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    AFGHANISTAN 14/07/2009 - Un militare italiano è morto e altri tre parà sono rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno che ha colpito il mezzo su cui transitavano a circa 50 chilometri da Farah in Afghanistan.
    Secondo fonti militari, a circa 50 chilometri a nord-est di Farah una pattuglia di paracadutisti della Folgore e del Reggimento Bersaglieri é stata attaccata con un ordigno posizionato lungo la strada. Nell'esplosione, che ha coinvolto il primo mezzo, un militare é morto per le ferite riportate subito dopo essere stato trasportato all'ospedale militare di Farah; altri tre parà sono rimasti feriti, non sono in pericolo di vita.
    Il militare italiano morto oggi in Afghanistan è il primo caporalmaggiore Alessandro Di Lisio (nella foto), di Campobasso. Era nato il 15 maggio 1984.Di Lisio aveva un profilo su Facebook. L'ultimo messaggio lasciato sulla sua bacheca è dell'8 luglio 2009 alle 19.45, in cui scriveva «La guerra è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farla...». Il 25 giugno 2009, alle 9.07, Alessandro scriveva «Mancano soltanto tre mesi di guerra... solo tre mesi».

    Nel mese più drammatico per le forze britanniche in Afghanistan, 15 i militari uccisi in 30 giorni in scontri con i talebani, e mentre continuano a cadere i marine americani impegnati nell'offensiva 'Colpo di spada' nella provincia di Helmand, due i soldati uccisi ieri da una bomba, anche l'Italia paga oggi il suo tributo di sangue. Questa mattina a circa 50 chilometri a nord-est di Farah, nell'ovest del Paese, una pattuglia di paracadutisti della Folgore e del reggimento Bersaglieri è stata attaccata con un ordigno posizionato lungo la strada. Nell'esplosione, che ha coinvolto il primo mezzo del convoglio, un militare è morto e tre sono rimasti feriti.
    Qualche ora prima, nello schianto di un elicottero nella provincia meridionale di Helmand, hanno perso la vita almeno sei persone: a bordo del velivolo si trovavano gli impiegati di una società che lavora per le forze internazionali. Un portavoce dei talebani, Yusuf Ahmadi, ha rivendicato l'azione: "Abbiamo abbattuto noi" l'elicottero, ha detto. La tensione è crescente nel Paese in vista delle elezioni presidenziali del 20 agosto, per garantire le quali le forze internazionali hanno inviato sul campo ulteriori rinforzi. L'offensiva, in particolare statunitense e britannica, si concentra nella valle di Helmand, bastione dei talebani e centro mondiale della produzione di oppio. Si tratta di uno dei dieci distretti in mano ai ribelli dove al momento è difficile prevedere condizioni per un regolare svolgimento del voto presidenziale, come chiesto a più riprese dalla commissione elettorale afghana. Nell'area sono stati schierati quattromila marine Usa e 800 soldati di Sua Maestà che, coadiuvati dall'esercito afghano, hanno dato vita ad una delle più imponente operazioni militari del dopoguerra. Centinaia i talebani uccisi dall'inizio delle operazioni, anche se non esiste una stima precisa delle vittime.
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    Era un ragazzo molto più maturo della sua età»
     Queste le dichiarazioni a caldo del primo cittadino di Oratino Orlando Iannotti: 
    La morte di Alessandro ha gettato nello sconforto un'intera comunità. Il 25enne abitava ad Oratino con la sua famiglia dal 2005. Ma in quattro anni, grazie al suo carattere solare, allegro, e sempre cordiale, era riuscito a farsi benvolere da tutti i suoi neo concittadini. In paese (disposto il lutto cittadino), in pochi hanno voglia di parlare. La famiglia del giovane caporalmaggiore dell'Esercito si è blindata nel suo dolore. A nessuno è consentito entrare in casa dei genitori del militare che abitano poco fuori il piccolo centro di Oratino, in provincia di Campobasso. All'esterno dell'abitazione vi sono uomini dei carabinieri e dell'esercito che consentono l'ingresso in casa solo a parenti e amici della famiglia. Un andirivieni silenzioso, rotto a tratti solo dalle urla di disperazione della mamma di Alessandro. I genitori del ragazzo, sconvolti per quanto accaduto non vogliono parlare con nessuno della tragedia. Chiusi nel loro dolore aspettano notizie dall'Esercito. Vogliono sapere quando potranno salutare per l'ultima volta il proprio figlio, di cui andavano fieri. «Alessandro era un ragazzo sempre con il sorriso sulle labbra, comunicativo, affidabile, brillante, insomma, era davvero una bella persona. Malgrado la giovane età era un'uomo a tutti gli effetti, maturo e responsabile». Queste le prime dichiarazioni del sindaco di Oratino, Orlando Iannotti, che ha voluto ricordare il militare deceduto in Afghanistan. «So che ultimamente aveva fatto anche un concorso in polizia» ha aggiunto Iannotti che intanto, come detto, ha disposto il lutto cittadino. Iannotti, per la cronaca, è stato per tutta la giornata nei pressi dell'abitazione dei Di Lisio, per portare la propria solidarietà e quella dei suoi concittadini. «Alessandro era un bravo ragazzo - hanno detto invece alcuni vicini di casa con le parole rotte dal pianto - lo conoscevamo bene, non aveva grilli per la testa; era insomma un ragazzo d'oro». «Non conoscevo personalmente Alessandro, ma so che era un bravo ragazzo»; così don Giuseppe Graziano, parroco di Oratino, parla di Alessandro Di Lisio. All'uscita dalla sua abitazione il sacerdote ha riferito di avere trovato la famiglia in una situazione angosciante e di «esserle vicino attraverso la preghiera di tutta la comunità». Alla domanda se Alessandro fosse contento della vita militare don Giuseppe ha risposto «credo proprio di sì». Adesso, come già anticipato, si aspetta il ritorno della salma di Alessandro. Poi, come prassi vuole, ci sarà l'ultimo saluto. La messa, secondo indicrezioni, potrebbe svolgersi anche nella Cattedrale del capoluogo di regione.
    http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2009/07/15/1047471-ragazzo_molto_maturo_della.shtml
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    Zhaman ha scritto:
    Era un ragazzo molto più maturo della sua età»
     Queste le dichiarazioni a caldo del primo cittadino di Oratino Orlando Iannotti: 
    La morte di Alessandro ha gettato nello sconforto un'intera comunità. Il 25enne abitava ad Oratino con la sua famiglia dal 2005. Ma in quattro anni, grazie al suo carattere solare, allegro, e sempre cordiale, era riuscito a farsi benvolere da tutti i suoi neo concittadini. In paese (disposto il lutto cittadino), in pochi hanno voglia di parlare. La famiglia del giovane caporalmaggiore dell'Esercito si è blindata nel suo dolore. A nessuno è consentito entrare in casa dei genitori del militare che abitano poco fuori il piccolo centro di Oratino, in provincia di Campobasso. All'esterno dell'abitazione vi sono uomini dei carabinieri e dell'esercito che consentono l'ingresso in casa solo a parenti e amici della famiglia. Un andirivieni silenzioso, rotto a tratti solo dalle urla di disperazione della mamma di Alessandro. I genitori del ragazzo, sconvolti per quanto accaduto non vogliono parlare con nessuno della tragedia. Chiusi nel loro dolore aspettano notizie dall'Esercito. Vogliono sapere quando potranno salutare per l'ultima volta il proprio figlio, di cui andavano fieri. «Alessandro era un ragazzo sempre con il sorriso sulle labbra, comunicativo, affidabile, brillante, insomma, era davvero una bella persona. Malgrado la giovane età era un'uomo a tutti gli effetti, maturo e responsabile». Queste le prime dichiarazioni del sindaco di Oratino, Orlando Iannotti, che ha voluto ricordare il militare deceduto in Afghanistan. «So che ultimamente aveva fatto anche un concorso in polizia» ha aggiunto Iannotti che intanto, come detto, ha disposto il lutto cittadino. Iannotti, per la cronaca, è stato per tutta la giornata nei pressi dell'abitazione dei Di Lisio, per portare la propria solidarietà e quella dei suoi concittadini. «Alessandro era un bravo ragazzo - hanno detto invece alcuni vicini di casa con le parole rotte dal pianto - lo conoscevamo bene, non aveva grilli per la testa; era insomma un ragazzo d'oro». «Non conoscevo personalmente Alessandro, ma so che era un bravo ragazzo»; così don Giuseppe Graziano, parroco di Oratino, parla di Alessandro Di Lisio. All'uscita dalla sua abitazione il sacerdote ha riferito di avere trovato la famiglia in una situazione angosciante e di «esserle vicino attraverso la preghiera di tutta la comunità». Alla domanda se Alessandro fosse contento della vita militare don Giuseppe ha risposto «credo proprio di sì». Adesso, come già anticipato, si aspetta il ritorno della salma di Alessandro. Poi, come prassi vuole, ci sarà l'ultimo saluto. La messa, secondo indicrezioni, potrebbe svolgersi anche nella Cattedrale del capoluogo di regione.
    http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2009/07/15/1047471-ragazzo_molto_maturo_della.shtml
     
    Morti sul lavoro ce n'è ogni giorno.  Pagati molto peggio e non consapevoli del rischio che corrono.
    Questo è andato volontario in guerra.
    In Guerra si uccide e si viene uccisi.
    Normale.
    Il resto è italietta....14 morti soltanto in Afghanistan dal 2004 ad oggi....
    Quanti morti in altri lavori meno pagati e, a parer mio, più dignitosi ?
    Per tutti i morti sul lavoro, anche per questo qui morto lontano: RIP.

  Morto soldato italiano in Afghanistan

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