1. A riposo  
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    fogman ha scritto:
    Il Bandito: Troppa superficialità ne mina la credibilità dal suo interno.


    Anche il Bandito, tornato sui nostri lidi dopo la sua, ehm, latitanza del mese scorso, riprende uno dei temi "caldi" di questi ultimi mesi per darci ancora qualche spunto di riflessione.
    http://www.facebook.com/VITSole
  2. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
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    Non sono d'accordo col tono generale dell'articolo.
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    Soprattutto la frase "Il pubblico videogiocatore deve sicuramente maturare e capire che il videogioco non è più solo un giocattolo" mi fa venire un brividino lungo la schiena (non che la cosa sia spiacevole visto il caldo...).
    Il videogame è un videogame, punto. Il fatto di avere texture fotorealistiche o pixel grossi quanto una casa non muta il suo dna. Alcuni, sempre di più, si lamentano dei games che non sono più divertenti e belli come una volta. Discorso ovvio mosso dalla crescita anagrafica che porta a una sempre minore capacità di adattamento ai cambiamenti. I nostri antenati come i nostri pronipoti diranno SEMPRE frasi del genere.
    Cosa vuol dire diventare più adulto? Par condicio razziale fra personaggi e nemici? Sparizione di personaggi fissi sacrificati sull'altare del "customizza tutto"? (cosa fattibile in alcuni giochi, molto meno in altri)
    Io dico meno palle e più GIOCO. Sei italiano e ti rifilano lo stereotipo mafioso? E allora? Una volta era importante solo se il game fosse bello o meno, cosa è cambiato? Diventare adulti e "maturi", invecchiare, vuol dire forse portarsi nella fossa tutto il casermone videoludico? Ma spero bene di no! Nessuno si chiede come mai PRIMA nessuno si scandalizzava per lo stereotipo dell'omino di colore, del trans, della donnina tutta minigonna e tettone, mentre ora ad ogni virgola storta si grida allo scandalo? Cosa è cambiato di più, noi o i videogames?
    C'è davvero in atto un complotto mondiale ordito da tutte le software house per riportare il razzismo nel mondo, o forse, molto più semplicemente, crescendo, vivendo, leggendo siamo noi che ormai arriviamo a vedere lo scandaloso anche dove lo scandalo non c'è?
    Io dico "buona la seconda". Ma se è quella giusta allora forse il problema non è tanto in Resident Evil 5 ma più in chi lo guarda. Del resto, prima che venissi a sapere della "polemica" non mi era proprio passato per l'anticamera del cervello il dilemma razzista di RE5. Così come non ho proprio MAI neppure preso in considerazione la storia degli ispanici in RE4 come visione razzista o comunque "razzamente stereotipata". RE4 è stata una gran bella esperienza, soprattutto da parte di uno a cui RE non ha mai detto nulla di particolare. Mi son divertito, mi sono GODUTO quelle atomosfere notturne e tetre. Se poi altri, qualche spagnolo o messicano, si sono offesi mi spiace per loro, si son persi un giocone.
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    La morte del videogioco è la perdita di spontaneità, la perdita d'innocenza. Il videogame è "svincolo", fantasia, finzione, virtualizzazione. Così come trovo assurdo scandalizzarsi per quel giochino giapponese del violentatore (topic da queste parti) ancora più assurdo e stare a menarcela con il razzismo di RE5. Quando e se verrà fatto un RE6 in cina zombizzata ci sarà il viso pallido che sparerà ai musi gialli. IN RE7 ambientato in India, idem, in Italia idem come sopra.
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    Che poi, ma porca pupazza, MARIO non è lo stereotipo per eccellenza? L'italiano basso, sempre con quel sorriso da scemo pure quando rischia grosso, pancione, coi baffi che fanno molto mafiosetto (gli manca la lupara) e pure IDRAULICO. :)) Dai, adesso alzi la mano chi si è mai focalizzato sulla cosa e si è sentito realmente offeso. Cavolo, uno dei nomi più conosciuti al mondo è Mario, e tutto grazie a una sfilza di giocono made in Nintendo.
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    Immaginate se la polemica fosse scoppiata all'epoca e Nintendo gli avesse dato retta. Oggi non ci sarebbe UN protagonista, col suo carisma, storia, faccione buffo. Ci sarebbe un brand, con un omino anonimo se non perfino customizzabile. Si, il gioco non cambia, il gameplay sempre quello sarebbe, ma provate a cancellare "Mario" dalla storia. Non è bello.
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    Per chiudere dico che se una persona ha tempo, voglia e spirito per notare, rimuginare e offendersi per cose di questo genere, IMHO, forse è tempo che prenda in considerazione l'idea di appendere il pad al chiodo o limitarsi a qualche sport e party game.
  3. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #5179180
    Ah, dimenticavo un commento sulla frase finale: "il videogioco deve guadagnarsi rispetto e, per fare questo, deve esigerlo tanto dai giocatori quanto dalla stessa industria dell'intrattenimento."
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    Il rispetto il videogioco (imho eh!) non se lo guadagna con improbabili seriosità o parcondiciate, il rispetto il videogioco lo ha GIA' da tempo. Sono 30 anni che bene o male bazzica per il mondo. Sono decine, centinaia di milioni le persone che ne hanno goduto. Sono miliardi di dollari quelli che fattura ogni anno, superando industrie ben più "rispettate" e blasonate come musica e cinema.
    Quindi di che rispetto stiamo parlando? Ne serve altro?  Sono milioni i videogiocatori che sanno e che rispettano, quasi venerano, questo mezzo d'intrattenimento.
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    Vediamo di non farne un sondacato, una categoria che va in piazza a rivendicare non si sa quali diritti. Halo, GTA, Final Fantasy, Mario, e centinaia di altri games hanno una base ben più solida del "rispetto" del mondo generalista, hanno milioni, decine di milioni di appassionati e non che ogni volta si stradivertono con loro.
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    Il resto è noia.
  4.     Mi trovi su: Homepage #5179362
    Il problema delle accuse di razzismo è che sono uno strumento molto comodo di discredito al giorno d'oggi. Viviamo in una società che ha reagito al superamento (formale) dei pregiudizi raziali con la "politically correctness" a tutti i costi, e soprattutto nell'intrattenimento di massa è diventato più importante essere politically correct che coerenti. Ho sentito e letto diverse persone che accusano i film de Il signore degli anelli di razzismo perchè non ci sono personaggi di colore nel cast (non penso di dover spiegare quanto ridicola sia questa accusa).

    E così la coerenza va a puttane, e ci si aspetta (es di RE5) che un gioco ambientato interamente in Africa sia popolato da bianchi in nome della "par condicio", che equivale a lamentarsi del fatto che in un film di Bruce Lee non ci sono Neri/americani/ecc...

    In RE4 nessuno si è mai lamentato della questione "ispanica", semplicemente perchè non gliene fregava nulla a nessuno, mentre fa molto più "animo sensibile e acculturato" difendere la comunità di colore. Probabilmente questo deriva da reminescenze del passato, dato che la gente di colore ha passato, purtroppo, secoli di schiavismo e oprressione, il che è senza dubbio una tragedia e una macchia nella storia dell'umanità che va ricordata, ma sempre più spesos è una scusa per gridare allo scandalo razziale e chiedere la politically correctness a tutti i costi.

    Mi dispiace, ma trovo molto più razzista e tragicomicamente patetico il fatto di dover includere "di default" il classico personaggio di colore, il personaggio asiatico, ecc... in ogni "party" cinematografico o videoludico (vedi i protagonisti di Clive Barker's Jerico), teatrino ridicolo per dimostrare la "buona volontà" degli autori, rispetto a una cosa come RE5. Per quel che mi riguarda, uccidere zombie non è razzista, a prescindere dal colore della loro (putrefatta) pelle.


    In quanto al discorso che i videogame non sono abbastanza maturi... MEGLIO! Quando gioco lo faccio per svagarmi e per sfuggire alla grigia quotidianità, non voglio giochi che vomitando noiosa "serietà" e spirito di coscienza ad ogni passo nella pretesa di essere maturi, voglio "violence & tits". La fetta dei critici del tipo "circolo degli artisti" si lamentano da anni che i videogame, a causa della loro poca maturià e serietà, non sono considerati forma d'arte... bhè mi spiace, ma se il prezzo da pagare è il divertimento forse è un bene che non lo siano.

    [Modificato da Master_T il 11/07/2009 14:33]

  5. Thanks Bioware!  
        Mi trovi su: Homepage #5179381
    sbaglio o ormai nei film lamentele sul razzismo non se ne sentono più?

    nei VG si fa a gara invece. Il popolo nero che dice di GTA:SA? Dove c'è un nero che uccide indiscriminatamente tutti dal biano al nero?

    Non dicono nulla? :rolleyes:
    ho 37 voti
    FF è diventato EMO, Kojima fa solo MG, Project Zero è passato a Nintendo, Toyama s'è rincoglionito, la saga Onimusha...boh?
    PS3 --- SOLIDSOLIDINO addatemi!!
  6. apocalittico  
        Mi trovi su: Homepage #5179392
    Fogghino, nella dida di Uncharted c'è un errore e manca una "house" dopo software, immagino.
    Bello l'articolo, anche perchè c'entra in pieno lo stesso spirito di "No country for old men" ma applicato ai videogiochi.
    Ti amo. :*
    Tag XBOX Live: Bestialterata
    Tag Gamecenter: Bestialterata
    <===Fleshgod Apocalypse===100% brutalità italiana
  7.     Mi trovi su: Homepage #5179411
    Solidino ha scritto:
    sbaglio o ormai nei film lamentele sul razzismo non se ne sentono più?

    nei VG si fa a gara invece. Il popolo nero che dice di GTA:SA? Dove c'è un nero che uccide indiscriminatamente tutti dal biano al nero?

    Non dicono nulla? :rolleyes:


    In effetti l'esempio di GTA:SA è ottimo, perchè è a mio avviso molto più razzista di RE5, dato che perpetra in modo platealmente evidente lo stereotipo del "nigga ghetto gangsta" che intercala ogni 3 parole con un "yo yo mothafucka". Il punto è che quando lo stereotipo è positivo (es: fa apparire "figo" il protagonista) non se ne lamenta nessuno. Ma è sempre uno stereotipo, e significa che si usano due pesi e due misure, a seconda di chi è il "target" del presunto atteggiamento razzista. Il che è VERO razzismo.

    Resto del parere che una società veramente priva di razzismo sia una nella quale chiunque può prendersela con chiunque senza che si sollevi un vespaio, cioè il contrario di ora dove ogni minoranza deve essere protetta e difesa ed equamente rappresentata.
  8. Thanks Bioware!  
        Mi trovi su: Homepage #5179430
    non ci sarà piu razzismo quando non ci saranno più videogiochi. :|3

    ovunque mi giro sto cavolo di razzismo viene sempre contestaulizzato nei Vg.



    ho 37 voti
    FF è diventato EMO, Kojima fa solo MG, Project Zero è passato a Nintendo, Toyama s'è rincoglionito, la saga Onimusha...boh?
    PS3 --- SOLIDSOLIDINO addatemi!!
  9. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #5179452
    Sono d'accordo con tutto, d'altro canto fra un po' sono 10 anni che vado dicendo più o meno queste identiche cose.
    Il videogioco può fare quello che vuole, ma deve anche prendersi la responsabilità di quello che fa. Esattamente come tutti gli altri medium. Il videogioco non abita una terra di nessuno in cui puoi mettere in scena l'omidicio di un innocente, magari pure storicamente e sociologicamente ben individuato, così, "gratis", senza conseguenze, senza commenti, senza proteste, solo perchè "in fondo è un video-gioco".
    Chi produce videogiochi deve prendere coscienza e maturare, e anche chi gioca i videogiochi deve prendere coscienza e maturare. Se ciò non avverrà, il giocattolo ci sfuggirà di mano e lo vedremo utilizzato come spot elettorale e come mezzo di manipolazione delle coscienze. Cosa che, in parte, già avviene.

    [Modificato da Myau il 12/07/2009 13:27]

    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  10. in questo momento sto...?  
        Mi trovi su: Homepage #5179521
    Non capisco perchè mettere degli argini a stereotipizzazioni (a meno che non servano a letture parodiche), evitare cadute di stile, richiedere un po' più di sforzo in fase di scrittura possa rendere il viggì meno divertente o pericolosamente serioso.
    A me scoccia giocare col nerboruto machista, sentire dialoghi cretini a sfondo marziale ambientati in una barzelletta de "c'erano un italiano, un francese, un inglese...", beccarmi uno scemissimo complotto di una multinazionale che dipinge l'Africa che neanche arrapaho con gli amerindi con tanto di gonnellino e lance e grugniti (è questa l'accusa mossa contro re5, non che si spara ai neri in terra loro...).  
    Voglio maturità di contestualizzazione, rispetto delle minoranze, perchè no? critica sociale e sparare, blastare, zigoviaggiare, espare, experire, levellare.   Questa è una delle sfide del nuovo millennio, oltre a quello di creare strutture ludiche sempre più complesse che permettano a un'interattività senza pari di accompagnarsi a un godimento sfrenato senza però incorrere in letture anche solo velatamente o inconsciamente diffamanti.
    "non voto" non è disponibile come opzione, indi non voto

    Smelly Tongues Looked Just as They Felt!
  11. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #5179797
    Master_T ha scritto:

    Mi dispiace, ma trovo molto più razzista e tragicomicamente patetico il fatto di dover includere "di default" il classico personaggio di colore, il personaggio asiatico, ecc... in ogni "party" cinematografico o videoludico (vedi i protagonisti di Clive Barker's Jerico), teatrino ridicolo per dimostrare la "buona volontà" degli autori, rispetto a una cosa come RE5. Per quel che mi riguarda, uccidere zombie non è razzista, a prescindere dal colore della loro (putrefatta) pelle.

    In quanto al discorso che i videogame non sono abbastanza maturi... MEGLIO! Quando gioco lo faccio per svagarmi e per sfuggire alla grigia quotidianità, non voglio giochi che vomitando noiosa "serietà" e spirito di coscienza ad ogni passo nella pretesa di essere maturi, voglio "violence & tits". La fetta dei critici del tipo "circolo degli artisti" si lamentano da anni che i videogame, a causa della loro poca maturià e serietà, non sono considerati forma d'arte... bhè mi spiace, ma se il prezzo da pagare è il divertimento forse è un bene che non lo siano.
     
    Quoto alla grande.
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    Anche perchè il videogame che cerca di "darsi un tono" (spesso extravideoludico) è infinitamente più immaturo degli altri. E' come il classico ragazzino che vuole essere ciò che non è. Maturità vuol dire prendere coscienza di se stessi, delle proprie possibilità, dei propri limiti. Un videogioco NON è un mezzo di comunicazione, non in senso classico. E' un mezzo d'intrattenimento. E in nessun modo questo potrà mai essere un deficit, una mancanza di maturità, perchè assolvere al 100% al proprio scopo, al proprio ruolo è quanto di meglio si possa fare. Non tutto va bene per fare tutto, altrimenti non ci sarebbero tante cose diverse da usare, tanti mezzi differenti fra cui scegliere.
  12.     Mi trovi su: Homepage #5179814

    Non capisco perchè mettere degli argini a stereotipizzazioni (a meno che non servano a letture parodiche), evitare cadute di stile, richiedere un po' più di sforzo in fase di scrittura possa rendere il viggì meno divertente o pericolosamente serioso.
    A me scoccia giocare col nerboruto machista, sentire dialoghi cretini a sfondo marziale ambientati in una barzelletta de "c'erano un italiano, un francese, un inglese...", beccarmi uno scemissimo complotto di una multinazionale [...]


    Discorso validissimo, sono il primo a cui piacerebbero trame più complesse e dialoghi che non sembrino scritti dagli autori di dragonball :DD Quello a cui mi riferivo nel mio primo post è il fatto che non è necessario che un game sia socialmente impegnato o debba per forza trasmettere un messaggio "intellettualmente profondo" per ottenere una sceneggiatura valida e non banale. Si può avere un gioco "maturo" come risvolti e sceneggiatura, caratterizzazione dei personaggi, ecc... senza bisogno di trasformarlo in "cinema d'essai" per capirsi. Quando gioco non voglio seguire una lezione, voglio divertirmi, senza necessariamente dovermi sorbire il "messaggio" più o meno banale che lo sceneggiatore di turno vuole trasmettere.

    E bada che con questo non sto dicendo che giochi "impegnati" non debbano esistere... vanno benissimo INSIEME ai giochi più "fracassoni"... ma allora che ci sia una DISTINZIONE esattamente come c'è nel mondo cinematografico: nessuno si lamenta che "Transformers" o "Terminator" sono immaturi, semplicemente sono cinema "di genere" che ha un target ben preciso e punta al semplice intrattenimento senza "contenuti extra".
    Quindi, d'accordo sull' affiancare titoli a contenuto più "maturo" a quelli "mainstream"... ma non se lo scopo è soppiantarli. Meglio una coesistenza pacifica che un'evoluzione forzata e innaturale nel nome del "diventare forma d'arte a tutti i costi".

  [Editoriale Il Bandito] Il Bandito

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