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    Chiudeva affari milionari la «combriccola» e poi si occupava di soddisfare in ogni modo gli alti funzionari che gestivano i «grandi Eventi». Dalle carte dell'inchiesta di Firenze spuntano altri festini a luci rosse, viaggi in aerei privati, case messe a disposizione e assunzioni fittizie per assecondare le richieste dei potenti. Nel settembre 2008 «per il trasferimento di Angelo Balducci da Roma a Palermo con sosta a Capri» fu affittato «un idrovolante per due
    persone al costo di 3.800 euro più Iva». Qualche settimana dopo per Guido Bertolaso fu organizzata una «cosa megagalattica»: serata con «frutta, champagne e due o tre ragazze». Il capo della protezione civile fu costretto a rinunciare perché aveva un altro impegno, ma al telefono sottolineò: «Conto che l'offerta possa essere ripetuta ovviamente in un'altra occasione». A tutto pensava Diego Anemone, 39 anni, l'imprenditore che era riuscito ad accaparrarsi una grossa fetta degli appalti per i «Grandi Eventi» gestiti dalla presidenza del Consiglio. Pagava persino le stoffe che la moglie di Balducci aveva scelto per arredare il nuovo appartamento del figlio. E non badava a spese. Sapeva di poter ottenere altri vantaggi e infatti agli amici imprenditori assicurava di «tenerli presenti per i lavori del post terremoto in Abruzzo».
    Prostitute a Venezia - È il 17 ottobre 2008. I fondi del G8 sono
    stati sbloccati. Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla
    Maddalena finito adesso in carcere, contatta Daniele Anemone, il
    fratello di Diego.
    Della Giovampaola:
    Guarda ti dico, una cosa così non l'ho mai vista... All'1,15 sono
    arrivati i soldi sul conto, all'1,18 il Soggetto Attuatore li aveva già
    mandati in Banca d'Italia, all'1,19 sono partiti i pagamenti.
    Anemone: grande! grande!
    Della Giovampaola:
    allora a questo punto... in virtù di questa cosa ... non è che uno...
    siccome la vita è un po' così. Che si deve fare? Ti faccio presente che
    noi domani sera con una terza persona (oltre a lui, De Santis e
    Balducci) dormiamo a Venezia.
    Anemone: umhh ci organizziamo... eh ma mi devi dire l'albergo però.
    Della Giovampaola: sì... allora è il Gritti Palace... però siccome è roba che è a sei, quasi sette stelle... deve essere tutto equivalente.
    Anemone: eh, ho capito
    Della Giovampaola:
    perché non è che arrivano due stelline del cazzo... che poi è una cosa
    che non va bene no? Anemone: (ride) va bene adesso mi organizzo.
    Pochi
    minuti dopo, come risulta dalle intercettazioni, Daniele Anemone chiama
    Simone Rossetti e gli chiede: «Ma tu a Venezia come stai messo? perché
    a me per domani sera...». Subito dopo contatta il fratello Diego e «gli
    fa capire che Simone ha bisogno di non meno di 4.000 euro...». Annota
    il giudice: «In effetti De Santis e Della Giovampaola usufruiranno
    delle prestazioni sessuali a pagamento di una ragazza procurata da
    Rossetti peraltro poi lamentandosi della «qualità» della ragazza». Non
    è l'unica volta. «Il 13 novembre 2008 viene messa a disposizione da
    Rossetti una prostituta in favore di De Santis. L'incontro mercenario a
    sfondo sessuale viene procurato su richiesta di Della Giovampaola il
    quale in un primo momento avrebbe dovuto usufruirne insieme a lui, su
    sollecitazione di Diego Anemone».

    Il favore a Mauro Masi - Il pomeriggio dell'8 giugno 2009 «il
    professor Mauro Masi (direttore generale della Rai, ndr) facendo
    evidentemente riferimento a pregresse intese con Angelo Balducci lo
    sollecita a telefonare a Anthony Smit (fratello della sua fidanzata)»:
    «Se puoi fare quella telefonata entro oggi... a me servirebbe insomma».
    Dal tenore delle conversazioni successive si capisce che la richiesta
    riguarda «una sistemazione lavorativa». E infatti Balducci lo contatta
    e gli fissa un appuntamento per il fine settimana successivo a Roma.
    Neanche un mese dopo la pratica appare sistemata: Anemone lo assumerà
    presso il Salaria Sport Village, come gli dice chiaramente.
    Anemone: Antony se mi mandi un messaggino di un tuo riferimento di un conto corrente perché io ho fatto l'assunzione già retrodatata.
    Smit: Ah splendido, va bene
    Anemone: così ti mando poi a settembre, dimmi te quando vogliamo iniziare, come avevamo detto... non me lo ricordo neanche più.
    Smit:
    il 15 luglio io finivo le ferie insomma... queste ferie di cui ho avuto
    bisogno per sistemare un po' la situazione... tu scusami se mi
    permetto, quando avresti bisogno di cominciare a inquadrarmi... Anemone:
    io l'ho fatta dal primo luglio quindi significa che tu la mensilità di
    luglio la prendi tutta e siccome agosto è ferie ti prendi anche quella
    di agosto... se tu vedi che hai finito ci vediamo la prima settimana di
    agosto facciamo un punto e poi ci rivediamo a settembre, se invece dici
    «voglio chiudere così» iniziamo dal primo settembre però dal primo
    luglio stai assunto.
    Smit: Ah splendido... quindi vengo su agosto un attimino.
    Scrive
    il giudice: «Il 13 agosto Smit chiede ad Anemone notizie
    sull'assunzione e soprattutto in merito allo stipendio che non gli è
    stato ancora accreditato. Anemone gli dice che potrà venire a Roma a
    ritirare i due stipendi». Quando si trasferisce a Roma gli sarà dato in
    uso anche un appartamento che costa al gruppo Anemone 950 euro al mese.

    L'allerta di Toro - A fine settembre scorso la banda
    evidentemente fiuta guai. A Roma sono stati sequestrate le piscine dei
    Mondiali di nuoto, si rincorrono voci su altre indagini. Scrive il
    giudice: «Il 26 Balducci rassicura Anemone che il problema del
    sequestro del cantiere del Salaria Sport Village e degli altri impianti
    è da considerarsi risolto». Comincia una frenetica attività di contatti
    da parte di entrambi che ha come terminale Camillo Toro, il figlio del
    procuratore aggiunto di Roma Achille, che ha ottenuto un incarico al
    ministero delle Infrastrutture. Il tramite è l'avvocato Edgardo
    Azzopardi, amico della famiglia, che a sua volta passa le informazioni
    a Manuel Messina per farle arrivare ad Anemone. Usano tutti massima
    cautela: Balducci rinuncia addirittura all'autista per gli incontri
    riservati, gli altri in alcune conversazioni si servono del sistema
    Skype. Il 30 gennaio scorso Azzopardi incontra Camillo Toro. Poi chiama
    Messina. E, sottolinea il giudice, «gli fa capire che ci sono grossi
    problemi giudiziari in arrivo».
    Azzopardi: eh... piove.
    Messina: Non mi dire... pesantemente? Piove parecchio?
    Azzopardi: eh... speriamo che non ti piova dentro casa perché... piove tanto.

    Beh, giusto 3 giorni fa' due ex "Scappate" dalla Croce Rossa mi parlavano in termini assai poco lusinghieri di questo Bertolaso.....
    Son cose risapute, purtroppo. 
    In contemporanea vedo che hanno preso Mirko Pennisi a Milano.Cose brutte, queste sue , che a Milano sapevano anche i sassi. Da anni e anni, prima liberale e adesso nel PDL....
    Farà piacere agli aquilani venire a sapere che la Persona alla quale Bertolaso ha appaltato la recostruzione della loro città....quella notte lì, saputa la notizia del terremoto mega distruttivo.....disse (intercettato) che stava morendo dal ridere nel letto....
    Che crepi lui e il suo referente istituzionale.

  La mafia dei colletti bianchi.

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