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    Italia: "Yes, you can"
    W.League, 3-1 agli Usa
    L'Italia di Andrea Anastasi schiaccia i campioni di Pechino, con un
    netto e meritato 3-1 in casa degli Stati Uniti. Lasko e Savani
    imprendibili, Vermiglio illuminante, Cernic d'esperienza: è la quinta
    vittoria consecutiva in World League. Questa notte gara 2 con gli Usa,
    vincere ancora per sperare nelle Final Six
    MILANO, 11 luglio 2009 - Valerio Vermiglio, il capitano azzurro
    ritornato nel gruppo da pochi giorni, lo aveva detto alla vigilia in
    un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Le potenzialità ci sono
    sempre state, si trattava di esprimerle". Adesso riesce più facile
    credere fino in fondo al palleggiatore di Messina. Questa nuova Italia,
    rinata e rigenerata dalla rivoluzione portata da Andrea Anastasti,
    vince la sua quinta partita consecutiva di World League. Stavolta di
    fronte non c'è l'Olanda di Peter Blangè, rasa al suolo in 4 incontri
    nelle ultime 2 settimane. Ma ci sono gli Stati Uniti, il sestetto
    (libero permettendo) che a Pechino ha interrotto il dominio del
    Brasile, conquistando l'oro dei Giochi. Di nuovo le parole di
    Vermiglio: "Siamo quasi pronti a tutto, manca ancora qualche gradino".
    La prima sfida di questo fine settimana negli States, la vinciamo noi
    (3-1). I gradini staranno finendo. Intanto ci godiamo il sogno
    americano.


    Andrea Anastasi aveva chiesto tempo per la ricostruzione. Ap
    che vermiglio — Squadra che vince non
    si tocca. Anastasi segue la regola vecchia quanto il mondo. Oppone agli
    Usa il sestetto delle ultime 4 vittorie contro l'Olanda, grazie alle
    quali rimaniamo aggrappati all'obiettivo di tornare a disputare le
    Final Six di World League (quest'anno in programma a Belgrado). E,
    allora, c'è Travica a dirigere l'orchestra, al quale subentra nel
    finale di primo set capitan Vermiglio con una regia illuminante. Cernic
    e Savani sono le certezze nel gioco di banda, non straripanti, ma
    entrambi assicurano continuità nel gioco d'attacco: 12 i punti di
    Matteo Cernic, 16 quelli di Savani. Un martello è Lasko, in diagonale
    con Vermiglio, che supera il muro a stelle e strisce con disinvoltura e
    mette sul parquet 18 punti. Centrali Sala (9 punti) e Birarelli (10
    punti).


    IL FILM DEL MATCH — Avanti 9-4 nel
    primo set, gli azzurri commettono qualche errore di troppo, mentre gli
    americani si esaltano in difesa. Il primo parziale va ai padroni di
    casa, punteggio 25-20. Cambia la regia azzurra, a Travica subentra
    Vermiglio. L'Italia spinta dagli attacchi di Lasko e Savani, dalle
    difese e dalle eccellenti ricezioni di Manià e Cernic, dalla preziosa
    opera a muro di Sala e Birarelli, non lascia scampo ai ragazzi di
    Knipe, dominando il secondo set, vinto con personalità il terzo, la
    squadra azzurra vola 21-16 nel quarto. Finale convulso, con il pubblico
    usa che incita i suoi all'impresa, gli azzurri si ritrovano e con Sala
    siglano il 26-24 della vittoria.


    Lasko, 28 anni, piazza 18 punti contro gli Usa: fa male. Ap
    DUE STRADE — L'Italia di Anastasi
    adesso ci crede. Le Final Six di Belgrado non sono più un miraggio.
    Nella classifica del girone gli azzurri rimangono ancora dietro gli
    Stati Uniti, ma di un solo punto. Decisiva può risultare la seconda
    sfida contro gli Stati Uniti, in programma questa notte (sintesi domani
    ore 15.35 RaisportPiù), prima di affrontare il doppio impegno in
    trasferta in Cina. "Per andare a Belgrado ci sono due strade: o vincere
    il girone o essere la migliore tra le seconde - ha commentato il c.t.
    Andrea Anastasi - continuiamo a lavorare e manteniamo la speranza per
    ognuna delle due soluzioni". Tutti d'accordo. "È stata una partita
    intensa, in cui si è giocata una pallavolo di buon livello - ha
    sottolineato il capitano azzurro, Valerio Vermiglio -. Per noi è un
    successo importante, perchè porta fiducia e convinzione in un gruppo
    nuovo". Vermiglio, ha ancora ragione. Mentre l'Italia porta a casa i
    primi tre punti da questo viaggio negli States. Aspettando il secondo
    tempo.

    Mario Pagliara
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski

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