1.     Mi trovi su: Homepage #5477952
    [color=#000000; font-weight: bold; padding-top: 0px; padding-right: 2px; padding-bottom: 1px; padding-left: 2px; margin: 0px]BAUSTELLE[/color] - 'Gli spietati', il nuovo singolo.
    Venerdì 26 marzo sarà nei negozi il quinto album dei [color=#000000; font-weight: bold; padding-top: 0px; padding-right: 2px; padding-bottom: 1px; padding-left: 2px; margin: 0px]Baustelle[/color] dal titolo "I Mistici Dell'Occidente'. Il nuovo lavoro, che esce a due anni dall'acclamato "Amen", si avvale della produzione di Pat McCarthy, già al lavoro con U2, Rem e Madonna.Da oggi, invece, è in radio il singolo che lo precede, 'Gli spietati', la cui traccia audio è nel video riportato qui sotto assieme alla copertina del nuovo album. In attesa del video ufficiale.
     http://www.youtube.com/watch?v=hekp20KEc9M&feature=related
    /!\l'appassionato del Body Building di Nextgame/!\
  2.     Mi trovi su: Homepage #5497996
    se devo essere sincero.. a me ha deluso un pò..
    sono loro al 100%.. ma mio dio se è triste!!! han sempre cantato pezzi tristi ma qua han superato loro stessi..
    a parte 3 o 4 pezzi non riesco ad ascoltarlo.. mi deprime troppo..
    lontani i giorni de "la malavita" ahimè.. :(
    /!\l'appassionato del Body Building di Nextgame/!\
  3.     Mi trovi su: Homepage #5498341
    robytuning ha scritto:
    se devo essere sincero.. a me ha deluso un pò..
    sono loro al 100%.. ma mio dio se è triste!!! han sempre cantato pezzi tristi ma qua han superato loro stessi..
    a parte 3 o 4 pezzi non riesco ad ascoltarlo.. mi deprime troppo..
    lontani i giorni de "la malavita" ahimè.. :(
     se devo essere sincero....a me fa cagare
  4. primi sempre. per dna.  
        Mi trovi su: Homepage #5498885
    robytuning ha scritto:
    se devo essere sincero.. a me ha deluso un pò..
    sono loro al 100%.. ma mio dio se è triste!!! han sempre cantato pezzi tristi ma qua han superato loro stessi..
    a parte 3 o 4 pezzi non riesco ad ascoltarlo.. mi deprime troppo..
    lontani i giorni de "la malavita" ahimè.. :(


    Beh che cazzo la Malavita era un disco sul male di vivere, non è che fosse molto più allegro di questo, anzi c'è una vena di fondo che gira all'ottimismo talvolta (come nella title track) o in altri casi ci sono omaggi al passato (l'estate enigmistica poteva starci sul Sussidiario, tra l'altro credo sia la cosa più vicina al punk che possano mai fare i Baustelle :O ) che sanno più di nostalgico che di disilluso (vedi anche le Rane), i temi più che la tristezza o il vicolo cieco sono l'amarezza e la nostalgia.
    Le uniche due davvero senza speranza sono Gropies e Il sottoscritto.

    I mistici al primo ascolto non mi ha colpito se non in 3 tracce, al secondo ascolto invece non mi è passata solo Follonica (e la intro).

    Per ora Il sottoscritto è la mia canzone. A ruota San Francesco, Le rane, Estate enigmistica, ultima notte felice e groupies.
    I videogiochi sono come le gnocche: una bella grafica te la porti a letto, ma è di un gran gameplay che ti innamori!
  5.     Mi trovi su: Homepage #5500457
    Kit Fisto ha scritto:
    Il Sottoscritto. Punto. Capolavoro.
     Quoto. Il Sottoscritto è La Canzone.
    Però si fa piacere anche il resto dell'album, i toni dei testi sono tipici dei Baustelle, malinconici, ancorati al passato che fu, ecc... A differenza degli album precedenti, dove le melodie avevano toni più "Allegri", i ritmi si sono fatti più lenti e cupi.
    /!\L'amante del caffè annacquato di Nextgame/!\
  6.     Mi trovi su: Homepage #5503017
    Un colpo al cuore questo cd dei Baustelle.
    Non mi piace.

    La malavita e Amen li ho amati, questo è un ritorno ai primi due lavori, che non ho mai apprezzato fino in fondo.
    Musiche poco ispirate, non raggiungono mai grandi vette e risultano poco originali.
    I testi sono molto meno didascalici (parola usata con accezione positiva) rispetto alle ultime opere e hanno in loro una voglia di essere poetici ed ermetici che mi tedia e che mi fa rimpiangere i fasti passati.
    Salvo "Il sottoscritto" (che infatti non corrisponde alla descrizione che trovate nelle 2 righe precedenti circa i testi) e "L'estate enigmistica" (che ha un ritmo quanto meno riconoscibile e piacevole).

    Gli concedo qualche altro ascolto in virtù delle grandi aspettative che avevo, ma ho paura che vorrò solo rincarare la dose.

    [Modificato da Shurigan il 03/04/2010 17:58]

  7. primi sempre. per dna.  
        Mi trovi su: Homepage #5503548
    Shurigan ha scritto:
    Un colpo al cuore questo cd dei Baustelle.
    Non mi piace.

    La malavita e Amen li ho amati, questo è un ritorno ai primi due lavori, che non ho mai apprezzato fino in fondo.
    Musiche poco ispirate, non raggiungono mai grandi vette e risultano poco originali.
    I testi sono molto meno didascalici (parola usata con accezione positiva) rispetto alle ultime opere e hanno in loro una voglia di essere poetici ed ermetici che mi tedia e che mi fa rimpiangere i fasti passati.
    Salvo "Il sottoscritto" (che infatti non corrisponde alla descrizione che trovate nelle 2 righe precedenti circa i testi) e "L'estate enigmistica" (che ha un ritmo quanto meno riconoscibile e piacevole).

    Gli concedo qualche altro ascolto in virtù delle grandi aspettative che avevo, ma ho paura che vorrò solo rincarare la dose.


    Beh, l'estate enigmisitca è un mezzo-punk che poteva stare nel sussidiario che era proprio il loro lavoro più variegato da un punto di vista di genere.

    Mi meraviglio che non ti piaccia Le Rane, la canzone più "Amen" di tutte.
    Groupies quella più "Malavita"

    L'estate enigmistica e Follonica sono quelle che richiamano maggiormente il periodo indie. Per la maggior parte comunque creano un sound di mezzo tra il più chitarroso La Malavito e l'ultra-arrangiato Amen, se avessero fatto semplice copia e incolla non li avrei apprezzati.

    Per quanto riguarda i testi si, solo due canzoni parlano prevalentemente di realtà sociale (Rivoluzione e Mistici), le altre sono spaccati di nostalgia, amori mancati e canzone intimista. Direi che copre tutta la loro produzione, anzi, probabilmente il sottoscritto è la seconda canzone davvero "intima" dopo Bouquet, e lo è molto di più.
    I videogiochi sono come le gnocche: una bella grafica te la porti a letto, ma è di un gran gameplay che ti innamori!
  8.     Mi trovi su: Homepage #5503679
    bonsetter ha scritto:
    Beh, l'estate enigmisitca è un mezzo-punk che poteva stare nel sussidiario che era proprio il loro lavoro più variegato da un punto di vista di genere.

    Mi meraviglio che non ti piaccia Le Rane, la canzone più "Amen" di tutte.
    Groupies quella più "Malavita"

    L'estate enigmistica e Follonica sono quelle che richiamano maggiormente il periodo indie. Per la maggior parte comunque creano un sound di mezzo tra il più chitarroso La Malavito e l'ultra-arrangiato Amen, se avessero fatto semplice copia e incolla non li avrei apprezzati.

    Per quanto riguarda i testi si, solo due canzoni parlano prevalentemente di realtà sociale (Rivoluzione e Mistici), le altre sono spaccati di nostalgia, amori mancati e canzone intimista. Direi che copre tutta la loro produzione, anzi, probabilmente il sottoscritto è la seconda canzone davvero "intima" dopo Bouquet, e lo è molto di più.
    Guarda, il punto per me non sono le tematiche, se più intimiste o di carattere sociale, se decadenti o ricche di speranza, se baldanzose o malinconiche.
    Il punto non è il contenuto, è la forma.
    Sono stati risucchiati da un vortice di autocompiacimento pseudopoetico.
    Prendi Amen. Ogni canzone ti sbatte in faccia il suo significato nudo e crudo, senza celarlo dietro pedanterie varie, frasi sconnesse o riferimenti oscuri.
    E io m'annoio.
  9. primi sempre. per dna.  
        Mi trovi su: Homepage #5503738
    Shurigan ha scritto:
    Guarda, il punto per me non sono le tematiche, se più intimiste o di carattere sociale, se decadenti o ricche di speranza, se baldanzose o malinconiche.
    Il punto non è il contenuto, è la forma.
    Sono stati risucchiati da un vortice di autocompiacimento pseudopoetico.
    Prendi Amen. Ogni canzone ti sbatte in faccia il suo significato nudo e crudo, senza celarlo dietro pedanterie varie, frasi sconnesse o riferimenti oscuri.
    E io m'annoio.


    Beh, fermo restando che artisticamente è più sottile una metafora, direi che anche in Amen alcune canzoni andavano capite aldilà della loro percezione immediata (ad esempio Charlie fa surf).

    Ma ad ogni modo, di quale canzone non ti è chiaro il senso?
    I videogiochi sono come le gnocche: una bella grafica te la porti a letto, ma è di un gran gameplay che ti innamori!
  10.     Mi trovi su: Homepage #5504006
    bonsetter ha scritto:
    Beh, fermo restando che artisticamente è più sottile una metafora, direi che anche in Amen alcune canzoni andavano capite aldilà della loro percezione immediata (ad esempio Charlie fa surf).

    Ma ad ogni modo, di quale canzone non ti è chiaro il senso?
    Non sono un illustre esegeta e questa non è materia di cui mi occupo o mai mi occuperò, posso dire però di aver avuto a che fare con materiale sicuramente più profondo e complesso di un testo dei Baustelle, per quanto alcuni di essi siano apprezzabilissimi. :D

    Il mio rapporto con le metafore e tutte le loro amiche figure retoriche è piuttosto buono e non è la loro presenza a causarmi scompensi. Nessuna delle canzoni di questo cd mi è completamente oscura, anche se di certo non posso dire di averle scientificamente analizzate verso per verso.
    Ripeto, ciò che mi infastidisce è meramente la forma.
    Le canzoni di "La Malavita" e di "Amen" erano, come già le ho definite, didascaliche, ovvero avevano come scopo quello di trasmettere un preciso messaggio e facevano in modo che questo risultasse immediatamente leggibile.
    Ciò non significa che fossero scritte in maniera banale, elementare o "artisticamente" deprecabile, ma semplicemente che avevano il pregio della limpidezza.
    I testi de "I mistici dell'Occidente" non godono secondo me di questa caratteristica che mi aveva fatto apprezzare i  due precedenti lavori. Contengono un messaggio che non è sempre netto e che magari non è altro che una sensazione o un sentimento, e per di più questo messaggio viene veicolato attraverso versi che contengono la presunzione di essere poetici, ricchi di indeterminatezza, molto radical chic.
    Tutto ciò non è considerabile come un qualcosa di sbagliato in senso assoluto. Sicuramente incontrerà i gusti di una certa fetta di pubblico, ma non i miei.
  11. primi sempre. per dna.  
        Mi trovi su: Homepage #5505218
    Shurigan ha scritto:
    Non sono un illustre esegeta e questa non è materia di cui mi occupo o mai mi occuperò, posso dire però di aver avuto a che fare con materiale sicuramente più profondo e complesso di un testo dei Baustelle, per quanto alcuni di essi siano apprezzabilissimi. :D

    Il mio rapporto con le metafore e tutte le loro amiche figure retoriche è piuttosto buono e non è la loro presenza a causarmi scompensi. Nessuna delle canzoni di questo cd mi è completamente oscura, anche se di certo non posso dire di averle scientificamente analizzate verso per verso.
    Ripeto, ciò che mi infastidisce è meramente la forma.
    Le canzoni di "La Malavita" e di "Amen" erano, come già le ho definite, didascaliche, ovvero avevano come scopo quello di trasmettere un preciso messaggio e facevano in modo che questo risultasse immediatamente leggibile.
    Ciò non significa che fossero scritte in maniera banale, elementare o "artisticamente" deprecabile, ma semplicemente che avevano il pregio della limpidezza.
    I testi de "I mistici dell'Occidente" non godono secondo me di questa caratteristica che mi aveva fatto apprezzare i  due precedenti lavori. Contengono un messaggio che non è sempre netto e che magari non è altro che una sensazione o un sentimento, e per di più questo messaggio viene veicolato attraverso versi che contengono la presunzione di essere poetici, ricchi di indeterminatezza, molto radical chic.
    Tutto ciò non è considerabile come un qualcosa di sbagliato in senso assoluto. Sicuramente incontrerà i gusti di una certa fetta di pubblico, ma non i miei.


    Parliamo ovviamente di musica e di artisti che devono comunque intrattenere prima che comunicare (io personalmente non sarò mai per il contro-commerciale aprioristico, una canzone totalmente priva di metrica e musicalità per me sarà sempre da bocciare) e che hanno cercato e trovato una loro identità proprio nel naif prima, nel dandy (spudoratamente ispirato a Jarvis) poi e nell'arrangiamento articolato ora, sempre molto orchestrali. Semmai in questo disco c'è un eccesso di "licenze poetiche" rispetto al passato dove comunque c'era (parlo di enjambament e di accenti ballerini) al fine di far quadrare i versi. In questo senso, proprio l'estate enigmistica non brilla per il ritornello (che è da sempre il loro punto meno forte).

    A livello di tematiche e di forma comunque è sempre stile Baustelle, più variegato di Malavita e Amen, come dicevo abbraccia tutto il loro spettro emozionale dalla canzone romantica a quella drammatica fino a quella "di protesta" verso un sociale che ovviamente un comunistone come Bianconi non apprezza particolarmente. Radical chic o snob, sono semplicemente appellativi vagamente dispregiativi che si possono affibbiare ai Mistici ma anche ai precedenti a volerli guardare con eccessiva malizia e antipatia. E te lo dice uno davvero molto, molto appassionato dei Baustelle ;)
    I videogiochi sono come le gnocche: una bella grafica te la porti a letto, ma è di un gran gameplay che ti innamori!

  Nuovo album in arrivo dei Baustelle

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