1. Roma non deve essere capitale  
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    Il football di provincia offre questa settimana un match davvero curioso e allo stesso tempo utile per dibattere insieme sulle tendenze in atto nel calcio odierno, a dieci anni esatti dalla scomparsa di un presidente mitico come Romeo Anconetani (ecco un ricordo scritto): nel girone D di Serie D, combattutissimo e già di per sé foriero di mille spunti d'interesse, domenica alle ore 14.30 è in programma Pisa-Santarcangelo. L'orgogliosa storia che arranca contro il nuovo che avanza a suon di click!
    Il girone in questione coinvolge squadre di Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche ed è un raggruppamento davvero emblematico per comprendere la dirompente evoluzione in corso. Positiva o negativa? Alle mie parole e soprattutto ai vostri commenti, l'ardua sentenza. Diteci la vostra!
    In testa al campionato, insieme con il Fossombrone Bikkembergs - eccellente espressione del calcio business di per sé meritevole di un capitolo a parte - c'è proprio il Santarcangelo (guarda la classifica!). Maglia gialloblù con gallo e cavea come simboli di fierezza e abnegazione, il club di Santarcangelo di Romagna, fondato nel 1929 e con una storia perlopiù dilettantistica, simboleggia oggi il calcio del futuro nella sua più fervida espressione: vi dice nulla il progetto Squadramia.it? Provo a spiegarvelo in breve, ma date un'occhiata al relativo sito web per comprenderlo meglio.
    I colori e la zona sono più o meno quelli del Cervia di Campioni, ma in panchina non c'è Ciccio Graziani, bensì uno staff tecnico guidato da mister Roberto Rossi che schiera la formazione facendo tesoro dei consigli che provengono dalla proprietà. Lo fa anche Leonardo con Berlusconi, diranno i più maligni. Ma proprio qui viene il bello! La proprietà, infatti, in questo caso è costituita da utenti web - finora più di un migliaio - che hanno acquisito quote della società pari a 60 Euro e compartecipano in tutte le decisioni manageriali
    Il Pisa, rivale di giornata, è all'opposto un club gestito da un classico imprenditore e soprattutto rappresenta una piazza storica con migliaia di tifosi vecchio stampo al seguito, reduci da un doloroso fallimento. Il secondo della loro storia, oltretutto. Cinque mesi fa, la realtà era la Serie B. Poi un'incredibile retrocessione e il crack. Nonostante questo, le tradizionali maglie nerazzurre a strisce verticali sono prontamente tornate in campo, iscritte d'ufficio alla Serie D. Per inciso e senza entrare troppo nel merito, la Federcalcio dovrebbe lavorare meglio per regolamentare in modo preciso il recente susseguirsi di fallimenti, rinascite e ripartenze che è attualmente in corso!
    A voler essere precisi, ma qui il discorso si complica, i due fallimenti di cui abbiamo parlato hanno dato vita a due diverse società pisane e c'è uno Sporting Club Pisa nerazzurro che milita in Eccellenza. A mio personale parere, a ogni buon conto, è comunque il seguito popolare a conferire il titolo di primo club cittadino e in questo caso non ci sono comunque dubbi. Qualche tifoso del Chievo potrebbe non essere d'accordo con me, ma io - da sempre simpatizzante dei "mussi volanti" - sostengo con convinzione questa tesi. Voi cosa ne pensate?
    L'eredità pisana è quella della squadra in cui negli anni Ottanta militò l'attuale c.t. del Brasile Carlos Dunga. Quando l'Arena Garibaldi, ora Arena Garibaldi Stadio Romeo Anconetani - non distante dalla torre pendente - accoglieva con discreta frequenza partite di Serie A. Io ben ricordo un Torino-Pisa 0-2 del 1983 (leggi la storia del Pisa di Anconetani), vista dai seggiolini in legno della tribuna del vecchio stadio Comunale. Era la mia seconda partita in assoluto allo stadio. Che delusione, ma per i toscani significò storica salvezza!
    Tornando al presente, in Serie D, annotiamo che il Pisa è reduce da una serie di risultati negativi e domenica scenderà in campo per vincere e sorpassare i diretti avversari (le ultime sul match): in settimana è stato esonerato il tecnico Paolo Indiani e patron Piero Camilli ha scelto Stefano Cuoghi, già calciatore in Serie A. Presidente e nuovo allenatore stringeranno idealmente la mano agli oltre mille proprietari del club romagnolo e si appresteranno all'importante sfida casalinga.
    Chissà che nel frattempo qualche pisano non abbia comprato una quota del Santarcangelo e si sia divertito a mischiare le carte. Che dite, è uno scenario forse troppo azzardato, anche in un calcio sempre più nuovo e sradicato dalle gloriose origini? Ci sarebbe anche il rovescio della medaglia però, perché i rivali livornesi, all'occorrenza, potrebbero accorrere in soccorso dei romagnoli. Certi sani campanilismi, in fondo, non muoiono mai. Nemmeno nell'era del calcio-web...

    FONTE

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    Qualcuno di voi la gestisce?  :asd:
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  2. Scudetto-Mod  
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  Pisa-Santarcangelo: la storia sfida il web

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