1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5247273
    E' da ieri nei cinema l'ultimo film di Placido, appena presentato a Venezia.
    L'argomento trattato è già stato toccato molte volte dal cinema (italiano e non), ovvero il 68 e tutta la corrente che si è portato dietro, lasciando strascichi non indifferenti.
    Questa volta ci sono tre personaggi le cui storie sono destinate ad incontrarsi; un giovane soldato -Scamarcio- con velleità artistiche, la ragazza -Trinca- proveniente dal mondo cattolico ma desiderosa di cambiare vita, e lo studente proletario -Argentero- che organizza occupazioni, e la cui vita ha già dato vari problemi.
    Alla fine di quei due tumultosi anni, forse, qualcuno riuscirà a realizzare i propri sogni.
    Parzialmente autobiografico (Placido ha percorso lo stesso cammino dello Scamarcio del film), la storia si trascina senza retorica nè particolare nostalgia, risultando cosi' un lavoro piuttosto distaccato e rigoroso.
    E se ad esempio ne La meglio gioventu' di Giordana l'argomento è stato appena sfiorato, forse ne traspariva più passione, una passione che Il grande sogno non riesce a trasmettere mai sino in fondo.
    Tanto basta, comunque, per una storia italiana ambientata negli anni della contestazione.
    Di quell'epoca che, un pò in tutto il mondo occidentale, è stata sopratutto un concatenazione di eventi che hanno avuto ripercussioni in ogni ambito (sopratutto quello sociale), oggi purtroppo rimane poco, pochissimo.
    "A un’altra vita".

    Bangkok
  2.     Mi trovi su: Homepage #5267158
    Io sono andato a vederlo ieri. Devo dire che mi ha lasciato un senso di incompletezza. E' un pò come se il finale arrivasse troppo presto e troncasse di botto tutte le trame aperte dall'inizio del film. La regia e la recitazione sono a livelli alti. Poi io Scamarcio lo ammiro molto dopo avere visto Mio fratello è figlio unico. Altra cosa che ho gradito è stato il fatto che non si mostrassero tutti i ragazzi che occupavano la Sapienza come delle persone veramente attive nella "rivoluzione" ma che per la stragrande maggioranza fosse solo un'occasione per perdere tempo e fare un pò di "amore libero" che, come mi faceva notare la persona con la quale sono andato a vedere il film, non è poi così libero visto che poi nel triangolo amoroso ci sono problemi di chi sa e di chi non sa. In sostanza, evitabile credo.X(
  3. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5441978
    Mah, non capisco la ragione di tutti questi commenti freddi, un pò superficiali, sia qui che in altri lidi; Placido stà dimostrando una volta di più come ci sappia fare dietro la mdp, sfornando un film a cui non si può dire davvero nulla uno dietro all'altro.
    Ottimo cast (spicca forse la new entry Luca Argentero, uno dei pochi frutti positivi del Grande Fratello a quanto
    pare, nonchè un convincente Scamarcio che punta tutto sull'inflessione dialettale e sull'impacciataggine) a cui solo a tratti può esser rinfacciato l'aver recitato certe sequenze in modo un pò troppo gigioneggiante (tipo le prime parti delle rivolte studentesche), ottima direzione, ottima regia, fotografia impeccabile, ottima idea di base dietro al tutto, buon score musicale di Piovani.
    Il punto di riferimento pare essere La meglio gioventù, qui molto ben imitata, pure con vari attori che già eran
    presenti nel capolavoro di Marco Tullio Giordana.
    Gli anni del '68 non son stati mai resi così realistici, così sentiti, così veri.
    Un film che solo superficialmente potrebbe dare l'idea di esser stato realizzato in modo tutto improntato alla falsità, alla cura tecnica sul nulla ecc..
    I miei complimenti di cuore alla strada intrapresa da Michele Placido.
    Un ottimo film davvero. :))

  Il grande sogno

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