1. robot taisen  
        Mi trovi su: Homepage #5772660
    Caro Alberto
    Ti vorrei dire subito che sono laureato in lingue orientali e che da diversi anni mi trovo immerso nella cultura nipponica, non per egocentrismo, giusto per chiarire che non sono il classico fanboy etc.
    Il discorso che tu fai presenta a mio avviso due criticità egualmente importanti: in Italia non c'è una cultura della cultura (se non so una cosa me ne sto zitto come fanno i nihonjin), e d'altra parte qui da noi i videogiochi, non lo sono considerati.
    Mi chiedo se quando hai scritto l'articolo avevi in mente il processo logico che potresti generare o se è stato un discorso tanto per parlare fra amici.
    Cerco di non perdermi nel qualunquismo e rimango ancorato al discorso ludico: da noi un politico/opinionista può svegliarsi la mattima, vedere che il figliolo di 7 anni gioca a Gta e sentirsi in dovere di moralizzare la massa videogiocratice e non sull'immoralità del gioco in questione, senza conoscerne il contesto (ma se ci riferiamo al contesto sociale, caspita se lo conosce!), la storia ed il processo produttivo. Noi sappiamo che esite il PEGI, il MOIGE e tutta una serie di apparati di controllo, ma i videogiocatori chi li controlla? Il videogiocatore si controlla da sé, sceglie in teoria quello che più gli da soddisfazione (e questo è legato alla cultura del periodo, chiaro), mia madre se ne sbatteva se giocavo a Chrono Trigger piuttosto che Super Mario, facevo da me. Questo potere oggi lo esercitiamo sotto forma di acquisto. Eppure non ti sembra strano che non esista un cavolo di discorso costruttivo fra videogiocatori italici? Nel senso: questo ci piace, questo no, proponiamo quello che secondo noi il videogioco dovrebbe rappresentare alle Softco, vediamo se possiamo inserirci nel discorso ludico, e per riflesso culturale, e vedere che succede.
    Non si fa, si accetta in modo passivo, ci si riduce a duopoli litigiosi XBOX360 Vs. PS3 (ricorda niente?).
    In Italia, almeno, il videogiocatore incide pochissimo, piglia e basta, al limite si inforvora se quello giornalista o parlmentare parla male di Gta senza conoscerlo, ma poco altro.
    Scusa la prolissità, ma serebbe bello potere fare un ragionamento di questo tipo con te e gli altri ragazzi del forum.
  2. Forest of Jigramunt  
        Mi trovi su: Homepage #5773079
    /me prende i popcorn e osserva
    You say that I can't wait for nothing, alone
    Too far from here, where the time it's just a memory
    Too far form here, where the cold dust lacerate the streets
    Too far from here, in a desolate illusory mobility
  3. assassin's creed 2  
        Mi trovi su: Homepage #5773798
    Salve uomodisabbia, il discorso che fai tu è correttissimo, però è un argomento già trattato piuttosto spesso in forum e articoli e in questo pezzo non era mia intenzione rivangare questi spiagevoli argomenti, bensì raccontare un pochino come queste cose funzionano in Giappone e fare qualche esempio curioso, simpatico o interessante. Le cose che dici tu sono giustissime e sono sicuro che nei nostri forum troverai moltissime persone che la pensano come te, però non dobbiamo fare nemmeno di tutta l'erba un fascio, perché anche in Giappone capita di vedere servizi o articoli che trattano videogiochi/manga/otaku come la summa di tutti i mali e viceversa in Italia capita di avere esempi di videogiochi citati con senno in altri media o da personaggi dello spettacolo (penso per esempio a una canzone di Caparezza interamente a tema videoludico). Quando ho scritto l'articolo non era mia intenzione indirizzare la discussione in una direzione specifica, ma piuttosto raccontare un aspetto forse poco conosciuto del Giappone, dopodiché possiamo proseguire dove vogliamo!

  [Editoriale Tondemonai!] TV giapponese e videogiochi

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina