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    Repubblica — 04 settembre 2009
      pagina 59
      sezione: SPORT



    Prima, a sorpresa, il miele. «Avanti con Silvio. L' amore non è bello
    se non è litigarello». Poi, anche qui non proprio in armonia con quanto
    stava succedendo in campo, lo spot cinematografico. «Il 4 settembre
    tutti al cinema: L' ultimo ultras» (co-protagonista del film in uscita
    oggi - diretto e interpretato dal regista e ultrà laziale Stefano
    Calvagna-è il capo della curva Sud rossonera, Giancarlo Lombardi, detto
    Sandokan, recentemente rinviato a giudizio per tentata estorsione ai
    danni del Milan e ritenuto dai magistrati un boss criminale). Sabato 29
    agosto, stadio di San Siro: disastroso (per il Milan) derby della
    Madonnina. All' ignaro tifoso quei due striscioni vergati con vernice
    spray e esposti a più riprese sei giorni fa in curva Sud - anche quando
    la squadra di Leonardo era sotto di quattro gol - hanno creato un senso
    di smarrimento. Cos' è cambiato, e perché, e così repentinamente, tra i
    vertici del Milan e i suoi ultrà? Erano, eravamo rimasti alla durissima
    contestazione di giugno: la curva infuriata scesa in piazza contro la
    società, rea di voler vendere, e infine di avere venduto, Kakà.
    «Galliani gobbo, Berlusca interista. Meschini e bugiardi: e ora vendete
    il Milan». Gli striscioni degli ultrà, nei tribolati giorni delle
    trattative con il Real Madrid per l' asso brasiliano, poi in effetti
    ceduto , erano puro fiele. Puzzava di minaccia lo slogan - che non
    sfuggì agli uomini della Digos - scandito alla vigilia delle elezioni
    provinciali ed europee: «Voto Podestà solo se resta Kakà» (Guido
    Podestà, candidato del Pdl in corsa all' epoca per la guida della
    provincia di Milano sostenuto direttamente dal premier Silvio
    Berlusconi). L' ultima partita di campionato, il 23 maggio, Guerrieri e
    Brigate rossonere, i due gruppi oggi confluiti sotto il marchio "Curva
    Sud Milano", avevano messo in scena una robusta contestazione contro
    Berlusconi (e il giocatore-simbolo Paolo Maldini). «Sono anni che
    compri bidoni e figurine, quest' anno chi compri... le veline?» era
    scritto su un lenzuolo srotolato in curva. Accompagnato da un invito
    rivolto al premier a vendere il Milan e a andare «fuori dai c...». E
    poi? Poi, passata l' estate, qualcosa è successo. Annunciate nuove
    contestazioni alla ripresa del campionato - per sfogare le frustrazioni
    di mercato- gli ultrà hanno improvvisamente cambiato linea. Stop alle
    contestazioni, «avanti con Silvio». E' bastato un atteggiamento più
    "brillante" da parte dei vertici del Milan, accusati di tirchieria non
    solo negli acquisti ma anche con la curva. Cinquemila biglietti omaggio
    sarebbero stati destinati agli ultrà in occasione del derby di sabato
    scorso. Con la promessa, se la pace continuerà a regnare, di eventuali
    nuove forme di sostegno nel corso del campionato. A decidere che era
    arrivato il momento di finirla con le critiche a Berlusconi sono stati
    i due capi che da tre anni governano la curva Sud: Giancarlo Lombardi,
    detto Sandokan, e il "Barone", al secolo Giancarlo Capelli, entrambi
    già arrestati e diffidati ad andare allo stadio. Stando a un' inchiesta
    del pm milanese Luca Poniz, Lombardiè un «criminale» a capo di un'
    associazionea delinquere recentemente rinviata a giudizio (11 gli ultrà
    finiti sotto processo, tra cui gli stessi Lombardi e Capelli) per una
    tentata estorsione (biglietti) alla società di via Turati. «Lombardi -
    scrive il magistrato - è il capo indiscusso del gruppo di tifosi
    denominati Guerrieri ultras, costituito con modalità e caratteri propri
    dell' associazione criminosa, anche in relazione al riconosciuto
    profilo criminale di Lombardi». Sandokan da oggi sarà sul grande
    schermo. Interpreterà se stesso ne L' ultimo ultras ( un cameo anche
    per Andry Shevchenko, convinto a recitare nel film - ha raccontato il
    calciatore al Giornale- da Giancarlo Capelli). Dice il regista Stefano
    Calvagna: «Con Lombardi ci unisce la passione per il cinema, visto che
    Giancarlo studiava per diventare attore». - PAOLO BERIZZI
    :-\ [/i]

  Biglietti gratis e un film scoppia la pace con la curva Avanti con Silvio

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