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    Riprendo dalla discussione che stavamo facendo qui: community.videogame.it/forum/t/339424/3/, sul fatto che Lucacat abbia fatto l'apicoltore (ma si dice apicOltore o apicUltore? Penso la prima, poichè credo derivi da "cogliere", ma non l'ho mai capito, ho sempre sentito dire in entrambi i modi).
    lucacat ha scritto:
    Bhè, sono praticamente nato tra le api perché aiutavo mio fratello sin da quanto ero piccolino. Avevo si e no 6 anni mi divertivo a saldare la cera per preparare i "telaini" e passare il fil di ferro. Fino a 10 anni fa era un lavoro che rendeva moltissimo economicamente ma va gestito a livello familiare perché capita di lavorare quando meno te lo aspetti. Circa 10-15 anni fa con 700 arnie stabili(senza trasportare le api, chi le trasporta può fare di più ma deve usare la testa e molte braccia) si producevano tranquillamente da 60 a 100 fusti di 300Kg di miele di vario tipo. In sicilia soprattutto millefiori e zagara (deriva dal fiore dell'arancia o degli agrumi in generale, è quello che ha una colorazione bianca). Oggi le cose vanno malissimo perché la moria delle api è elevata, i controlli sono assurdi (alcuni apicultori  sono stati multati se si trovavano api morte sopra i fusti, ma una cosa normalissima ragazzi...il miele le attira da Km di distanza e se ci vanno è solo sinonimo di qualità, non conviene chiuderli perché aumenta l'umidità e diventa acido e poi i fusti così aperti ci servono per aspettare che la cera riemerga e quindi è il miglior filtro naturale che possa esistere).
    Oggi purtroppo dai vecchi 100 fusti siamo passati a 20 e non vedo l'ora che chiudiamo bottega perché il lavoro è pesante di suo, poi arrivano vigili sanitari che abituati agli uffici si scandalizzano per un paio di api morte su di un fusto. Ci rinuncio, spero di poter sfruttare la mia laurea. Avrei continuato volentieri questo mestiere ma insieme a mio fratello che purtroppo è morto nel 90. Mio padre è troppo disorganizzato e non vado assolutamente daccordo con lui. Servono braccia e testa per questo mestiere. Comunque, se siete interessati...con grande piacere.
       Queste maledette leggi stanno stroncando un sacco di arti e professioni e di professionisti-artigiani. Pensa che io comprai un esemplare di Brachypelma smithi (www.dannesdjur.com/bilder/brachypelma_smithi_1.jpg) nel 1998, tanto spaventosa quanto innocua, da un amico allevatore. La comprai per aiutare a finanziare l'allevamento.
    Questo tipo di animali sono protetti dal CITES, significa che sono in pericolo di estinzione e gli allevamenti servono proprio a garantire l'accoppiamento tra individui della stessa specie in modo che questa non si estingua.Una percentuale dei nascituri quindi vengono dati al CITES per contratto, in modo che li rilasci in natura, e un'altra percentuale (ovviamente più bassa) viene destinata alla vendita per il finanziamento delle attività di allevamento. L'acquisto di un esemplare aiuta quindi la specie (e non sapete quanti insulti ho ricevuto da gente che parla senza sapere).
    Ma una legge del 2003, fatta perchè alcune nonnine si sono evidentemente trovate in casa, loro malgrado, un esemplare di Pitone del vicino, ha vietato il commercio e l'allevamento di "animali esotici potenzialmente pericolosi", che vuol dire tutto e niente, una legge non chiara come il 90% delle leggi Italiane. Non esistendo una lista quindi che specifichi quali sono considerati animali pericolosi e quali no, tutti gli allevamenti e negozi annessi hanno dovuto chiudere.
    La mia tarantola è morta un anno dopo a causa di un parassita intestinale, proprio perchè ho dovuto inziare a procurarle cibo preso da fuori (quindi grilli, cavallette, prese dai prati), perchè il negozio che allevava anche animali da preda (quindi con attenzione che fossero sterili) per questo tipo di animali ha dovuto ovviamente chiudere.
    Il bello è che la comunità aracnofila (attraverso un portale di esperti molto competenti in materia) era riuscita ad arrivare al minstro della salute e della sanità a sottoporre il problema, e questi si era anche preso la cosa abbastanza a cuore. Solo che quando questo presentò il problema in parlamento si presentarono in 4 a votare.
  2. the last story  
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    Mi fa piacere il vostro interesse. Attualmente sono un po' impegnato con la tesi ma rispondo alla tua prima domanda. Comunque, finita la tesi, se ti fa piacere, scrivo un paio di righe e carico su qualche foto per "introdurre al mestiere".
    Il termine corretto dovrebbe essere apicoltore per intendere la coltura, intesa come sfruttamento dei prodotti dell'alveare. Stesso concetto del termine coltura per quanto riguarda lo sfruttamento di un terreno (tanto per citare un esempio).
    Riguardo al termine apicultore, premetto che io sono un ingegnere e di lettere ne digerisco poche, comunque anche da noi (in sicilia) i due termini "convivono". Effettivamente, il termine "cultura" può assumere il significato di coltivare e non è sbagliato. Certo, non si coltivano le api nel senso stretto nel termine, ma un apicoltore deve fare in modo che le api trovino il loro abitat ideale, curarle per farle riprodurre e quindi, in un certo senso, "coltivarle".  Solo alla fine si possono ottenere i frutti di questo lavoro. Detto questo, il termine ufficiale è apicoltore.
    .
    Quindi, da questo punto di vista il lavoro di un apicoltore si divide in due parti:
    • "cultura (coltivare) delle api": occupa tutto l'anno solare e consiste nel far si che le api trovino un ambiente ideale dove moltiplicarsi e crescere. Non solo, l'apicoltore deve intervenire in casi di malattie (peste delle api, moria a causa di antiparassitari) e attacchi o invasioni esterne da parte di altri insetti parassiti (da noi dette pulci, sono insetti che si nutrono delle covate delle api). Ho usato il termine invasione dato che in alcuni casi, vespe e calabroni attaccano le arnie delle api: se si tratta di piccoli sciami, le api riescono a resistere uccidendo vespe e calabroni. Nota che la puntura di un'ape ne decreta la sua morte e questo riduce le capacità difensive di un alveare. Alcune volte le arnie vengono attaccate persino dai roditori: la loro morte è assicurata (del roditore intendo, che spesso muore fuori dall'alveare dopo chi sa quante punture).
    • la seconda fase è la "coltura" intesa come raccolta: è un periodo breve ma intenso che segue la fine della primavera (quindi dopo la fioritura) e si prolunga fino ala fine dell'estate. E' divisa in due parti: la parte finale della primavera, ma spesso si protae durante l'inizio dell'estate, consiste nella raccolta del miele dato dalla fioritura (nettare). Quindi zagara (fior d'arancio o agrumi in generale), millefiori ecc ecc. Poi durante la fase finale dell'estate c'è una seconda raccolta che noi chiamiamo "melata". E' un miele sempre buonissimo ma un po' più scuro: in assenza di nettare, le api si nutrono della linfa e producono la melata, ecco perché se ne produce di più durante la fase finale dell'estate, quando la fioritura è scarsa o nulla. E' un miele economico ed io lo preferisco a quello derivato dalla fioritura perché un po' più amaro e non nausea. Per me è il migliore, costa poco solo perché la gente si impressiona del colore molto scuro e pensa che sia di qualità inferiore.

    Adesso torno a studiare per la tesi, comunque, raccogli le cose che vado scrivacchiando che poi le uniamo in un bel topic. Riguardo i termini letterali, potrei anche sbagliarmi eh, ma il concetto secondo me è quello.
    Ex capoReda di ConsoleGeneration (sempre nei miei ricordi)
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  3.     Mi trovi su: Homepage #5284254
    Ma una domanda, forse cretina: dopo un po' le api sono in grado di riconoscere ed abituarsi all'apicolotore? O è uan leggenda metropolitana? Qual è il loro reale grado di aggressività? Ti hanno punto molte volte?
    .
    PS che tipo di ingengere sei? Sei in grado di decifrare un semplice circuito a led? (se si ti devo chiedere una cosa via PM).
  4. the last story  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5284262
    Lightside ha scritto:
    La mia tarantola è morta un anno dopo a causa di un parassita intestinale, proprio perchè ho dovuto inziare a procurarle cibo preso da fuori (quindi grilli, cavallette, prese dai prati), perchè il negozio che allevava anche animali da preda (quindi con attenzione che fossero sterili) per questo tipo di animali ha dovuto ovviamente chiudere.
    Il bello è che la comunità aracnofila (attraverso un portale di esperti molto competenti in materia) era riuscita ad arrivare al minstro della salute e della sanità a sottoporre il problema, e questi si era anche preso la cosa abbastanza a cuore. Solo che quando questo presentò il problema in parlamento si presentarono in 4 a votare.
       Il problema delle leggi è serio. Purtroppo le leggi vengono fatte a "tavolino" anche quando si tratta di lavori molto particolari dove bisogna vivere quelle esperienze per capire come intervenire. Non si può legiferare basandosi su industrie che usano macchinari da centinaia di migliaia di euro. I piccoli produttori lavorano con le mani e pochi ma economici macchinari (nel nostro caso, una centrifuga e basta). Si pretendono ambienti con pareti facilmente lavabili ecc ecc ma ragazzi miei, state un giorno in campagna tra terra e fango...non potete pretendere che questi laboratori brillino. Poi, un po' di terra non ha ucciso nessuno, andate a rompere le scatole alle industrie che inquinano veramente con scarti chimici e chi sa che altro. Io ho sentito cose assurde come multe perché nel soffitto del laboratorio si trova qualche ragnatela...ma con il caiser che quando trasporto dalla campagna una cassetta di legno, vengono fuori ragni, lucertoline e non so che altro. Ci manca che ora sterilizziamo la terra dove camminiamo.
    .
    Riguardo alla cultura delle api un grosso problema c'è, ed è la convinzione di alcuni apicoltori nell'usare antibiotici per prevenire varie malattie delle api come la peste, oppure antiparassitari contro i parassiti. Questo è il vero errore, sono cose inutili che fanno solo male alle api. Purtroppo l'apicoltore lo fa per bene, con tutte le buone intenzioni, la casa farmaceutica ci mangia sopra e poi vanno a multare il povero ignorante che pensava di fare bene. Ignorante nel senso buono del termine perché viene fregato due volte, prima da chi gli consiglia e vende questi prodotti e secondo dallo stato che gli confisca il miele dopo i controlli. I rimedi esistono in natura, esistono dei derivati da alcune piante che sono ottimi sia come antiparassitari che disinfettanti contro la peste delle api...ma non se ne trovano facilmente, nessuno li commercia e persino io devo informarmi su internet per avere qualche info. Pensate voi un povero contadino se va a cercare in rete. Quello che lamento è che invece di multare, bisogna informare ed aiutare.
    La legge non ammette ignoranze e ignoranti, però i furboni si e campano bene senza sporcarsi le mani.
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  5.     Mi trovi su: Homepage #5284269
    lucacat ha scritto:
    Il problema delle leggi è serio. Purtroppo le leggi vengono fatte a "tavolino" anche quando si tratta di lavori molto particolari dove bisogna vivere quelle esperienze per capire come intervenire. Non si può legiferare basandosi su industrie che usano macchinari da centinaia di migliaia di euro. I piccoli produttori lavorano con le mani e pochi ma economici macchinari (nel nostro caso, una centrifuga e basta). Si pretendono ambienti con pareti facilmente lavabili ecc ecc ma ragazzi miei, state un giorno in campagna tra terra e fango...non potete pretendere che questi laboratori brillino. Poi, un po' di terra non ha ucciso nessuno, andate a rompere le scatole alle industrie che inquinano veramente con scarti chimici e chi sa che altro. Io ho sentito cose assurde come multe perché nel soffitto del laboratorio si trova qualche ragnatela...ma con il caiser che quando trasporto dalla campagna una cassetta di legno, vengono fuori ragni, lucertoline e non so che altro. Ci manca che ora sterilizziamo la terra dove camminiamo.
    .
    Riguardo alla cultura delle api un grosso problema c'è, ed è la convinzione di alcuni apicoltori nell'usare antibiotici per prevenire varie malattie delle api come la peste, oppure antiparassitari contro i parassiti. Questo è il vero errore, sono cose inutili che fanno solo male alle api. Purtroppo l'apicoltore lo fa per bene, con tutte le buone intenzioni, la casa farmaceutica ci mangia sopra e poi vanno a multare il povero ignorante che pensava di fare bene. Ignorante nel senso buono del termine perché viene fregato due volte, prima da chi gli consiglia e vende questi prodotti e secondo dallo stato che gli confisca il miele dopo i controlli. I rimedi esistono in natura, esistono dei derivati da alcune piante che sono ottimi sia come antiparassitari che disinfettanti contro la peste delle api...ma non se ne trovano facilmente, nessuno li commercia e persino io devo informarmi su internet per avere qualche info. Pensate voi un povero contadino se va a cercare in rete. Quello che lamento è che invece di multare, bisogna informare ed aiutare.
    La legge non ammette ignoranze e ignoranti, però i furboni si e campano bene senza sporcarsi le mani.
      Purtroppo quello che dici è tutto vero. :(
  6. the last story  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5284303
    Lightside ha scritto:
    Ma una domanda, forse cretina: dopo un po' le api sono in grado di riconoscere ed abituarsi all'apicolotore? O è uan leggenda metropolitana? Qual è il loro reale grado di aggressività? Ti hanno punto molte volte?
    .
    PS che tipo di ingengere sei? Sei in grado di decifrare un semplice circuito a led? (se si ti devo chiedere una cosa via PM).
           Ing. informatica ma ora come ora non posso aiutarti perché ho la testa tra le nuvole  causa tesi(comunque ci sono ing. elettronici sul forum, arriverà qualcuno più pratico).
    Riguardo l'aggressività, non penso che riconoscano l'apicoltore anche perché la vita delle api è dura e diciamo che sono sempre in continuo "rinnovamento". Forse è vero l'inverso e cioè l'apicoltore ha meno paura e mi accorgo che le api sentono qualcosa quando "hai paura". Dovrei andare a fondo su questo aspetto (magari percepiscono qualcosa chimicamente prodotta da noi quando abbiamo paura, che sia l'adrenalina..non saprei). Ti dico questo perché da piccolo avevo molta ma molta paura delle api e delle loro punture, ed ecco che si sentivano come minacciate e davvero venivano per pungermi. Potevano essere 5 api un una stanza? Tò, due punture le beccavo sicure. Poi con il tempo mi sono abituato alle api e davvero non ho più paura di loro. L'ultima volta mio padre aveva dimenticato le porte del lab aperte e sono arrivate migliaia e migliaia di api esterne (da Km di distanza) che han sentito il miele. Sono andato lì, rimasto un bel po' per aspettare che andassero via (altrimenti si interviene con affumicatori) e nemmeno una, dico una puntura su migliaia di api. Imho, la paura della persona fa scattare qualcosa, è come se l'insetto si senta minacciato. Comunque, in generale le api non attaccano (è come se sapessero di dover morire) quando svolazzano tranquillamente, diciamo che si difendono quando portiamo via il miele e noi per non farle morire usiamo tute per proteggerci dai morsi e fumo per stordirle. Le api che svolazzano tranquillamente non ti attaccano se non quando sono attaccate loro per prime ( e sempre ci pensano su due volte), quindi in presenza di api, evitare movimenti bruschi anche se ti si posano addosso. Non ti pungono, basta che le mandi via scuotendoti lentamente e non vai a cacciarle con le mani. Insomma, ti si posa un'ame tra i capelli e resta impigliata? Aspetta che vada via e non fare nulla, magari scuoti un po' la testa ma se vai a toccarla è quasi sicuro che ti punge.
    .
    Quello di cui aver paura sono le vespe: di quelle ho il terrore, ti attaccano anche se non le minacci e lo fanno anche per nutrirsi (si nutrono spesso di carne morta). Portano molte malattie come il tenano. Insomma, se non siete allergici alla puntura delle api, state tranquilli perché al limite è solo dolore senza alcuna conseguenza. Per quanto riguarda le vespe, no...una puntura di vespa (e calabrone) può essere veramente grave, soprattutto a livello di infezione.
    Aggiungo un'altra cosa...un'ape tra le mutante può pungerti una volta e poi muore, una vespa ti punge a ripetizione e non muore mai! (esperienze non personali, per fortuna :DD )
    .
    Se sono stato morso? Dalle api si, tante volte perché la centrifuga le faceva schizzare sulla mia faccia e giustamente mi pungevano 8-(, ma solo in questi casi estremi e poi da piccolo che ne avevo paura (fino a 10 anni). Riguardo la puntura dell'ape devo dire che dopo le prime 3 o 4 l'organismo è in grado di "difendersi": le prime punture portano un fortissimo gonfiore, ma dopo la prima serie senti solo dolore. Bisogna stare attenti al volto ed agli occhi: la prima puntura ricevuta vicino l'occhio mi ha fatto gonfiare come un mostro, poi ne ho ricevute altre ma il gonfiore era lieve ed è durato solo un giorno, comunque è una parte delicatissima e fastidiosa. Ovviamente, se si viene punti la prima cosa da fare è togliere il pungiglione. Se si è svelti nel farlo si evita qualsiasi gonfiore o almeno lo si riduce parecchio.

    [Modificato da lucacat il 07/10/2009 17:50]

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    lucacat ha scritto:
    Aggiungo un'altra cosa...un'ape tra le mutante può pungerti una volta e poi muore, una vespa ti punge a ripetizione e non muore mai! (esperienze non personali, per fortuna :DD )
     E' curioso che tu usi il termine "mordere" per l'ape che ha un pungiglione. Mi fa venire in mente quando tutti dicono "punge" del ragno, che invece non ha pungiglioni ma due appendici frontali simili a denti (celiceri) e quindi tecnicamente parlando morde proprio.
    .
    Quanto alle vespe, sono tremende si. Una volta me ne si infilò una tra i capelli e iniziò a pungermi a ripetizione, non ti dico che male e che testa che avevo dopo.
  8. the last story  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5284347
    Lightside ha scritto:
    E' curioso che tu usi il termine "mordere" per l'ape che ha un pungiglione. Mi fa venire in mente quando tutti dicono "punge" del ragno, che invece non ha pungiglioni ma due appendici frontali simili a denti (celiceri) e quindi tecnicamente parlando morde proprio.
    .
    Quanto alle vespe, sono tremende si. Una volta me ne si infilò una tra i capelli e iniziò a pungermi a ripetizione, non ti dico che male e che testa che avevo dopo.
         No, mordere non mi pare di averlo usato (in genere ci sto attento), nemmeno in quella frase. Se in qualche frase ho usato il termine "mordere", è un errore.
    Per le vespe ho il terrore: posso stare tranquillo tra migliaia di api ma basta una vespa che filo via a gambe levate. Puoi avere o no paura...non gli frega nulla, se ha di pungerti (e non so se nel caso della vespa valga anche il termine mordere) lo fa, e non volendo avere a che fare con loro non ne capisco il motivo e non voglio studiarne il motivo. So solo che attaccano, e questo mi basta:DD
    EDIT: vero, avevo usato due volte il termine mordere per evitare di ripetere puntura:lol:
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    lucacat ha scritto:
    No, mordere non mi pare di averlo usato (in genere ci sto attento), nemmeno in quella frase. Se in qualche frase ho usato il termine "mordere", è un errore. 
      Nel tuo post precedente hai usato il termine "mordere" legato alle api un po' di volte. Per quello ho fatto quell'appunto.

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