1. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5779374
    Una premessa : non so se questa e' la sezione adatta all'argomento,se non lo fosse prego gia' da adesso i solerti moderatori di spostare il topic in un luogo piu' consono.

    Veniamo a bomba.......vorrei raccontarvi una cosa che mi e' capitato di vedere un paio di giorni fa.Mi ero recato nel negozio dove ho gia' preordinato,e nel quale sto aspettando che arrivi,la wii per pagare la seconda parte (avevo dato acconto un mese fa e l'altro giorno ho finito di pagarla).Ma questo non importa......

    Aspettando il mio turno,noto che il negozio e' stranamente pieno,cosa davvero insolita.Tra i clienti noto subito un bambino col padre che,anche se molto distante da un giocatore "serio",dimostra di avere un minimo di dimestichezza sull'argomento.Il bambino era intento a scegliere due giochi per ps2.Alla fine la sua scelta,guarda te che coincidenza,prevale sui due grand theft auto (mi pare uno fosse il san andreas e l'altro forse gta3)......il padre alla scelta non fa una grinza.Vanno alla cassa,pagano e solo allora una frase desta la mia attenzione.Una volta conclusa la transazione,il negoziante si rivolge al padre (e indirettamente anche al bambino "utilizzatore finale") dicendo "ma lo sai che io sti giochi non te li potrei vendere,non sono adatti per i bambini".Il padre annuisce e si ricorda di quando lui giocava a gta su pc (presumo parlasse dei primi capitoli).....

    Ora il mio dilemma e',fino a che punto il bisogno,la volonta',di vendere un prodotto deve prevalere su un concetto morale/etico ?.......se il negoziante era consapevole che quel determinato titolo non era adatto al bambino perche' glielo ha venduto ?.....il tutto con l'aggravante di aver fatto poi la parte del saggio dicendo "ma io non te lo potevo vendere"........
  2.     Mi trovi su: Homepage #5779400
    Troppe campane di vetro Alex...troppe. Ho 34 anni, lavoro da 13, vivo da solo e non mi sembra di essere una mezza lingera che và in giro a piantare dei casini, ho una vita tutto sommato nella media via. Sempre visto film horror da prima dei 14 e pornazzi da prima dei 18, a 5 o 6 sparavo con la zapper per cui se fossi dovuto diventare un delinquente per quei motivi li a quest' ora mi ero già fatto almeno un paio d'anni di galera. Poi faccio crescere bene anche il mio cuginetto di 5 che quando mi viene a trovare lo metto davanti a Call of Duty ad ammazzare gente e gli faccio pestare i mostri a God of War 3...si esalta un casino:DD Secondo me sono cazzate, ma lascio la parola a chi ha studiato psicologia etcetc...io al diploma ho piantato lì.:D
    We are under attack! Take cover!!!!!!
  3.     Mi trovi su: Homepage #5779408
    alexspooky ha scritto:

    Ora il mio dilemma e',fino a che punto il bisogno,la volonta',di vendere un prodotto deve prevalere su un concetto morale/etico ?.......se il negoziante era consapevole che quel determinato titolo non era adatto al bambino perche' glielo ha venduto ?.....il tutto con l'aggravante di aver fatto poi la parte del saggio dicendo "ma io non te lo potevo vendere"........
     Tipico degli italiani  le leggi non vengono rispettate. Poi se inaspriscono non lamentiamoci.
  4. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5779411
    bibbi 76 ha scritto:
    Troppe campane di vetro Alex...troppe. cut 


    Ma guarda non e' tanto un discorso di campane di vetro,quanto che uno deve essere consapevole del fatto che un gioco come gta non e' adatto ai bambini.Attenzione non parlo di giochi violenti,la violenza ormai la trovi appena esci di casa,i cartoni animati sono utraviolenti e anche i fumetti.Parlo di un gioco dove in sostanza,e non voglio fare della retorica "fiorelliana" da 4 soldi,si impersona un criminale e lo si conduce a fare azioni criminose.In gta non c'e' fantasia,gli ambienti,i contesti e le azioni sono facilmente riscontrabili nel quotidiano.Non siamo in una immaginifica grecia antica dove un ex dio della guerra scortica a sangue un fottio di nemici e neppure in un lontano pianeta......

    liberty city e' new york.......san andreas mi pare di ricordare fosse los angeles.
  5.     Mi trovi su: #5779413
    thread interessante.
    diciamo subito che la vendita è stata fatta AL PADRE del bimbo, evidentemente maggiorenne (almeno lo spero ... :P). Quindi da questo punto di vista il venditore / commerciante è assolutamente a posto, inappuntabile. Anzi, la cosa ammirevole è che nonostante sia perfettamente nella legalità si lancia cmq in un tentativo di "moderazione" per quanto blando, ma sta già facendo più di quel che è lecito attendersi da lui: a questo punto la responsabilità ricade TOTALMENTE sul genitore, il quale ha "scelto" di lasciar fruire un gioco quantomeno "discutibile" al proprio figlio minorenne.
    .
    nè più nè meno che decidesse di acquistare un pacco di sigarette, per poi farle provare al piccolo (ok, esmepio forzato, perchè se da una parte abbiamo la CERTEZZA del danno fisico provocato dal fumo di sigaretta, dall'altra abbiamo quantomeno IL RAGIONEVOLE DUBBIO che un GTA possa provocare danni allo sviluppo psicologico del bimbo...).
    .
    ovviamente tutt'altro discorso sarei qui a fare se quel venditore avesse consegnato una copia di GTA nelle mani del bimbo, lì da solo!!
    .
    la società odierna fa di tutto per deresponsabilizzare i genitori e il loro fondamentale e primo ruolo di EDUCATORI.
  6.     Mi trovi su: Homepage #5779415
    bibbi 76 ha scritto:
    Troppe campane di vetro Alex...troppe. Ho 34 anni, lavoro da 13, vivo da solo e non mi sembra di essere una mezza lingera che và in giro a piantare dei casini, ho una vita tutto sommato nella media via. Sempre visto film horror da prima dei 14 e pornazzi da prima dei 18, a 5 o 6 sparavo con la zapper per cui se fossi dovuto diventare un delinquente per quei motivi li a quest' ora mi ero già fatto almeno un paio d'anni di galera. Poi faccio crescere bene anche il mio cuginetto di 5 che quando mi viene a trovare lo metto davanti a Call of Duty ad ammazzare gente e gli faccio pestare i mostri a God of War 3...si esalta un casino:DD Secondo me sono cazzate, ma lascio la parola a chi ha studiato psicologia etcetc...io al diploma ho piantato lì.:D
      Be noi a 5 anni sparavamo ai puntini :cool: non a figure quasi a livello cinematico.
    A prescindere io al tuo cuginetto farei giocare Mario e company non Call of Duty.
    Dai 14 anni in su il discorso cambia.
  7. Waiting for Mass Effect 3  
        Mi trovi su: Homepage #5779416
    Ma, il negoziante almeno l'ha buttata lì la frase, a quel punto spettava al padre non acquistare i giochi al figlio.
    Tecnicamente il negoziante ha venduto i giochi al padre che ha pagato e non al bambino.
    Waiting for Xbox720 and PS4 e la lista dei Semper Fidelis si allunga...
    come disse Clint Eastwood "le opinioni sono come le palle. Ognuno ha le sue".
  8.     Mi trovi su: Homepage #5779422
    Lylot72 ha scritto:
    Be noi a 5 anni sparavamo ai puntini :cool: non a figure quasi a livello cinematico.
    A prescindere io al tuo cuginetto farei giocare Mario e company non Call of Duty.
    Dai 14 anni in su il discorso cambia.
      Alle anatre ma sono un animalista convinto...guai a chi tocca le bestie! ;)
    We are under attack! Take cover!!!!!!
  9. Giovane cattolico  
        Mi trovi su: Homepage #5779431
    bibbi 76 ha scritto:
    Troppe campane di vetro Alex...troppe. Ho 34 anni, lavoro da 13, vivo da solo e non mi sembra di essere una mezza lingera che và in giro a piantare dei casini, ho una vita tutto sommato nella media via. Sempre visto film horror da prima dei 14 e pornazzi da prima dei 18, a 5 o 6 sparavo con la zapper per cui se fossi dovuto diventare un delinquente per quei motivi li a quest' ora mi ero già fatto almeno un paio d'anni di galera. Poi faccio crescere bene anche il mio cuginetto di 5 che quando mi viene a trovare lo metto davanti a Call of Duty ad ammazzare gente e gli faccio pestare i mostri a God of War 3...si esalta un casino:DD Secondo me sono cazzate, ma lascio la parola a chi ha studiato psicologia etcetc...io al diploma ho piantato lì.:D



    Alla tua epoca (che poi è più o meno quella di tutti noi) i bambini non venivano assuefatti alla violenza.

    C'erano i bambini che guardavano pornazzi e film horror, ovviamente, ma anche tanti che non lo facevano e non ne venivano esposti (io).

    Per come la vedo io oggi un bambino/ragazzino non potrebbe evitare di essere esposto all'ultraviolenza e alle parolacce neanche volendo.

    E il problema non è "venirne influenzati", è "abituarcisi".

    Mi dà fastidio pensare che un ragazzino di 12 anni possa trovare "normale" vedere essere umani ben ricreati che si contorcono per terra crivellati di proiettili.

    Noi al massimo ci abiutavamo a veder sparire pixels.

    Quindi sì, secondo me la situazione è degenerata un bel po'.

    Alex: il negoziante si è semplicemente parato il sedere dalla possibilità che il padre tornasse il giorno dopo lamentandosi che i giochi non erano adatti al figlio, nessuna questione morale.
    http://www.myspace.com/giovanecattolico

    Il nuovo progetto musicale.
  10. Leave Home  
        Mi trovi su: Homepage #5779438
    A mio avviso la questione 'morale' si consuma tra le mura di casa (esempio: paparino che compra GTA e 'lascia' il figlio di 9 anni a rincoglionircisi davanti tre ore al giorno).

    Se quella che poni è una questione prettamente 'legale', per me la risposta è semplice: no. Malgrado i limiti d'età stabiliti dal PEGI vengano spesso percepiti come 'consigliati' - senza troppe sfumature di grigio tra il bianco e il nero - un titolo PEGI 18, a un minorenne, non lo vendo.

    Il caso che riporti è particolare, in quanto - tecnicamente - era papino a comprare Gitià e, in quest'ottica, non so se il negoziante avrebbe pututo dire 'oh, siccome ci gioca lui, nun te lo do'.
    Farsi carico delle eventuali carenze educative del genitore, imo, non rientra tra gli obblighi di legge del negoziante tipo.
  11. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5779443
    Zakimos ha scritto:
    Alla tua epoca (che poi è più o meno quella di tutti noi) i bambini non venivano assuefatti alla violenza.
    C'erano i bambini che guardavano pornazzi e film horror, ovviamente, ma anche tanti che non lo facevano e non ne venivano esposti (io).
    Per come la vedo io oggi un bambino/ragazzino non potrebbe evitare di essere esposto all'ultraviolenza e alle parolacce neanche volendo.
    E il problema non è "venirne influenzati", è "abituarcisi".
    Mi dà fastidio pensare che un ragazzino di 12 anni possa trovare "normale" vedere essere umani ben ricreati che si contorcono per terra crivellati di proiettili.
    Noi al massimo ci abiutavamo a veder sparire pixels.
    Quindi sì, secondo me la situazione è degenerata un bel po'.
    Alex: il negoziante si è semplicemente parato il sedere dalla possibilità che il padre tornasse il giorno dopo lamentandosi che i giochi non erano adatti al figlio, nessuna questione morale.
     
    guarda che il padre era perfettamente conspevole di cosa fosse gta.L'ho anche sottolineato.....tant'e' che mi pare abbia fatto pure una mezza battuta del tipo "si vabe' ora si mette a fottere le macchine" o una cosa del genere......

    Ripeto,la cosa che mi ha fatto risentire e' che tutta sta pappardella ipocrita moraleggiante e' arrivata a scontrino battuto,mica prima.Che poi anche se fosse arrivata prima col bimbo che aveva messo ormai le unghie sui cd......ai voglia a staccarlo.
  12.     Mi trovi su: Homepage #5779445
    Zakimos ha scritto:
    Alla tua epoca (che poi è più o meno quella di tutti noi) i bambini non venivano assuefatti alla violenza.
    C'erano i bambini che guardavano pornazzi e film horror, ovviamente, ma anche tanti che non lo facevano e non ne venivano esposti (io).
    Per come la vedo io oggi un bambino/ragazzino non potrebbe evitare di essere esposto all'ultraviolenza e alle parolacce neanche volendo.
      Diciamo che per come gira il mondo oggi, i videogames sono una delle ultime cose che ti danno da pensare. Poi con questo non voglio criticare la scelta di mettere PEGi18, VM14 o bollini di vari colori in TV...ben vengano se possono effettivamente servire a qualcosa.:sbam:
    We are under attack! Take cover!!!!!!
  13.     Mi trovi su: Homepage #5779446
    Zakimos ha scritto:
    Alla tua epoca (che poi è più o meno quella di tutti noi) i bambini non venivano assuefatti alla violenza.
    C'erano i bambini che guardavano pornazzi e film horror, ovviamente, ma anche tanti che non lo facevano e non ne venivano esposti (io).
    Per come la vedo io oggi un bambino/ragazzino non potrebbe evitare di essere esposto all'ultraviolenza e alle parolacce neanche volendo.
    E il problema non è "venirne influenzati", è "abituarcisi". 
     Condivido in toto.
  14. Giovane cattolico  
        Mi trovi su: Homepage #5779511
    bibbi 76 ha scritto:
    Diciamo che per come gira il mondo oggi, i videogames sono una delle ultime cose che ti danno da pensare. Poi con questo non voglio criticare la scelta di mettere PEGi18, VM14 o bollini di vari colori in TV...ben vengano se possono effettivamente servire a qualcosa.:sbam:


    In realtà il problema è la prima riga.

    Non mi interessa PEGI non PEGI bollini rossi verdi gialli birulò. Non mi interessa nemmeno che i bambini abbiano accesso a violenza, sesso, brutalità e orrore e quant'altro.

    Quello che trovo assurdo è che nessuno in quest'industria si chieda se sia normale che la stragrande maggioranza dei titoli rivolti ai giovani dai 12 ai 18 anni sia PEGI 16 o 18.

    La "questione morale" dovrebbero proporsela gli sviluppatori e i publisher che infarciscono di violenza e parolacce giochi pensati apposta, nel loro rivolgersi fittiziamente ad un "pubblico maturo", per far presa sui giovani, aumentando le dosi a cui un ragazzo è già quotidianamente esposto (e non è che perché la TV è peggiore allora i videogames sono giustificati.. meno esposizione c'è, meno possibilità di cominciare a ritenere la violenza "normale" ci sono, per come la vedo io).
    http://www.myspace.com/giovanecattolico

    Il nuovo progetto musicale.

  [multi] videogiochi "vietati".Sulla vendita deve prevalere la questione morale ?

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