogarsi piuttosto che tornare a casa e sorbirsi la moglie, ci va l'amministratore delegato a pagare champagne a tante ragazze e compensare la propria impotenza sessuale. Ci sono presidenti di compagnie che mantengono letteralmente queste ragazze, un po' come si faceva con le geisha, e avere delle belle hostess di Ginza mantenute è motivo di onore e vanto: non è sicuramente cosa da tutti! Sta alla hostess, se vuole, incontrare il cliente fuori dal locale, andarci a cena e tutto quel che ne consegue. Ma non sono obbligate: loro sono pagate per essere belle, carine, tenere compagnia chiacchierando, ascoltare i problemi dei clienti, e prendono degli extra se si fanno pagare da bere. Ci sono hostess che se decidessero di parlare metterebbero in mutande parecchi uomini potenti, dell'economia o della politica, che si sono confidati con loro!
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    brazzy ha scritto:
    "428 - Fuusasareta Shibuya De" non è un gioco del tutto originale. E' una sorta di seguito di un gioco passato del tutto inosservato qui da noi, "Machi" per Saturn (qui), poi uscito per PSX e PSP. "Machi" suscitò un tale clamore di pubblico che nel 2006 fu classificato QUINTO tra i 100 giochi di tutti i tempi secondo i lettori di Famitsu.
    Si tratta di una Visual Novel, stando alla definizione di Wikipedia.
    Il gioco ha tutta la mia attenzione, varrebbe davvero la pena provarlo. E' un gioco (finalmente) incentrato sulla trama, non sulla grafica spaccona. Da quel che ho potuto vedere è così cerebralmente elaborato che la timeline di "Forbidden Siren" è una sciocchezza a confronto. 40/40 strameritati e premio Dramatic Prize scontato.
    Più propriamente rientra nel genere delle Sound Novel, di cui Chunsoft è depositaria (non a caso sia Machi che 428 sono creature sue. L'origine va cercata in Otogirisou e Kamaitachi per Super Famicom).

    Di riferimento nel genere restano:
    Kamaitachi no Yoru 2 (ps2)
    Sound Novel Machi (ss)
    3 Nen B Gumi Kinpachi Sensei: Densetsu no Kyoudan ni Tate! (ps2)

    Quest'ultimo lievemente diverso come struttura. Tutti sviluppati da Chunsoft, inevitabilmente confinati nel solo Giappone.

    Se dovessi provare 428 non dimenticare di aprire un thread con qualche parere. Mi piacerebbe sentirne parlare.

    Inizialmente si pensava ad un suo possibile adattamento per il mercato occidentale: se non altro sulla scorta degli sforzi inizialmente compiuti da Sega per portare qualche titolo Chunsoft da noi (vedi Shiren the Wanderer su DS). Ma la cosa sembra infondata: come infondate sono le possibilità di vedere Shiren 3 (Wii) e Shiren DS2 (DS) in versione comprensibile.
  3. assassin's creed 2  
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    Bell'approfondimento Brazzy! Mi raccomando come dice Chrono, se hai modo di provare 428 non mancare di scrivere un paio di riche sul forum!
    Riguardo Kusanagi, forse dal mio pezzo dai toni goliardici non si capisce benissimo, ma sono d'accordo con te. Per una parrsona di spettacolo, poi dal grande successo come lui, questi rischi sono il rovescio della medaglia. Quando sei un modello per tante persone, sei tenuto a rispondere di quello che fai, nel bene e nel male. Alla fine il reato che ha commesso IMHO è davvero piccola cosa, ma il suo ruolo sociale ne impone l'ingigantimento e sono perfettamente d'accordo. A me sta abbastanza simpatico per cui non mi dispiacerebbe rivederlo in qualche drama, però se anche dovesse sparire dalle scene non avrei nulla da ridire.

  [Editoriale Tondemonai!] Tondemonai!

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