1.     Mi trovi su: Homepage #5232544
    Vi spiego rapidamente come sta la situazione, poi se necessitate di ulteriori dettagli sono qui a darveli.
    Vorrei cominciare a lavorare come prestigiatore ai tavoli in bar e ristoranti. Soprattutto nel primo periodo dubito che troverò un'impiego "fisso" e quindi potrò fare un contratto più lungo di un paio di serate con un locale. Il punto è che ovviamente non vorrei lavorare in nero, ho quindi chiesto ad un'amico ragguagli sulla partita IVA per diventare libero professionista.
    Il suddetto mi ha però informato del fatto che mantenere una partita iva aperta ogni anno ha dei costi non indifferenti (anche considerato che come prestigiatore, ripeto, soprattutto i primi tempi, non penso che guadagnerò più di un migliaio di euro al mese). Di conseguenza domando a qualche esperto del settore quali siano le modalità (se ce ne sono) che mi consentono di lavorare in maniera legale con un locale pubblico e quale sia l'iter per la regolarizzazione di una professione come questa e per il pagamento delle tasse relative.
    Il Prestigiatore Bresciano richiesto dalla RAI, Amante delle Pugnette di Nextgame, e Autore Parzialissimo per TheAppleLounge.com e iPhoner.it
    "Kojima Culo" - Duomo Square, Milan 03.06.08
  2.     Mi trovi su: Homepage #5232743
    Jack is Back ha scritto:
    Vi spiego rapidamente come sta la situazione, poi se necessitate di ulteriori dettagli sono qui a darveli.
    Vorrei cominciare a lavorare come prestigiatore ai tavoli in bar e ristoranti. Soprattutto nel primo periodo dubito che troverò un'impiego "fisso" e quindi potrò fare un contratto più lungo di un paio di serate con un locale. Il punto è che ovviamente non vorrei lavorare in nero, ho quindi chiesto ad un'amico ragguagli sulla partita IVA per diventare libero professionista.
    Il suddetto mi ha però informato del fatto che mantenere una partita iva aperta ogni anno ha dei costi non indifferenti (anche considerato che come prestigiatore, ripeto, soprattutto i primi tempi, non penso che guadagnerò più di un migliaio di euro al mese). Di conseguenza domando a qualche esperto del settore quali siano le modalità (se ce ne sono) che mi consentono di lavorare in maniera legale con un locale pubblico e quale sia l'iter per la regolarizzazione di una professione come questa e per il pagamento delle tasse relative.
     Potresti optare per il cosiddetto regime  dei minimi.
    In poche parole è un regime semplificato di tenuta della contabilità permesso a coloro che non superato i 30.000 di fatturato (non di ricavo eh)
    Il "bello" di questo regime è che le tasse vengono pagate con un imposta sostitutiva secca del 20% e altre agevolazioni:
    - non sei soggetto agli studi di settore
    - esenzione dell'iva nella fatturazione (e di conseguenza non potrai scalarti l'iva sugli acquisti)
    - esenzionde dall'IRAP

    Altri costi da preventivare sono: l'iscrizione alla previdenza (inps)in questo caso direi gestione separata), assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e commercialista.
    "Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti.
    Siamo la gente della Juve.
    Gente che si riconosce quando si guarda negli occhi.
    Gente che sa accettare i risultati conseguiti SUL CAMPO"
  3.     Mi trovi su: Homepage #5232760
    draco ha scritto:
    Potresti optare per il cosiddetto regime  dei minimi.
    In poche parole è un regime semplificato di tenuta della contabilità permesso a coloro che non superato i 30.000 di fatturato (non di ricavo eh)
    Il "bello" di questo regime è che le tasse vengono pagate con un imposta sostitutiva secca del 20% e altre agevolazioni:
    - non sei soggetto agli studi di settore
    - esenzione dell'iva nella fatturazione (e di conseguenza non potrai scalarti l'iva sugli acquisti)
    - esenzionde dall'IRAP
    Altri costi da preventivare sono: l'iscrizione alla previdenza (inps)in questo caso direi gestione separata), assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e commercialista.
     Tu dici che è conveniente fare così?
    Perchè da settembre parto con un corso per una libera professione che inzialmente (sempre che poi riesca a farla, ovviamente) mi terrebbe sotto i 30.000 euro di fatturato, ma che successivamente potrebbero venire superati. Eventualmente si può passare da un regime all'altro se poi il fatturato supera le 30.000 euro annuali?
  4. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5232768
    draco ha scritto:
    Potresti optare per il cosiddetto regime  dei minimi.
    In poche parole è un regime semplificato di tenuta della contabilità permesso a coloro che non superato i 30.000 di fatturato (non di ricavo eh)
    Il "bello" di questo regime è che le tasse vengono pagate con un imposta sostitutiva secca del 20% e altre agevolazioni:
    - non sei soggetto agli studi di settore
    - esenzione dell'iva nella fatturazione (e di conseguenza non potrai scalarti l'iva sugli acquisti)
    - esenzionde dall'IRAP

    Altri costi da preventivare sono: l'iscrizione alla previdenza (inps)in questo caso direi gestione separata), assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e commercialista.


    la mia ragazza, biologa in una clinica privata ha aderito a questo regime
  5.     Mi trovi su: Homepage #5232771
    Lightside ha scritto:
    Tu dici che è conveniente fare così?
    Perchè da settembre parto con un corso per una libera professione che inzialmente (sempre che poi riesca a farla, ovviamente) mi terrebbe sotto i 30.000 euro di fatturato, ma che successivamente potrebbero venire superati. Eventualmente si può passare da un regime all'altro se poi il fatturato supera le 30.000 euro annuali?
     Si , se superi il tetto l'anno successivo passi al regime semplificato, con tutte le beghe del caso.
    Rimane, il regime dei minimi, una buona soluzione ben sapendo che comunque comporta costi fissi (minori di una contabilità semplificata/ordinaria)
    "Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti.
    Siamo la gente della Juve.
    Gente che si riconosce quando si guarda negli occhi.
    Gente che sa accettare i risultati conseguiti SUL CAMPO"
  6. tranquillo  
        Mi trovi su: Homepage #5232776
    draco ha scritto:
    Potresti optare per il cosiddetto regime  dei minimi.
    In poche parole è un regime semplificato di tenuta della contabilità permesso a coloro che non superato i 30.000 di fatturato (non di ricavo eh)
    Il "bello" di questo regime è che le tasse vengono pagate con un imposta sostitutiva secca del 20% e altre agevolazioni:
    - non sei soggetto agli studi di settore
    - esenzione dell'iva nella fatturazione (e di conseguenza non potrai scalarti l'iva sugli acquisti)
    - esenzionde dall'IRAP
    Altri costi da preventivare sono: l'iscrizione alla previdenza (inps)in questo caso direi gestione separata), assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e commercialista.
     Quoto
    E' la soluzione migliore, considerando poi che il tipo di lavoro non ti porterà a grossi acquisti il fatto di scaricarti l'IVA non è così importante.
    Per l'INPS sicuramente gestione separata
    Chi avrà il piacere di avere i tuoi servizi ti dovrà versare la titenuta d'acconto e certificarti il versamento, praticamente stai anticipando parte delle tasse. A fine anno il tuo commercialista o consulente, calcolerà il tuo reddito sulla base delle fatture (senza IVA perchè sei esente), terrà conto delle ritenute versate, e calcolerà eventuali tasse da pagare qualora il reddito superi una certa somma (e non arà sicuramente il tuo caso)
    Anche io adotto il regime dei minimi quindi vai tranquillo è la soluzione migliore per chi lavora in proprio, non ha grossi acquisti, e non fattura con frequenza e a cifre esagerate.
  7.     Mi trovi su: Homepage #5232790
    draco ha scritto:
    Si , se superi il tetto l'anno successivo passi al regime semplificato, con tutte le beghe del caso.
    Rimane, il regime dei minimi, una buona soluzione ben sapendo che comunque comporta costi fissi (minori di una contabilità semplificata/ordinaria)
     Se avete tempo di leggerlo mi dite se, in linea di massima, vi trovate d'accordo con quanto c'è scritto in questo articolo? Converrebbe davvero fare come dice?
    http://www.studiobertoldieassociati.it/blog/dblog/articolo.asp?articolo=29
  8.     Mi trovi su: Homepage #5232812
    Lightside ha scritto:
    Se avete tempo di leggerlo mi dite se, in linea di massima, vi trovate d'accordo con quanto c'è scritto in questo articolo? Converrebbe davvero fare come dice?
    http://www.studiobertoldieassociati.it/blog/dblog/articolo.asp?articolo=29
      E' un articolo simpatico.
    Secondo me è un discorso difficile per il mare di situazioni diverse.
    Ci sono svantaggi e svantaggi in entrambe le situazioni posto che secondo me, la cosa importante prima di intraprendere un attività per conto proprio, è quella di pianificare BENE i costi e la possibilità di poter espandere la propria attività
    Questo sicuramente è il momento storico meno adatto per intraprendere una piccola attività imprenditoriale (parlo in generale eh, non mi riferisco ne a te e ne a Jack), pero' le esigenze e le situazioni sono le piu' disparate e quindi credo che alla fine ognuno possa decidere con razionalità
    Io consiglio sempre di rivolgersi ad un professionista (e non per difendere la mia categoria), ma perchè il fai date, in questo campo puo' essere davvero letale. Un professionista onesto è quello che sa anche dirti "no, non ti conviene prendere la partita iva". Oramai sono rimasti in pochi, spero siate fortuinati :)
    "Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti.
    Siamo la gente della Juve.
    Gente che si riconosce quando si guarda negli occhi.
    Gente che sa accettare i risultati conseguiti SUL CAMPO"
  9.     Mi trovi su: Homepage #5232825
    draco ha scritto: 
    Oramai sono rimasti in pochi, spero siate fortuinati :)
     Ho la fortuna di avere la moglie di un mio collega che è commercialista. Tutti gli anni mi fa lei la dichiarazione dei redditi, mi basta portare la documentazione al mio collega al lavoro e non mi fa sborsare mai un soldo, me lo fa proprio come favore.
  10.     Mi trovi su: Homepage #5232845
    Lightside ha scritto:
    Ho la fortuna di avere la moglie di un mio collega che è commercialista. Tutti gli anni mi fa lei la dichiarazione dei redditi, mi basta portare la documentazione al mio collega al lavoro e non mi fa sborsare mai un soldo, me lo fa proprio come favore.
      Bene allora :)
    Sono certo che saprà darti consiglio su cosa è meglio nel tuo caso.
    "Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti.
    Siamo la gente della Juve.
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  11.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5240516
    Sfrutto il topic per ritornare in pompa magna con il discorso "agenzia d'animazione". Vorrei prendere in gestione l'anno prossimo il campeggio in cui sto da anni (e in cui, tra parentesi, ho lavorato nell'animazione) ma ciò richiederebbe - come minimo - la partita iva. Ora, sinceramente, non mi voglio prefissare chissà quali guadagni ma non vorrei che i pochi spiccioli diventino tasse per lo stato.
    Eliminato il problema dei contratti con i dipendenti (i buoni lavoro del governo, cosa buona e giusta ogni tanto), c'è il problema delle tasse. Nei giorni prossimi contatterò il commercialista per "dettagli approfonditi" ma nel mentre vorrei avere dei chiarimenti (considerando che è un campo a me totalmente sconosciuto), se possibile: a parte il regime dei minimi (il 20% su cosa si pagherebbe? E' all'anno? quanto costano l'inps e l'assicurazione e - soprattutto - sono obbligatori e sono previste delle agevolazioni nel caso lo fossero?) ho letto su internet anche delle ulteriori agevolazioni per i redditi inferiori ai 7500 euro (si parla di 0 tasse, a parte l'iva), vero o ho preso una cantonata?
    Capite bene che non voglio correre alcun rischio, visto che lavorerei solo ed esclusivamente nella stagione estiva e per un solo cliente.
    Grazie

    Edit: Aggiungo due dettagli (si tratta, beninteso, di un esempio): il campeggio mi offre 12 mila euro e il mio guadagno (senza tasse) sarebbe di 2000 euro, quanto dovrei pagare allo stato?

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