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    MILANO, 11 settembre - Buongiorno a tutti. Pato, mi riconosci? Attimi di silenzio nella saletta di Milanello dove il giovane brasiliano è intervistato da Milan Channel.
    Non ancora? Hai fatto presto a di­menticarmi...
    «Ah, mister!», sorriso d’imbarazzo e faccia un po' più rubizza del solito. Pato ha riconosciuto chi sta parlando a telefono: è il suo ex allenatore Car­lo Ancelotti che chiama da Londra.
    Ancelotti: Come va?
    Pato: «Tutto bene, lei?».
    A: Qui tutto bene.
    P: «Col Chelsea sta andando benis­simo».
    A: Io invece ti sto osservando per­ché devi fare bene per il Milan e be­ne per te. Hai iniziato col piede giu­sto.
    P: «Speriamo nella finale di Cham­pions», intende dire la finale Milan-­Chelsea.
    A: I tifosi contano molto su di te, contiamo molto su di te.
    P: «Lo so, ma siamo una squadra, dobbiamo giocare tutti insieme per tornare ad essere quel grande Milan che tu hai lasciato».

    FINALE A MADRID - Poi Ancelotti torna sulla finale dei suoi sogni, del suo cuore e del suo passato mischiato al presente. «Pato mi ha letto nel pensiero perché pro­prio ieri ho fatto un’intervista a
    una tv in cui mi sono augurato Milan-­Chelsea come finale di Champions
    a Madrid. I miei anni a Milanello non potrò mai dimenticarli. Ho
    in­contrato tanti giocatori bravi e lui è uno di quelli»
    .

    IL MOMENTO INDIMENTICABILE -
    A quel punto chiedono al giovane brasiliano cosa gli ha dato di indi­menticabile Carlo Ancelotti. «Mi ha fatto conoscere il calcio italiano e mi ha fatto debuttare a 18
    anni. Devo ringraziarlo perchè è stato fonda­mentale per me»
    . L’ex allenatore del Milan risponde: «A
    Pato non vanno insegnate tante cose, ha un talento unico. Il lavoro da
    fare gli deve ser­vire perché questo talento sia messo a disposizione
    della squadra. Quin­di, impegno, costanza, professionali­tà, continuità
    nel lavoro, questa è la strada. Tutti i giorni»
    .

    Si salutano.
    Ancelotti: «Ti aspetto a Madrid». Pa­to ride, ringrazia e dice di sì, che ci sarà.

    VINCERE SCUDETTO E CHAMPIONS -
    Poteva essere ancora il suo allena­tore. Carletto ha fatto molto per por­tarlo nel Chelsea e metterlo accanto a Drogba. «Però non è vero che io ab­bia chiesto al Milan il prolungamen­to del
    contratto per non andare al Chelsea. Ho sempre detto che ero del Milan e infatti sono ancora qui»
    , di­ce il brasiliano. Forse Ancelotti lo avrebbe fatto giocare anche dove piace a lui, cioè «partendo dalla fa­scia sinistra». Ma in assoluto Pato pensa solo al gol. «Quanti ne voglio fare in questa stagione? Quelli suffi­cienti al Milan per vincere lo scudet­to e la Champions League».

    Scudetto a Champions ? :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
    Grazie per queste perle. :cool:

    [Modificato da ^Mr-Drakula^ il 11/09/2009 14:22]

    ^Mr-Drakula^

    Inquietante Allenatore del temibile Vampiria F.C., il cui Capitano non può che essere il numero 90 (la paura) Canini.

  Ancelotti telefona a Pato: «Ci vediamo a Madrid»

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