1.     Mi trovi su: Homepage #5819475
    Direi che c'hai azzeccato con il discorso DNA, c'è poco da fare! sono fatti così, hanno BISOGNO di quegli elementi, dei soliti clichè.
    E non è affatto un male, come hai spiegato nell'articolo è bello "vedere" un eroe in terza persona, vivere le sue avventure come solo un jrpg ti può far vivere, fra speranze, amori ed esplorazione di mondi fantastici, come per esempio quello di FFIX, che credo sia il miglior mondo mai creato in un jrpg.
    Il problema è come sono proposti all'utente questi clichè, e qua entra in campo la bravura degli sviluppatori, perchè anche con i soliti clichè si può tirar fuori una storia con le contropalle, una storia fantastica che ti prende ed emoziona nella sua semplicità, come può essere quella di Grandia o di un Suikoden 2(anche se in quest'ultimo c'è molto più di una "semplice" storia).
    .
    Non so se sia colpa della corsa alla tecnologia e alla grafica pompata che rappresenta questa generazione, ma ormai in molti prodotti (parlo del mercato console HD) sembra non ci sia più la capacità di creare una storia avvincente o dei dialoghi realmente credibili o ironici, cadendo spesso nel ridicolo (star ocean:tlh su tutti).
    Si creano giochi con un background ed una storia di fondo veramente buoni, ma sembra ci sia l'incapacità di evolverli e di farli vivere al giocatore, di farli "giocare"; prendo per esempio Lost Odissey, un jrpg dal background FANTASTICO, veramente ben costruito, narrato egregiamente...peccato che quando ci ritroviamo a giocare ci sentiamo un pò presi per i fondelli; dovremmo controllare un uomo adulto (molto adulto) invece troviamo le solite stupidaggini, troviamo discorsi a volte troppo ridicoli, un personaggio che vuole sembrare serio ma finisce per fare la figura del più cretino di tutti (ma qui l'esempio più lampante è Lightning di FFXIII).
    Perchè tutto ciò? posso solo pensare, aiutato dal tuo articolo, all'incompetenza, all'ignoranza di un mercato troppo chiuso in se stesso, che non vede, anzi, non cerca sbocchi, o li cerca nella direzione sbagliata (ffxiii).
  2.     Mi trovi su: Homepage #5819538
    Ottimo articolo, noto con piacere che come sempre sei ben informato sul Giappone ;)
    La situazione è proprio quella, i giapponesi sono fatti così e gli piacciono determinate cose, io stesso mi sento un po' giapponese alle volte per gusti e non di rado mi sento un po' tagliato fuori nel mercato attuale occidentale.
    E' un argomento su cui ci sarebbe da parlare per ora, visto il substrato culturale da cui attingexD!
    Secondo me poi è tutta una pura questione di percezioni dovute alla cultura di appartenenza e altri fattori e soprattutto alle mode di massa.Mettiamoci poi anche la diversa "sensibilità" ai prodotti del pubblico...10-20 anni fa in Giappone già spopolavano nelle sale giochi arcade musicali bellissimi e impensabili per l'epoca, avevano già dei cellulari multifunzione in grado di farli giocare ovunque(cosa indispensabile vista la vita da pendolari di molti giapponesi) parallelamente alle console( e i 2 mercati non si sono mai uccisi a vicenda), oggi per loro queste cose sono vecchie come il cucco, normali trovarle.Per il pubblico occidentale si tratta di novità e cose cool.D'altronde è successo sempre così in Giappone, la loro corsa continua all'innovazione li porta ad arrivare sempre molto in anticipo in certe cose, tanto che quando scatta la mania globale passano ad altro.Questo perchè in certi settori sono uno dei paesi più all'avanguardia e poi perchè per loro il mercato interno viene prima di tutto.Non per niente le sale giochi da loro sono l'ultima roccaforte arcade ancora florida(non come un tempo ma resiste bene).Insieme a questa corsa continua al nuovo, ai giapponesi però piace riutilizzare formule collaudate se piacciono, ma in fondo i clichè sono usati in tutte le culture e in tutti i mezzi, perciò normale l'uso di clichè nei jrpg di massa.Anche qui si tratta di una visione diversa...da loro la commistione anime/manga/vg etc. è fortissima, tutti prodotti diffusi a livello di massa, per questo come ci sono shounen letti da tutti ci sono anche jrpg giocati da tutti.Da noi il gdr è rimasto quasi sempre appannaggio di chi da bravo nerd si metteva a giocarli mentre altri giocavano ad altro, una derivazione dei giochi di ruolo cartacei, quindi il pubblico rimaneva quello.I giochi di ruolo giapponese(anzi i videogames!) invece sono diventati quello che diventarono i manga decenni prima, un prodotto fruibile a più tipologie di pubblico; questo perchè come il salaryman stressato da una giornata di lavoro si immerge in metro in un'epica avventura in un mondo fantastico sul suo ds, lo stesso fa l'adolescente in casa sulla console fissa per dire.Per questo ci sono jrpg banali, scialbi, bellissimi,cupi, adulti, violenti, kawaii etc.
    a seconda del target di riferimento.Che poi comunque resti un genere preferito più dagli otaku che dalle altre persone è pur vero, ma così come ci sono otaku dei manga ci sono anche lettori di manga che però non sono otaku, bensì semplici lettori.A mio avviso l'ultimo periodo di "crisi" di questo genere di giochi è dovuta al cambiamento del mercato molto più pc-oriented(più come contenuti che piattaforma), il cambio di gusti della massa di giocatori occidentali, la crisi economica che non invoglia a esportare troppo all'estero; ci vuola una direzione decisa in cui si deve evolvere il genere magari.Ma perfavore mantenete gli scontri a turni, dovess'ero rimanere relegati a un sottogenere di jrpg ç.ç, sono l'unione perfetta tra il tattico e l'"azione", non eliminateli del tutto.
  3.     Mi trovi su: Homepage #5819708
    Almeno metà di quei clichè li hanno ereditati da noi.
    Il vero problema è quando i clichè si usano per sopperire alla mancanza di idee e questo vale sia per gli orientali quanto gli occidentali, i quali hanno come unico riferimento la sacra bibbia del Signore degli anelli, padre di tutti i clichè, consacrato nei secoli da D&D.
    Nel momento in cui i MMORPG non sono più un fenomeno di nicchia, se non hai fra i 10 e i 13 anni, ha ancora senso giocare ad un RPG?
  4. conferenza  
        Mi trovi su: Homepage #5819778
    Alcuni di quei "cliché" del sito in inglese sono molto divertenti (due a caso: 94 e 102), la maggior parte è opinabile come cliché, spesso è un chiaro riferimento ad UNA sola serie in particolare.


    Mi sembra che tempo fa creai anche un topic tipo "i cliché dei jrpg" nella sezione Discussioni...
  5. la vita è tutto ciò che succede mentre noi siamo affaccendati altrove  
        Mi trovi su: Homepage #5820235
    non essendo molto espero della società giapponese trovo interessante questo collegamento ai jrpg & co. Dovrei rileggerlo un'altra volta.
    Ma se mi è concesso, suggerirei di modificare una frase, ovvero "i giochi di ruolo giapponesi  sono sempre in terza persona", cosa assolutamente falsa; avete pure messo Etrian Odyssey come bilgietto da visita all'articolo sulla home page! Senza contare che in origine i jrpg si sono evoluti sulla scia della prima persona. Diciamo che nel differenziare lo stile jap da quello occidentale si è andato in contro a un po' di generalizzazione. Il "mai" sarebbe meglio evitarlo.
    Sono anche un po' scettico sui messaggi impliciti, nel senso che non nego non ci siano, ma la vittoria del bene sul male, dell'amicizia, dei deboli, sono tutti temi ricorrenti ovunque e in qualsiasi cultura. NOn vedo quindi dove sia questa grande sorpresa nel vederli anche nei jrpg.
    Concordo invece sul tema dell'ingoranza. Per me è questo uno dei tasselli principali del discorso. Ma ho anche sempre sospettato che, più semplicemente, gli sceneggiatori o gli ideatori che si prodigano nel dar vita a nuovi giochi/jrpg non hanno troppe competenze nel settore. Ignoranza unita a incompetenza. Del resto il problema dei clichè non è il loro uso, ma il loro abuso.
    La formicuzza dal grande dolore, prese uno spillo e se lo ficcò nel core...
    La Compagnia del Saturn...cari vecchi ricordi di Next.
  6. la vita è tutto ciò che succede mentre noi siamo affaccendati altrove  
        Mi trovi su: Homepage #5820482
    SirMana ha scritto:
    I giochi di ruolo giapponese(anzi i videogames!) invece sono diventati quello che diventarono i manga decenni prima, un prodotto fruibile a più tipologie di pubblico; questo perchè come il salaryman stressato da una giornata di lavoro si immerge in metro in un'epica avventura in un mondo fantastico sul suo ds, lo stesso fa l'adolescente in casa sulla console fissa per dire.Per questo ci sono jrpg banali, scialbi, bellissimi,cupi, adulti, violenti, kawaii etc.
    a seconda del target di riferimento.Che poi comunque resti un genere preferito più dagli otaku che dalle altre persone è pur vero, ma così come ci sono otaku dei manga ci sono anche lettori di manga che però non sono otaku, bensì semplici lettori. 
    sta cosa mi lascia perplesso.
    Per prima cosa credo occorra vedere qual'è il target primario, secondario e via dicendo dei jrpg in madre patria; sicuramente in giappone la fascia d'età media è ben più amplia che in occidente, dove, magari e paradossalmente, un jrpg originariamente pensato per ragazzini viene targetizzato per una utenza navigata ed esperta e quindi un po' più su con gli anni.
    Ma la spartizione in giappone dei jrpg per adattarsi a più fasce di pubblico può avvenire solo in base al genere e sottogenere, alla console (portatile, mobile o console fissa) o, in misura minore, in base ad elementi più "superficiali" o personali, come stile grafico e sfumature di gameplay. Ci sono casi eccezionali, come ad esempio i pokemon, i giochi Opus (half-minute hero o jikandia ) o altri prodotti mini, dei jrpg-snak, disponibile su apperecchi mobile, creati appunto per gente che non ha tempo e voglia di impegnarsi in avventure interminabili, ma non ci sono poi molti altri modi per sottoclassificare il genere in base al mercato. E questo perchè la struttura media dei jrpg è sempre la stessa, la narrativa e le soluzioni drammaturgiche sono quasi sempre le stesse e pure le soluzioni ludiche bene o male si ripetono a oltranza. Soprattutto In questi ultimi anni poco s'è fatto per amplirare l'offerta e bene o male l'unica corsa che ogni compagnia faceva l'un con l'altra era quella della ricerca di particolari, soprattutto del sistema di combattimento, per differenziare le proprie produzioni e infondergli una certa personalità.
    Il genere jrpg è estremamente vasto e complesso e ce n'è per tutti i gusti (gusti giapponesi)  ma la fruibilità a più tipologie di pubblico è la stessa di altri generi e, esattamente come in occidente, è il salaryman che magari va a giocare a giochi pensati prevalentemente per i ragazzini. Ma guardando al presente, non vedo dove i jrpg possano differenziarsi come offerta, se non appunto per le differenze sopracitate e scontate per un genere che annovera migliaia di titoli. Ma non esiste un target di riferimento per prodotti banali o scialbi e uno per prodotti bellissimi.
    La formicuzza dal grande dolore, prese uno spillo e se lo ficcò nel core...
    La Compagnia del Saturn...cari vecchi ricordi di Next.
  7. assassin's creed 2  
        Mi trovi su: Homepage #5820588
    sona ha scritto:
    non essendo molto espero della società giapponese trovo interessante questo collegamento ai jrpg & co. Dovrei rileggerlo un'altra volta.
    Ma se mi è concesso, suggerirei di modificare una frase, ovvero "i giochi di ruolo giapponesi  sono sempre in terza persona", cosa assolutamente falsa; avete pure messo Etrian Odyssey come bilgietto da visita all'articolo sulla home page! Senza contare che in origine i jrpg si sono evoluti sulla scia della prima persona. Diciamo che nel differenziare lo stile jap da quello occidentale si è andato in contro a un po' di generalizzazione. Il "mai" sarebbe meglio evitarlo.
    Sono anche un po' scettico sui messaggi impliciti, nel senso che non nego non ci siano, ma la vittoria del bene sul male, dell'amicizia, dei deboli, sono tutti temi ricorrenti ovunque e in qualsiasi cultura. NOn vedo quindi dove sia questa grande sorpresa nel vederli anche nei jrpg.
    Concordo invece sul tema dell'ingoranza. Per me è questo uno dei tasselli principali del discorso. Ma ho anche sempre sospettato che, più semplicemente, gli sceneggiatori o gli ideatori che si prodigano nel dar vita a nuovi giochi/jrpg non hanno troppe competenze nel settore. Ignoranza unita a incompetenza. Del resto il problema dei clichè non è il loro uso, ma il loro abuso.
     La presenza di Etrian Odissey in copertina non è una svista, e in effetti ci sono alcuni importanti JRPG in prima persona, per esempio l'intera serie di Wizardry. Però se ci pensi bene anche in questi giochi si controlla un intero gruppo di avventurieri, la visuale è in prima persona ma il giocatore non è presente nel gioco, bensì si limita a dare ordini alle truppe. In questo senso mi pare in linea con il resto, ma in linea di massima sicuramente ci sono eccezioni anche a questa regola. Per esempio metterei Pokémon tra i giochi in cui il giocatore è il protagonista della storia, ma ritengo che questa eccezione specifica sia da ricondurre al target "ideale" del gioco: poiché il gioco deve essere fruibile anche dai bambini secondo me gli sviluppatori fanno uno sforzo per renderlo più personale e unico rispetto al JRPG standard.
    Per quanto riguarda i messaggi invece, se ci pensi bene in un sacco di RPG occidentali, quelli di BioWare in primis, il giocatore può sempre decidere se comportarsi da buono o da cattivo e ci sono sempre almeno un paio di finali, uno positivo e uno negativo. Inoltre molto spesso anche le singole quest si possono risolvere in modi moralmente differenti, per esempio per ottenenre un oggetto posso uccidere il proprietario oppure convincerlo a darmelo facendo qualcosa per lui. Un gioco che può essere completato tramite assassinii e porta alla vittoria del male non ha certamente un messaggio positivo e un sacco di CRPG rientrano in questa categoria. I JRPG sono invece sempre monotematici da questo punto di vista.
  8.     Mi trovi su: Homepage #5820831
    Woodblade ha scritto:
    La presenza di Etrian Odissey in copertina non è una svista, e in effetti ci sono alcuni importanti JRPG in prima persona, per esempio l'intera serie di Wizardry.


    Wizardry un jrpg? Ma se fu sviluppato per AppleII da Sir-Tech negli anni 80... me lo ricordo, essendo stata utente Apple era una delle poche cose che avevamo.^^;
    Wizardry che poi è appunto la saga dei clichè occidentali marchiata a fuoco dal "Signore dei Bordelli", c'era pure il vecchio mago con la barba e il cappello a punta... :X

    Per questo dicevo sopra che glieli abbiamo insegnati noi questi clichè, loro li hanno solo adattati alla loro cultura e ai gusti del loro pubblico.
    GLi J-RPG hanno la loro matrice d'origine nei Dungeon crowler, il capostipite fu Dragon Quest, seguito subito dopo da Final Fantasy (andrebbe anche messo Zelda visto che inizialmente veniva considerato un rpg), quindi direi che parlare di visuale in prima persona come origine non è propriamente veritiero.

    Inoltre, mi pare ovvio che il senso dell'articolo linkato sia generalista, quindi è normale che vi siano tutta una serie di eccezioni a quei clichè, i quali però - purtroppo - sono invece la base delle serie più blasonate.


  9. la vita è tutto ciò che succede mentre noi siamo affaccendati altrove  
        Mi trovi su: Homepage #5821167
    Woodblade ha scritto:
    La presenza di Etrian Odissey in copertina non è una svista, e in effetti ci sono alcuni importanti JRPG in prima persona, per esempio l'intera serie di Wizardry. Però se ci pensi bene anche in questi giochi si controlla un intero gruppo di avventurieri, la visuale è in prima persona ma il giocatore non è presente nel gioco, bensì si limita a dare ordini alle truppe. In questo senso mi pare in linea con il resto, ma in linea di massima sicuramente ci sono eccezioni anche a questa regola. Per esempio metterei Pokémon tra i giochi in cui il giocatore è il protagonista della storia, ma ritengo che questa eccezione specifica sia da ricondurre al target "ideale" del gioco: poiché il gioco deve essere fruibile anche dai bambini secondo me gli sviluppatori fanno uno sforzo per renderlo più personale e unico rispetto al JRPG standard.
    Per quanto riguarda i messaggi invece, se ci pensi bene in un sacco di RPG occidentali, quelli di BioWare in primis, il giocatore può sempre decidere se comportarsi da buono o da cattivo e ci sono sempre almeno un paio di finali, uno positivo e uno negativo. Inoltre molto spesso anche le singole quest si possono risolvere in modi moralmente differenti, per esempio per ottenenre un oggetto posso uccidere il proprietario oppure convincerlo a darmelo facendo qualcosa per lui. Un gioco che può essere completato tramite assassinii e porta alla vittoria del male non ha certamente un messaggio positivo e un sacco di CRPG rientrano in questa categoria. I JRPG sono invece sempre monotematici da questo punto di vista.
      aaaaaaaaa...mio Dio, che figura da cioccolataio che ho fatto. Ora ho capito, come ho fatto a non arrivarvi prima. Terza persona inteso nella figura del protagonista, non nella visuale. o Cielo, vado a sotterrarmi. X(
    Sissì, hai ragione, molto difficilmente il genere ha lasciato al giocatore il ruolo di protagonista nel gioco.
    .
    Ma perchè sta discussione non è linkata al forum?
    La formicuzza dal grande dolore, prese uno spillo e se lo ficcò nel core...
    La Compagnia del Saturn...cari vecchi ricordi di Next.
  10. assassin's creed 2  
        Mi trovi su: Homepage #5821973
    Quello che dici è vero, in effetti Wizardry nasce in occidente e probabilmente è per quello che ha la visuale in soggettiva, però non so se sai che questa serie che da noi non ha mai goduto di molta fortuna se non all'inizio, è diventata molto popolare in Giappone e nel corso degli anni ha dato vita a un'infinità di seguiti su praticamente ogni piattaforma. Per dire, su DS di Wizardry ce ne sono 3, tutti sviluppati da studi giapponesi e credo mai arrivati in occidente. Però in effetti come esempio non è calzantissimo essendo la serie nata in occidente e poi "naturalizzata" giapponese.

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