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    Esclusiva Goal.com - Ecatombe infortuni, in casa Juve e non solo: ecco come nasce...
    Abbiamo chiesto un parere al professor Alberto Ambrosio, preparatore atletico nello staff di Mister Gigi Cagni.


    L’ecatombe in casa Juve ha fatto tornare d’attualità il tema infortuni, in repentina ascesa in questi ultimi anni. La quantità di giocatori ferma ai box è davvero notevole, soprattutto nelle grandi squadre. Abbiamo chiesto un parere qualificato al professor Alberto Ambrosio, preparatore atletico nello staff di Mister Gigi Cagni.

    Allora professore, negli ultimi tempi sembra che gli infortuni di tipo tramautico e muscolare, siano in aumento tra i calciatori (soprattutto delle grandi squadre). In base alla sua esperienza è effettivamente così o è solo un’impressione dovuta all’alta concentrazione o al riscontro mediatico? “La situazione attuale è sotto gli occhi di tutti, nelle ultime stagioni si è verificato un incremento degli infortuni, anche se quest’affermazione andrebbe verificata a livello statistico individuando con precisione termini e periodi di confronto. Distinguerei tuttavia tra infortuni di tipo traumatico e infortuni di tipo articolare e muscolare. Nel primo caso non mi sembra azzardato dire che più partite si giocano più alta è la probabilità che si verifichino traumi da contatto. Se questa osservazione vale anche per il secondo caso, è pur vero che si possono adottare accorgimenti preventivi per ridurre il numero di infortuni. A questo punto ci sarebbe un lungo discorso da fare sul termine prevenzione, a mio parere bisogna tener conto di:

    a) procedure di recupero;
    b) alimentazione;
    c) esercitazioni che trattino i muscoli dell’atleta non come singole parti ma come elementi che si integrano armonicamente tra loro;
    d) della necessità di mettere continuamente alla prova “challenge”, il sistema nervoso per preparare l’atleta a sollecitazioni improvvise e non prevedibili”.

    Rispetto al passato, molte squadre hanno abbandonato i ritiri precampionato in montagna, affidandosi ai propri centri sportivi (Milanello, Trigoria, etc etc). Questo cosa cambia a livello di preparazione e può incidere in qualche maniera sulla stagione? “Ci sono vantaggi e svantaggi che messi sul piatto della bilancia fanno pesare il mio giudizio (ho provato entrambe le situazioni) a favore della preparazione svolta presso il proprio centro sportivo; basti pensare ai problemi logistici che il ritiro in luoghi di villeggiatura comporta per quanto riguarda, ad esempio, la disponibilità di attrezzature per l’allenamento o per la diagnostica e la cura degli infortuni. Importante è recuperare adeguatamente tra un allenamento ed il successivo e per questo è indispensabile curare l’idratazione, l’alimentazione e la possibilità di riposare in ambienti freschi e correttamente climatizzati”.

    Sempre rispetto ad una volta, il ritmo delle amichevoli precampionato e dei viaggi per tornei internazionali, è decisamente più sostenuto. Leonardo, ad esempio, sostiene che ad inizio stagione il Milan abbia pagato la tournée americana. Questa concentrazione di partite in un periodo di precaria forma fisica può effettivamente creare disagi ad inizio e nel proseguo della stagione? “A mio parere sì, anche se un certo numero di amichevoli è importante per l’aspetto tecnico-tattico e per l’incremento dell’intensità del carico di lavoro. Io vedrei bene (anche se so che questo potrebbe essere in aperto contrasto con le esigenze di bilancio) un periodo iniziale di preparazione dove viene costruito mattone su mattone uno stato di forma accettabile, seguito da un periodo anche denso di amichevoli”.

    La ripresa dopo Natale al caldo (Dubai, Tenerife), è più un’esigenza o una scelta di marketing? “Vedo favorevolmente la ripresa in situazioni climatiche favorevoli anche se al ritorno esiste un problema di adattamento alle nuove condizioni. Per limitare i disagi è opportuno rientrare in sede quattro o cinque giorni primo del ritorno all’attività agonistica. Le condizioni di clima caldo e secco sono impagabili per la rigenerazione delle qualità neuromuscolari”.

    Sotto accusa anche i campi di gioco: lei che è dell’ambiente, sono effettivamente così malandati e pericolosi e possono incidere sulla casistica infortuni? Molti dei problemi della Juventus sono stati attribuiti al centro di Vinovo, diciamo non molto “caldo”: freddo e campi duri possono effettivamente aumentare il numero degli infortuni o ormai esistono tecniche per ovviare a questi disagi? “Spesso la condizione campi di gioco può comportare conseguenze pericolose per la salute dei calciatori, i maggiori pericoli derivano dalle buche e dal terreno ghiacciato, soprattutto nel secondo caso ho spesso riscontrato traumi od infortuni di diversa entità. Una soluzione sarebbe quella (forse siamo nel campo dell’utopia) di non giocare in notturna nei mesi di dicembre e gennaio, l’altra è la prevenzione nelle modalità esposte in precedenza”.

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  Ecatombe di infortuni in casa juve e non solo...ecco come nasce...

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