1. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5539854
    Trama (è una vicenda storica, lo spoiler è implicito…):
     
    Nell'Alessandria d'Egitto del 391 dopo Cristo, la filosofa Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero che non si rivedrà più fino all'epoca moderna, viene travolta dalla crisi di un mondo, quello pagano, che non ha saputo ripensarsi, trovandosi così impreparato di fronte al nascere - e presto al dilagare - di movimenti religiosi sempre più fanatici e intolleranti. Fra questi i "parabolani", la setta cristiana che arriva a distruggere la biblioteca del Serapeo, dove Ipazia lotta insieme ai suoi discepoli per salvare la saggezza del Mondo Antico. Tra questi ultimi, due uomini in lotta per il cuore della filosofa: l'arguto e privilegiato Oreste e Davo, il giovane schiavo di Ipazia, che è diviso tra l'amore segreto per lei e la libertà che potrebbe ottenere se si unisse alla rivolta ormai inarrestabile dei cristiani. Con ostilità implacabile, il vescovo Cirillo attacca senza sosta "l'eretica" Ipazia, fino a condannarla a morte...
     
     
    Di solito, in un contesto universitario, chi espone una teoria dovrebbe avere l’accortezza di giustificarla attraverso lo strumento della pubblicità, che consenta all’uditore di raccogliere, vagliare, inverare e confutare l’asserto e la conclusione.
     
    Nulla che non faccia il regista, non c’è alcun tipo di menzogna nella rappresentazione di un fatto storico così lontano nel tempo e quindi verificabile con non poche difficoltà. Da quello che sappiamo, Ipazia, matematica e filosofa del IV/V sec. D.C. è stata assassinata nel 415 da un gruppo di cristiani parabolani, a causa di 2 ragioni: in quanto rappresentante di una cultura pagana non necessariamente ostile al cristianesimo e in secondo luogo per via del problematico magistero culturale affidato ad una donna.
     
    Dicevo, teoria da verificare…Io vorrei chiedere a coloro che avendo visto il film e non avendo specifici interessi o conoscenze dello spaccato storico preso in esame, se nel corso della visione, non abbiano avvertito una sorta di  flusso a senso unico della questione esposta. No, il regista non mente, si muove nel conosciuto con una tesi in mente, allestendo un’allegoria molto felice della matematica che è costretta a cambiare radicalmente il suo punto di vista per scoprire la verità. Cosa che un credente non farebbe mai.
     
    Non amo troppo il cinema di concetto, per un motivo: il cinema è il luogo delle immagini e su esse si crea la suggestione o la riflessione. Ignorando questo principio, si chiede a quest’arte di esaurire una serie di problematiche in chiave dialogica o didascalica (soprattutto in seno alla riflessione storica) per cui la stessa si mostra in tutta la sua inadeguatezza. Non esiste alcun concetto complesso che possa ridursi nella conta di 120 minuti e la storia di Ipazia, presa per l’esito fattuale, non fa altro che soddisfare pulsioni anticlericali e proporsi quale esempio dell’oscurantismo della chiesa primitiva. Platone diceva che nulla è semplice, tutto è complicato ma nel film di Amenabar non sembra esserci spazio per la complessità.Un paganesimo tollerante, illuminato, confinato dal potere che gli editti di Teodosio procurano ai cristiani assetati di sangue.
     
    Io, senza ammorbare con milioni di caratteri, vorrei suscitare qualche osservazione e suscitare qualche interrogativo:
     
    - Ipazia non è la figura inerte e travolta dagli eventi che il film lascia intendere. Per quasi 20 anni ha parlato, giustamente e con cognizione, del pericolo della verità rivelata e del tramonto delle discipline dotati di metretica assiologica. Nelle piazze, nel liceo, in assemblea pubblica. Con piglio pacifico ma con strenue convinzione. Avversaria, poi martire.
     
    - Vorrei chiedere ad Amenabar come i pagani, greci e romani, illuminati da ragione e tolleranza, hanno trattato gli accoliti della nuova fede nel corso dei primi 3 secoli e mezzo della loro predicazione, prima di Costantino. Per onestà intellettuale mi aspetto una serie televisiva atta ad esaurire la questione. Di sei stagioni. Come Lost.
     
    - La Chiesa ha due millenni di storia, una storia così difficile e articolata che essa stessa ha dovuto cambiare e reinventarsi (soteriologicamente, filosoficamente, giuridicamente e dottrinalmente) un numero infinito di volte. Per il non credente, Chiesa delle origini, Chiesa delle Crociate, Chiesa Tridentina, Chiesa dell’Inquisizione e della Controriforma fino ad arrivare alla Chiesa di papi Ratzinger sono tutte la stessa cosa.
    Ogni commento è superfluo.
     
    - Chiunque voglia approfondire un minimo la questione dell’uccisione e il processo postumo ad Ipazia, si accorgerà che la questione religiosa e la tolleranza tra fede e ragione erano proprio l’ultimo dei problemi. Colpire Ipazia significava colpire Oreste in virtù di una squallidissima storia di poteruncolo locale.
     
    Io ne consiglio la visione. Un buon trampolino per occuparsi decentemente della cosa, in sedi opportune.
     
    Un commento del regista:
     
    Mentre studiavamo Ipazia e il periodo in cui viveva  abbiamo scoperto che c’erano molti legami con il mondo in cui viviamo attualmente e questo ha scatenato il nostro interesse. È il racconto del momento storico in cui la Chiesa ha iniziato a diventare una potenza, e i martiri per una volta non sono stati i cristiani, come da sempre siamo abituati a vedere, ma i pagani. L’inedita figura del cristiano cattivo, ben diversa da quella a cui siamo abituati, è forse uno degli aspetti più pungenti del film, che fa riflettere su tutti i fondamentalismi e la violenza che ne scaturisce indipendentemente dal momento storico e dal contesto sociale. In Agora gli intolleranti cristiani bruciano viva la gente, devastano la preziosa Biblioteca di Alessandria, distruggono statue in nome di Dio, strappano i rotoli contenenti la sapienza del mondo antico, lapidano ammazzando a sassate la scienziata
     
    P.S. Non sono religioso.
     
     
  2. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5540459
    Il gladiatore ha scritto:
    Mi cito: "Io ne consiglio la visione".
    Più che "bello" o "brutto", diciamo che è "stimolante", sempre che interessino certi argomenti.
     Premettendo che non ho visto il film, concordo in via preliminare, con il commento del regista: un film (il primo?) dove i cristiani non sono vittime ma "carnefici". Abbiamo avuto una filmografia e una letteratura piene di cristiani martirizzati per la loro fede agli inizi della diffusione del cristianesimo nell'impero romano. Vero (a parte ovviamente i cristiani mangiati dalle belve al colosseo...). Vero perchè il primo cristianesimo andava a minare le basi della politica imperiale, che "giustificare" la figura l'imperatore con una sorta di investitura divina (la storia è una ruota che gira...), in cui la religione era prona alla politica.
     
    Eppure è stata l'unità imperiale stessa che ha permesso al cristianesimo di diffondersi: da un lato per la sua ancora stabilità politica, dall'altro perchè, da sempre, la persecuzione rafforza il radicarsi di un pensiero o di una religione.
    Quando l'impero ha iniziato a disgregarsi la Chiesa ha dovuto fare fronte compatto. Senza più una fonte politica unitaria di fronte alle invasioni barbariche e al sorgere di mille regni e regnucoli sotto le più diverse bandiere, la Chiesa s'è trasformata in istituzione, e POI, secoli dopo, in potere temporale. Ha dovuto combattere da un lato la disgregazione politica, dall'altro quello che da noi viene considerato il periodo "decadente dell'impero", ma che in realtà, filosoficamente e religiosamente, è un periodo ricco di fermenti e di idee, al di fuori e, cosa ancora più pericolosa, all'INTERNO della Chiesa stessa. Anche qui la Chiesa ha fatto delle scelte, per evitare la disgregazione, scelte che hanno portato alla definizione di tutti quei movimenti di pensiero come eresie, e come tali combattute, spesso, senza quartiere. Questo ha permesso al cristianesimo di sopravvivere, unito, attraverso i secoli. Ma a quale prezzo? Sarebbe sopravvissuto senza tutto questo? Beh. Siamo nel campo dei se e dei ma, e quindi non più nella storia. A posteriori possiamo solo cercare di capire, senza giudicare.

    La storia di Ipazia si dovrebbe innestare in questo contesto. Non conosco in particolare la storia di questa donna. La storia della Chiesa delle origini per me è stata propedeutica ad altri studi relativi all'età moderna, alla riforma e alla controriforma. Tuttavia la storia tardoimperiale è affascinante e meriterebbe, nelle scuole e nelle università, maggiore spazio. Come anche la storia della Chisa della quale si studia poco o nulla.

    Spero che dia lo spunto a maggiori approfondimenti. Purtroppo credo poco nei film "storici", che finiscono di essere una versione harmony ed edulcorata di quello che erano realmente idee e persone per farsi prone inevitabilmente (?) allo showbiz.
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  3. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5543420
    Ziska ha scritto:
    Premettendo che non ho visto il film, concordo in via preliminare, con il commento del regista 
    Sì, naturalmente. Studi teologia? Io credo che, a prescindere dal legittimo desiderio di comunicare e condividere un’idea, il film d’Amenabar arriva in un momento assai delicato per la Chiesa. Propone un concetto facendosi forza con un avvenimento storico esemplarmente singolare per non essere d’accordo con la tesi di fondo. Nessun dovrebbe uccidere per intolleranza, men che meno chi si pone in un’ottica evangelica che apostola l’amore al nemico. Grazie a Teodosio, i cristiani sono diventati da perseguitati a persecutori. Le parole del regista sono un po’ ingannevoli, ci sono decine e decine di esempi di sanguinosi scontri religiosi in qualsivoglia direzione che possono dimostrare tutto e il contrario di tutto. Un certo pensiero debole di stampo sapientemente laicista indica nella Chiesa il fondamento di ogni oscurantismo.
    Vero per  Ipazia. Una parte per il tutto?
  4. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5543446
    Il gladiatore ha scritto:
    Sì, naturalmente. Studi teologia? Io credo che, a prescindere dal legittimo desiderio di comunicare e condividere un’idea, il film d’Amenabar arriva in un momento assai delicato per la Chiesa. Propone un concetto facendosi forza con un avvenimento storico esemplarmente singolare per non essere d’accordo con la tesi di fondo. Nessun dovrebbe uccidere per intolleranza, men che meno chi si pone in un’ottica evangelica che apostola l’amore al nemico. Grazie a Teodosio, i cristiani sono diventati da perseguitati a persecutori. Le parole del regista sono un po’ ingannevoli, ci sono decine e decine di esempi di sanguinosi scontri religiosi in qualsivoglia direzione che possono dimostrare tutto e il contrario di tutto. Un certo pensiero debole di stampo sapientemente laicista indica nella Chiesa il fondamento di ogni oscurantismo.
    Vero per  Ipazia. Una parte per il tutto?
     No, ho fatto degli approfondimento sulla storia della prima chiesa cattolica, per la mia tesi di laurea, oltre ad essermi laureata in scienze politiche indirizzo storico su una tesi basata su riforma e controriforma in italia dal 500 ad oggi. Ho studiato questi argomenti perchè la mia tesi riguardava i Valdesi e gli autori Valdesi hanno sempre studiato con grande attenzione la Chiesa delle origini. Quindi per capire di cosa dissertassero assieme ai colleghi cattolici, mi sono dovuta informare per forza. (anche se il mio argomento di studio riguardava più i rapporti tra valdesi e stato/classe politica italiani ed europei, dalla nascita dell'idea di Stato al secondo dopoguerra. Una tesi di storiografia quindi, non di storia. Per capirci.)

    Comunque, il discorso è che, da storici, e non da teologi, il comportamento della chiesa è stato un comportamento preservativo. Oltretutto calcola che ai tempi di ipazia i cristiani avevano da poco acquisito la protezione dell'impero romano.

    L'episodio di Ipazia, poi, è l'eccezione, non la regola. Quello che fu lo "scandalo" all'epoca, fu il processo, che andò a donnine di facili costumi e fece supporre un interesse della classe politica dirigente ad insabbiare la cosa.

    Critiche alla Chiesa vi sono sempre state, nella cinematografia, così come le apologesi. Ci sono stati film che hanno scelto di basarsi sui vangeli apocrifi piuttosto che quelli ufficiali per raccontare la vita di gesù. Ci sono stat film che hanno raccontato episodi non proprio edificanti della chiesa nel medioevo e in età moderna. Insomma quello che voglio dire è che si mette troppa enfasi a quello che si dice o si fa intorno alla Chiesa Cattolica, oggi più di ieri. SPECIE in questo paese. E che la Chiesa non ami ricordare episodi oscuri della sua storia lo sappiamo tutti. Ma non per questo occorre smettere di studiarla, di parlarne e farne diffusione con qualsiasi mezzo, compreso anche l'enterteiment. Che poi ci si riesca con un buon prodotto o meno... beh questo non sta a me dirlo che il film, appunto, non l'ho visto. Ma in fondo, anche La Passione di Cristo non mi pare sia stato sto film edificante ai fini del fare diffusione storica, o religiosa. (come non lo fanno i vari film biografici di papi e santi...)
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  5. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5543449
    Il gladiatore ha scritto:
    Un certo pensiero debole di stampo sapientemente laicista indica nella Chiesa il fondamento di ogni oscurantismo.
    Vero per  Ipazia. Una parte per il tutto?
     Ah, in questo senso la Chiesa sì, fu concausa dell'oscurantismo culturale, rispetto a quello che era stata la cultura greco/romana nel campo delle scienze, della letteratura e della filosofia, del medioevo. La Chiesa prese quello che riteneva più giusto e "allineato" e scartò il resto. Resto che ci tornò indietro sappiamo un po tutti come, abbiamo tutti fatto le scuole dell'obbligo.

    Insomma, la Chiesa non è che si sia MAI distinta per apertura mentale e modernismo: non nei confronti dell'arte, della letteratura o delle scienze, non nei confronti delle donne. (Vi sono dei testi sulla stregoneria che trattano le donne in una maniera tale che grondano odio al solo guardarli, e che venivano usati persino dall'inquisizione, sebbene mai approvati "ufficialmente" dalla chiesa stessa). Insomma... di materiale ce n'è, senza voler essere nè faziosi nè polemici. E' lì, sotto gli occhi di tutti. E da qualche parte sarà anche iniziato no? Forse proprio da Ipazia? Boh?
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  6. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5545358
    Ziska ha scritto: 
    Forse proprio da Ipazia? Boh?
     Mmm, visto che mi sembri ricettiva ad una certa problematizzazione del discorso mi permetto di spostare un po’ più su l’asticella.
     
    Le critiche che solitamente vengono rivolte alla Chiesa, nella maggior parte dei casi, metterebbero in difficoltà qualsiasi genere di sistema/istituzione/filosofia ma, nel caso specifico, assurgono a colpa imperdonabile a causa della purezza del messaggio originale. Evocare il laicismo informe, il paganesimo nel caso della cultura ellenica e romana, quale zona di tolleranza e di perfette simmetrie di pensiero ed etica in contrapposizione all’oscurantismo religioso dottrinale è una leggerezza che non deve sfuggire allo studioso. Molto banalmente, non è così, per questo la storia di Ipazia così affrescata è innocua nel suo rigorismo storico-concettuale. Di solito, l’atteggiamento dell’uomo razionale del 21esimo secolo, seppur desideroso di spiritualità di qualsivoglia genere, è quello di spostare il campo d’indagine alla sfera personale, deputando a se stessi il bene e il male e la scelta di cosa condividere o meno. Giustissimo ma si è soli nei confronti di problemi più grandi di noi.
     
    Molti ritengono che la Chiesa, irrigidita in schemi istituzionali, non abbia più praticamente nulla in comune con Gesù Cristo e con ciò che egli intendeva proporre. Per un laico anticlericale o semplicemente critico, l’attenzione alla persona del salvatore vale esclusivamente per la sua causa, ossia non c’è un riconoscimento (comprensione?) della funzione ecclesiale di colui che si professa Figlio dell’uomo e successivamente figlio di Dio. Gesù è da tutti riconosciuto in sé e per il suo incondizionato impegno per gli uomini, adducendo, nella successiva edificazione della Chiesa da lui stesso voluta (nell’ottica di un vangelo apologetico e successivo al dato storico) quale comunità di fedeli, un atto di politicizzazione e fraintendimento delle sue intenzioni.
     
    A mio avviso, fatta eccezione per avvenimenti del tutto disdicevoli, una simile sfiducia nella Chiesa è giustificata ma parziale nel suo andamento concettuale. La Chiesa è esposta ai pericoli che minacciano ogni tipo di istituzione: il pericolo dell’irrigidimento istituzionale, dell’affermazione dei propri interessi di struttura, del potere, della manipolazione e dell’abuso, tutte tentazioni che derivano dal desiderio di salvaguardare la propria consistenza. E nella sua storia, la Chiesa ha dimostrato di cedere spesso di fronte a tali pericoli e oggi quasi nessuno rintraccia in questa istituzione tracce dello spirito originario di Gesù.
     
    Non intendo rispondere a questa questione, anche perché non sono titolato a farlo e comunque la mia opinione personale non rappresenta un dato saliente. Però posso dire che l’andamento della Chiesa Cattolica può essere inquadrato in quello di una moderna teoria dell’istituzionalizzazione, in cui si parte dal presupposto che la soggettività del singolo, in quanto endemicamente tale, è sempre limitata, poiché incapace di determinare e dominare la varietà dei fenomeni. Emergono così i vantaggi cognitivi di un sistema in cui le esperienze di altre, precedenti generazioni vengono immagazzinate e, attraverso il costume, le usanze e tradizione ecc. ecc., obbiettivate. La relativa stabilità che va ascritta a questi dati istituzionali ha il vantaggio di salvaguardare i valori fondamentali di una comunità da ogni intervento arbitrario dei singoli, ossia di diverse entità teoretiche che di volta in volta si succedono nel tempo. Sì, può e deve esserci una dialettica interna, ma una simile corporazione, nella compagine sociale, nelle sue tradizioni ed istituzioni, costituisce già un punto di vista meramente umano nei confronti di un perfettissimo esempio come quello di Gesù. Se la Chiesa è erede di Cristo, solo un’istituzione può garantire una sicura difesa e desiderio di continuità e, facendo leva su questa difficile eredità, la fede cristiano può rigenerarsi continuamente, come è già successo.
     
    Ovvio, tutto questo sembra nascondere la vera colpa della Chiesa, che non voglio obliare. Si è accentuato, in modo del tutto unilaterale, questo punto di vista dell’istituzione e spesso si è resa la verità di fede funzionale e relativa alla sopravvivenza del singolo (papa o vescovo) e del sistema sociale “Chiesa”. Più concretamente, troppo volte abbiano assistito al Gesù Cristo evangelico e salvifico assorbito della Chiesa temporalmente intesa e di come questa si sia posta in luogo di Gesù. In tal modo, la Chiesa non ha annunciato o testimoniato il senso kerygmatico della vita di Gesù ma ha difeso e testimoniato solo se stessa.
     
    La Chiesa, quale comunità di fedeli, non dovrebbe mai comprendersi come un’entità ripiegata su se stessa ma dovrebbe trascendersi verso Gesù Cristo, riflettendo costantemente sulla propria origine. La cosa ignota ai più, per pigrizia mentale, è che tale riflessione è stata forte e costante dalla fondazione della Chiesa in poi ed è alla base di gran parte dei moti di rinnovamento e confutazione che sono sorti contestualmente (pelagianesimo, arianesimo ecc.), all’/dall’interno (francescanesimo e tutti gli ordini di varia natura) o distinguendosi in coscienza (protestantesimo, ortodossia, deismo e così via). In ogni caso, la fonte d’ispirazione è Gesù, con la sua parola, la sua opera, la sua vita e il suo destino e la dicotomia è presto chiara.
     
     
  7. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5547460
    Il gladiatore ha scritto:
    Mmm, visto che mi sembri ricettiva ad una certa problematizzazione del discorso mi permetto di spostare un po’ più su l’asticella.
    [cut]
     Guarda, ci metto un nanosecondo a tagliare la testa al toro. Partiamo con il dire che non ci sono mai santi nè diavoli. Senza entrare troppo nel merito della storia sulla chiesa del tardo impero o dell'alto medioevo, sul quale non sono altrettanto ferrata, propongo come contesto la Riforma e la Controriforma cattolica.
    Nel  nostro immaginario, da quello che uno normalmente apprende sui libri di scuola, la Chiesa Cattolica represse nel sangue i movimenti religiosamente roformatori e politicamente libertari. Vero.
    Ma è altrattanto vero, anche se non altrettanto diffuso a livello scolastico, che le Chiese riformate non furono molto più tenere. Basta ricordare il rogo di Michele Serveto, arso vivo a Ginevra, per delle teorie contrarie a quelle di Calvino e di gran parte della Chiesa (riformata e NON) sulla Trinità- Per non parlare delle persecuzioni nei confronti di tutti quei movimenti di libertari che sono sorti, in Italia e poi in Europa, nel '500, repressi in tutta europa (poco importa se fosse cattolica o riformata) nella violenza e nel sangue. (Bernardino Ochino, Lelio Sozzini e i sociniani, i valdesi i patarini e via discorrendo)

    Nessuna giustificazione, quindi, nè dall'una nè dall'altra parte. Ed è proprio della religione che diventa fondamento e origine di un potere politico, l'essere intollerante in sé. Poi, certo, non c'erano solo motivazioni politiche dietro l'agire di riformisti e controriformisti, anzi. Molti di loro credevano veramente di combattare una lotta per salvare l'anima del mondo dal male e dall'errore. Però sta di fatto che, alla base di molti martiri di quegli anni non c'era solo la teologia.

    Procedendo per analogia, non diversa certo è la situazione della Chiesa all'epoca di Ipazia. Ma perchè: perchè il discorso è sempre quello; potere politico e religione assieme fanno una miscela esplosiva. E se da un lato tutti i movimenti paganeggianti e "illuminati" si contrapponevano a un certo "oscurantismo" cristiano-cattolico, è altrettanto vero che tali movimenti andavano a braccetto con il desiderio di molti territori più "esterni" all'impero, di slegarsi dal giogo di Roma. Ecco quindi che la storia di Ipazia non è più solo una storia del paganesimo illuminato contro l'oscurantismo cristiano, ma si intreccia indissolubilmente con la vicenda politica di un impero in decadimento, con le province che scalpitano e si ribellano a un centralismo sempre più in crisi e sempre più debole. L'omicidio di Ipazia non fu (solo) una questione "religiosa" ma anche una questione "politica", come sempre, in questi casi. E' questo che temo il film non riesca a rendere, troppo perso a dare addosso ad un ovvio avversario, e a mischiare amori e tradimenti in salsa hollywood in omaggio all'enterteinment.
    Questo non vuol dire che non adrò a vedere il film, anzi. Sono sempre più curiosa. Certo è che devo trovare dei compagni altrettanto curiosi, ed evitare ore di tedio e spappolamento di testicoli a poveri ed ignari accompagnatori :D

    Da qui in poi, non avendo visto il film, appunto, parlerei solo per supposizione, quindi sospedo i miei interventi sino a visione avvenuta =)
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  8. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5548111
    Ziska ha scritto:
    Questo non vuol dire che non adrò a vedere il film, anzi. Sono sempre più curiosa. Certo è che devo trovare dei compagni altrettanto curiosi, ed evitare ore di tedio e spappolamento di testicoli a poveri ed ignari accompagnatori :D
    Da qui in poi, non avendo visto il film, appunto, parlerei solo per supposizione, quindi sospedo i miei interventi sino a visione avvenuta =)
        La sfortuna del film è che si ammanta di atmosfere da neopeplum (che tanto amo, però nell'ottica commerciale di divertimento e stupore che parte da Ben Hur fino ad arrivare al Gladiatore e, si spera, a Robin Hood), tralasciando, a mio modo di vedere, un opportuno rigorismo agiografico. Ipazia, come scrivevo, è più un simbolo, un'idea, che un personaggio storico vivo e interagente, sembra quasi ai margini di una vicenda di cui in realtà è il fulcro. Però vale come incipit di riflessione.
    Dài, convinci Stefano alla visione con un ricatto da talamo coniugale, del resto, la tua competenza in fatto di eresie è ben sostenuta solo dal fatto d'averlo sposato ! ;P :*
  9. bulletstorm  
        Mi trovi su: Homepage #5550701
    Il gladiatore ha scritto:
    La sfortuna del film è che si ammanta di atmosfere da neopeplum (che tanto amo, però nell'ottica commerciale di divertimento e stupore che parte da Ben Hur fino ad arrivare al Gladiatore e, si spera, a Robin Hood), tralasciando, a mio modo di vedere, un opportuno rigorismo agiografico. Ipazia, come scrivevo, è più un simbolo, un'idea, che un personaggio storico vivo e interagente, sembra quasi ai margini di una vicenda di cui in realtà è il fulcro. Però vale come incipit di riflessione.
    Dài, convinci Stefano alla visione con un ricatto da talamo coniugale, del resto, la tua competenza in fatto di eresie è ben sostenuta solo dal fatto d'averlo sposato ! ;P  :*
      Debbo pagarti un pranzo, se mai capiterà.

    [Modificato da dusteppe il 13/05/2010 02:16]

  10. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5550796
    Il gladiatore ha scritto:
    Dài, convinci Stefano alla visione con un ricatto da talamo coniugale, del resto, la tua competenza in fatto di eresie è ben sostenuta solo dal fatto d'averlo sposato ! ;P :*
     Stefano ci verrebbe pure. Sono io che non lo voglio ammorbare
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  11. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5550797
    dusteppe ha scritto:
    Debbo pagarti un pranzo, se mai capiterà.
     Questa poi me la spieghi. Specie se è in connessione con la parte evidenziata in grassetto de Il Gladiatore. Grazie.
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  12.     Mi trovi su: Homepage #5551435
    Kabuto ha scritto:
    Mamma mia, che due palle che siete.

    Pensa che prima di questo thread ero interessato al film... ora lo aspetterò a noleggio. :DD
    .
    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!

  Agorà

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