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    Beckham confessa i suoi dolori: «Devo tornare in Italia per giocarmi la convocazione ai Mondiali, ma è durissima»

    LOS ANGELES, 5 novembre - «Il pensiero di stare sei mesi senza la mia famiglia mi uccide». Parola di David Beckham, che così commenta la decisione di lasciare i Los Angeles Galaxy per andare in prestito al Milan e giocarsi le sue possibilità di convocazione per i Mondiali 2010. «La cosa più dura per me - dichiara lo Spice Boy in un’intervista a “Fox Sports Radio” - è andare via e lasciare la mia famiglia per sei mesi. Loro verranno a trovarmi una volta ogni otto settimane. Chi mi conosce sa quali sono i miei sentimenti nei confronti dei miei figli e di mia moglie e sa che odio stare lontano da loro. È una cosa che mi uccide. Ma vado in Italia e non posso portarmi dietro i miei perché i miei figli sono già sistemati a scuola e io e mia moglie non vogliamo che cambino ora».

    Beckham spiega poi la ragione che lo “costringe” a questo sacrificio: la speranza di andare ai Mondiali. «È l’unico motivo che mi spinga ad allontanarmi dalla famiglia - dichiara l’ex giocatore di Manchester United e Real Madrid -. Non ho la garanzia di essere tra i convocati per il Sudafrica, nemmeno andando a giocare col Milan, ma devo fare tutto quanto è in mio potere per avere un’opportunità. La mia carrier è stata tutta una montagna russa e sarà così anche nei prossimi sei-otto mesi».

  «Lasciare la famiglia per il Milan mi uccide»

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