1. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5458171
    L'appello alla guerra santa da parte del leader libico arriva al culmine della controversia con Berna sulla 'lista nera' che include lo stesso colonnello

    Gheddafi invoca la jihad contro la Svizzera

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/25/news/gheddafi_invoca_la_jihad_contro_la_svizzera-2429777/

    TRIPOLI - Il leader libico Muammar Gheddafi ha fatto appello alla jihad (guerra santa) contro la Svizzera per il referendum contro i minareti nel Paese, approvato dalla popolazione elvetica. Gheddafi fa riferimento alla consultazione che ha avuto luogo a fine novembre, e che ha stabilito, con una maggioranza del 57,5 per cento, il divieto di costruire nuovi minareti.

    "Dobbiamo proclamare con tutti i mezzi il Jihad contro l'infedele e apostata Svizzera", ha dichiarato Gheddafi in un discorso a Bengasi per l'anniversario della nascita di Maometto. Per il leader libico la guerra santa "contro la Svizzera, il sionismo, contro l'aggressione straniera non è terrorismo. Qualunque musulmano nel mondo che abbia fatto accordi con la Svizzera è un infedele (ed è) conto l'Islam, contro Maometto e il Corano".

    La Svizzera e la Libia hanno tuttavia un terreno di scontro molto più caldo: i contrasti tra i due Paesi sono esplosi infatti quando la Confederazione Elvetica ha deciso di inserire nella lista nera di Schengen i nomi di 188 alti dirigenti libici, tra cui anche quello del colonnello Gheddafi, inasprendo la crisi con tripoli scoppiata nell'estate del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, fu arrestato a Ginevra con l'accusa di aver maltrattato i suoi domestici.

    Alcuni giorni fa Italia e Malta hanno rivolto alla Svizzera un appello per l'abolizione della suddetta lista nera, e per l'apertura di una negoziazione con la Libia. Ma oggi la Svizzera ha ribadito il suo no, e si è difesa dall'accusa di aver usato l'accordo di Schengen a fini politici, per risolvere la sua controversia con la Libia. "Noi siamo membri dello spazio Schengen e come ogni altro membro noi abbiamo il diritto di applicare queste disposizioni", ha detto il ministro della Giustizia svizzero Eveline Widemer-Schlumpf, al termine di una riunione a Bruxelles con il ministri degli Interni dei ventisette membri dell'Unione Europea.

    Widemer-Schlumpf si è in particolare difesa dalle accuse lanciate dal ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni, il quale poco prima aveva detto ai giornalisti che non si può usare questo strumento di cooperazione internazionale "per risolvere controversie bilaterali come quella tra Berna e Tripoli".
    ______________________________________________________________________________________

    http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_25/gheddafi-guerra-santa-svizzera-no-moschee_ad3c51bc-223c-11df-8195-00144f02aabe.shtml

    Gheddafi: «Guerra santa contro la Svizzera per il no alle moschee»

    «Miscredente» e «apostata» per aver l’approvato il referendum costruire minareti nel paese elvetico


    Il leader libico Muammar Gheddafi (LaPresse)
    MILANO - Il colonnello libico Muammar Gheddafi ha invitato alla Jihad (la guerra santa, ndr) contro la Svizzera, da lui definita «miscredente» e «apostata», dopo l’approvazione del divieto di costruire minareti nel paese elvetico.

    IL DISCORSO - «È contro la Svizzera miscredente e apostata che distrugge le case di Allah che la jihad deve essere proclamata con ogni mezzo», ha dichiarato il colonnello Gheddafi in un discorso a Bengasi, nell’est della Libia, in occasione della Festa del «Mouloud», che commemora la nascita del profeta Maometto. Per il numero uno libico, «la jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione estera (...), non è terrorismo». «Qualunque musulmano nel mondo che tratta con la Svizzera è un infedele ed è contro l’islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano», ha aggiunto il leader di Tripoli davanti a migliaia di persone. Il 29 novembre scorso gli svizzeri hanno votato a larga maggioranza (57,5%) per vietare la costruzione di nuovi minareti, in un referendum promosso dalla destra populista. Ma le relazioni tra Tripoli e Berna sono tesissime dopo l’arresto a luglio 2008 a Ginevra del figlio di Gheddafi, Hannibal, episodio che ha scatenato una serie di ritorsioni a catena.

    DIRITTO DI USARE SCHENGEN - Intanto la Svizzera si è difesa giovedì dall’accusa di aver usato l’accordo di Schengen a fini politici, per risolvere la sua controversia con la Libia. «Noi siamo membri dello spazio Schengen e come ogni altro membro noi abbiamo il diritto di applicare queste disposizioni», ha detto il ministro della Giustizia svizzero Eveline Widemer-Schlumpf al termine di una riunione a Bruxelles con il ministri degli Interni dei Ventisette membri dell’Unione Europea. Widemer-Schlumpf si è in particolare difesa dalle accuse lanciate dal ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni, il quale poco prima aveva detto ai giornalisti che non si può usare questo strumento di cooperazione internazionale «per risolvere controversie bilaterali come quella tra Berna e Tripoli».

    LA VICENDA - La Svizzera lo scorso autunno ha inserito nella lista nera di Schengen i nomi di 188 alti dirigenti libici, tra cui anche quello del colonnello Muammar Gheddafi, inasprendo la crisi con Tripoli scoppiata nell’estate del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, fu arrestato a Ginevra con l’accusa di aver maltrattato i suoi domestici.

  Gheddafi invoca la jihad

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina