1.     Mi trovi su: Homepage #5321095
    Strano che non se ne stia parlando in questi lidi...
    Era solo questione di tempo prima che qualcuno andasse a piangere alla Corte europea per sta cosa. Imho questa sentenza crea un precedente molto grave.
    Innanzitutto è un atto censorio e come tale lo ritengo sempre sbagliato alla radice del principio (il principio di libertà di culto tanto caro a tutte le carte d'occidente dov'è?) e poi è un attimo che da quello si passi ad altro. Perchè il crocifisso non è solo un simbolo religioso, è un simbolo prima di tutto culturale, su cui mezzo occidente ci ha costruito la sua cultura. Dante? Manzoni? I campanili? I monasteri? Tra poeti, autori e luoghi pubblici che mostrano ed espongono simboli del cristianesimo la nostra cultura ne è piena. Quanto tempo ci vorrà prima che un papà musulmano, vedendo che il figlio a scuola studia un'opera in cui c'è Maometto messo all'Inferno (La Divina Commedia) vada a piangere dalla Corte Europea per far rimuovere anche quella? Sulla base di questa sentenza ne sarebbe adesso pienamente legittimato, come sarebbe legittimato a far cambiare simbolo alla croce rossa e alla bandiera svizzera semplicemente perchè gli ricorda il crocifisso.
    In Europa e in Italia lasciamo libertà di culto a chi viene da fuori, libertà di esporre i simboli che vuole, di aprire le sue Chiese e di predicare come vuole. Obbligare altri di altri culti a rinunciare alla propria cultura o ai propri simboli, giusto o sbagliato che sia, in casa loro non solo è invadente, ma è anche prepotente. E' come se io domani pretendessi di entrare con le scarpe in moschea, voglio vedere se non mi dicono niente.
  2. 痺れるだろう?  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5321117
    A leggere il tuo messaggio sembra che la corte abbia deciso di togliere il crocifisso dalle chiese. Converrai che quella della moschea è un'iperbole che decisamente non ha colto nel senso, mi spiace.

    A questo indirizzo troverai il testo della sentenza.
    Per farla breve (o almeno ciò che ne ho tratto io dalla lettura è...) il crocifisso è ravvisabile come un simbolo culturale oltre che religioso?
    Ricordiamo i gentili telespettatori in quanto mero simbolo religioso è ovviamente inopportuno che lo stato favorisca una religione piuttosto che un'altra quando nella costituzione le dichiara tutte uguali.
    La risposta della corte è stata nì, sebbene ci sia un retroscena culturale, la sua identità preponderante è il fattore religioso e ciò è dimostrabile dal fatto che nessuno all'infuori dei crisitiani (quindi laici + altre religioni) ci vede questo fantomatico simbolo culturale ma solo un simbolo religioso.

    Quindi FAIL per il governo che argomenta che quello non è un simbolo religioso e SUPERFAIL per Bersani che, con un pelo sullo stomaco che mi spaventa, argomenta con ma in fondo che male fa? Ti lascio comunque con le parole, appena lette, di Michele Ainis sulla Stampa: La chiesa ha diritto ad una speciale intesa normativa con lo stato italiano, a differenza di altre [...] che ne risultano sprovviste. Però senza privilegi [...] d'altronde il principio di maggioranza vale in politica non negli affari religiosi [...]. Se una religione è forte, se ha fede nella sua capacità di suscitare fede, non ha bisogno di speciali protezioni.
    /!\quello che vive in Cina di Nextgame/!\
    ogni tanto fate una capatina nel mio blog! (sempre che la Cina sblocchi Blogspot... (sic))
    你令一切平凡的事变得新奇 令琐事变成美好的回忆...
  3. boh  
        Mi trovi su: Homepage #5321120
    Premesso che a me fa ridire che si parli della rimozione di due pezzi di legno posti perpendicolarmente l'uno con l'altro con tanto clamore, trovo la sentenza talmente ovvia che non credo ci sia altro da aggiungere.
    Un simbolo non aumenta ne rinvigorisce la spiritualità individuale delle persone.
    Fatico quindi a stare a dietro a tutti quelli che si battono a favore del crocefisso in classe, simbolo della religione Cattolica (e non della cultura italiana), che non ha motivo di risiedere in un luogo pubblico che "dovrebbe" essere neutrale e quindi aperto a qualsiasi cultura. 
    I paragoni con la Moschea non ci azzeccano nulla. La scuola è un luogo pubblico, non parliamo di una Chiesa.
  4.     Mi trovi su: Homepage #5321154
    Che dire?
    E' un simbolo della nostra cultura e delle nostre radici che volenti o nolenti sono cristiane.
    Chi ci vede solo un simbolo religioso, imho sbaglia.
    "Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti.
    Siamo la gente della Juve.
    Gente che si riconosce quando si guarda negli occhi.
    Gente che sa accettare i risultati conseguiti SUL CAMPO"
  5.     Mi trovi su: Homepage #5321192
    Menny ha scritto:
    Premesso che a me fa ridire che si parli della rimozione di due pezzi di legno posti perpendicolarmente l'uno con l'altro con tanto clamore, trovo la sentenza talmente ovvia che non credo ci sia altro da aggiungere.
    Un simbolo non aumenta ne rinvigorisce la spiritualità individuale delle persone.
    Fatico quindi a stare a dietro a tutti quelli che si battono a favore del crocefisso in classe, simbolo della religione Cattolica (e non della cultura italiana), che non ha motivo di risiedere in un luogo pubblico che "dovrebbe" essere neutrale e quindi aperto a qualsiasi cultura. 
    I paragoni con la Moschea non ci azzeccano nulla. La scuola è un luogo pubblico, non parliamo di una Chiesa.
     E lo quoto!
    Tra l'altro, in classe mia neanche c'era, e nè i miei ex compagni ultracattolici nè la mia prof di religione si sono impegnati per averlo. Insomma, ci si ricorda che esiste soltanto quando bisogna polemizzare.
  6. boh  
        Mi trovi su: Homepage #5321425
    DrRos ha scritto:
    E lo quoto!
    Tra l'altro, in classe mia neanche c'era, e nè i miei ex compagni ultracattolici nè la mia prof di religione si sono impegnati per averlo. Insomma, ci si ricorda che esiste soltanto quando bisogna polemizzare.
     Vero, non è mai fregato nulla a nessuno del crocefisso. Diciamo che viene sfruttato dalla Chiesa odierna per difendere al sua posizione sempre più pericolante (non vedo altri motivi).
  7. boh  
        Mi trovi su: Homepage #5321427
    draco ha scritto:
    Che dire?
    E' un simbolo della nostra cultura e delle nostre radici che volenti o nolenti sono cristiane.
    Chi ci vede solo un simbolo religioso, imho sbaglia.
     La cultura si studia sui libri, non attraverso la contemplazione del crocifisso.
    Non credo che nella costituzione italiana ci sia scritto che fa parte della nostra storia.
  8. conferenza  
        Mi trovi su: Homepage #5321459
    La sentenza sta sulle bolas di tutti quelli a cui stanno sulle bolas gli immigrati.
    Perchè la vedono come una vittoria degli immigrati.
    Sti immigrati vengono nel nostro bellissimo ed efficientissimo paese (o perlomeno lo sarebbe se non fosse che ci sono loro che sono brutti, puzzano, sporcano e delinquono), hanno a malapena la forza di alzare lo sguardo quando gli passiamo vicino, e senza che loro abbiano mai detto nulla, la Corte Europea gli fa questo bel regalo, per farli sentire più a casa loro, mentre noi facciamo di tutto per farli sentire alieni, e IMPONE di togliere il crocifisso, di cui a noi non è mai fregata una mazza, ma che da oggi diventa IL simbolo religioso CHE-SE-ME-LO-TOGLI-SPACCO-TUTTO.

    Cmq penso che togliere il crocifisso dai luoghi pubblici non abbia nulla a che fare con tutte quelle implicazioni che evocava Lightside.

    Se per qualcuno il crocifisso è così importante, può sempre portarlo al collo.
  9. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #5321463
    Lightside ha scritto:
    Strano che non se ne stia parlando in questi lidi...
    Era solo questione di tempo prima che qualcuno andasse a piangere alla Corte europea per sta cosa. Imho questa sentenza crea un precedente molto grave.
    Innanzitutto è un atto censorio e come tale lo ritengo sempre sbagliato alla radice del principio (il principio di libertà di culto tanto caro a tutte le carte d'occidente dov'è?) e poi è un attimo che da quello si passi ad altro. Perchè il crocifisso non è solo un simbolo religioso, è un simbolo prima di tutto culturale, su cui mezzo occidente ci ha costruito la sua cultura. Dante? Manzoni? I campanili? I monasteri? Tra poeti, autori e luoghi pubblici che mostrano ed espongono simboli del cristianesimo la nostra cultura ne è piena. Quanto tempo ci vorrà prima che un papà musulmano, vedendo che il figlio a scuola studia un'opera in cui c'è Maometto messo all'Inferno (La Divina Commedia) vada a piangere dalla Corte Europea per far rimuovere anche quella? Sulla base di questa sentenza ne sarebbe adesso pienamente legittimato, come sarebbe legittimato a far cambiare simbolo alla croce rossa e alla bandiera svizzera semplicemente perchè gli ricorda il crocifisso.
    In Europa e in Italia lasciamo libertà di culto a chi viene da fuori, libertà di esporre i simboli che vuole, di aprire le sue Chiese e di predicare come vuole. Obbligare altri di altri culti a rinunciare alla propria cultura o ai propri simboli, giusto o sbagliato che sia, in casa loro non solo è invadente, ma è anche prepotente. E' come se io domani pretendessi di entrare con le scarpe in moschea, voglio vedere se non mi dicono niente.
     non hai compreso le motivazioni della sentenza e stai mischiando diverse problematiche.
    Lo spazio era sempre lì ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, sopratutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e di significato.
  10. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #5321466
    njoe ha scritto:
    Se per qualcuno il crocifisso è così importante, può sempre portarlo al collo.
     ecco.
    null'altro daa ggiungere.
    siamo uno stato laico.

    chi dice "è un fatto culturale" ignora il significato di "cultura" "laicità" "stato" "religione" e molte altre cose ancora.
    Lo spazio era sempre lì ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, sopratutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e di significato.
  11. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5321474
    L'Indagato ha scritto:
    ecco.
    null'altro daa ggiungere.
    siamo uno stato laico.

    chi dice "è un fatto culturale" ignora il significato di "cultura" "laicità" "stato" "religione" e molte altre cose ancora.


    E' anche vero che c'è chi ignora il vero significato delle religioni:
    - Potere politico e sociale.

    Sarebbe ora di finirla con le "favole" (islamiche o cristiane che siano) della spiritualità...

    Se qualcuno è ancora convinto che le chiese e le moschee vengano costruite (anche in Italia) per motivi spirituali... una bella "pillola rossa" potrebbe mostrargli il mondo reale.
  12. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #5321479
    killer7 ha scritto:
    E' anche vero che c'è chi ignora il vero significato delle religioni:
    - Potere politico e sociale.
    Sarebbe ora di finirla con le "favole" (islamiche o cristiane che siano) della spiritualità...
    Se qualcuno è ancora convinto che le chiese e le moschee vengano costruite (anche in Italia) per motivi spirituali... una bella "pillola rossa" potrebbe mostrargli il mondo reale.
     quindi?
    Lo spazio era sempre lì ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, sopratutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e di significato.
  13. FROZEN  
        Mi trovi su: Homepage #5321488
    draco ha scritto:
    Chi ci vede solo un simbolo religioso, imho sbaglia.
     
    Infatti è un simbolo di marketing imposto per decreto. Come per decreto ci è stato imposto il Cristianesimo
     http://it.wikipedia.org/wiki/Decreti_teodosiani quando ancora l'Europa era a maggioranza pagana.
    L'omeopata è l'umorista della professione medica. (Ambrose Bierce)
    "The more people there are, the less one person matters"
  14. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5321509
    L'Indagato ha scritto:
    quindi?


    Quindi la sentenza della comunità europea si basa su qualcosa di "falso" o "fazioso".

    "L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche comporta la violazione del dovere dello Stato di rispettare la neutralità nell'esercizio del servizio pubblico,in particolare nel campo dell'istruzione, violando il diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto di scolari di credere o non credere. Con queste conclusioni la Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, all’unanimità dei giudici componenti, nella decisione n. 30814/06, del 3 novembre 2009, ha condannato lo Stato Italiano per la violazione dell’art. 2, del protocollo n. 1, rivisto nel combinato disposto con l’art. 9, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. La vicenda ha visto protagonista una mamma che ha intrapreso una lunga battaglia contro l’esposizione del crocefisso nell’aula scolastica frequentata dai propri figli. L’interessata, impugnando la decisione della scuola di lasciare i crocifissi nelle aule, ha sostenuto, nei diversi gradi di giudizio, la violazione del principio di laicità, ma è sempre stata soccombente. La questione era giunta anche all’attenzione della Corte Costituzionale, sollevata dal TAR del Veneto, la quale, senza entrare nel merito si è dichiarata incompetente in quanto l’oggetto dell’impugnazione riguardava un regolamento scolastico, quindi, non avente la forza di legge e, pertanto, sottratto al giudizio della stessa Corte.

    La comunità ha scelto deliberatamente di osservare il simbolo del crocefisso SOLO come "simbolo religioso"... insomma una gran vaccata:

    1- Il crocefisso ha più significati (politico, sociali e religiosi)

    2- La realtà è che il crocefisso mostra il potere o la storia (a proposito di vari significati) dei cattolici all' interno dello Stato Italiano, e con l'educazione "religiosa" dei figli non c'azzecca nulla. (nella realtà dei fatti).

    Se la corte dei diritti dell' uomo, avesse osservato il crocefisso come simbolo storico... questa sentenza sarebbe stata impossibile.

    Un mio amico musulmano aveva il divieto dei genitori, per seguire le lezioni in classe nell' ora di religione (dove si parlava SOLO della religione cristiana).

    Del crocefisso, ai suoi genitori, non gliene mai fregato nulla.


    Comunque, questo mi era sfuggito:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=1185&ID_sezione=404&sezione=

    L'Unione europea, la cui sede principale è a Bruxelles (solo l'Europarlamento si riunisce una volta al mese a Strasburgo per le sessioni plenarie), non ha quindi nulla a che fare con la Corte europea dei diritti dell'uomo. Ed è quanto anche oggi i portavoce della Commissione hanno sottolineato: “Il Consiglio d'Europa è un organismo internazionale indipendente, per questo non abbiamo commenti sul giudizio di ieri”. “La presenza di simboli religiosi in edifici pubblici – ha concluso –, è al di fuori della nostra legislazione comunitaria e ricade interamente nelle competenze degli Stati membri”.

  La sentenza della corte Europea sul crocifisso

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