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    per DM

    E mentre un nuovo (Mediaset) Extra apre, un vecchio (Rai) Extra chiude. Per far posto ad un nuovo canale, si intende. Con il passaggio di Milano al digitale terrestre, che avverrà dal 26 novembre, l’azienda pubblica ha deciso di celebrare l’atteso evento inaugurando un secondo canale semigeneralista che, siamo certi, farà felici molti degli sfegatati del “servizio pubblico” in senso stretto: Rai5.

    Diretto da Pasquale D’Alessandro (ma la nomina non è stata ancora ufficializzata dal CDA Rai), uno dei “figli di” Carlo Freccero, con la supervisione del ViceDG Antonio Marano, Rai5 sarà il canale “della cultura e delle culture” e proporrà all’interno del proprio palinsesto documentari, programmi di intrattenimento, concerti, cinema d’autore, eventi culturali (tra cui la prima de La Scala) e svariati magazine “prodotti in casa”. Un investimento consistente, forse più di quanto immaginassimo, per quello che diventerà, in collaborazione con il Comune di Milano, il canale ufficiale dell’Expo 2015.

    Tanti i protagonisti del neonato canale che si alterneranno in prime time (e durante la giornata) e che ci racconteranno a modo loro tutto ciò che concerne la “cultura”. Ma vediamo assieme come sarà strutturato il prime time di Rai5:

    Il venerdì sarà dedicato completamente ai viaggi e ad aprire le danze ci penserà Benedetta Mazzini (con la partecipazione di Enzo Iacchetti, La Pina e Max Gazzè) con Africa Benedetta, un reportage sull’Africa dove verranno svelate la storia e le curiosità di questo continente. A seguire Spain on the Road con Gwyneth Paltrow e Megalopolis di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, la cui prima puntata sarà dedicata a Tokyo. Sabato a tutta danza con Kledi Kadiu che ci racconterà l’universo danza con Step Passi di danza e a seguire una piece teatrale (le prime tre saranno: Sarà una bella società, La lunga notte del Dottor Galvan e Il sogno del Principe di Salina) introdotta da un personaggio dello spettacolo. La musica la farà da padrona nella serata della domenica con Rock e i suoi fratelli condotto da Omar Pedrini che introdurrà un concerto di musica rock o pop e un documentario sugli artisti musicali del nostro tempo (Rolling Stones e John Lennon saranno i primi due appuntamenti).

    Lunedì toccherà ai documentari sui protagonisti del nostro secolo (ma prima Gualtiero Marchesi ci illustrerà la cucina italiana) mentre martedì sarà la volta del cinema d’autore (Io non sono qui, L’appartamento spagnolo e 21 grammi i primi titoli). Il mercoledì la serata sarà dedicata all’Italia e al made in Italy con Emporio Daverio, condotto da Philippe Daverio, che ci illustrerà le meraviglie del nostro paese; Il bello, il brutto e il cattivo, realizzato da Gregorio Paolini, dedicato alla creatività italiana e infine Spiriti Liberi, con una serie di omaggi ai personaggi “spiriti liberi” dell’Italia. Il giovedì sarà appannaggio di Renzo Arbore con Arbore e gli aborigeni, in cui alcuni personaggi dello spettacolo ci racconteranno il famoso autore e conduttore televisivo, e Doc Memories, in cui Elio e le storie tese introdurranno le puntate più interessanti del programma musicale di Renzo Arbore dedicato alla musica live.

    Durante la giornata gli altri appuntamenti saranno: Cool tour con Carlo Massarini, Incontri ravvicinati (da Magazine sul 2) con Antonello Aglioti, Passepartout (Quasi tout) con Philippe Daverio, Amori di Simona Ercolani e QB Quanto basta con Natascha Lusenti.

    Come abbiamo già detto, non mancheranno i documentari targati RaiCinema e Rai3 (Surfin’ Torino, A proposito di Suso Cecchi D’Amico e Dante Ferretti lo scenografo italiano, i primi titoli) che, assieme alla musica d’arte (il teatro musicale, le opere di Giuseppe Verdi e i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino), faranno da “collante” per tutto il palinsesto.

    Una tv in tutti i sensi quindi, come recita il claim del canale. La nostra speranza però è che tanta attenzione e investimento vengano riposti anche nei restanti canali all digital dell’azienda pubblica, alcuni dei quali (Rai4 in primis, sempre più abbandonato a sè stesso) richiedono a gran voce nuova linfa prima di diventare dei meri contenitori di repliche di cui francamente ne abbiamo abbastanza.

  Rai5: la tv della cultura e delle culture

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