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    Intervista a tutto campo al tecnico del Chelsea: «Inter squadra da battere, ma Milan e Juve ci sono»

    LONDRA, 5 novembre - «A Londra mi trovo molto bene, ma c'è molta competitività qui in Inghilterra». Esordisce così Carlo Ancelotti ai microfoni di Sky Sport24, rimarcando poi inevitabilmente la differenza tra il calcio d'Oltremanica e quello di casa nostra: «Qui è un bell'ambiente, c'è meno pressione intorno al tuo lavoro e al calcio, che qui è vissuto come uno spettacolo. Lo spirito polemico viene tralasciato. Gli stadi sono di altissimo livello, molto belli, confortevoli. Ho avuto un’ottima impressione in questi primi quattro mesi». Quando hai deciso di venire in Inghilterra? «Sicuramente, prima del 31 maggio, lo avevamo deciso un mesetto prima». Si può dire che, poi, hai fatto del cinema? «Dopo, è normale, perché c’era un obiettivo importante da raggiungere (la qualificazione alla Champions League con il Milan, ndr) e non dovevamo destabilizzare l’ambente».

    BENE IL MILAN - E questo Chelsea? «È una squadra affidabile, che non è stata costruita quest'anno e che da tanti anni lotta ai vertici, con giocatori molto bravi». Quanto al campionato italiano, Ancelotti elogia il “suo” Milan che «ha fatto risultati importanti, vincendo a Madrid, con la possibilità di qualificarsi in un girone difficile. Per come era partito, ha fatto davvero un lavoro alla grande. Nessuno si aspettava che il Milan potesse vincere. Le qualità nella squadra ci sono ancora». E, secondo Ancelotti, i rossoneri, orfani di Kakà, hanno trovato il loto nuovo idolo: Pato. Pato, quando è stato vicino al Chelsea? «Mai, mai».

    MOURINHO UN GRANDE - Ma la squadra da battere resta per Ancelotti resta l'Inter: è "competitiva e completa", e soprattutto trascinata «da un grande allenatore, che qui al Chelsea è ricordato con tanto affetto. Ha lasciato un bel segno». Diventerete mai amici? «Non lo so, le vie del Signore sono infinite». Ancora su Mourinho: si dice che potrebbe essere il prossimo allenatore del Manchester City… «No, non si dice, Per lo meno, io non l’ho sentito. Sarà per la lingua, ma non ho sentito questa notizia». L'Inter della Champions League - continua Ancelotti - ha incontrato difficoltà, perché «il calcio è cresciuto dappertutto, lo dimostrano le squadre dell'Est, lo dimostrano tanti piccoli Paesi che sono cresciuti. In Europa è aumentata la competitività, rispetto ai campionati nazionali».

    JUVE SOLIDA - Infine, la Juve. «Nelle prime partite mi era piaciuta molto - osserva Carlo Ancelotti - poi ha avuto un periodo di flessione legato a nuovi meccanismi, a nuovi giocatori che si sono inseriti. Logico. Credo che la Juve a livello di strutture è un'ottima squadra».

    ULTRA’ – A proposito della situazione italiana, Ancelotti commenta le parole di Capello, che qualche giorno fa ha dichiarato che in Italia comandano gli ultrà. «Non so se comandano gli ultras - dice il tecnico emiliano -. Ho sentito le sue dichiarazioni e devo dire che quello che succede in Inghilterra, di come la gente va allo stadio, sicuramente è diverso rispetto all’Italia. Qui c’è una bella cultura sportiva, la gente va per divertirsi, non c’è violenza, non c’è la polizia intorno alle partite. Gli stadi sono molto confortevoli, da questo punto di vista l’Italia è indietro rispetto all’Inghilterra». È una distanza colmabile? «Penso di si perché, come l’Inghilterra è riuscita a fare enormi passi avanti dagli anni ‘80 a oggi, credo che può farlo anche l’Italia, soprattutto da un punto di vista delle strutture. Qui gli stadi sono più belli».

    MERCATO - Il Chelsea non può operare sul mercato, ma nel caso cambiassero le cose da qui a gennaio, Pazzini può interessarvi? «Non possiamo dire niente su questo, perché stiamo aspettando una decisone della Fifa. Prima di fare qualsiasi passo, dobbiamo aspettare questo». Per Pazzini hai una certa stima… «Un conto è avere stima, un contro è accostarli a una nuova società. Sta facendo benissimo, fermo restando che se tutti i giocatori che stimo dovessero venire a giocare nella mia squadra, dovremmo allargare la rosa».

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