1. Felice con qualche nube  
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    A volte succedono cose che non ti aspetteresti mai. Per quanto piccola e stupida una constatazione possa essere, rendersi conto di avere tra le mani uno dei migliori, se non il migliore, platform di questa annata maledetta e poi accorgersi che sulla scatola c’è il logo di EA (È un team di sette persone di Tiburon che produce) è una cosa che mi ha lasciato inquieto. Sì, sono pregiudizi duri a morire ma nella mia labile mente di hardcore gamer, qualsiasi sia il significato di questo sostantivo, associare il colosso californiano ad un gioco bello ed originale com Henry Hatsworth è un po’ come paragonare la Nutella a qualsiasi cosa di marrone possa venirvi in mente; è stato strano quindi vedere come questo gioco abbia potuto mandare i miei pregiudizi la dove nessun uomo è mai giuto prima in così poco tempo.

    Prenderemo il controllo del gentleman inglese Henry Hatsworth ovviamente, alla ricerca del vestito dorato che può donare straordinari poteri a chi lo indossa. Tralasciando la trama inutile e fine a sé stessa ma comunque a suo modo simpaticamente demente, arriva la prima sorpresa; messi da parte i classici supereroi bombati a steroidi e giovani marmocchi dotati di poteri misteriosi risvegliatisi per caso, si scopre che il protagonista è proprio quello che appare sulla cover del gioco: un vecchiardo, un pensionato, un “vecchio babbione” come viene brutalmente apostrofato da uno dei suoi primissimi antagonisti nell’eccellente traduzione italiana (presente anche nella cartuccia americana), lanciato in un classico platform bidimensionale con i controattibuti che cita Astroboy e Quackshot e con una colonna sonora da urlo scaricabile liberamente dal sito del gioco; il tutto sapientemente posato su un setting coloratissimo e assai vario dove vi scontrerete con i classici mostriciattoli da due soldi, invero piuttosto anonimi ma utilizzati in maniera esemplare nel contesto generale visto che vi costringeranno a pianificare ogni singola mossa, arrivando ad alcuni dei boss più mentecatti e divertenti che siano capitati su DS da parecchio tempo a questa parte. Mr Hatsworth affronterà la sua avventura armato di una spada e di uno schioppo speciale: la prima viene ovviamente utilizzata per il combattimanto ravvicinato e può inanellare lunghe combo con i quali spremere diamanti, gemme e quant'altro dai vostri bersagli. Il fucile invece può fare fuoco con veloci proiettili, con le classiche bombe a miccia o con una specie di boomerang: ogni arma esclude le altre e ognuna ha un determinato attacco speciale da utilizzare al momento giusto, il tutto in un crescendo di combattimenti sempre in bilico tra l’energia vitale che cala e la necessità di tenere le combo con per procurarsi i preziosi da spendere in upgrade nell’apposita sezione.

    Abbastanza ciccia che se fosse finita qui mi accontenterei. E invece c’è altro, sul touch screen precisamente, in forma di puzzle game alla Tetris Attack dove i nemici, eliminati nella sezione piattaformica del quadro superiore, vanno a finire per essere sconfitti un’ultima e definitiva volta mettendo in file orizzontali o verticali tre o più blocchi del medesimo colore e dove, alla stessa maniera, è possibile raccogliere diversi potenziamenti momentanei che faciliteranno la vita all’anziano avventuriero. Su questa schermata appare anche la barra dell'energia puzzle, che cresce ad ogni mostro eliminato in questa modalità e cala quando si usa il fucile o il Tea Time, dove vi metterete al comando di un robot a vapore capace di devastanti attacchi.
    Sembra strano ma funziona e anche bene, fatta eccezione nei momenti di caos all’occorrenza di alcuni punti dove, col pennino forzatamente tenuto tra le labbra, vi troverete ad affrontare numerosi nemici e dove saltare dalla sezione platform a quella puzzle in maniera veloce può essere un problema non da poco.
    Bizzarro che a risollevare un genere caduto in disuso sia un senescente ometto in completo da safari, eppure il decrepito Henry riesce senza fatica nell’intento, con una produzione che farà la felicità di ogni giocatore che si rispetti. Con una sola avvertenza: da circa metà del gioco in poi la difficoltà ha un picco sensibile arrivando a punti di completa frustrazione in alcuni livelli segreti; una nota necessaria che lo rende sconsigliato ai giocatori più giovani o a chi si scoraggia facilmente. Gli impavidi invece corrano subito alla ricerca del completo d’oro; li aspetta una lunga e soddisfacente scarpinata.

    Giudizio globale: 9
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  [DS] Henry Hatsworth in The Puzzling Adventure

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