1. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5259075
    Veramente, caro Fot-1, non è a quel genere di contenuto che ho detto "Mai, finché avrò vita", ma all'agghiacciante espansione dello stesso, multipuntata, proposta da Tifa. Giusto per la precisione, eh, non vorrei poi che all'uscita di PS4 mi arrivassero pomodori e uova marce perché ho fatto fare l'unboxing :)
    http://www.facebook.com/VITSole
  2. next  
        Mi trovi su: Homepage #5259329
    Fotone ha scritto:
    Sole, stai forse dichiarando (semi)ufficialmente che Nextgame farà gli unboxing nella prosima generazione di console?
    :D
     a parte che esce psp go tra qualche giorno, in teoria avremmo già fatto l'unboxing dell'ipHone (ma mi sa che non è mai stato pubblicato) e vari articoli tipo unboxing ma senza video, negli anni passati.
  3. Fade to Black  
        Mi trovi su: Homepage #5259394
    Fotone ha scritto:
    La stampa, inoltre, gode nel dispensare hype e anticipazioni ma, in
    sede ultima di recensione, subordina ancora il piacere ludico alla
    sterile divulgazione di parametri di misurazione quantitativa (grafica,
    sonoro, gameplay e longevità) del tutto superati e incapaci di
    asservire al compito preposto: nobilitare la cultura delle emozioni
    digitali.
     
    La stampa, online o cartacea che sia, prima di "nobilitare la cultura" sarebbe meglio che cominciasse a far capire alla gente se un gioco è bello o fà cagare, invece di perdersi in migliaia di caratteri di auto-soffocotti, puttanate e paraculate... spesso causate dal fatto che, chi scrive, si caga in mano o ne capisce ancora meno di chi legge.
    Fatto questo, si potrà pure tentare di nobilitare qualcosa che è usato per la maggior parte delle volte come "papè da cù" da tanti "specializzati".
    P.S. Presto tornerò e calcerò tutti i vostri culi.
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5259397
    babalot ha scritto:
    a parte che esce psp go tra qualche giorno, in teoria avremmo già fatto l'unboxing dell'ipHone (ma mi sa che non è mai stato pubblicato) e vari articoli tipo unboxing ma senza video, negli anni passati.

    Live blogging su Twitter dell'unboxing? L'ultima frontiera della noia?
    "Don't be such a baby, ribs grow back..."
    Massì dài, spam: delu[XE].
  5.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5259400
    fogman ha scritto:
    La stampa, online o cartacea che sia, prima di "nobilitare la cultura" sarebbe meglio che cominciasse a far capire alla gente se un gioco è bello o fà cagare, invece di perdersi in migliaia di caratteri di auto-soffocotti, puttanate e paraculate... spesso causate dal fatto che, chi scrive, si caga in mano o ne capisce ancora meno di chi legge.
    Fatto questo, si potrà pure tentare di nobilitare qualcosa che è usato per la maggior parte delle volte come "papè da cù" da tanti "specializzati".
    P.S. Presto tornerò e calcerò tutti i vostri culi.
    Uno dei "quoto" che utilizzo con più piacere nella vita. Ah, anche scrivere in itagliano aiuterebbe.
    Fotone: trovati un lavoro serio.
    Dailyrando.it, il forum dei giochini molto famoso
    www.dailyrando.it
    Il blog del Zave
    zave.dailyrando.it
  6. Fade to Black  
        Mi trovi su: Homepage #5259413
    Zzave ha scritto:
    Uno dei "quoto" che utilizzo con più piacere nella vita.
     E te che ci fai qui n'altra volta? Se sei tornato già te, allora non torno io. Lo dico a Sole.
    Ah, anche scrivere in itagliano aiuterebbe.
    Te è una vita che te lo inventi, non puoi fare prediche. Gobbo di merda.
    Tra l'altro mi sovviene che avevamo litigato di brutto, ma ora nn ricordo perchè.
    Cmq, è passato un sacco di tempo, ti perdono.
  7. No more illusions. Let's play.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5259422
    Fotone ha scritto:
    Casual Press: Della morte, della stampa e di altre sciagure videoludiche.
    In questo articolo Lorenzo scrive una frasetta che implica un vagone di riflessioni.
    Il videogiocatore capace di comprendere il substrato culturale del VG, ossia il videgiocatore "conscious", scrive Lorenzo, si diverte di più.
    E' un assioma pesante come un macigno, una freccia sparata dritta al cuore dell'esistenza del videogioco.
    Essere giocatori consapevoli, acculturati... godere di più di un videogioco... com'é che si può fare? Dove si piazza la firma per diventare "conscious"? Quale corso bisogna frequentare? C'é da pagare qualcosa? 
    Domanda: Come si trasforma, si evolve e si ridefinisce ad esempio l'essenza di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty a seconda dell'età, della rete sociale, e del livello di accesso all'informazione di un utente? Per Super Mario Galaxy? Per Giulia Passione Top Model?
    Il grado di coinvolgimento mentale ed emozionale emozionale che può suscitare un videogioco, dipende solo da fattori intrinseci al videogioco stesso oppure la qualità, il grado di informazione e di acculturazione veicolato da una critica che si presume specializzata può aumentarne il relativo godimento?
    Più cultura presume più godimento videoludico?
    Ha senso e deve esistere una critica, una rivista, una informazione che supplisce secondo certi livelli di esigenza culturale? Perché esiste il sole 24 Ore per l'interessato di economia e finanze, e Game Pro, perfetta per le mie esigenze di videogiocatore, é morta in edicola? E' solo perché non esiste una facoltà, un liceo artistico sui videogiochi ma esistono università di Economia che producono commercialisti e analisti?
    Faccio un passo indietro.
    La critica videoludica é una opinione soggettiva che pretende di bearsi su parametri di valutazione oggettivi, i quali, di fatto, non esistono. La stessa legge dei grandi numeri, applicata alla critica specializzata del mercato dei VG, vive della stessa contraddizione di fondo: non esiste. Semplicemente perché essa non é legge, non essendo scritta da nessuna parte. E' cosa virtuale quindi, un'entità che ha senso di esistere nella misura in cui riesce a vendersi. E siccome vendersi in un mercato a-critico é facilissimo, la critica cosiddetta specializzata é divenuta normata.
    Esiste, poiché vive in funzione di.
    Ciò che di davvero egocentrico, spocchioso, stupido e altisonante s'annida in tutto questo, é proprio la pretesa della critica di considerarsi "specializzata". Difatti, per pararsi le chiappe basterà che una buona parte di utenti sia prontaa puntare il dito contro la terminologia ricercata o il pensiero laterale di un altro modo di fare critica, e la caccia alle streghe volgerà a proprio favore.
    Se Bittanti afferma che il Gameplay non é mai commensurabile, io aggiungo che la specializzazione della critica, in quanto fatto di cultura, non é da meno.
    E' stata l'assenza di un mercato adatto ad uccidere Game Pro, non l'editore, le sue firme, la terminologia ricercata o la presunta spocchiosità autoriale. Certe morti sono riflesso di una mancanza culturale di fondo, in Italia, nei videogiocatori e nell'industria del videogioco. Si tratta di quello stesso vuoto che spinge a migrare i cervelli di studiosi e sviluppatori fuori dai confini nazionali, un vuoto che rappresenta sempre una perdita di patrimonio, dell'ennesima possibilità di ingegno sprecato, altro che conquista. Una mancanza infrastrutturale talmente disperata che caccia via la professionalità a pedate, come un corpo indigesto.
    Non esiste possibilità di Resistenza, perché adattarsi vuol dire morire.
    E quando c'é la morte di mezzo i forum vanno in fermento. Utenti che parlano di crisi della rivista cartacea, della gratuità dell'informazione on line, dell'abuso terminologico egotico e pretenzioso e via discorrendo. C'é chi gode della morte non avendo acquistato nemmeno un numero della rivista, chi afferma che aveva predetto tutto, chi insulta giornalisti, recensori e case editoriali. E senza regole ci si spara addosso, tra rancori mal sopiti e vecchi scheletri che fanno capolino dall'armadio.
    Intanto i magazine di gossip in edicola continuano ad esser presenti ogni settimana, anche se io posso leggerli on line. E si può star certi che un tizio qualunque, un assicuratore, uno studente di facoltà economiche o un risparmiatore che ha investito, sicuramente continuerà ad acquistare il sole 24 ore, giornale frusciante, carta su carta, stampa "specializzata" per davvero, con tutte le sue terminologie economiche, indici, sigle e chi più ne ha... 
    Perché l'informazione circola quando c'é una cultura a sostenerlo. E la cultura del videogioco in Italia latita più di quanto si possa credere. Si rischia di passare per cavalli coi paraocchi a chiosarci su: Game Pro era un trampolino, una sfida, un amplificatore che offriva una ricerca originale su alcuni aspetti emergenti, palesemente culturali, specifico, di acculturazione sull'industria del videogioco (sui protagonisti, le specializzazioni professionali e mucchi di approfondimenti trasversali) che sfido chiunque a rintracciare on line.
    .
    Mi soffermo su una considerazione presente nella column di Eugenio Antropoli (Game Pro 26): "... é proprio l'utente che 'non cerca', quello che non sa cosa comprare, che viene paradossalmente soddisfatto in maggior misura in una catena organizzata. (...) Si, é proprio lui, il casual gamer, e non si tratta di un'invenzione 'markettara' all'ultimo grido, ma di quella miriade di persone che hanno comprato una console per sbaglio o che l'hanno ricevuta in regalo, e che non conoscono nulla di generi di gioco, di argute tattiche per affrontare un boss di fine livello, DLC, classifiche on line, farmer cinesi, ecc..."
    Il passaggio da casual gamer a casual reader é cosa tonica.
    La stampa oggi sì é specializzata, é vero, ma nel vendere, non nell'acculturare.
    Bisogna davvero chiamarla cultura questa? 
    Per molti lettori, e di conseguenza per l'editoria italiana che si occupa di critica sui videogiochi, si.
    Affinché Game Pro possa morire in una Italia che semplicemente evita di volgere lo sguardo dove si dovrebbe davvero guardare.
    .
    Niente di nuovo sul fronte occidentale.
    Tag XboxLive/PSN : BraunLuiss
    Codice Amico Wii: 5297 3925 4385 4346.
    Mario Kart Wii: 0688-5430-3475
  8. next  
        Mi trovi su: Homepage #5259457
    Da Hammer ha scritto:
    Live blogging su Twitter dell'unboxing? L'ultima frontiera della noia?
     ma nfatti sì. continuo a preferire i classici articoli (che abbiamo sempre fatto, e mi riferivo ovviamente a quelli) in cui mettiamo alla prova una console per qualche ora, scriviamo pregi e difetti, cose così. dire "l'abbiamo tolta dalla scatola" non capisco a che serva, boh.

  [Editoriale Next Level] Casual Press

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