1. Scudetto-Mod  
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    Giornata mondiale Aids, iniziative test e condom
    Preparativi per la Giornata mondiale contro l'Aids

    ROMA - Forse mai come quest'anno la scienza ha ottenuto risultati eccezionali contro l'Aids, dai primi risultati del vaccino italiano alle nuove terapie alla pillola 'del giorno prima', senza contare l'annuncio dell'Onu della diminuzione delle infezioni, ma in realta' la lotta alla malattia passa sempre per il vecchio mantra 'prevenzione, prevenzione, prevenzione', ritornato attuale dopo che per un decennio la patologia sembrava essere finita quasi nel dimenticatoio. E questo e' il messaggio principale che esperti e associazioni cercheranno di far passare durante il World Aids Day, il primo dicembre.

    ''Prevenzione, prevenzione, prevenzione - dice a esempio Samuel Bozzette dell'universita' di San Diego, uno dei principali esperti americani a Roma per il convegno della Societa' italiana di malattie Infettive e Tropicali (Simit) - E' quasi impossibile risolvere il problema con i trattamenti. Ogni anno trattiamo piu' persone, ma ogni anno vediamo anche piu' infezioni, perche' le persone si ammalano piu' velocemente di quanto riusciamo a curarle. Quello della pillola del giorno prima e' un successo che sono contento di aver visto, ma spero che non diventi mai una pratica comune''.

    Proprio su questo fronte l'Italia e' deficitaria, almeno secondo la Lila, la lega italiana Lotta all'Aids: ''Ogni due ore - spiega la Lila - si registra una nuova infezione da Hiv, oltre 4 mila ogni anno, e per la stragrande maggioranza sono dovute a rapporti sessuali non protetti. Nonostante questo, e nonostante i dati in crescita per tutte le altre malattie a trasmissione sessuale, sui condom in Italia non si fa informazione ne' promozione''.

    La prevenzione sara' al centro di diverse iniziative: oltre a quella 'Yes We Condom' promossa dall'associazione, verra' presentata una proposta di legge del deputato Pd Paola Concia per l'installazione di distributori di preservativi nelle scuole. Molti ospedali tra cui il San Gallicano di Roma inoltre rimarranno aperti al pubblico per offrire il test gratuito: ''L'offerta attiva del test deve consentire oggi di far emergere il sommerso - spiega Andrea Antinori dell'istituto di Malattie Infettive e Tropicali Lazzaro Spallanzani di Roma - Sappiamo che un soggetto su quattro in Italia non sa di essere infetto e questo comporta sia un ritardo nella diagnosi della malattia sia un piu' elevato rischio di trasmissione''.

    Dai dati disponibili dal ministero della Salute in Italia dall'inizio dell'epidemia nel 1982 al dicembre del 2008 sono 60.500 i casi di Aids registrati e tra questi 39.000 sono stati i decessi. I nuovi casi sono passati dai 5.653 degli anni precedenti ai circa 1.300 attuali, ma c'e' uno 'zoccolo duro' di nuove infezioni, circa 3500-4mila l'anno. Quello che preoccupa di piu' gli esperti e' il cambiamento nelle categorie sociali infettate: nel nostro Paese oggi sono meno del 10% i tossicodipendenti, mentre sono aumentati gli eterosessuali che rappresentano oggi la quota piu' ampia di chi si contagia (dieci anni fa erano il 15% ora il 45%).

    Fonte


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    Siti per sostenere ed approfondire la ricerca

    Ministero della Salute

    Lega Italia per la Lotta contro l'Aids

    Anlaids: Associazione Nazionale per la Lotta contro l'Aids

    Poloinformativo HIV
    Altre informazioni
  2. Scudetto-Mod  
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    Aids: Carla Bruni, grazie papa per aperture preservativo
    Carla Bruni ringrazia il Papa per le aperture sul preservativo, "Sono stupita e riconoscente"


    PARIGI - Carla Bruni-Sarkozy, premiere dame di Francia, si e' detta ''stupita, sorpresa e riconoscente'' dopo le aperture del papa Benedetto XVI sull'uso del preservativo per ridurre i rischi di contaminazione da Aids. Parlando stamattina ai microfoni di RTL per la Giornata mondiale di lotta all'Aids, la Bruni ha detto: ''sono molto emozionata per la recentissima dichiarazione di Benedetto XVI, e riconoscente. Alcuni paesi africani sono cristiani ed ascoltano molto la parola del Papa''.

    OGGI È LA GIORNATA MONDIALE
    di Enrica Battifoglia

    Non abbassare la guardia e puntare alla prevenzione, con il vaccino terapeutico ma anche con comportamenti sessuali che, come ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, sono "responsabili e collocati nel contesto di relazioni stabili". Così l'Italia si presenta alla Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids. Un'impostazione che ha trovato il pieno sostegno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che a Roma è intervenuto nell'incontro organizzato da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss).

    L'Italia, ha osservato Letta, è stato uno dei primi Paesi "a capire l'Aids e ad impegnarsi come governo e classe scientifica sul piano della prevenzione e del vaccino". Proprio sul vaccino terapeutico allo studio presso l'Iss da parte del gruppo di Barbara Ensoli si concentrano gli sforzi della ricerca italiana e i finanziamenti da parte del ministero. Un vaccino che ha fatto discutere e che ha suscitato "l'incomprensione di qualcuno, la resistenza di altri e forse l'ostilità di qualcun altro", come la rilevato Letta. "E' uno studio che il governo continuerà a finanziare in modalità da verificarsi", ha detto Fazio. Via libera anche all'aggiornamento delle linee guida e all'insediamento, accanto alla commissione nazionale Aids, della consulta delle associazioni.

    "Il dovere dei politici e degli scienziati è pensare all'eradicazione del virus Hiv", ha osservato il presidente dell'Iss, Enrico Garaci, e in questa prospettiva la ricerca sul vaccino è "un importante contributo della ricerca italiana a livello mondiale". Parallelamente è importante "non abbassare la guardia" e continuare a puntare alla prevenzione, considerando che in Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore, ma che di questo non si è consapevoli perché ben 6 persone su 10 scoprono di avere il virus solo quando la malattia è conclamata. Complessivamente le persone sieropositive sono circa 150.000 e di coloro che contraggono l'infezione, 2 su 3 sono stranieri; grazie ai farmaci antiretrovirali, che permettono di tenere a bada il virus nell'organismo, il numero dei malati di Aids si è ridotto di 4.000 l'anno. E' aumentata l'età media nella quale si contrae l'infezione (39 anni per gli uomini e 35 per le donne) e in 8 casi su 10 il virus Hiv si trasmette per via sessuale. Gli eterosessuali sono i più colpiti (65,4%) e il 25,3% non presenta fattori di rischio.

    IN ITALIA UN'INFEZIONE OGNI DUE ORE, MA MENO MALATI - In Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore, mentre il numero delle persone con l'Aids conclamato si è ridotto al punto che ogni anno si ammalano 4.000 persone in meno. Di coloro che contraggono l'infezione, 2 su 3 sono stranieri. E' quanto emerge dai dati forniti da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (Iss) alla vigilia della Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids.

    In Italia le nuove infezioni sono circa 4.000 ogni anno e le persone sieropositive sono circa 150.000; di queste 22.000 hanno l'Aids. Nonostante ciò, la consapevolezza generale del problema é scarsa in Italia. Dai dati forniti oggi dal Centro operativo Aids dell'Iss, 6 persone su 10 scoprono di avere il virus solo quando la malattia è conclamata. E' aumentata l'età media nella quale si contrae l'infezione (39 anni per gli uomini e 35 per le donne) e in 8 casi su 10 il virus Hiv si trasmette per via sessuale. Gli eterosessuali sono i più colpiti (65,4%) e il 25,3% non presenta fattori di rischio. Tuttavia "rispetto a 15 anni fa nel nostro Paese si ammalano 4.000 persone in meno", un dato che secondo il presidente dell'Iss, Enrico Garaci, "non è un risultato da poco perché é frutto della ricerca. ma anche dell'accesso ai farmaci garantito dal nostro Servizio sanitario nazionale". Secondo i dati dell'Iss, nel 2009 sono stati diagnosticati 4,5 nuove infezioni da Hiv ogni 100.000 residenti italiani e 22,2 ogni 100.000 stranieri residenti. La maggior parte dei casi avviene nel Centro-Nord e le segnalazioni, rileva l'Iss, sono rimaste sostanzialmente stabili negli ultimi 10 anni. Dal 1982, quando sono stati registrati i primi casi, in Italia sono state colpite dall'Aids 63.000 persone; di queste 40.000 sono decedute.


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    VELOCE E FURBO, IN 100 ANNI IL VIRUS E' OVUNQUE
    di Paola Mariano

    ROMA - L'Hiv e' un 'colonizzatore feroce', da quando i primi ceppi hanno cominciato a saltare da scimpanze' a uomini il virus e' diventato potente e mortale, rapidamente e' comparso il ceppo oggi pandemico, il piu' diffuso Hiv-1, il quale a sua volta si e' riprodotto e modificato a dismisura, dando una valanga di altri tipi e sottotipi: un'evoluzione rapidissima che rende il virus molto diversificato nel mondo e complica diagnosi, cura e la messa a punto dei vaccini. E' questo il quadro a tinte fosche raffigurato dalla ''mappa di un secolo di virus Hiv'', grazie alla ricostruzione degli ultimi 100 anni di storia ed evoluzione del virus, condotta da Denis Tebit e Eric Arts della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio.

    La rapida diffusione nel mondo di Hiv-1 ha portato alla comparsa e al mischiarsi tra loro di differenti ceppi virali, tanto che sono almeno 48 le forme virali circolanti finora identificate. ''Questa evoluzione estrema e divergente ha portato a differenze nella virulenza di differenti sottotipi di HIV-1'', spiegano i due scienziati. La mappa, pubblicata sulla rivista The Lancet Infectious Diseases in occasione della Giornata Mondiale dell'Aids (domani), e' stata tracciata attraverso la 'revisione' di dati genetici su tantissimi ceppi virali. Infatti, da quando negli anni 80 e' stato per la prima volta isolato il virus, il livello di conoscenze genetiche e molecolari, consentito dalla facilita' con cui oggi si puo' confrontare materiale genetico di diversi ceppi, e' cresciuto a dismisura, permettendo di tracciare una storia dettagliata del virus.

    Per esempio e' ormai chiaro, scrivono i due scienziati, che l'Hiv ha avuto origine da virus analoghi di scimpanze' che hanno piu' volte fatto il salto di specie passando all'uomo ed evolvendosi rapidamente per adattarsi al nuovo ospite. Grazie alla genetica, inoltre, si puo' anche datare la comparsa di ceppi, gruppi, sottotipi: per esempio ''l'uso degli 'orologi molecolari' (cioe' la datazione dei virus mediante costruzione di alberi genetici evolutivi) - scrivono gli scienziati - ha permesso di stimare l'eta' degli antenati comuni dei gruppi M, O, e N di HIV-1 nell'Africa centrale: rispettivamente 1908 circa (1884-1924), 1920 (1890-1940), 1963 (1948-77)''. In seguito, con i suoi tanti 'volti', l'Hiv si e' diffuso nel mondo rapidamente grazie ai comportamenti umani (per esempio lo scambio di siringhe infette e il sesso non protetto) e i processi migratori. Per esempio, scrivono Tebit e Arts, e' negli anni 60-70, ai tempi dell'Africa post-coloniale, che il virus si e' cominciato a diffondere nei grossi centri urbani, seguendo i migranti che vi si trasferivano lasciando i piccoli villaggi nella foresta tropicale. In altri casi, come nei Caraibi, il virus si e' diffuso a partire da un unico individuo infetto giunto in quei luoghi (la cosiddetta teoria del fondatore).


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    VELOCE E FURBO, IN 100 ANNI IL VIRUS E' OVUNQUE

    ROMA - L'Hiv e' un 'colonizzatore feroce', da quando i primi ceppi hanno cominciato a saltare da scimpanze' a uomini il virus e' diventato potente e mortale, rapidamente e' comparso il ceppo oggi pandemico, il piu' diffuso Hiv-1, il quale a sua volta si e' riprodotto e modificato a dismisura, dando una valanga di altri tipi e sottotipi: un'evoluzione rapidissima che rende il virus molto diversificato nel mondo e complica diagnosi, cura e la messa a punto dei vaccini. E' questo il quadro a tinte fosche raffigurato dalla ''mappa di un secolo di virus Hiv'', grazie alla ricostruzione degli ultimi 100 anni di storia ed evoluzione del virus, condotta da Denis Tebit e Eric Arts della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio.

    La rapida diffusione nel mondo di Hiv-1 ha portato alla comparsa e al mischiarsi tra loro di differenti ceppi virali, tanto che sono almeno 48 le forme virali circolanti finora identificate. ''Questa evoluzione estrema e divergente ha portato a differenze nella virulenza di differenti sottotipi di HIV-1'', spiegano i due scienziati. La mappa, pubblicata sulla rivista The Lancet Infectious Diseases in occasione della Giornata Mondiale dell'Aids (domani), e' stata tracciata attraverso la 'revisione' di dati genetici su tantissimi ceppi virali. Infatti, da quando negli anni 80 e' stato per la prima volta isolato il virus, il livello di conoscenze genetiche e molecolari, consentito dalla facilita' con cui oggi si puo' confrontare materiale genetico di diversi ceppi, e' cresciuto a dismisura, permettendo di tracciare una storia dettagliata del virus.

    Per esempio e' ormai chiaro, scrivono i due scienziati, che l'Hiv ha avuto origine da virus analoghi di scimpanze' che hanno piu' volte fatto il salto di specie passando all'uomo ed evolvendosi rapidamente per adattarsi al nuovo ospite. Grazie alla genetica, inoltre, si puo' anche datare la comparsa di ceppi, gruppi, sottotipi: per esempio ''l'uso degli 'orologi molecolari' (cioe' la datazione dei virus mediante costruzione di alberi genetici evolutivi) - scrivono gli scienziati - ha permesso di stimare l'eta' degli antenati comuni dei gruppi M, O, e N di HIV-1 nell'Africa centrale: rispettivamente 1908 circa (1884-1924), 1920 (1890-1940), 1963 (1948-77)''. In seguito, con i suoi tanti 'volti', l'Hiv si e' diffuso nel mondo rapidamente grazie ai comportamenti umani (per esempio lo scambio di siringhe infette e il sesso non protetto) e i processi migratori. Per esempio, scrivono Tebit e Arts, e' negli anni 60-70, ai tempi dell'Africa post-coloniale, che il virus si e' cominciato a diffondere nei grossi centri urbani, seguendo i migranti che vi si trasferivano lasciando i piccoli villaggi nella foresta tropicale. In altri casi, come nei Caraibi, il virus si e' diffuso a partire da un unico individuo infetto giunto in quei luoghi (la cosiddetta teoria del fondatore).

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    Nel mondo 33,3 mln con Hiv, in Italia più donne

    ROMA - Per la prima volta il numero di infezioni da Hiv nel mondo e' sceso, ma sono comunque almeno 33 milioni le persone che hanno contratto il virus. La fotografia e' venuta pochi giorni fa dal rapporto Unaids, che descrive la malattia come una piaga ancora lontano dall'essere debellata. Ecco i principali numeri del virus nel mondo e in Italia.

    I NUMERI NEL MONDO In totale sono 33,3 milioni le persone che vivono nel mondo con l'Hiv, 2,5 milioni sono minori di 15 anni e 2,6 milioni quelle che hanno contratto il virus nel 2009 (di cui 370 mila bambini), una cifra in diminuzione rispetto ai 3,1 milioni del 1999. Scendono anche i decessi: erano 2,1 milioni nel 2004 e ne sono stati registrati, indicativamente, 1,8 milioni nel 2009, tra questi 260 mila minori di 15 anni. Il rapporto rivela che l'incidenza del virus è diminuita dal 2001 al 2009 del 25% in 22 paesi subsahariani ed anche in India e nel sud est asiatico. Rimane invece stabile negli Usa e nell'Europa centrale ed occidentale mentre cresce di oltre il 25% in Russia ed in diverse altre repubbliche ex-sovietiche.

    IN ITALIA Dai dati disponibili dal ministero della Salute in Italia dall'inizio dell'epidemia nel 1982 al dicembre del 2008 sono 60.500 i casi di Aids registrati e tra questi 39.000 sono stati i decessi. I farmaci antiretrovirali, che sono stati resi disponibili dal 1995, anno del picco di epidemia, sono riusciti a ridurre i casi di Aids conclamato: i nuovi casi sono passati dai 5.653 degli anni precedenti ai circa 1.300 attuali.

    I sieropositivi sono circa 170mila, con 3.500-4mila nuovi casi l'anno. La percentuale di donne con Hiv e Aids è quella più cresciuta negli anni: se nel 1985 c'era un caso di Hiv femminile ogni 3,5 casi maschili, il rapporto è oggi sceso a 2,5. Dati allarmanti, perché se i casi di infezione sono diminuiti dal 1981 (anno in cui fu identificato il primo caso di Aids negli Usa), la stabilità di diffusione del virus e i cambiamenti delle modalità di trasmissione dimostrano come le persone non abbiano ancora assunto comportamenti responsabili per evitare il diffondersi del virus.




    Fonte: Ansa.it

  1° Dicembre: giornata mondiale Anti-AIDS

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