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    ATTO COSTITUZIONALE DEL 24 GIUGNO 1793 E DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO
    Il popolo francese, convinto che l’oblio e il disprezzo dei diritti naturali dell’uomo sono le sole
    cause delle sventure del mondo, ha deciso di esporre in una dichiarazione solenne questi diritti sacri
    e inalienabili, affinché tutti i cittadini potendo paragonare incessantemente gli atti del Governo con
    il fine di ogni istituzione sociale, non si lascino opprimere ed avvilire dalla tirannia, affinché il
    popolo abbia sempre davanti agli occhi le basi della sua libertà e della sua felicità, il magistrato la
    regola dei suoi doveri, il legislatore l’oggetto della sua missione. – Di conseguenza, esso proclama,
    al cospetto dell’Essere supremo, la seguente dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
    Art. 1 – Lo scopo della società è la felicità comune. – Il Governo è istituito per garantire all’uomo il
    godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.
    Art. 2 – Questi diritti sono l’uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà.
    Art. 3 – Tutti gli uomini sono uguali per natura e davanti alla Legge.
    Art. 4 – La Legge è l’espressione libera e solenne della volontà generale; essa è la stessa per tutti,
    sia che protegga, sia che punisca; può ordinare solo ciò che è giusto e utile alla società; non può
    vietare se non ciò che le è nocivo.
    Art. 5 – Tutti i cittadini sono ugualmente ammissibili agli impieghi pubblici. I popoli liberi non
    conoscono altri motivi di preferenza nelle loro elezioni, che le virtù e le capacità.
    Art. 6 – La libertà è il potere che appartiene all’uomo di fare tutto ciò che non nuoce ai diritti degli
    altri; essa ha per principio la natura, per regola la giustizia, per salvaguardia la legge; il suo limite
    morale è in questa massima: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”.
    Art. 7 – Il diritto di manifestare il proprio pensiero e le proprie opinioni, sia con la stampa sia in
    tutt’altra maniera, il diritto di riunirsi in assemblea pacificamente, il libero esercizio dei culti, non
    possono essere interdetti.
    La necessità di enunciare questi diritti presuppone o la presenza o il ricordo recente del despotismo.
    Art. 8 – La sicurezza consiste nella protezione accordata dalla società ad ognuno dei suoi membri
    per la conservazione della sua persona, dei suoi diritti, delle sue proprietà.
    Art. 9 – La legge deve proteggere la libertà pubblica e individuale contro l’oppressione di quelli che
    governano.
    Art. 10 – Nessuno deve essere accusato, arrestato, né detenuto, se non nei casi determinati dalla
    Legge e secondo le forme da essa prescritte. Ogni cittadino arrestato o citato dall’autorità della
    Legge, deve ubbidire sull’istante; egli si rende colpevole con la resistenza.
    Art. 11 – Ogni atto esercitato contro un uomo fuori dei casi e senza le forme che la Legge determina
    è arbitrario e tirannico; colui contro il quale lo si volesse eseguire con la violenza, ha il diritto di
    respingerlo con la forza.
    Art. 12 – Coloro che procurano, spediscono, firmano, eseguiscono o fanno eseguire degli atti
    arbitrari, sono colpevoli e devono essere puniti.
    Art. 13 – Ogni uomo essendo presunto innocente fino a quando non sia stato dichiarato colpevole,
    se si giudica indispensabile arrestarlo, ogni rigore che non fosse necessario per assicurarsi della sua
    persona deve essere severamente represso dalla Legge.
    Art. 14 – Nessuno deve essere giudicato e punito se non dopo esser stato ascoltato o legalmente
    citato, e in virtù di una legge promulgata anteriormente al delitto. La legge che punisse dei delitti
    commessi prima che essa esistesse, sarebbe una tirannia; l’effetto retroattivo dato alla legge sarebbe
    un crimine.
    Art. 15 – La Legge deve decretare solo pene strettamente ed evidentemente necessarie: le pene
    devono essere proporzionate al delitto, e utili alla società.
    Art. 16 – Il diritto di proprietà è quello che appartiene ad ogni cittadino di godere e disporre a
    piacimento dei suoi beni, delle sue rendite, del frutto del suo lavoro e della sua operosità.
    Art. 17 – Nessun genere di lavoro, di cultura, di commercio, può essere interdetto all’operosità dei
    cittadini.
    Art. 18 – Ogni uomo può impegnare i suoi servizi, il suo tempo; ma non può vendersi, né essere
    venduto; la sua persona non è una proprietà alienabile. La Legge non riconosce domesticità; può
    esistere solo un vincolo di cure e di riconoscenza tra l’uomo che lavora e quello che lo impiega.
    Art. 19 – Nessuno può essere privato della benché minima parte della sua proprietà, senza il suo
    consenso, tranne quando la necessità pubblica legalmente constatata lo esige, e sotto la condizione
    di una giusta e preventiva indennità.
    Art. 20 – Nessun contributo può essere stabilito se non per l’utilità generale. Tutti i cittadini hanno
    il diritto di concorrere alla determinazione dei contributi, di sorvegliarne l’impiego, e di esigerne il
    rendiconto.
    Art. 21 – I soccorsi pubblici sono un debito sacro. La società deve la sussistenza ai cittadini
    disgraziati, sia procurando loro del lavoro, sia assicurando i mezzi di esistenza a quelli che non sono
    in età di poter lavorare.
    Art. 22 – L’istruzione è il bisogno di tutti. La società deve favorire con tutto il suo potere i progressi
    della ragione pubblica, e mettere l’istruzione alla portata di tutti i cittadini.
    Art. 23 – La garanzia sociale consiste nell’azione di tutti, per assicurare a ognuno il godimento e la
    conservazione dei suoi diritti; questa garanzia riposa sulla sovranità nazionale.
    Art. 24 – Essa non può esistere, se i limiti delle funzioni pubbliche non sono chiaramente
    determinati dalla Legge, e se la responsabilità di tutti i funzionari non è assicurata.
    Art. 25 – La sovranità risiede nel popolo; essa è una e indivisibile, imprescrittibile e inalienabile.
    Art. 26 – Nessuna parte di popolo può esercitare il potere del popolo intero; ma ogni sezione del
    Sovrano riunito in assemblea deve godere del diritto di esprimere la sua volontà con una completa
    libertà.
    Art. 27 – Ogni individuo che usurpa la sovranità, sia all’istante messo a morte dagli uomini liberi.
    Art. 28 – Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione.
    Una generazione non può assoggettare alle sue leggi le generazioni future.
    Art. 29 – Ogni cittadino ha un eguale diritto di concorrere alla formazione della Legge ed alla
    nomina dei suoi mandatari o dei suoi agenti.
    Art. 30 – Le funzioni pubbliche sono essenzialmente temporanee; esse non possono essere
    considerate come distinzioni né come ricompense, ma come doveri.
    Art. 31. – I delitti dei mandatari del popolo e dei suoi agenti non devono mai essere impuniti.
    Nessuno ha il diritto di considerarsi più inviolabile degli altri cittadini.
    Art. 32 – Il diritto di presentare delle petizioni ai depositari dell’autorità pubblica non può, in
    nessun caso, essere interdetto, sospeso né limitato.
    Art. 33 – La resistenza all’oppressione è la conseguenza degli altri diritti dell’uomo.
    Art. 34 – Vi è oppressione contro il corpo sociale quando uno solo dei suoi membri è oppresso. Vi è
    oppressione contro ogni membro quando il corpo sociale è oppresso.
    Art. 35 – Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna
    parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.

    216 anni fa'....Molto più avanti di ognora...

    Un grazie al saggisimo Lalluzzo che ce lo ha passato per aver conservato cotanto testo per due secoli...e oltre...
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    superpadrepio ha scritto:
    Art. 35 – Quando il governo viola i diritti del popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna
    parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.
     wow, non sapevo che l'insurrezione popolare fosse un diritto dell'uomo. erano avantissimo, sì.
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski

  Historia Magistra Vitae

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