1. Smazzato  
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    Segnalo questo articolo de Il Sole 24 Ore relativo alla riuscita di Play (Modena) e alla crescita del mercato dei board-game (tutto sommato ben rispecchiata dalla grande quantità di editori attivi e di giochi pubblicati in Italia).
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    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
    Rantolii, niuz e boiate videoludiche su Il Paradroide e Outcast.it.
  2. sommersa  
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    Se si confronta questo dato a livello europeo e, in particolare, ai dati di Germania e Francia (che con Italia, Spagna e Gran Bretagna rappresentano i 5 big countries di riferimento) emerge che in Italia si gioca (cioè si spende) meno con i Games&Puzzle rispetto, ad esempio, alla Germania o alla Francia, dove invece si spende rispettivamente il 17% ed il 15% circa del totale per questo segmento.
    Ma a cosa è dovuta questa differenza? Lo abbiamo chiesto a Spartaco Albertarelli di Editrice Giochi, la più grande azienda italiana del settore, conosciuta per la commercializzazione di prodotti storici come Risiko e (fino a qualche tempo fa) Monopoli. «Le percentuali italiane non si discostano molto da quelle europee, anche se un fatto è indubbio: rimaniamo sempre indietro rispetto a un paese come la Germania in cui il gioco da tavolo risponde a una tradizione molto più consolidata a livello familiare e sociale. Le attività educative del gioco di società - che stanno per fortuna prendendo piede anche da noi - costituiscono un elemento didattico importante in Germania e nel Nord Europa, senza contare poi l'elemento stagionale che indubbiamente ha il suo peso». Come dire, quindi, che più l'inverno è lungo, più ostile è il clima meteorologico, maggiori sono le occasioni per riunirsi intorno a un tavolo a giocare, ma anche che, mentre in Italia si aspetta Natale per avvicinarsi ai giochi da tavolo, in Germania non ci sono limitazioni di periodo.
    Primo punto: l'analisi si ferma al mercato europeo, ma il mondo dei giochi da tavolo non è un fenomeno del "vecchio mondo" e basta. Il mercato americano e anche quell' dell'estremo oriente sono piuttosto interessanti.

    Il mercato americano è prolifico sia a livello di vendite che a livello di autori. Se non erro proprio dall'america si iniziò a fare l'accostamento Crisi=Crescita del mercato.

    Il Giappone, quando siamo andati là, abbiamo scoperto essere un frutore interessante e non ininfluente del mercato di giochi. Oddio, la nostra esperienza s'è fermata al mercato Tokyota, ma insomma, non m'è sembrato un mercato povero suvvia. I negozi erano pieni di giochi, provenienti da america europa e italia (abbiamo testimonianza, sicuramente di Wings of War e Lungarno).

    C'era se non erro anche una manifestazione ludica, pare piuttosto seguita, che abbiamo ciccato di pochi mesi. Ste? Te la ricordi? L'aveva citata Takashi

    Ritengo interessante che un giornale come il Sole 24 Ore presti orecchio al fenomeno dei giochi. =)
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]

  Giochi da tavolo anti-crisi?

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