1. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #5181756
    In parte è deformazione professionale, ma in parte è proprio cultura: non è possibile che i giornalisti in televisione parlino TUTTI con accenti che stravolgono la lingua. E non è un problema di romanesco, è un problema di errori di pronuncia di qualsiai inflessione dialettale. Consonanti raddoppiate, vocali chiuse e aperte a piacimento, difficoltà a pronunciare parole "difficili", ecc. ecc. Se in un film un attore ha l'accento sbagliato è solo un cattivo prodotto, ma quando si parla di notizie, giornalismo, ecc. sarebbe bene che si parlasse la lingua correttamente. Politici inclusi eh, perché dalla Lega ai comunisti quelli che parlano in maniera *decente* la lingua del Paese che rappresentano sono davvero quattro gatti.
  2.     Mi trovi su: Homepage #5181763
    scudettoweb ha scritto:
    In parte è deformazione professionale, ma in parte è proprio cultura: non è possibile che i giornalisti in televisione parlino TUTTI con accenti che stravolgono la lingua. E non è un problema di romanesco, è un problema di errori di pronuncia di qualsiai inflessione dialettale. Consonanti raddoppiate, vocali chiuse e aperte a piacimento, difficoltà a pronunciare parole "difficili", ecc. ecc. Se in un film un attore ha l'accento sbagliato è solo un cattivo prodotto, ma quando si parla di notizie, giornalismo, ecc. sarebbe bene che si parlasse la lingua correttamente. Politici inclusi eh, perché dalla Lega ai comunisti quelli che parlano in maniera *decente* la lingua del Paese che rappresentano sono davvero quattro gatti.
     in italiano non c'è una lingua parlata standard, come c'è in inglese.
    credo che per evitare qualsiasi inflessione dialettale bisognerebbe parlare in dizione, come gli attori di teatro.
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  3. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #5181783
    lucyvanpelt ha scritto:
    in italiano non c'è una lingua parlata standard, come c'è in inglese.
    credo che per evitare qualsiasi inflessione dialettale bisognerebbe parlare in dizione, come gli attori di teatro.


    No, parlo di lingua. Probabbile, per esempio, non è italiano. "Szan Sziro" non è "San Siro". Una "e" aperta (è) è aperta, non chiusa. Non è questione di teatro, è questione di dizione ma non per recitare quanto per pronunciare le parole correttamente.

    Non solo. Che non esista una "lingua standard" parlata è un mezzo mito. È vero, non esiste quasi più, ma non si tratta certo di una situazione ideale, è purtroppo semmai un dato di fatto. C'è un modo corretto di pronunciare ogni parola, al massimo due per tutte le eccezioni previste, puoi cercare il dizionario di ortografia e pronuncia per consultarli. Il fatto che venga ignorato è un discorso a parte.
  4.     Mi trovi su: Homepage #5181797
    scudettoweb ha scritto:
    No, parlo di lingua. Probabbile, per esempio, non è italiano. "Szan Sziro" non è "San Siro". Una "e" aperta (è) è aperta, non chiusa. Non è questione di teatro, è questione di dizione ma non per recitare quanto per pronunciare le parole correttamente.
    Non solo. Che non esista una "lingua standard" parlata è un mezzo mito. È vero, non esiste quasi più, ma non si tratta certo di una situazione ideale, è purtroppo semmai un dato di fatto. C'è un modo corretto di pronunciare ogni parola, al massimo due per tutte le eccezioni previste, puoi cercare il dizionario di ortografia e pronuncia per consultarli. Il fatto che venga ignorato è un discorso a parte.
     una lingua standard parlata italiana non è mai esistita. e a questa fai riferimento quando dici che c'è un modo corretto per pronunciare ogni parola, se tu dovessi seguire la trascrizione fonetica delle parole che riposta un qualsiasi vocabolario di italiano, ti assicuro che parleresti in dizione. e quella è la pronuncia corretta delle parole.
    siccome la lingua parlata si apprende oralmente, ognuno impara la pronuncia di dove risiede o che gli è stata insegnata (in famiglia, a scuola..), ovviamente.
    certo è che per chi fa televisione il discorso è diverso, dovrebbe, quando parla in tv, depurarsi della propria cadenza e accento per parlare una lingua standard, che realmente non esiste.
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  5.     Mi trovi su: Homepage #5181835

    ...................

    .
    invece no ... ci dobbiamo tenere veline e raccomandati
    .
    e omini politici che "seminano" al solo scopo di ottenere consenso o di ottenere qualche altro stanziamento per il centro di produzione RAI in lombardia (e per far lavorare qualche altro amico)
  6. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #5181858
    lucyvanpelt ha scritto:
    se tu dovessi seguire la trascrizione fonetica delle parole che riposta un qualsiasi vocabolario di italiano, ti assicuro che parleresti in dizione.


    Ma cosa vuol dire parlare in dizione? La dizione è il modo in cui si pronunciano le parole. Se le pronunci male hai una cattiva dizione, se le pronunci correttamente hai una buona dizione. Aggiungere una b o una t ha una parola nel parlato è un errore di dizione.

    lucyvanpelt ha scritto:
    certo è che per chi fa televisione il discorso è diverso, dovrebbe, quando parla in tv...


    Per la verità sarebbe quello che sto dicendo dal mio primo post... :asd:

    lucyvanpelt ha scritto:
    depurarsi della propria cadenza e accento per parlare una lingua standard, che realmente non esiste.


    Ma dove non esiste? :asd: Il fatto che la gente non sappia parlare l'italiano non vuol mica dire che non esista. Comprati un dizionario di pronuncia delle parole e vedi come dovrebbero essere pronunciate. Ho capito che nella pratica la gente parla un italiano storpiato, è esattamente ciò che stiamo dicendo. Non è un problema di cadenza o accento, è un problema di pronuncia corretta delle parole. È un problema di vocali aperte e chiuse, di consonanti raddoppiate e via dicendo, non di una cadenza.
  7.     Mi trovi su: Homepage #5181877
    scudettoweb ha scritto:
    Ma dove non esiste? :asd: Il fatto che la gente non sappia parlare l'italiano non vuol mica dire che non esista. Comprati un dizionario di pronuncia delle parole e vedi come dovrebbero essere pronunciate. Ho capito che nella pratica la gente parla un italiano storpiato, è esattamente ciò che stiamo dicendo. Non è un problema di cadenza o accento, è un problema di pronuncia corretta delle parole. È un problema di vocali aperte e chiuse, di consonanti raddoppiate e via dicendo, non di una cadenza.
     leggiti tu un libro di linguistica...
    l'italiano è quello che parlato dai parlanti, che lo modificano usandolo secondo i propri bisogni. non è un italiano storpiato, le regole, anche grammaticali (per esempio quelle che aveva scritto Manzoni) non sono state scritte a tavolino su qualcosa di inesistente, sono state scritte in base a unn italiano che già si parlava. e così quelle di pronuncia. perciò dico che l'italiano standard parlato non esiste, perchè nessuno lo parla quotidianamente come lingua propria.
    la dizione (di cui ci sono regole e fior fior di libri per studiarla) non è altro che una serie di regole per la pronuncia delle parole italiane secondo una parlata standard, che ripeto, non esiste se non per la tv o radio ecc. (Linus di radiodeejay parla in dizione per es.)
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  8. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #5181903
    lucyvanpelt ha scritto:
    leggiti tu un libro di linguistica...
    l'italiano è quello che parlato dai parlanti, che lo modificano usandolo secondo i propri bisogni. non è un italiano storpiato, le regole, anche grammaticali (per esempio quelle che aveva scritto Manzoni) non sono state scritte a tavolino su qualcosa di inesistente, sono state scritte in base a unn italiano che già si parlava. e così quelle di pronuncia. perciò dico che l'italiano standard parlato non esiste, perchè nessuno lo parla quotidianamente come lingua propria.
    la dizione (di cui ci sono regole e fior fior di libri per studiarla) non è altro che una serie di regole per la pronuncia delle parole italiane secondo una parlata standard, che ripeto, non esiste se non per la tv o radio ecc. (Linus di radiodeejay parla in dizione per es.)


    Vabbeh, ci rinuncio. :asd: Prendo comunque atto che sei d'accordo con me del fatto che i giornalisti televisivi dovrebbero avere una dizione perfetta (o comunque molto buona), e qui credo saremo d'accordo che praticamente non ce ne sono o quasi.
  9.     Mi trovi su: Homepage #5181934
    scusa lucy si ma il fatto che nel parlato quotidiano non si usino certe regole non significa che il riferimento oggettivo della lingua italiana non esista. Semplicemente fa comodo, è pratico, è una convenzione chiamala come vuoi, usare scorciatoie o simbolismi dialettali.
    Altro discorso è l'utilizzo dei dialetti, dove foneticamente apprendiamo un certo modo di parlare, una "postura" della lingua propria del dialetto dalla quale è difficile poi liberarsi.
    Però quello che non capisco è il tuo affermare che un italiano parlato non esiste ? forse sarebbe meglio dire che non si usa (altro sintomo di impoverimento culturale) ma sulla sua esistenza non dovrebbero esserci dubbi :D
  10.     Mi trovi su: Homepage #5181945
    digital_boy84 ♫ ha scritto:
    ma come non esiste, qual è quello che si studia a scuola? io ho studiato l'italiano e parlo italiano senza la minima influenza dialettale...
     voi vi intenderete di ingegneria e informatica, ma forse io un pochino di lingua me ne intendo, no?
    http://venus.unive.it/italslab/modules.php?op=modload&name=ezcms&file=index&menu=86&page_id=95

    [...]Per italiano standard s’intende una varietà di lingua che s’ispira ai modelli dell’italiano scritto colto e letterario. Di fatto questa varietà è d’uso alquanto raro nella vita quotidiana e sembra essere esclusiva solo d’alcune categorie di persone (attori, qualche annunciatore radio e TV, ecc.). Si tratta di una varietà che gode d’una posizione di prestigio tale da sovrapporsi alle altre varietà che convergono verso di questa.[...]
    L'uomo equilibrato è un pazzo. C. Bukowski
  11. Roma non deve essere capitale  
        Mi trovi su: Homepage #5181984
    Ad ogni modo, sto per svenire dal malore a dirlo...

    ... ma Castelli ha ragione. Basta con il romanesco imposto alla tv di Stato (almeno quella), basta con Flavio Insinna che interpreta Don Bosco in romanesco. Se guardo i Cesaroni me li immagino con le cadenze romane, perchè è una serie con l'impronta di Roma ed è una caratterizzazione, ma non che dappertutto mi devo sorbire il romanesco anche quando non ci deve essere.

    E mi trovo anche d'accordo con Scud quando dice dell'esigenza di maggiore professionalità da parte di certe figure, quali gli attori, showmen, giornalisti... e perchè no anche i politici. A me piace Di Pietro, ma con la sua parlata si automacchietta da solo. E ricordiamo De Mida, il polidico della ex dc  :asd:
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  12. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #5182031
    però secondo me si sta analizzando un problema, ma non quello che ha detto Castelli. è ovvio che devono esserci delle differenziazioni, ma non credo che sia un grave danno la presenza di dialetti o determinati accenti in tv.

    - una cosa sono gli annunciatori o le testate giornalistiche nazionali, ovviamente qui è preferibile che tengano una dizione abbastanza perfetta, visto che non stanno interpretando un personaggio e si rivolgono ad una platea nazionale.

    - invece attori in film o conduttori di programmi televisivi non credo che arrechino un grave danno con il dialetto, anzi li caratterizza. possono piacere o meno, ma fa parte del loro personaggio. un Proietti, che se vuole ha una ottima dizione, ovviamente caratterizza se stesso se parla romano, anche quando conduce o recita in una fiction. un Insinna, che ha studiato recitazione per anni sa parlare benissimo, ma ovvio che caratterizza il proprio personaggio e non c'è nulla di male.

    ha ragione Castelli su un punto: se si interpreta un personaggio storico di chiara provenienza bergmasca è ragionevole pensare che chi lo interpreta non parli in romanesco,per ottenere una interpretazione + veritiera.

    ma non so se avete letto la notizia, Castelli nn parla di dizione perfetta, quindi per tutto il resto sinceramente gli do torto, se un attore o conduttore è un personaggio che è caratterizzato dal proprio dialetto( Pozzetto,Chiambretti, Totò, Proietti, Teocoli, ecc ecc ecc) è giusto che rimanga nel suo personaggio, visto che è indice di caratterizzazione e sinceramente non ci vedo nulla di male se Pozzetto parla con il suo accento o se Proietti fa altrettanto.
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

  Un vero problema del Paese...

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina