1.     Mi trovi su: Homepage #5659758
    Io ho un cugino Dawn (persona fantastica) mia zia mi raccontò di qualche anno fa quando andarono a Gardaland e (dopo parecchi minuti di coda) venne detto a mia zia che mio cugino non poteva entrare sulla giostra (erano i corsari, giostra tranquillissima) in quanto dawn. Mia zia si arrabbiò molto visto che l'inserviente del parco avrebbe, prima di tutto, dovuto avvisare prima mia zia per evitarle la coda (L'addetto guardò più volte mio cugino mentre era in fila) poi perchè, mio cugino, era già "ragazzino" (sui 10 anni) era già salito altre volte su quella giostra e, tra l'altro, c'erano in coda bimbi molto più piccoli e, quindi, sarebbe stato pericoloso (e forse anche di più) anche per loro pur essendo accompagnati.
    Mia zia, dopo essersi lamentata molto, dovette ingoiare il rospo e andarsene.
    Notizia di oggi è che è successa la stessa cosa ad un procuratore-giudice di pescara con figlia dawn, intenzionato a denunciare la cosa (finalmente) credo che tutto questo sia una cosa orribile e denota un comportamento assurdo e condannabile da parte della direzione di Gardaland, che ne pensate?
    Ecco l'articolo:
    http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2010/08/27/news/gardaland-giostra-negata-a-una-bambina-down-2293626
  2. Forest of Jigramunt  
        Mi trovi su: Homepage #5659798
    Piccola nota: si pronuncia "daun" ma si scrive "Down", che non vuol dire "giù" ma è semplicemente il cognome del medico che alla fine del 19° secolo descrisse la patologia.


    A riguardo di quello che hai scritto invece posso dire solo due parole: Sono disgustato.
    You say that I can't wait for nothing, alone
    Too far from here, where the time it's just a memory
    Too far form here, where the cold dust lacerate the streets
    Too far from here, in a desolate illusory mobility
  3.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5659908
    L'unica "spiegazione" che mi viene in mente, è quella che, le persone affette da Sindrome di Down possono avere, in determinate circostanze, reazioni più o meno incontrollabili in determinati ambienti. Una giostra come " I Corsari", benchè sia tranquilla per una persona qualunque, può stimolare in maniera diversa un ragazzo Down, causando magari comportamenti che, come il creatore del topic Rogilord credo sappia, possono essere di difficile gestione.
     
    Io ho fatto il volontario per un anno in un'associazione di accoglienza di ragazzi Down, quindi posso "capire" la brochure che viene data all'ingresso delle giostre permesse o meno.
     
    La cosa che non capisco è come gli addetti alle giostre e alla sicurezza siano totalmente disinformati sulla questione. E' questo lo schifo.
    Perchè non permettere la monorotaia, se invece nella brochure  (che nessuno ha letto, a quanto pare....) dice che è permessa???
    Perchè mi fai fare un'attrazione e, poche ore dopo, no???
  4. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #5659946
    Morpheus86 ha scritto:
    L'unica "spiegazione" che mi viene in mente, è quella che, le persone affette da Sindrome di Down possono avere, in determinate circostanze, reazioni più o meno incontrollabili in determinati ambienti. Una giostra come " I Corsari", benchè sia tranquilla per una persona qualunque, può stimolare in maniera diversa un ragazzo Down, causando magari comportamenti che, come il creatore del topic Rogilord credo sappia, possono essere di difficile gestione.
     
    Io ho fatto il volontario per un anno in un'associazione di accoglienza di ragazzi Down, quindi posso "capire" la brochure che viene data all'ingresso delle giostre permesse o meno.
     
    La cosa che non capisco è come gli addetti alle giostre e alla sicurezza siano totalmente disinformati sulla questione. E' questo lo schifo.
    Perchè non permettere la monorotaia, se invece nella brochure  (che nessuno ha letto, a quanto pare....) dice che è permessa???
    Perchè mi fai fare un'attrazione e, poche ore dopo, no???


    Quoto.
    La discriminazione non è tanto sul discoro "giostre proibite" o meno. Ma sulla completa arbitrarietà. Ci sta che una struttura si tuteli, perchè purtroppo si sa che le persone Down hanno dei problemi a livello cardiaco e che ci sono diversi stadi di "gravità" di malattia e quindi di autonomia della persona.

    L'Alternativa sarebbe richiedere per queste persone un certificato di sana e robusta costituzione per fare determinate attività e scaricare la responsabilità sul medico. Ma anche così, un ragazzo che ti muore per infarto su una giostra è un danno comunque per l'immagine, certificato o meno. Poi sì, anche una persona APPARENTEMENTE sana può essere malata di cuore, e daccordo, ma statisticamente le cose stanno a sfavore dei ragazzi down e, purtroppo, le regole sono fatte sui grandi numeri.

    Io sono daccordissimo sul fatto che occorre abbattere il maggior numero di barriere per permettere a questi ragazzi, a queste persone, la vita più normale possibile. Ma senza dimenticarsi che si tratta di persone con una malattia. Che ha o potrebbe avere, delle conseguenze.

    E sì, conosco persone down e so quanto possono essere indipendenti e quanto possano condurre una vita normale, anche indipendente se solo gliene viene data l'opportunità. Così come i paraplegici, le persone con il Parkinson, eccetera eccetera.

    Quello che spesso non capisco, e qui mi rendo conto di andare off topic rispetto alla vicenda in questione, è come il tentativo di abbattere le barriere arrivi fino al punto di... non so come spiegare senza essere fraintesa... pretendere una normalità che non c'è. E che a volte a me preoccupa, perchè rischia di mettere in pericolo inutilemente qualcuno.

    TORNANDO IN TOPIC
    Detto questo QUI si è davanti ad un vero e proprio caso di discriminazione, ma non per i motivi addotti dal padre della ragazza.
    Il motivo vero di discriminazione sta nel fatto che:

    1. un regolamento esiste e dice che quella giostra i ragazzi down la possono fare

    2. la persona che ha negato l'accesso lo ha fatto in maniera arbitraria (una volta sì poi no) basandosi su una sua supposizione non suffragata NEANCHE dal regolamento della struttura

    3. la struttura (la responsabile) piuttosto che ammettere un errore del proprio collaboratore ha fatto sentire dalla parte del torto la famiglia della ragazza

    Ecco, qui mi aspetto una bella punizione esemplare, perchè il "qua comando io" di certi "guardiani dei cessi" con un minimo di potere ha veramente rotto le scatole.
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  5.     Mi trovi su: Homepage #5659957
    Come già detto da altri, ci sta che lòa struttura si tuteli, ma deve farlo correttamente, ossia scrivendo un bel cartello come quello che c'è già all'ingresso riguardo le donne incinta, la gente affetta da problemi cardiaci su alcune giostre, etc... Anche perchè senza nessuna segnalazione, l'addetto non ha nè l'autorità nè la responsabilità di decidere arbitrariamente chi far salire e chi no.
  6.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5660740
    Ziska ha scritto:
    TORNANDO IN TOPIC
    Detto questo QUI si è davanti ad un vero e proprio caso di discriminazione, ma non per i motivi addotti dal padre della ragazza.
    Il motivo vero di discriminazione sta nel fatto che:
    1. un regolamento esiste e dice che quella giostra i ragazzi down la possono fare
    2. la persona che ha negato l'accesso lo ha fatto in maniera arbitraria (una volta sì poi no) basandosi su una sua supposizione non suffragata NEANCHE dal regolamento della struttura
    3. la struttura (la responsabile) piuttosto che ammettere un errore del proprio collaboratore ha fatto sentire dalla parte del torto la famiglia della ragazza
    Ecco, qui mi aspetto una bella punizione esemplare, perchè il "qua comando io" di certi "guardiani dei cessi" con un minimo di potere ha veramente rotto le scatole.
     Un solo particolare, perchè in realtà l'articolo linkato NON è corretto: l'errore in questo caso è stato fatto prima, all'eventuale giro permesso alla bambina in questione, visto che la monorotaia da regolamento NON è accessibile alle persone con problemi psichici/mentali (che è la categoria in cui il parco fa rientrare le persone affette da sindrome di down). Contrariamente a quanto riportato, nella brochure è segnalato nella lista delle attrazioni con l'apposito simbolo e dovuta legenda (gli stessi riportati nei cartelli posti all'ingresso delle attrazioni).

    Un altro punto di vista è poi quello dell'operatore di turno: sono persone (generalmente ragazzi) che si ritrovano con la responsabilità del funzionamento dell'attrazione e di tutti gli ospiti che vi salgono. Se è vero che non è chiaramente possibile identificare a vista (l'unico strumento a disposizione, a meno che qualcuno non faccia la coda solo per presentarsi davanti al cast member con un certificato che dichiara la sua NON idoneità perchè cardiopatico o quant'altro....) tutti i problemi/malattie/disfunzioni elencati per i soggetti proibiti, è anche vero che se esiste il sospetto la persona in questione può preferire evitare ogni possibile rischio proibendo l'accesso. Ora, se è innegabile che ci siano e ci saranno sempre persone semplicemente maleducate o disinformate, ce ne sono anche parecchie che hanno semplicemente a cuore il proprio posto di lavoro e la sicurezza propria e degli altri.

    In più il  genitore di un bimbo affetto da sindrome di down (o altre patologie) ha si tutto il diritto di pretendere per il proprio figlio un trattamento più possibile alla pari in qualsiasi situazione, ma dovrebbe anche sapere ed essere preparato ad affrontare la possibilità che ci siano delle limitazioni; ci sono quelle giuste e quelle ingiuste, ma umanamente quando si è dall'altra parte della barricata è talvolta complicato gestire i rapporti, ed un genitore intelligente dovrebbe anche tenere conto di questo. Mi dispiace perchè a mio figlio è stato interdetto l'accesso, vorrei con tutto il cuore che potesse averlo alla pari di chiunque altro, ma devo davvero indignarmi a priori verso una persona che magari ha semplicemente paura delle conseguenze? Sono io l'informato, non lui (a parte sui suoi regolamenti, che deve ovviamente conoscere).

    Se escludiamo il buonismo a priori, so che tale posto da regolamento è vietato a certi tipi di disabili ed ho il sospetto che una persona faccia parte della categoria, ho davvero voglia di rischiare perchè "è come tutti gli altri, lo sto discriminando"?
    Chiarisco che non ho intenzione di difendere alcunchè, ma solo aprire uno spiraglio per tentare di capire anche le ragioni dell'altra parte. Giusto perchè il thread non prenda la piega del "difendiamo i diritti di tutti a priori, mondo cattivo!".
    "Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee".
  7.     Mi trovi su: Homepage #5660773
    Alcuni interventi che ho letto, non mi sono piaciuti perchè denotano disinformazione. Chi dice che i ragazzi down hanno reazioni incontrollabili in determinati ambienti, chi dice che hanno problemi cardiaci e non mi è piaciuto nemmeno l'intervento di chi ha detto che hanno problemi psichici/mentali (è vero in parte ma, detta così, sembra che si parli di persone psicolabili).


    Per il primo punto, non è vero che TUTTI i ragazzi down possono avere reazioni incontrollabili in determinati ambienti o situazioni, semplicemente, il "mondo dei down" è esattamente come il mondo "dei non down" è cioè c'è chi si spaventa, chi si impressiona, chi si diverte, chi si annoia ecc..Questo accade, appunto, in determinate situazioni, che possono vivere anche bimbi di 5-6 anni e allora perchè un bimbo piccolo può entrare nei corsari e un down no? Considerando che non si trattava di una giostra "pericolosa" che mio cugino era accompagnato da mia zia che conosce i limiti, il carattere di suo figlio quindi non c'era proprio motivo per non farlo entrare, trattasi soltanto di discriminazione incomprensibile anche perchè mio cugino ci era entrato l'anno prima e si era pure divertito..


    Altro punto: è vero che le persone down possono avere problemi cardiaci (la loro vita media è, purtroppo, di soli 50 anni) ma non è la regola! Mio cugino (tutt'oggi) sta benissimo (speriamo continui così) non ha mai avuto problemi di questo tipo ha sempre fatto molti sport (bici, calcio, karatè cintura nera, nuoto) quindi è un'affermazione superficiale e (anche se fosse) come qualcuno ha detto, non possono vietare comunque l'ingresso (si mettono a fare l'elettrocardiogramma a tutti prima di entrare??) semmai possono, al massimo, mettre dei cartelli che sconsigliano l'entrata a certe tipologie di persone (come coloro che hanno problemi alla schiena ad esempio).



    Ultimo punto: non mi piace sentir parlare dei down come persone che hanno problemi psichici/mentali. Per me le persone che hanno problemi di questo tipo, sono coloro che ammazzano il vicino perchè fa troppo rumore, coloro che abbandonano i cani durante le ferie estive o coloro che stuprano una donna perchè non possono amarne una naturalmente.. Detta così, sembra che i down siano "pazzi" io, invece, credo che siano una "popolazione a sè" più ingenua, più pura di cuore, senza malignità o malizie, più genuina, che ha soltanto qualche problema di apprendimento. Non si è mai sentito che un down ha fatto del male a qualcuno semmai è il contrario...



    Detto questo non cisono giustificazioni per spiegare la condotta degli addetti di Gardaland e della direzione del parco, un ragazzo down, non è pericoloso, non è in pericolo se accompagnato da un tutore che lo conosce, non ci sono giustificazioni. La cosa che colpì sopratutto mia zia e che la infastidì parecchio non è tanto il fatto che non fecero entrare mio cugino ma il modo. In primo luogo perchè (come ho già detto) non l'avvisarono subito (e la fissarono parecchie volte mentre era in fila) facendole fare a lei e a mio cugino 45 minuti di coda inutilmente, poi perchè le vietarono l'entrata in malo modo quasi con cattiveria. L'impressione è che ci sia davvero (in questo retroscena di Gardaland) un fondo ben marcato di discriminazione piena di pregiudizi sbagliati e assurdi.
  8.     Mi trovi su: Homepage #5660777
    Rogilord ha scritto:
    Alcuni interventi che ho letto, non mi sono piaciuti perchè denotano disinformazione. Chi dice che i ragazzi down hanno reazioni incontrollabili in determinati ambienti, chi dice che hanno problemi cardiaci e non mi è piaciuto nemmeno l'intervento di chi ha detto che hanno problemi psichici/mentali (è vero in parte ma, detta così, sembra che si parli di persone psicolabili).
    Per il primo punto, non è vero che TUTTI i ragazzi down possono avere reazioni incontrollabili in determinati ambienti o situazioni, semplicemente, il "mondo dei down" è esattamente come il mondo "dei non down" è cioè c'è chi si spaventa, chi si impressiona, chi si diverte, chi si annoia ecc..Questo accade, appunto, in determinate situazioni, che possono vivere anche bimbi di 5-6 anni e allora perchè un bimbo piccolo può entrare nei corsari e un down no? Considerando che non si trattava di una giostra "pericolosa" che mio cugino era accompagnato da mia zia che conosce i limiti, il carattere di suo figlio quindi non c'era proprio motivo per non farlo entrare, trattasi soltanto di discriminazione incomprensibile anche perchè mio cugino ci era entrato l'anno prima e si era pure divertito..
    Altro punto: è vero che le persone down possono avere problemi cardiaci (la loro vita media è, purtroppo, di soli 50 anni) ma non è la regola! Mio cugino (tutt'oggi) sta benissimo (speriamo continui così) non ha mai avuto problemi di questo tipo ha sempre fatto molti sport (bici, calcio, karatè cintura nera, nuoto) quindi è un'affermazione superficiale e (anche se fosse) come qualcuno ha detto, non possono vietare comunque l'ingresso (si mettono a fare l'elettrocardiogramma a tutti prima di entrare??) semmai possono, al massimo, mettre dei cartelli che sconsigliano l'entrata a certe tipologie di persone (come coloro che hanno problemi alla schiena ad esempio).
    Ultimo punto: non mi piace sentir parlare dei down come persone che hanno problemi psichici/mentali. Per me le persone che hanno problemi di questo tipo, sono coloro che ammazzano il vicino perchè fa troppo rumore, coloro che abbandonano i cani durante le ferie estive o coloro che stuprano una donna perchè non possono amarne una naturalmente.. Detta così, sembra che i down siano "pazzi" io, invece, credo che siano una "popolazione a sè" più ingenua, più pura di cuore, senza malignità o malizie, più genuina, che ha soltanto qualche problema di apprendimento. Non si è mai sentito che un down ha fatto del male a qualcuno semmai è il contrario...
    Detto questo non cisono giustificazioni per spiegare la condotta degli addetti di Gardaland e della direzione del parco, un ragazzo down, non è pericoloso, non è in pericolo se accompagnato da un tutore che lo conosce, non ci sono giustificazioni. La cosa che colpì sopratutto mia zia e che la infastidì parecchio non è tanto il fatto che non fecero entrare mio cugino ma il modo. In primo luogo perchè (come ho già detto) non l'avvisarono subito (e la fissarono parecchie volte mentre era in fila) facendole fare a lei e a mio cugino 45 minuti di coda inutilmente, poi perchè le vietarono l'entrata in malo modo quasi con cattiveria. L'impressione è che ci sia davvero (in questo retroscena di Gardaland) un fondo ben marcato di discriminazione piena di pregiudizi sbagliati e assurdi.
        Ciao Rogi,
    Capisco la tua riluttanza, ma che a te piaccia o no la sindrome di Down è un handicap e come tale va trattato (ossia con le dovute cautele), sempre e cmq. Il tuo parallelo col bambino che si spaventa è fallace per questo motivo e in ogni caso, anche li, il genitore deve avere il buon senso di non far salire su una giostra un figlio conoscendone le paure e le sensibilità.
    Sono pienamente d'accordo con te sul fatto che l'addetto delle giostre resta un addetto e basta e quindi non ha nè responsabilità nè voce in capitolo per decidere chi sale e chi scende dalla giostra (semprechè non ci sia un cartello di divieto e lui lo stia facendo semplicemente rispettare), ma è anche tristemente vero che certi genitori/parenti di persone diversamente abili esagerano nel voler sopravvalutare le reazioni di queste ultime, sottoponendoli spesso anche a proprie e vere torture psicologiche solo perchè convinti che siano al pari dei "normali".
    Ora, che la persona Down in oggetto sia perfettamente abile a salire sulla giostra lo sai tu genitore che lo fai salire (forse), ma dato che non tutti i soggetti affetti da questa sindrome sono allo stesso stadio di handicap, la casistica di incidente diventa imprevedibile e fa bene quindi l'eventuale parco a tutelarsi, esattamente come si tutela impedendo alle donne incinta di salire sulle montagne russe, senza che queste possano addurre alla discriminazione.
    E, perdonami la correzione, quelli che abbandonano i cani e ammazzano il vicino rumoroso sono criminali, non malati mentali.

    [Modificato da Lightside il 28/08/2010 06:09]

  9.     Mi trovi su: Homepage #5660778
    Fito ha scritto:
    Un altro punto di vista è poi quello dell'operatore di turno: sono persone (generalmente ragazzi) che si ritrovano con la responsabilità del funzionamento dell'attrazione e di tutti gli ospiti che vi salgono. Se è vero che non è chiaramente possibile identificare a vista (l'unico strumento a disposizione, a meno che qualcuno non faccia la coda solo per presentarsi davanti al cast member con un certificato che dichiara la sua NON idoneità perchè cardiopatico o quant'altro....) tutti i problemi/malattie/disfunzioni elencati per i soggetti proibiti, è anche vero che se esiste il sospetto la persona in questione può preferire evitare ogni possibile rischio proibendo l'accesso.
     Solo nel caso il ragazzo coincida col proprietario della giostra, unico e vero responsabile dell'attrazione. Negli altri casi l'addetto è solo un controllore. Se c'è un cartello che limita l'accesso a talune persone (donne incinta, diversamente abili, etc...) è suo dovere farlo rispettare, altrimenti non ha l'autorità di decidere chi sale e chi scende.
    In assenza di segnalazione, se succede qualcosa sulla giostra alla donna incinta o al down la responsabilità se la condividono i tutori e il proprietario (della giostra/parco/attrazione) che avrebbe dovuto limitargli l'accesso mediante segnalazione apposita, non l'addetto.

    [Modificato da Lightside il 28/08/2010 06:07]

  10.     Mi trovi su: Homepage #5660928
    Ho letto oggi la notizia su La Stampa. Non me la sento, comunque, di giudicare l'addetto che ha materialmente effettuato la discriminazione...magari era un ragazzo assunto magari solo per l'estate e non adeguatamente preparato a situazioni di quel tipo, per quanto ne so io. E, a conti fatti, se non avessi ricevuto istruzioni precise e se non possedessi un'adeguata esperienza lavorativa, può essere che anche io, nel dubbio, avrei preferito vietare che permettere. Soprattutto se non avessi una conoscenza sulle effettive caratteristiche della sindrome...
    "Love looks not with the eyes, but with the mind;
    And therefore is wing'd Cupid painted blind." (W. Shakespeare)
  11.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5660948
    Rogilord ha scritto:
    e non mi è piaciuto nemmeno l'intervento di chi ha detto che hanno problemi psichici/mentali
     
    Se ti riferisci a me, non ho scritto che i down sono affetti da tali problemi. Ho scritto che in quanto a simbologia è la categoria nella quale il parco in questione li fa rientrare.
    Stessa cosa per il discorso dei cardiopatici, voleva essere un esempio di un'altra categoria a rischio che però non viene egualmente "discriminata" perchè non ha evidenti segnali per riconoscerli a vista. Che è allo stesso tempo un bene e un male per il parco: nel caso succeda qualcosa si possono giustificare con la scusante che non potevano saperlo ed era dovere del soggetto decidere se affrontare o meno l'attrazione. Allo stesso tempo non possono prevenire l'ondata di cattiva pubblicità che conseguirebbe all'eventuale incidente (perchè c'è sempre: non è sicuro! Pochi controlli! Leggende metropolitane su miocuggino che è salito sul bluttornado e gli si è aperta la testa!)
    Una persona affetta da sindrome di down invece la riconosci, e dirlo non è discriminazione. E tu stesso dici, giustamente, che non tutte le persone possono avere reazioni incontrollabili, ma ne basta una. E nell'opinione comune la probabilità che la crisi capiti ad un down piuttosto che ad un bimbo piccolo "normale" è radicata e non è completamente errata: come ha già scritto qualcuno qui, non è per cattiveria ma a volte si pretende una normalità che non c'è.
    Considerando che in caso accada qualcosa, anche nel caso un eventuale tutore si fosse preso la responsabilità del soggetto prima di salire, il parco deve comunque rispondere dei "danni", si può capire (poi liberi di condividere o meno) perchè ci siano certi regolamenti atti a tutelarsi un minimo.
    La critica che si può fare, al massimo, è effettivamente quella dell'applicazione a caso di tali regolamenti e dell'educazione, ma lì purtroppo bisogna andare soggetto per soggetto.
    @Lightside: nel caso dell'articolo e della monorotaia il cartello di divieto c'è, così come la segnalazione sul depliant. L'addetto quindi doveva inibire l'accesso. Anche al primo giro. E' poi vero che la responsabilità economica in caso di incidente va a ricadere sul parco, ma nessuno vieta al parco di rifarsi sul dipendente, con maggiore probabilità semplicemente tramite licenziamento (che per alcuni bello non è).
    "Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee".
  12.     Mi trovi su: Homepage #5660977
    Fito ha scritto:
    @Lightside: nel caso dell'articolo e della monorotaia il cartello di divieto c'è, così come la segnalazione sul depliant. L'addetto quindi doveva inibire l'accesso. Anche al primo giro. E' poi vero che la responsabilità economica in caso di incidente va a ricadere sul parco, ma nessuno vieta al parco di rifarsi sul dipendente, con maggiore probabilità semplicemente tramite licenziamento (che per alcuni bello non è).
    Se c'è il cartello si, in caso contrario no perchè c'è mancanza di segnalazione e istruzione da parte del responsabile.
  13.     Mi trovi su: Homepage Homepage #5661035
    Rogilord ha scritto:

    Per il primo punto, non è vero che TUTTI i ragazzi down possono avere reazioni incontrollabili in determinati ambienti o situazioni, semplicemente, il "mondo dei down" è esattamente come il mondo "dei non down" è cioè c'è chi si spaventa, chi si impressiona, chi si diverte, chi si annoia ecc..Questo accade, appunto, in determinate situazioni, che possono vivere anche bimbi di 5-6 anni e allora perchè un bimbo piccolo può entrare nei corsari e un down no? Considerando che non si trattava di una giostra "pericolosa" che mio cugino era accompagnato da mia zia che conosce i limiti, il carattere di suo figlio quindi non c'era proprio motivo per non farlo entrare, trattasi soltanto di discriminazione incomprensibile anche perchè mio cugino ci era entrato l'anno prima e si era pure divertito..

     Prendo solo questo punto, perchè diretto a me.
     
    E' vero, i ragazzi Down hanno le medesime reazioni di tutti gli altri. Ma è altrettanto vero che le reazioni POSSONO ESSERE amplificate dalla loro sindrome. Non sto dicendo che è la regola, magari tuo cugino non avrebbe problemi di nessun tipo.
     
    Fatto sta che io gestore del parco, giustamente, mi tutelo contro possibili "incidenti" che possono capitare nel parco. Giudicare i modi con cui hanno impedito a tua zia e tuo cugino di salire sulla giostra non posso.
     
    Mi ripeto, posso solo dire che le linee guida del parco dovrebbero essere sempre le solite.
    Una giostra è vietata. Va bene, ma è vietata SEMPRE. E viceversa.
    Se "I corsari" è vietata alla persone diversamente abili, l'errore è stato fatto quando hanno permesso a tuo cugino di farla, non il contrario.

  Discriminazione assurda a Gardaland!

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